domenica, ottobre 29, 2006

Starwood e Reuters colonizzano la realtà virtuale

L'agenzia stampa Reuters ha aperto un proprio ufficio, con tanto di sito Internet dedicato, all'interno di Second Life, la cosa più vicina ad un universo parallelo che Internet possa offrire. Vedere per credere. La società alberghiera Starwood Hotels ha programmato l'apertura di una nuova catena di hotel, che verrà chiamata Aloft. Il primo esempio è stato costruito... a Second Life (qui il blog dell'albergo) .
Il futuro è già qui: Snow Crash, il meraviglioso terzo romanzo di Neal Stephenson sa, descrive il Metaverso, successore di Internet, nel quale condurre una vera e propria vita parallela.
Adesso ci servono soltanto le privatopie. Nell'attesa , ci accontenteremmo degli USA, impegnati nella rincorsa al midterm.


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sabato, ottobre 28, 2006

Profumi

Kkassandra si preoccupa della valutazione irrealisticamente ottimistica delle gesta del Governo Prodi. D'altronde, chiedere a Profumo, prodiano e "liberal" di ferro come sia il Governo Prodi è come chiedere all'oste come sia il proprio vino. Non dimentichiamo come l'ex braccio destro di Profumo, Piero Modiano, attuale D.G. del SanPaolo, sia la "dolce metà" di Barbara Pollastrini, ministro della Repubblica in quota D'Alema.
D'altronde, un comportamento simile a destra è stato definito definito nepotismo, regime, per i progressisti si userebbero invece termini come "meritocrazia" e "modernizzazione", immagino; impiego il condizionale, visto che parlarne è cattivo gusto,per lorsignori.


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venerdì, ottobre 27, 2006

Al contadino fai sapere: stai uccidendo il Terzo Mondo, insieme ai tuoi amici equi e solidali.

Calamity Jane dipinge un ritratto impeccabile e spietato dei radical-chic intenti a cementare una curiosa edi innaturale alleanza fra agricoltori e amanti dello sviluppo equo e solidale, una contraddizione in termini cementata dall'assalto al trogolo della spesa pubblica: i sussidi e i dazi protettivi che protegogno gli agricoltori europei impediscono proprio ai poveri contadini dei paesi del Terzo Mondo di esportare i loro prodotti in Europa, dove venderebbero bene se non fosse per la concorrenza sleale e sovvenizonata del contadino finotequo e fintosolidale.
i sussidi all'epsortazione, nati per eliminare le eccedenze europee create dagli stessi incentivi erogati dalla stessa Unone Europea, vanno poi a rovinare il piccolo contadino africano in loco, inondando il suo mercato di prodotti alimentari falsamente economici; ridotti in miseria e alla fame, i contadini e le loro famiglie vengono poi sfamati ed "aiutati " dall'elemosina inviata dagli stessi socialdemocratici che hanno approvato le politiche causa della loro rovina.

Delle migliori intenzioni è lastricata la strada per l'inferno, ma non lo vogliamo vedere.

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giovedì, ottobre 26, 2006

E se ne vanta pure!

CDL: CASINI, BERLUSCONI VIENE DAL NULLA, IO DALLA DC

   (ANSA) - ROMA, 26 OTT - ''Non andremo in piazza assieme ma gli riconosco di interpretare una parte d'Italia. Ma abbiamo Dna diversi. Lui e' la novita', io sono la tradizione, lui e' venuto dal nulla, io dalla Democrazia Cristiana e credo che le storie politiche siano importanti per costruire il futuro''. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, nel corso della presentazione del libro di Claudio Velardi ''L'anno che doveva cambiare l'Italia''.(ANSA).

Pizzini persiani

Non so voi, ma a me sembra che queste dichiarazioni tradiscano il + puro stile mafioso.

(Hat tip: ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it)


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martedì, ottobre 24, 2006

nuove coppie. Griso cambia piattaforma...

Grazie al Griso . Fenomenale.  Peccato il permalink funzioni quanto la correttezza politica di Putin od il coraggio di     qualcuno a Reporter Senza Frontiere


Volete congiungervi ad una bambina di 11 anni, legalmente, senza uscire dai confini dell'Unione Europea?
Niente di più semplice: convertitevi all'islam, poi andate in Tracia (una regione a nordest della Grecia, al confine con la Turchia) e chiedete dei tre muftì. Dite che vi mando io.


Come? No, non voglio la provvigione, macché scherziamo? Ma neanche
grazie, figuratevi: questo e altro, pur di favorire il dialogo
interculturale.



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Desideri di autodistruzione fra i Reporter senza Frontiere

Signori di Reporter senza frontiere, se volete suicidarvi, fate pure. Se volete abdicare a tutto ciò che credete, prego. Ma senza di me, se non vi spiace.
La Danimarca ha perso il primo posto nella classifica di Reporter senza Frontiere sulla libertà di stampa a CAUSA delle "vignette sataniche " . Lo hanno capito persino i talebani di tutto il mondo, quando inclusero tutti i danesi e l'intera Danimarca, senza distinzioni, fra gli oggetti del loro sdegno, in quanto coplevoli di permettere, per amor di libertà, quella che certi islamici ritenevano bestemmia. A non volerlo capire sono proprio colo che sbraitano maggiormente per una tutela, evidentemente teorica, della libertà di stampa.

Dice megli di me Le guerre civili :
Mi meraviglia assai invece che la Danimarca abbia perso il primo posto per colpa, a causa, del caso delle vignette satiriche su Maometto. Pensavo che quel caso meritasse un ulteriore encomio alla Danimarca, pensavo che non si desse ragione ai ringhi (legittimi nella protesta, ma anticoranici nella violenza) di Al Qaeda e dei Fratelli musulmani. Invece i Reporter senza Frontiere hanno tenuto chiusa la frontiera della decenza e si sono sottomessi. Chiamiamoli Reporter senza Faccia, allora.


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lunedì, ottobre 23, 2006

I DS, apprendisti stregoni post-comunisti

Per gli apprendisti stregoni postcomunisti (i DS) la scelta di andare allo scontro frontale scatenando l'odio personale ed estremo contro SIlvio Berlusconi ha avuto effetti deleteri, avvantaggiando gli estremisti comunisti, inopinatamente alleati con il "moderato" Prodi per ridurre l'influenza diessina sull'Ulivo. Ne parla anche Schegge di vetro, che osserva anche una certa consonanza fra la storia le strategie politiche sinistre e quelle islamiche; data la penetrazione della propaganda marxista fra le classi colte dei paesi arabi, non mi stupirei molto che il radiclaismo islamico e quello nostrano condividessero le medesime distorsioni mentali.

Io più modestamente mi limito a notare un paragone storico strettamente nazionale: in fondo, Prodi non fa che proseguire ed adeguare la politica del compromesso storico, l'atmosfera mefitica nella quale e' cresciuto ed e' andato in metastasi il sistema di potere cattocomunista, del quale il bolognese Prodi rappresenta l'apice : allora, sinistra DC e PCI, uniti dall'ostilità al capitalismo ed alla modernità, s'allearono per schiacciare il PSI ed i partiti laici. Oggi, Prodi s'allea con Bertinotti ai danni dei DS.
Chi di porcata ferisce, di Mortadella perisce.


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domenica, ottobre 22, 2006

Indipendenza e libertà! Caprotti Resisti

Romano Prodi, massimo esponente della cultura catocomunista che ha
perfezionato lo Stato Corporativo di fascista memoria, si e' preso due banche, fra le altre cose. Adesso come premio di consolazione ha promesso
agli amici diessini un supermercato?

 Leggere Krillix per saperne di piu' . Quando avrete fatto,  scendete sotto :)



Personalmente ritengo Caprotti, patron della Esselunga, uno dei più grandi imprenditori italiani, una persona ch ein un altra nazione sarebbe stato un Sam Walton (il fondatore di Wal-Mart).
Ovvio che non voglia vendere alle coop: a parte la propria simpatia politica, e' probabile che senza la concorrenza sleale ed i privilegi politici ed economici di cui ha goduto la Coop, forse l'Italia avrebbe il "campione nazionale" nella grande distribuzione di cui socialisti neri e rossi sentono tanto la mancanza. Infatti ci si lamenta spesso di come la grande distribuzione sia in mano a francesi e tedeschi, ma non ci si vuole accorgere del motivo per cui questo e' avvenuto: i lacci e lacciuoli al commercio, le assurdita' di regolamenti desueti ed una tassazione punitiva hanno da sempre impedito la concentrazione aziendale, nel settore della grande ditstribuzione come in altri. Salvo rarissime eccezioni, la possibliita' di espandersi, anche se in maniera sempre insufficiente, e' stata di fatto concessa ai favoriti del potente di turno, coloro che potevano permettersi d'ignorarsi le regole, o di scriverle. Non e' un caso che fra i big del settore si trovino il movimento cooperativo, di cui sappiamo lo status di privilegio giuridico ed economico; e, fino alla vendita ad Auchan, il gruppo Città Mercato / Rinascente, di proprietà della famiglia Agnelli.

Phastidio si preoccupa se ora Esselunga riceverà più attenzioni da parte della Guardia di FInanza; temo proprio di si' e saranno visite di quella minoranza di finanzieri che vuole essere pagata col sangue e non con l'oro, anche a costo di inventarsi infrazioni.
Ma saremo  soltanto all'inizio: aspettiamoci una bella campagna stampa terroristica da parte di giornali e televisioni "progressiste", una esplosione d'inchieste su quanto cari sono i prodotti Esselunga e quanto scadente ne sia la qualita', sulle condizioni inquietanti del trasporto e della conservazione dei prodotti e sulle pratiche schiavistiche di Esselunga nei confronti dei lavoratori. 
Essleunga serve all'Ulivo per regolare qualche appetito interno alla coalizione; il fattoi che non sia di loro proprietà non ha molta rilavanza, date le opinoini sulla proprietà privata che hanno lorsignori. Prodi ha avuto ragione aparlare del conflitto d'interessi berlusconiano: il nostro attuale premier non ha conflitti di alcun tipo, cio' che gli serve se lo prende, quando gli pare e come gli pare.





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Teheran come Pyongyang: la Russia si schiera con l'Iran, niente sanzioni.

Il viaggio moscovita di Condoleezza Rice non e' servito a molto: secondo il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, La Russia non permetterà al Consiglio di Sicurezza di punire l'Iran (Fonte: WSJ) in alcun modo:

"We won't be able to support and will oppose any attempts to use the Security Council to punish Iran [...]"

Bel risultato dei diplomatici occidentali: arrivati al dunque, la Russia si schiera con l'Iran, cercando di mantenere il suo status di grande potenza tramite l'alleanza con gli avversari dell'Occidente, con gli Stati Uniti visti quale potere imperiale dicui avversare qualsiasi mossa. Per Mosca, si tratta della continuazione di una politica atica, per la quale l'ONU esiste quale strumento di potere egemonico, il cui funzionamento non e' interessante se non come cassa di risonanza della propria politica estera.
A questo punto smettiamola di fingere: non e' più realistico aspettarci che Teheran rispetterà mai un qualsiasi accordo con l'ONU, venendo a mancare una qualsiasi possibilità di conseguenze negative, grazie al veto di Mosca in Consiglio di Sicurezza.

Il comportamento russo mi sembra velleitario, ma soprattutto controproducente, se davvero l’interesse del governo moscovita fosse rivolto a stabilità e pace: pur non essendo in grado di fornire una soluzione alternativa, minaccia d'impiegare un relitto del proprio passato imperiale, negando alla comunità occidentale uno dei pochi strumenti pacifici per risolvere la questione iraniana (che va risolta e non se ne andrà da sola), rendendo quindi più probabile l’impiego di procedure e strumenti esterni alle nazioni unite o addirittura, in caso estremo, il ricorso alla forza.
Dato che molto probabilmente ai russi interessa invece soltanto mantenere il più ampio margine possibile di autonomia per continuare a (mal)governare quel che resta del proprio impero, la mossa assume ben altro significato.

Nel frattempo, veidamo forse il futuro persiano nel presente del Nord-Est asiatico: La Corea del Nord annuncia che compirà ulteriori test nucleari se verra' "molestata" ulteriormente. Quali "molestie" ? Il rifiuto dei suoi vicini di continuare a subire il ricatto nucleare, lo sciagurato accordo secondo il quale in cambio della rinuncia alla bomba Giappone Corea del Sud e USA rifornivano la Corea del Nord di beni di prima necessita'. Il governo nordcoreano ha ragione, in un certo senso: soltanto chi scambia la sindrome di Monaco per realismo poteva credere che un ladro preferisca minacciare con un pistola scarica. Anche li', una potenza con diritto di veto , la Cina, impedi' a lungo che l'ONU imponesse sanzioni. Adesso Kim ha il suo fucile e pretende il pizzo.

Con questi esempi di funzionamento della diplomazia multinazionale, quanto tempo il governo russo s'illude che passerà, dall'inaugurazione del primo reattore in Iran, prima che Teheran metta i propri vicini e l'Occcidente di fronte a ricatti anche peggiori - invece che grano e petrolio, chiedendo per cominciare di abbandonare prima gli stati arabi moderati e poi Israele?

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Asia, motore sia della produzione che del consumo mondiale

Sino a questo punto, l’espansione economica mondiale negli ultimi cinque anni si e’ basata su due fattori: la rapida crescita industriale asiatica e la conferma della propensione al consumo statunitense: in Asia si produceva sempre più, il consumatore americano consumava sempre più, che ne avesse i mezzi o meno. Ora, tuttavia, il calo del mercato immobiliare sta indebolendo gli istinti al consumo dei cittadini USA, con la conseguenza di un evidente rallentamento economico, che fortunatamente sembrerebbe profilarsi come una lenta decelerazione, invece del crollo tanto temuto.In ogni caso, uno dei grandi motori della crescita economica sta venendo a mancare. Le altre due grandi “locomotive” tradizionali , Europa e Giappone, non sembrano essere in grado di sostituire il consumatore americano. Siamo alla fine di questo ciclo espansivo?

Non necessariamente: anche l’Economist nota come l’Asia abbia tutti i numeri per divenire un importante centro del consumo, oltre che della produzione mondiale ed anzi, che lo e’ già diventato: ad esempio le esportazioni europee verso l’Asia sono nettamente maggiori di quelle verso gli USA. Uno sviluppo del genere sarebbe positivo: una crescita mondiale più equilibrata, sarebbe in generale positiva: una correzione di alcuni degli squilibri strutturali USA potrebbe finalmente avvenire tramite una riduzione della crescita, senza timori di una recessione globale ed anzi con qualche possibile aiuto da parte della domanda esterna durante un aggiustamento che promette di non essere indolore ; d’altro canto, il calo dei tassi di risparmio in Asia avrebbe conseguenze a larghissimo raggio sulle condizioni del sistema finanziario.

Anche l’effetto politico potrebbe essere rilevante: una bilancia commerciale più equilibrata dovrebbe portare ad una diminuzione dell’isteria protezionista, da sempre endemica in Europa e che purtroppo si sta diffondendo anche negli Stati Uniti, i candidati democratici al Senato Usa sono spesso protezionisti e populisti, generando il rischio della fine del consenso trasversale favorevole al libero commercio.





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Torsello - got what he wanted

Torsello, appello della mamma ai rapitori "Liberatelo, Gabriele ama anche voi"

Cari talebani, ama soprattutto voi, molto meno l'Italia e l'Occidente. CHe bisogno c'era di rapirlo, visto che si era gia' convertito, viveva fra voi e tifava per voi? Tenetevelo, ma fategli salutare la mamma....


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Comunicazione di servizio

Causa collasso integrale del mio feed xml, mi sono deciso a passare a Feedburner: ecco l'indirizzo del nuovo feed.

http://feeds.feedburner.com/TheMoteInGodsEye

Incrociamo le dita.

sabato, ottobre 21, 2006

Intermezzo: let's talk about sex, let's talk about freedom

David Letterman in questo video sembra parlare del primo trapianto di una parte del corpo estremamente intima....





In realta', si parla di tutt'altro, finendo per sbeffeggiare Joe McGreevy, governatore del New Jersey noto per essere il primo Governatore apertamente gay di uno Stato dell'Unione - oltre che per un numero imbarazzante di casi di corruzione.
Guardatelo fino in fondo e chiedetevi: cosa sarebbe successo in Italia, a seguito di un filmato del genere?
Vero, negli USA esistono anche leggi figlie di tradizioni differenti da quella liberale. "Anche": la differenza sta tutta li'. La liberta', coniugata con la responsabilita', permette di esprimersi a liberali e conservatori, tradizionalisti e alternativi, manenendo in salute la societa' nella quale tutti vivono .

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PS: Da un blog amerikano, qualche lettura per agigornarsi su quello che succede negli States

Il Low-Cost arriva nello spazio

Basso costo per gli standard NASA, che finalmente cerca di passare dal socialismo statalista-corporativo ad un approccio piu' orientato al mercato -  probabilmente dopo aver notato che la promessa 10 milioni di dollari di premio aveva portato alla vittoria un mezzo in grado di arrivare in orbita e rientrare senza problemi, laddove con le stessa cifre alla NASA non si comincia nemmeno  a disegnare un prototipo.
Invece di progettare, costruire e gestire una nuova generazione di veicoli per il trasporto merci e passeggeri da e per la stazione spaziale internazionale, la NASA ha inaugurato il COTS, Commercial Orbital Transportation Services program, nel  quale tale compito viene demandato a due societa'del settore, SpaceX e Kistler Aerospace, che si spartiranno i quasi 500 milioni  stanziati per il progetto.
La nascita di una industria di trasporti spaziali e' vitale per la prosecuzione del programma spaziale, dati i risparmi e  l'aumento d'efficienza che la concorrenza porterebbe nel settore, nonche' la possibilita' che la nascita di un ecosistema d'aziende legate allo spazio ponga le basi per una evoluzione della presenza umana nel cosmo: dopo gli esploratori, i coloni.

SPACEBLOGGER MARK WHITTINGTON has a column in the Washington Post today:
"A new type of space race ended this summer when NASA picked two
winners for the innovative Commercial Orbital Transportation Systems
program. . . . If the Commercial Orbital Transportation Systems program
works, NASA will have a low-cost way to service the space station,
freeing up money for exploration of the moon and Mars. Companies will
get a lot of help developing the space vehicles of the future, which
promise to lower the cost and increase the reliability of space travel.
The help will consist of not just dollars but also the kind of
expertise and access to facilities that only NASA can offer."



(HT: Instapundit)



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Iraq come il Vietnam? L'opinione di John Keegan

John Keegan, celebre storico militare, da La Stampa del 21 Ottobre, mette in dubbio il paragone fra Iraq e Vietnam.

Nel gennaio 1968, il totale delle perdite americane in Vietnam - militari uccisi, feriti o scomparsi - aveva raggiunto la cifra di 80 mila, e continuava a salire. I morti in combattimento e per altre cause erano più di 50 mila, di cui 36 mila erano stati uccisi durante azioni belliche. Le perdite in Iraq non raggiungono nemmeno lontanamente questi livelli. In una brutta settimana di Viernam gli Usa potevano perdere 2 mila uomini. Dal 2003 le forze americane in Iraq non hanno mai subito più di 500 perdite al mese. D’altra parte, il numero delle vittime irachene del conflitto non è mai stato stabilito con certezza, ma non supera le 50 mila persone. In Vietnam in un qualunque anno di guerra il partito comunista del Nord mandava in battaglia nel Sud 200 mila giovani, di cui la maggioranza non tornava indietro. Quella del Vietnam è stata una delle guerre più vaste e costose della storia. La rivolta irachena assomiglia a uno dei tanti disordini coloniali delle storie degli imperi.


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Google-YouTube: il segnale di una nuova bolla o una pietra miliare per lo sviluppo di Internet?

Entrambe le cose, secondo Richard Siklos sul New York Times .
Visto da un punto di vista industriale, il prezzo d'acquisto e' folle e le giustificazioni addotte per l'acquisto sembrano anche troppo simili a quelle addotte a cavallo del 2000 per giustificare valutazioni folli: indicatori tecnici o numeri di audience che non e' facile comprendere come possano tradursi in fattori economici.
Tuttavia, si potrebbe arguire che Google non ha acquistato YouTube, con denaro contante, ma con "Google dollars", quasi soldi del monopoli: Google non ha certo versato 1650 milioni di dollari in biglietti di banca, ma ha pagato in azioni proprie, senza scucire un dollaro. Gli unici che potrebbero preoccuparsene sono gli azionisti di Google, che al momento sono troppo occupati ad ammirare le performance stellari del titolo per preoccuparsi di una diluizione delle proprie quote di meno dell' uno per cento ( Google aveva ieri una capitalizzazione di 141 miliardi di dollari) e gli ex proprietari di YouTube, nel caso i corsi azionari crollassero.

Forse non e' un caso che l'ultima ondata di acquisti clamorosi sia stata una corsa fra sole aziende della New Economy , senza scambi di contante o quasi e senza partecipazione da parte delle aziende che gstiscono i media "tradizionali"; durante la mania a cavallo del secolo, invece, erano stati proprio i conglomerati media tradizionali ad essere i grandi cacciatori di prede attive su Internet - ed i protagonisti dei peggiori affari. Questa volta sembrerebbe,insomma, che soltanto gli investitori in Borsa siano disposti a cambiare le chip azionarie in denaro sonante.
L'unica eccezione e' stata l'acquisizione di MySpace da parte di NewsCorp, ma MySpace offriva metodi abbastanza lineari per far fruttare il proprio business; inoltre, Rupert Murdoch fu il grande assente al delirio Internet precedente ed e' un po' il "cavallo pazzo" nel panorama dei media tradizionali. Media che al momento vengono derisi come dinosauri; senza ricordare che i dinosauri sono campati 150 milioni di anni e che, in una loro diretta evoluzione (uccelli e coccodrilli), sono ancora fra noi.


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venerdì, ottobre 20, 2006

Lenzuola bollenti fra Cindy Sheenan e Lew Rockwell ? La vita imita l'arte

Cindy Sheehan (pdf, mi spiace) avrebbe avuto una relazione extraconiugale con Lew Rockwell , uno dei leader libertarian che si e' maggiormente opposto  alla guerra in Iraq (e che sembra avere qualche problemino con Digg). 
Cavoli loro, verissimo. Ma chi, come la Sheehan, giunge alla notorieta' cavalcando la protesta in nome del figlio morto, in un misto di moralismo e familismo,  opppure chi, come Rockwell, sposa in pieno i valori cattolici, dovrebbe evitare certe cadute di stile.

(Hat tip: MetaFilter )

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USA: E' andata cosi' male?

Da Pajamas Media: l'orrendo lavoro dell'amministrazione Bush ;) secondo certa stampa americana

“Republicans have staggered in recent weeks under a barrage of painful publicity ranging from plunging fuel prices, to record stock market closes, to the Bush administration’s failure to produce inflation despite growing employment, reduced tax rates and soaring tax revenues.” (Scrappleface)



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"La Chiesa non e' e non intende essere un agente politico". Da scolpire nella pietra.

Qualcuno ricordi al Santo Padre che esiste anche l'illuminismo scozzese e magari gli tenga una lezione sulla distinzione fra le due correnti di pensiero interne all'Illuminismo, che gia' Hayek e Popper avevano chiarito tanto bene. Impiegare il nome di una parte per il tutto e' un interessante artificio retorico che puo' avere pessimi effetti.
Dopodiche', spero che della frase nel titolo se ne ricordino tutti. Laici(sti), cattolici, prelati ed atei devoti.
Cosi' la smettiamo di fare i polli di Renzo e ci concentriamo sul vero avversario di tutti noi: la premiata ditta del Tassa & spendi Prodi-Visco-Epifani, altrimenti ci ritroveremo socialisti, relativisti e ridotti al silenzio dalla Macchina della felicita'.



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