martedì, settembre 12, 2006

Guareschi ed Hayek: tradizione e fede.

Leggendo malvino che parla di Guareschi  capita di riflettere. Guareschi nel 1966 parlava della dicotomia fra Fede e Tradizione, distinzione che  si dovrebbe sempre fare: sarebbe preferibile difendere la tradizione,  senza cadere nella necessita' di riscoprire la fede, o di agire come se la si fosse riscoperta.
Da liberale, ricordo la posizione di Hayek, agnostico "radicale" dichiarato che rispettava il ruolo storico del Cristianesimo: accanto alle pulsioni totalitarie tipiche di una religione organizzata, la religione organizzata dominante in Occidente ha lasciato in alcuni periodi storici uno spazio per lo sviluppo della liberta'.
PAssando dal (positivo) giudizio storico alle necessita' politiche attuali, un conto e' il rispetto per la liberta' di religione, per  la genesi dei nostri valori e la necessaria cautela per le conseguenze inattese ed imprevedibili della modifica di assetti che sono riusciti a superare la prova del tempo; ben altro e' ssostenere la necessita' di una sottomissione di chiunque, a priori, in campo morale, ai dettati di una autorita' centrale, che ha dimostrato di agire anche in base a valori non del tutto coincidenti  a quelli Occidentali. Inutile sottrarre lallo Stato il manganello della coercizione, per lasciarlo poi in mano ad altre istituzioni purtroppo strutturalmente simili ad esso.


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Effetti germanici - Ratzinger riscrive Darwin

Benedetto XVI definisce 'irragionevoli' le teorie sull'evoluzionismo. L'Ansa riporta:
Benedetto XVI definisce 'irragionevoli' le teorie sull'evoluzionismo: 'i conti sull'uomo, senza Dio non tornano'. Davanti a 300mila persone, durante la messa celebrata a Ratisbona, ha invitato i cattolici a porsi la domanda 'che cosa esiste all' origine?'.'E' la Ragione creatrice, lo Spirito che opera tutto e suscita lo sviluppo o e' l'Irrazionalita' che,priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l' uomo e la sua ragione?'.
Comprendo che il Santo Padre, da sempre immerso nello studio della teologia, non abbia il tempo di approfondire materie scientifiche. Ma confondere l'evoluzionismo con una mera selezione casuale rivela qualche problema con i rudimenti della mestiere.


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Storia antica

Non sono particolarmente d'accordo con il punto di vista implicito nel paragone (soprattutto quando si parla d'immigrazione o libero commercio), ma si tratta di un commento comunque interessante:

"Rome fell September 4, 476AD. It was overrun with illegal immigrants: Visigoths, Franks, Anglos, Saxons, Ostrogoths, Burgundians, Lombards, Jutes and Vandals, who at first assimilated and worked as servants, but then came so fast they did not learn the Latin Language or the Roman form of government. Highly trained Roman Legions moving rapidly on their advanced road system, were strained fighting conflicts worldwide. Rome had a trade deficit, having outsourced most of its grain production to North Africa, and when Vandals captured that area, Rome did not have the resources to retaliate. Attila the Hun was committing terrorist attacks.
The city of Rome was on welfare with citizens being given free bread. One Roman commented: 'Those who live at the expense of thepublic funds are more numerous than those who provide them.' Tax collectors were 'more terrible than the enemy.'
Gladiators provided violent entertainment in the Coliseum. There was injustice incourts, exposure of unwanted infants, infidelity, immorality and perverted bathhouses.

5th-Century historian Salvian wrote:
'O Roman people be ashamed... Let nobody think otherwise, the vices of our bad lives have alone conquered us'."


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Ratzinger, Timori dissuasivi

Le dichiarazioni di Benedetto XVI ,
“La vera minaccia per la loro
identità, i popoli dell’Asia e dell’Africa non la vedono nella fede
cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera
il dileggio del sacro un diritto di libertà e l’utilità a supremo
criterio morale”

hanno scatenato l'ira di JimMomo (con annessi commenti) ed il sarcasmo di 29 Settembre. Sempre assolutamente valide, invece, le riflessioni generali dell'Oggettivista.
La mia opinione a caldo: una tempesta in un bicchier d'acqua, rivelatrice tuttavia di un atteggiamento preoccupante da parte ecclesiastica.

Si potrebbe essere anche disposti a ritenere l'uscita di Ratzinger come una molto infelice riformulazione del principio che sia necessario avere timore di Dio, senza secondi fini (da licenziare chiunque collabori con il Papa in tema di comunicazione); personalmente, non riesco a leggere nelle parole di Ratzinger un esplicito invito alla resa od alla conversione in cambio della
cessazione delle ostilita', od anche un suo convincimento in tal senso, ma comprendo che il sospetto possa sorgere, soprattutto vista la ricorrenza dell'11 Settembre; quello che vi scorgo e' invece l'ennesima conferma della parziale chiusura della Chiesa nei confronti dell'idea d'Occidente che proclama d'incarnare.


Sono mesi che una parte della Chiesa opera distinguo che mi lasciano francamente perplesso. Esiste una certa ambiguita' della Chiesa Cattolica nei confronti della civilta' occidentale: da un lato, si pretende di porre al centro di tale civilta' le "radici" giudaico-cristiane, che ogni liberale, democratico e non-totalitario presente in Occidente dovrebbe difendere e tutelare in quanto parte di un bagaglio comune, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose; si vorrebbe che i non credenti contenessero le proprie cirtiche all'idea religiosa, in nome della solidarieta' verso il nemico comune.
Personalmente, sono assolutamente d'accordo su di una posizione del genere, nei limiti del ragionevole; tuttavia esigo che la Chiesa cominci a dimostrare per "gli altri" lo stesso rispetto che pretende per se'. Questo, purtroppo, sembra talvolta mancare in alcuni, che immaginano forse di poter impiegare la ritrovata attenzione per la tradizione cristiana a scopi di proselitismo e reconquista, invece che per ricomporre finalmente una frattura all'interno del nucleo centrale del nostro modo di essere.


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lunedì, settembre 11, 2006

Aria nuova

A partire da oggi, comincia a postare con me  "Chiamami Brontolo" , ossia la musa (non lasciatevi ingannare dal nick) che ha ispirato molti dei post migliori. Quelli peggiori sono ovviamente frutto dei miei neuroni spremuti.

Climax discendente

Ad una prima lettura Del "punto" di Giuseppe Turani, su Affari & Finanza di oggi, ti viene da gingillarti al pensiero che "meglio tardi che mai", la sinistra se ne accorge!

Ma dopo i primi 5 secondi di compiacimento lo stesso articolo ti risulta indigesto e piuttosto ipocrita, dal momento che a sostenere tale tesi è qualcuno che con ogni probabilità ha predicato per 5 anni che Berlusca era il diavolo in persona.

Inoltre c'è sempre e comunque l'atteggiamento della sinistra statalista, che pensa che il fatto che si intraveda uno spiraglio di crescita alla fine del tunnel, dovrebbe essere un incentivo in più per spremere più soldi da convogliare nelle casse dello stato e, bene che vada si può pensare ad investire questi soldi scuole o ospedali (insomma cose statali anche quelle!). Mai a pensare che dato che forse magari quasi va un po' benino, il benino (maggiore gettito, un po' di ripresa economica) dovrebbe essere usato per sostenere questa parvenza di crescita, non dico diminuendo le tasse, ma almeno non aumentandole così tanto.

Il problema è sempre lo stesso: i soldi per la sinistra servono, se va bene, per investimenti produttivi fatti sempre e comunque dalla mano statale, la quale decide quali settori (oltre naturalmente a scuole e ospedali), o meglio quali aziende, supportare.
È logico che così facendo ancora una volta l'economia reale viene depressa e la stragrande maggioranza delle imprese "marginali" (quelle cioè che non godono degli investimenti e aiuti pubblici) spazzate via.

Le aspettative positive del mercato devono essere mantenute e anzi alimentate se si vuole che la parvenza di crescita diventi un trend e non un evento sporadico; con finanziarie batosta in cui si pensa ancora che il sostegno alla sviluppo sia sempre e solo attraverso l'investimento pubblico e non attraverso scelte che agevolino l'economia di mercato, la fiducia scema e la crescita si arresta. Lo scenario di incertezza che si è configurato con il nuovo governo non aiuta a mantenere positive le aspettative, quindi a maggior ragione bisognerebbe agire sul piano reale, incentivando con sgravi fiscali magari alcuni investimenti, limitando o almeno non aumentando la pressione fiscale, liberalizzando davvero e non fermandosi alle due stupidaggini fatte finora. Questo è l'unico vero sostegno alla crescita.

Anche da questi articoli, che all'apparenza sembrano darci ragione, si capisce la distanza tra un riformista in senso liberale e uno statalista.

Per ricordarci che la benzina ogni tanto scende

A seguito del calo dei preziz del petrolio, Erg riduce quello della benzina.Qui si era gia' argomentato delle capcita' di adattamento, non istantanee purtroppo, dei meccanismi di mercato, qualora non siano impediti dalla politica,  sempre prodiga di buone intenzioni, con pessimi effetti.




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2951/2996



James Christopher Cappers aveva 33 anni. Abitava a Wading River, sobborgo di New York, dove lavorarava. Lavorava a Marsh&McLennan, il maggior broker assicurativo del pianeta.
'11 Settembre 2001 si e' recato, come di routine, al suo ufficio. Al World Trade Center. Era uno dei 295 dipendenti di MArsh& McLennan che non sarebbero mai tornati a casa. Perche' James Christopher Cappers e' una delle 2996 vittime dell'11 Settembre. Ognuna di loro aveva una storia ed una vita, come l'abbiamo io e chiunque legga questo blog. Aveva, appunto.


2,996 is a tribute to the victims of 9/11.
On September 11, 2006, 2,996 volunteer bloggers will join together for a tribute to the victims of 9/11.
Each person will pay tribute to a single victim.

We will honor them by remembering their lives, and not by remembering their murderers.
James Christopher Cappers will be honored by John Christian Falkenberg at the blog The Mote in God's Eye. This was the 2951th blogger to sign up for the 2,996 Tribute project.


The original idea for the 2,996 project came from D. Challener Roe (main web site, Rough Draft blog 2,996 Project Home Page). Bloggers who heard about the idea volunteered at a prodigous rate -- within just a few weeks, over 800 bloggers had signed up to make a tribute on September 11, 2006, to honor a 9/11 victim. The volume of work in manually coordinating these hundreds of folks signing up was a bit overwhelming -- some automation was needed! That need resulted in this web site.



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Gli USA risparmiano a sufficienza?

Su Marginal Revolution, Tyler Cowen commenta uno studio che definisce scioccante, riguardo le capacita' ed il livello di risparmio dei cittadini USA, al momento sembrerebbe vicino allo zero, con gravi rischi per le prospettive future di larga parte della popolazione.

Il paper in questione, scritto da John Karl Scholz, Ananth Seshardi, and Surachai Khiatrakun, e' stato pubblicato sul Journal of Political Economiy, un giornale specialistico ritenuto affidabile, dimostrerebbe invece che che la maggioranza degli americani starebbe risparmiando a sufficienza per ricevere una pensione che ritiene adeguata:

We solve each household's optimal saving decisions using a life cycle model that incorporates uncertain lifetimes, uninsurable earning and medical expenses, progressive taxation, government transfers, and pension and social security benefits. With optimal decision rules, we compare, household by household, wealth predictions from the life cycle model using a nationally representative sample. We find, making use of household-specific earnings histories, that the model accounts for more than 80 percent of the 1992 cross-sectional variation in wealth. Fewer than 20 percent of households have less wealth than their optimal targets, and the wealth deficit of those who are undersaving is generally small.
Cowen ricorda quanto tale risultato non garantisce che verranno affrontati i seri rischi, soprattutto demografici, che arriveranno nei prossimi anni, in quanto presuppone la continuazione di alcuni dei programmi sanitari e d' assistenza con gli stessi attuali parametri, probabilmente insostenibili.
Il dubbio che sorge e' abbastanza semplice: negli USA si risparmia piùo meno quanto si desidera; ma questo livello e' sufficiente?
il modello presentato dimostrerebbe che la maggior parte degli individui negli USA starebbe centrando il livello di risparmio previdenziale desiderato. Risultato ammirevole, ma non garantisce della solvibilità del sistema: esiste ancora il rischio di un deficit, che Pantalone dovrà ripianare, una cifra che l'individuo razionale sa di poter estorcere al governo. Alcuni comportamenti sembrerebbero dare ragione a chi, nei commenti al post di Cowen, evidenzia i rischi di "moral hazard" del sistema pensionistico attuale e la sua influenza : sapendo di avere comunque la rete di sicurezza, percepita come illimitata, del governo USA, molti investono i propri risparmi in maniera eccessivamente rischiosa oppure li spendono, confidando nel governo in caso di cattivi investimenti o di eccessiva auto-indulgenza.
Insomma, gli individui sono soddisfatti dei propri piani pensionistici, perché esiste una greppia da cui pensano di poter attingere in caso di fallimento dei propri investimenti rischiosi.
Non si tratta della migliore delle garanzie, soprattutto per un economista liberale: gli individui sono razionali, ma portati a fidarsi delle promesse d'uno Stato che probabilmente sta mentendo loro.
Meglio sarebbe fare in modo che gli individui si rassegnino e comincino a risparmiare: uno dei metodi, proprio ripensando a questo paper, sarebbe proprio la privatizzazione del sistema pensionistico.

Infatti, qui si dimostra come anche in fatto di pensioni, la maggior parte degli individui e' in grado di prendere decisioni razionali e coerenti con i propri obbiettivi, adattando il proprio comportamento in funzione dei mezzi necessari al compimento di tali obbiettivi. E' inutile lamentarsi del fatto che l' individuo si appoggi alle promesse pensionistiche: fin quando ne ritiene probabile il mantenimento, si appoggerà a questa promessa incondizionata fatta da un ente che l' individuo reputa sovrano e quasi onnipotente, lo Stato, che con le proprie irrealistiche promesse contribuisce a creare il "deficit di risparmio" di cui si sente parlare.
Lo scioglimento del vincolo fra Stato e piani pensionistici, invece , o perlomeno la chiara separazione contaible fra contributi dei lavoratori e denaro prelevato dalla fiscalità generale, renderebbe molto chiaro il carattere fiduciario del sistema pensionistico, costringendo gl'individui a rivedere i propri obiettivi di risparmio , ritoccandoli al rialzo e rimuovendo l'ennesima contraddizione di Stato: un sistema pensionistico che, con la sua stessa esistenza, riduce probabilmente lo stock di risparmio della nazione.

Update: BradDelong (rojolink) e Arnold Kling su EconLog condividono una certa perplessita' riguardo ai livelli di risparmio che le famiglie USA riterrebbero ottimali.


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domenica, settembre 10, 2006

Casini allo scoperto?

E' davvero cominciata la resa dei conti nella Casa delle Liberta', come auspica Luxor?
Nulla mi farebbe maggiormente piacere. Purtroppo, Casini c'e' e resta a destra, nonostante i bagni di folla alle feste della Margherita. Riuscire a costringere Casini ad uscire alo scoperto sarebbe impresa
ardua, conosce troppo bene i vantaggi della trama nell'ombra. Sarebbe come estrarre vivi certi pesci dalle profondita' del
mare, o assistere alla tintarella di un vampiro. Siamo
nella letteratura, ocn l'ultoimo paragone, ma credo descriva meglio il ruolo del capo dell'Udc in questi anni.

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James Christopher Cappers aveva 33 anni. Abitava a Wading River, sobborgo di New York, dove lavorarava. Lavorava a Marsh&McLennan, il maggior broker assicurativo del pianeta.
'11 Settembre 2001 si e' recato, come di routine, al suo ufficio. Al World Trade Center. Era uno dei 295 dipendenti di MArsh& McLennan che non sarebbero mai tornati a casa. Perche' James Christopher Cappers e' una delle 2996 vittime dell'11 Settembre. Ognuna di loro aveva una storia ed una vita, come l'abbiamo io e chiunque legga questo blog. Aveva.


2,996 is a tribute to the victims of 9/11.
On September 11, 2006, 2,996 volunteer bloggers will join together for a tribute to the victims of 9/11.
Each person will pay tribute to a single victim.

We will honor them by remembering their lives, and not by remembering their murderers.
James Christopher Cappers will be honored by John Christian Falkenberg at the blog The Mote in God's Eye. This was the 2951th blogger to sign up for the 2,996 Tribute project.



The original idea for the 2,996 project came from D. Challener Roe (main web site, Rough Draft blog 2,996 Project Home Page). Bloggers who heard about the idea volunteered at a prodigous rate -- within just a few weeks, over 800 bloggers had signed up to make a tribute on September 11, 2006, to honor a 9/11 victim. The volume of work in manually coordinating these hundreds of folks signing up was a bit overwhelming -- some automation was needed! That need resulted in this web site.



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giovedì, settembre 07, 2006

LA pace e' frutto della democrazia o della liberta'?

contesto illiberale, rischia di non portare miglioramenti nelle speranze di pace e benessere dei cittadini.
Quello democratico e' un principio di legittimità ed un metodo per la selezione delle élites concorrenti per il controllo della macchina statale, alternativo alla successione ereditaria , alla sorte o alla guerra civile.
La maggior parte dei benefici comunemente associati con la democrazia sono spesso il prodotto della riduzione delle possibilità di azione arbitraria del governo e della difesa delle libertà degli individui, esemplificate dalla difesa della libertà fondamentale, quella definita come "libertà economica", fondamento e condizione necessaria per l' autonomia della persona dalle catene della coercizione. Ciò che ha reso Più difficile alle democrazie occidentali di farsi guerra sono stati il libero commercio, la difesa dei diritti di proprietà dei singoli nei confronti delle espropriazioni statali e comunitarie, la globalizzazione, non soltanto e non soprattutto le schede nell' urna, ossia l' aggettivo "liberale" e non il sostantivo, nell'espressione "democrazia liberale".

Un contributo empirico a questa posizione viene dal Cato Institute, che pubblica ogni anno, insieme al Fraser Institute , l'annuario delle libertà' economiche mondiali lo Economic Freedom of the World report. Nella edizione del 2005, Erik Gartzke della Columbia University si chiedeva quale dei due elementi delle "democrazie liberali", la libertà in campo economico o presenza di libere elezioni, fosse storicamente e statisticamente Più efficace nella riduzione delle probabilità di conflitto armato fra due Stati.
Il risultato e' stato che non sono le democrazie a non farsi guerra fra loro, ma che sono i paesi dove gli individui sono liberi ad essere maggiormente pacifici.

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mercoledì, settembre 06, 2006

L'ideale

Secondo Casini, "Non moriremo con Berlusconi" Io sono piu' modesto. Mi basterebbe non dover vivere con Pierfurby fra  le cosiddette.


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Il sogno di Vincenzo Visco


"There are some in government who have a very simple tax proposal
in mind. There will be only two lines on the tax form: How much
did you make last year? Send it." ---Ronald Reagan

"Alcune persone al potere hanno una idea di riforma fiscale molto semplice. CI saranno solo due righe nella dichiarazione dei redditi:
1. Quanto avete guadagnato oggi?
2. Speditecelo tutto. "


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venerdì, settembre 01, 2006

Espropri proletari a Marghera

Il colosso chimico Dow Chemical, ha comunicato la decisione di chiudere alcuni stabilimenti fuori dagli Usa per ridurre i costi operativi di 160 milioni di dollari all'anno. Fra questi spicca quello di Porto Marghera, fermato ad agosto per lavori di manutenzione.
Il sindacato non trova di meglio che fare la voce grossa e minacciare l'esproprio :
'Se la Dow Chemical ci chiederà di disattivare gli impianti, non lo faremo. Risponderemo con la disobbedienza civile''. ''La fabbrica si trova in condizioni di pre-riscaldamento - spiega il sindacalista Gianluca Bianco della Cisl - e noi così la manterremo, fino a che non subentra un'alternativa. Se costretti, valuteremo anche l'ipotesi di una temporanea autogestione''.
Ossia di un esproprio, di grazia, possibilmente con l'aiuto del governo?
''E' evidente che in queste condizioni si pone con urgenza - sottolinea Bianco - la necessità che il governo risponda alla nostra richiesta di convocazione, per chiarire quale sarà la prospettiva''.
"La prospettiva" del sindacalista Bianco mi sembra gia' abbastanza chiara: non si fa cenno alla redditivita' dell'impanto, ne' alle ragioni per cui la proprieta' lo vorrebbe chiudere, perdendo cosi' il proprio investimento a Marghera; sarebbe invece necessario chiedersi le motivazioni che hanno fruttato a Marghera l'inserimento nella lista degli impianti da chiudere, motivazioni che probabilmente hanno a che fare lcon la scarsa efficienza complessiva dello stabilimento: vuoi per cattiva gestione, vuoi per diseconomie esterne, vuoi per un costo del personale eccessivamente elevato, forse non in termini assoluti, ma in rapporto alla quantita' e qualita' di ore lavorate. La prima di queste ipotesi puo' esere scartata: costerebbe meno sostituire la dirigenza piuttosto che chiudere e rinunciare all'investimento. Le restanti cause sono relative al ruolo del governo e a quello dei sindacati, ossia almeno parzialmente indipendenti dal comportamento aziendale: perche' allora dichiarare guerra alla Dow?
Se davvero la CISL ritiene che l'impianto sia profittevole allo stato attuale, perche' non impiega una parte delle proprie notevoli risorse economiche e lo rileva, invece di suggerire che il contribuente italiano sovvenzioni lo stile di vita dei propri associati?



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Pietro Ichino serve. Non questa volta, ma serve.

Abr commenta ngeativamente la proposta Ichino sulla pubblica amministrazione, AtrocePensiero si chiede addirittura a cosa serva Pietro Ichino. Credo sia necessario separare la proposta dal suo autore e dalle reazioni che ha provocato.
La proposta di Ichino per il pubblico non e' particolarmente originale o coraggiosa, su questo non ci piove. Al contrario, aggiunge poco o nulla al dibattito sulla materia della tradizionale tolleranza per i fannulloni, se non perche' qualcuno a sinistra non reagisce negando l'evidenza.
Questo pero' non toglie che Ichino abbia dato notevoli contributi progettuali per il rinnovo del sindacato; in questo senso, Ichino e' servito e ci serve ancora.
Personalmente preferirei privatizzare l'intera cosa pubblica e gia' che ci siamo "privatizzare" i sindacati; purtroppo, il clima politico in Italia e' ostile al mercato indipendentemente dal colore politico della maggioranza in carica, anche se lo e' meno se in sella c'e' in governo senza nostalgici di Breznev e Pol Pot; di conseguenza, sono le proporste sulla falsariga di quelle di Ichino ad avere probabilita' maggiori di essere recepite. Si tratta di un primo passo; piccolo e forse falso, sul settore pubblico, migliore nei suoi scritti di maggior respiro. Ma almeno si comincia.

La mamma degli idioti, ovunque, e' sempre incinta

Ad esempio, la deputata americana Katherine Harris, che ha avuto la pensata di definire la separazione fra Stato e Chiesa una "bugia" e di affermare che, in assenza di deputati e senatori credenti, il Congresso imporrebbe leggi a favore dei "peccati". Osama non potrebbe dir di meglio.

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giovedì, agosto 31, 2006

Scommesse sui risultati delle elezioni USA, il miglior predittore.

Cerchiamo di guardare alle elezioni di Novembre negli USA con occhio spassionato.  Negli ultimi cicli elettorali, lo strumento migliore per la predizione del risultato e' stato un istituto specializzato in sondaggi, o qualche analista politico, ma  per la gioia di noi liberali, Lo Iowa Electronic Markets.

SI tratta di un cosiddetto "prediction market": un mercato costruito per generare previsioni ed informazioni  sfruttando la geniale intuizione di Friedrich Hayek: che il potere maggiore di un meccanismo dei prezzi in un'economia di mercato e' la sua capacita' di raccogliere, redistribuire e sincronizzare la conoscenza dispersa fra tutti i partecipanti ad una economia di mercato.
[...] Hayek argued that the price mechanism serves to share and synchronize local and personal knowledge, allowing society's members to achieve diverse, complicated ends through a principle of spontaneous self-organization. He coined the term catallaxy to describe a "self-organizing system of voluntary co-operation.
Lo Iowa Electronic Markets ed il suo "imitatore" TradeSports funzionano come mercati "futures" di tipo particolare: quello che si compra e si vende e' un conratto che vale 1 dollaro se l'evento a cui  si riferisce si verifica,m zero altrimenti. L'evento e' di tipo dicotomico, ossia precvede questi due  soli  risultati. Il prezzo di acquisto o di vendita e' soggetto alle condizioni di mercato e si forma tramite il libero incontro di domanda ed offerta. Intuitivamente, il prezzo corrente di un  contratto e' la probablilta' che l'evento futuro si realizzi. Dal 1988, lo Iowa Electronic Markets ha predetto il risultato delle elezioni presidenziali con precisione maggiore dei tradizionali sondaggi d'opinione circa il 75%  delle volte.
Al momento,  il contratto per il mantenimento della maggioranza Repubblicana al Senato vale 79 cents , piazzando una probaiblita' in teoria vicino all'80% per un risultato favorevole al GOP.  La probabilita' che il GOP conquisti Camera e Senato sono al momento soltanto a 45 cents.
Sull' Iowa Electronic Markets lo stesos contratto e' quotato 45.7. Brutte noitizie, insomma. La deriva verso un conservatorismo "popolare",  aumento della spesa pubblica  conservatorismo sociale, non sembra portare bene. Barry, Ronnie, dove siete?
 
TradeSports [..] the contract for Republican control of the Senate is at 79 cents bid (or pays 79 cents on the dollar), while Republican control of the House is at 45 cents bid (down from more than 50 cents bid in most of June and July, however). There is no corresponding contract for Democratic control, but accordingly, the comparable figures for the Dems would be 21 cents and 55 cents.
On the Iowa Electronic Markets, a real-money futures market operated by faculty at the University of Iowa Henry B. Tippie College of Business, the contract for Republicans maintaining control of both the House and Senate has a bid of 45.7 cents.



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mercoledì, agosto 30, 2006

2996



James Christopher Cappers aveva 33 anni. Abitava a Wading River, sobborgo di New York, dove lavorarava. Lavorava a Marsh&McLennan, il maggior broker assicurativo del pianeta.
'11 Settembre 2001 si e' recato, come di routine, al suo ufficio. Al World Trade Center. Era uno dei 295 dipendenti di MArsh& McLennan che non sarebbero mai tornati a casa. Perche' James Christopher Cappers e' una delle 2996 vittime dell'11 Settembre. Ognuna di loro aveva una storia ed una vita, come l'abbiamo io e chiunque legga questo blog. Aveva.


2,996 is a tribute to the victims of 9/11.
On September 11, 2006, 2,996 volunteer bloggers will join together for a tribute to the victims of 9/11.
Each person will pay tribute to a single victim.

We will honor them by remembering their lives, and not by remembering their murderers.
James Christopher Cappers will be honored by John Christian Falkenberg at the blog The Mote in God's Eye. This was the 2951th blogger to sign up for the 2,996 Tribute project.



The original idea for the 2,996 project came from D. Challener Roe (main web site, Rough Draft blog 2,996 Project Home Page). Bloggers who heard about the idea volunteered at a prodigous rate -- within just a few weeks, over 800 bloggers had signed up to make a tribute on September 11, 2006, to honor a 9/11 victim. The volume of work in manually coordinating these hundreds of folks signing up was a bit overwhelming -- some automation was needed! That need resulted in this web site.



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martedì, agosto 29, 2006

Oltre Guantanamo, essere di sinistra monda da ogni peccato

Orpheus giustamente si chiede perche' certi media occidentali siano incapaci di non applicare un doppiopesismo ormai forse congenito , nei confronti dell'Occidente e dei suoi avversari. Si discute di Guantanamo, ma non si pensa mai alle condizioni degli "altri"prigionieri, i prigionieri politici cubani, in galera per comportamenti da uomini liberi e costretit a vivere in condizioni molto piu' disumane dei prigionieri delig americani. Quasi si compatisce Saddam, si discetta delle garanzie costituzionali che gli sarebbero dovute, ma non si apre bocca, non si pubblicano immagini delle carneficine scatenate dal suo governo.

Indubbiamente, da sinistra la risposta sarebbe che questo deve avvenire, proprio perche' saremmo portatori di una civilta' giuridica e di una sensibilita' umanitaria molto superiore, pardon piu' evoluta; il corollario, implicito ma evidente, sarebbe che a certi paesi in via di sviluppo non potremmo certo chiedere il rispetto dei nostri standard.

Curiosa interpretazione; immaginate che venga impiegata in qualsiasi occasione da un non-socialista. Scatenerebbe immediatamente accuse di razzismo e di eurocentrismo sciovinista; la nostra cultura, per il buon relativista, non e' e non puo' dirsi superiore in nulla a quella di altri popoli, in una riedizione del mito del buon selvaggio. Quando invece e' impiegata in chiave antiooccdientale e dalle persone "giuste" , allora invece e' corretta.

Si rivela esplicitamente come il "relativismo" di lorsignori in realta' mascheri un mal digerito desiderio di predominio: non e' l'Occidente ad essere superiore, ma soltanto la meta' sinistra del cielo
ad essere "piu' eguale" di tutto il resto. L'appartenenza alla cerchia
di eletti, anche soltanto per essere parte del retaggio culturale dei
suoi adepti, dei riti e dei tic di una generazione perduta, garantisce l'assoluzione da ogni peccato, anche se si tratta di tiranni capaci di atti imperdonabili.

Ancora, sempre, due pesi e due misure, come avviene anche per la guerra in Iraq ed il voltafaccia dei pacifinti appena si e' trattato dell'intervento in Libano (come ben argomenta Freedom-land), anche se in questo caso contano i retaggi storici,il principio classico della mentalita' totalitaria , immortalato nel motto "fedeli alla linea": quale che sia, basta che sia quella che decide
il Capo. Fa nulla che cambi dal giorno alla notte, il principio di
legittimita’ non e’ basato sulla coerenza delle scelte o sulla loro
razionalita’, ma sulla fedelta’ canina al branco.






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2001 - il buco allora c'era!

Lamberto Dini ammette , involontariamente ed implicitamente quanto si vuole, che il buco denunciato da Tremonti c'era:

[...] a 5 anni da quegli strali, la verità emerge, involontariamente, da Lamberto Dini. Durante un'intervista al Sole 24 Ore, l'ex uomo di Banca Italia, dice: "'Non dobbiamo fare lo stesso errore del 2000 quando, a fronte di un miglioramento temporaneo delle entrate, vennero fatte estrapolazioni che poi ci portarono a varare la Finanziaria che ha creato il famoso disavanzo di bilancio''.
(Fonte:Libero pensiero)


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Il futuro del libro?

Gli ostacoli nella sostituzione del libero con strumenti elettornici possono essere separati in due categorie. Da un lato, un libro fornisce una determinata esperienza diciamo cosi' psicologica ed affettiva in molte persone - me compreso. Dall'altro, i candidati elettronici al ruolo della carta hanno avuto sinora una serie di svantaggi: primo fra tutti, la ridotta leggibilita' e la rigidita' dello schermo, che ne riducono drasticamente la facilita' d'impiego e di trasporto.


Una parte di questi svantaggi stanno per essere superati: la promessa dell'e-paper si sta avvicinando a diventare prodotto commerciale, come di mostra il Philips READUS , di fatto il primo prototipo pienamente funzionale di lettore a schermo flessibile: a strumento spento, lo schermo viene di fatto arrotolato, come avveniva nel caso dei papiri o dei rotoli di pergamena. Sara' una rivoluzione, almeno per quanto riguarda i manuali di consultazione tecnica ed i quotidiani, per i quali le considerazioni d'utilita' superano il contenuto estetico e "sentimentale".

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You've heard of e-ink devices, like the Sony Librie, or e-reader, or whatever. But you've never seen a real working prototype of an electronic reader based on a flexible e-paper, that rolls up like a scroll. And you've never seen a video of said device being explained by a Norwegian named Hans to an Austrailian guy named Max...Mad Max. Whatever, I don't care what his real name is. What we care about is the prototype's 5-inch screen that runs at 320 by 240 pixels. The screen, by E-Ink corporation, only uses power to change states, so battery life is measured in page turns. Vid, after the jump.

Philips READUS [TechEBlog]



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lunedì, agosto 28, 2006

Grazie, ministro Damiano, dai nuovi futuri disoccupati.

Da Finanza&Mercati :

Secondo l’ispettorato del Lavoro, il gruppo Cos-Atesia, principale operatore di call-center in Italia, dovrebbe assumere a tempo indeterminato ben 3.200 lavoratori attualmente impiegati a progetto, mentre il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha auspicato la generale regolarizzazione del settore. Un annuncio che, pur non creando finora alcun effetto, ha fatto drizzare le antenne anche alle società quotate dotate di grandi call-center o che, come Seat, fanno dei servizi telefonici parte importante del loro business. Seat gestisce questi servizi (tra cui i noti numeri 12.40 e 89.24.24) soprattutto tramite la controllata ProntoSeat, che conta poco più di 200 addetti, e solo in parte tramite la filiale italiana della controllata Telegate.
I proclami, gli editti, le grida manzoniane del ministro e dell'Ispettorato del Lavoro possono forse servire ad assumere i precari statali, per i quali paga sempre sfortunato suddito fiscale. Ma per una azienda privata, la prospettiva e' semplice: la chiusura o il drastico ridimensionamento dell'organico.
La domanda da porsi e' la seguente: quanti, fra questi 3200 lavoratori, potranno davvero essere assunti a tempo indeterminato? E , nel caso, lo fossero, quanto resterebbe l'azienda sul mercato, prima di dover chiudere i battenti?
La scommessa di Damiano e' che verranno creati abbastanza lavoratori protetti, grati per la rendita vitalizia appena ottenuta, in grado di compensare per numero di voti i "precari" che diverranno disoccupati. Disoccupati ai quali si raccontera', ovviamente, che la colpa e' del cattivo datore di lavoro.


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domenica, agosto 27, 2006

Per chi non e' ancora tornato a casa

Da Abr, leggere per non dimenticare chi e' ancora in mano ai terroristi. E per non dimenticarsi che, se lascieremo fare a certi nostri politici, in pasto ad Hezbollah ed Hamas ci finiranno intere nazioni. Prima che tocchi a noi.

Aerei, iPOd e toilette: Stiamo esagerando?

E' possibile scatenare una emergenza  perche' una persona  fa cascare l'Pod nella toilette dell'aereo?  Questa dovrebbe essere il racconto in prima persona del ragazzo in questione. (hat tip: Slashdot)

Personalmente, non posso che dirmi d'accordo con uno dei 500 commenti circa: la cosa imbarazzante non e' l'allarme che si e' scatenato sull'aereo; visti i precedenti di Londra, il personale di volo e' stato assolutamente corretto. Sono l'eccesso di burocrazia ed il paternalismo dimostrato dalle "autorita' " a terra ad essere preoccupanti.
Se non si individuano soluzioni alla frizione dovuta ai controlli, rischiamo davvero di fare il gioco dei terroristi, come ha recentemente ricordato Bruce Schneier discutendo di altri incidenti in materia.
Se le autorita' si fanno prendere dalla paranoia, i terroristi avranno ottenuto il  loro scopo, semplicemente inscenando falsi positivi ed ottenendo tre risultati in un copo solo ed a costo zero: il primo, irritare i viaggiatori, portando l'opinione pubblica ad appoggiare una riduzione nei controlli.  Il secondo, causare danni economici  attraverso i maggiori costi, espliciti ed impliciti, dei trasporti di merci e persone.
Il terzo, potenzialmente piu' letale, minare i rapporti fiduciari  fra sconosciuti, uno dei grandi risultati e dei fondamenti della nostra civilta'. Una economia di mercatosi basa infatti su transazioni di mercato astratte e generali, ove il venditore non conosce e non s'interessa dei fini del compratore e viceversa; il diritto in teoria si basa a sua volta su norme astratte e generali. Il funzionamento di un economia di mercato e di un sistema legale liberale sarebbe seriamente posto in pericolo, se la necessita' di sicurezza dovessero portare al prevalere di principi potenzialemente totalitari che talvolta sembrano prendere il sopravvento: presunzione di colpevolezza ed onere della prova rovesciato sul cittadino.

A quel punto, avremmo gia' perso la guerra al terrore.





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sabato, agosto 26, 2006

Iran, un altro passo verso il nucleare

Il reattore di Arak, in Iran, e' stato inaugurato. Sara' in grado di produrre plutonio arricchito - l'esplosivo in una bomba atomica; ieri un portavoce della presidenza iraniana ha annunciato che al momento si sta cominciando a produrre acqua pesante, passo indispensabile per la gestione della reazione a catena. L'Iran e' il quarto produttore mondiale di petrolio, ma non ha capctita' di rafifnaizone sufficienti e deve importare derivati del petrolio. Invece di sviluppare una industria petrolchimica, sta investendo milliardi di dollari per un programma atomico che sarebbe diretto a "produrre elettricita' ".

Persino Repubblica commenta "passo avanti verso il nucleare".


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Necrologio per i quotidiani. Ma in Italia nascono gia' morti

La prima pagina dell'Economist sembra eloquente:"Who killed the Newspaper?", ossia: chi ha ucciso i giornali? Internet sta lentamente conquistando il mercato degli annunci a pagamento, la gallina dalle uova d'oro per i quotidiani, dopo che la TV aveva ridotto drasticamente il numero di lettori. La reazione e’ sinora timida ed inadeguata. La crisi economica sta incidendo maggiormente proprio sui quotidiani “seri”, mentre prosperano ancora i giornali popolari, interessati soprattutto a pettegolezzi e notizie scandalistiche. L’evoluzione e’ chiara: piu’ media, piu’ intrattenimento, meno notizie.

Il periodico inglese si chiede, in particolare, quali saranno gli effetti di tale crisi sulla tradizione del giornalismo investigativo, tipica dell'anglosfera: soprattutto nelle nazioni di lingua inglese la stampa ha rilevanza quasi-costituzionale, tanto da essere definita il "quarto potere" (accanto ai tre poteri costituzionali, esecutivo, lgislativo e giudiziario), grazie alla capacita' di controllare e criticare l'operato della classe politica; in questo senso, la stampa e’ uno dei baluardi di un sistema politico liberale, insieme alle garanzie costituzionali esplicite contro gli abusi del governo.

La conclusione dell’Economist e’ che la carta stampata rischia probabilmente di perdere il proprio ruolo privilegiato nella societa’ occidentale, ma che Internet sta gia’ fornendo alternative in grado di colmare un eventuale vuoto lasciato dai quotidiani “tradizionali”: le iniziative di giornalismo investigativo da parte dei blogger (quali il ReutersGate ed il RatherGate ) ne sono un primo esempio; la nascita e lo sviluppo degli aggregatori di news mostrano una modalita’ alternativa di diffusione delle notizie rilevanti. La forma probabilmente cambiera’, ma la sostanza potrebbe permanere.

La situazione italiana e’ almeno in parte differente: una stagnazione od un calo delle vendite saranno virtualmente inevitabili, data la caratteristica del mercato italiano di offrire una pluralita' di quotidiani generalisti, i piu' vulnerabili sotto i profilo della concorrenza con Internet. Tuttavia, in Italia partiamo gia' da percentuali molto ridotte di lettori - la TV in Italia ha probabilmente sottratto paia d'occhi all'analfabetismo, non a quotidiani da sempre poco letti; si potrebbe sostenere che una certa stampa italiana si stia suicidando da molto tempo prima di Internet.

I giornali italiani hanno spesso esercitato soltanto il ruolo di megafono, raramente quello di cane da guardia nei confronti dei potenti e dell'opinione pubblica. Si e’ spesso addotta, quale scusante di tale dipendenza, la mancanza di lettori, che impedirebbe ad un quotidiano di sopravvivere a meno di non avere appoggi economici conquistati a prezzo della propria indipendenza.

Si tratta a parer mio di una scusa; credo che la radice del problema stia altrove:la stampa e’ concentrata di fatto sui gusti e sui tic di un solo segmento demografico, una certa borghesia metropolitana progressista in calo demografico e d' importanza, come dimostrano l'assenza di giornali popolari e la sostanziale omologazione dei contenuti fra le maggiori testate. Il resto d’Italia dovrebbe adeguarsi ad un prodotto pensato per una minoranza e quindi, giustamente, lo rifiuta.

La mancanza di lettori potrebbe essere quindi fittizia: mancano i lettori perche’ per troppo tempo nessuno si e’ curato di offrire un prodotto adeguato a quegli Italiani che non si riconoscono nella “borghesia illuminata e progressista”, sperando invece che a furia di propaganda e di virtuale monopolio dell’informazione si potesse indottrinare ogni italiano fino a trasformarlo in un piccolo comunis... ehm girotondino.


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venerdì, agosto 25, 2006

Stampa e New Media- perche' i quotidiani perdono copie a favore di Internet e dei giornali gratuiti

Sono troppo pigro per tradurre: qui trovate un pezzo interessante - liberamente scopiazzato dall'Economist e gli interessanti commenti di Brad De Long (perche' devi essere un Democrat e quindi un Asino, Brad, perche' ?)

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Da Cox & Forkum: Profiled

Buco nell'Ozono? Quale buco nell'ozono?

Ricordate il buco nell'ozono, lenemesi per la vita sulla Terra, l'inarrestabule maledizione planetaria? Ora sarebbe stabile, forse in diminuzione. Il bello di noi bipedi glabri e' che impariamo.

giovedì, agosto 24, 2006

Confermo

Dopo due settimane passate fra Spagna, Francia ed Italia, posso confermare che il comportamento citato da Luca Sofri e' quasi esclusivamente italiano e si nota parecchio, all'ingresso del Bel Paese: la tendenza ad occupare la corsia piu' veloce, anche quando si viaggia piu' lenti di una nonnina che sta andando in parrocchia. La sindrome della tigre di carta applicata alle quattro ruote



Iraq, perche' abbandoniamo democratici e liberali a se stessi?

Libero pensiero centra nel segno

E' un fatto. In Iraq i partiti autoritari dispongono di ricche risorse, con cui fanno la loro propaganda su radio e tv (anche di loro proprietà), mentre i partiti di carattere liberale sono senza soldi (come denuncia anche questo blog iracheno). Mi domando come sia possibile. Eppure noi stessi, in Italia, dovremmo ben sapere che alla vittoria della democrazia (e quindi della DC) nel dopoguerra, contribuirono in maniera determinante i soldi USA. Mentre i partiti come il PCI - esattamente come quelli islamisti - prendevano soldi dalle dittature totalitarie. E allora? possibile che Bush da un lato, e i pacifisti dall'altro, a tutto abbiano pensato tranne che ad aiutare veramente i democratici iracheni? Anche questo dà da pensare al livello (bassissimo) della politica estera internazionale condotta dai paesi democratici (quella invece condotta dai paesi islamisti, come vediamo ogni giorno, porta frutti assai concreti. Loro, ahimè, sì che ci sanno fare)

Costerebbe pochissimo, sarebbe un impiego del "soft power" a cui nemmeno il peggior pacifinto potrebbe opporsi, avrebbe probaiblmente ritorni immensi. Adesso che ci penso, sarebbe ora di ricominciare a farlo anche in certe nazioni occupate da ideologie fallimentari. L'Italia di Prodi, ad esempio.

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SanPaolo-Intesa, nasce la Banca dell'Ulivo

Fusione tra Intesa e Sanpaolo, il governo applaude. Ovviamente. Il progetto non e' probabilmente il migliore, dal punto di vista industriale: le sovrapposizioni sono rilevanti e le due banche dovranno cedere parecchi sportelli, data la posizione dominante in alcune aree del Nord Italia. Ma la ragione politica e' impeccabile: nasce un colosso prodiano Doc, in grado potenzialmente di allentare persino l'influena dell'estabilishment sul Governo. Berlusconi aveva Mediaset arenderlo indipendente o quasi dai cosiddetti poteri forti, Prodi si sta costruendo il proprio fortilizio economico per garantirsi simili margini di manovra. SE il plagio e' il miglior complimento, SilvioBerlusconi deve sentirsi ammirato, di questi tempi. La differenza e' che Berlusconi ha creato il proprio impero prima della discesa in campo, sebbene con l'aiuto della politica, mentre Prodi impiega la propria posizione politica per aiutare i propri "favoriti"; inoltre, il rischio imprenditoriale non verra' sopportato dal signor Prodi, ma dagli azionisti delle due banche. Complimenti.




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mercoledì, agosto 23, 2006

Equivicinanza o cecita'?

Da Pinocchio, una citazione per chiunque  creda all'equivicinanza o all'equivalenza  delle "ragioni" di Israele e di Hamas:

La Dichiarazione di indipendenza di Israele (1948) dice: “Richiamiamo gli abitanti arabi di Israele a tornare alle vie della pace e a svolgere la loro parte nella costruzione dello stato sulla base di una piena e uguale cittadinanza e di una dovuta rappresentanza in tutte le sue istituzioni. Porgiamo una mano di pace e unità a tutti gli stati vicini e li invitiamo a stabilire legami di cooperazione e mutuo aiuto”.

La Carta di fondazione di Hamas (1988, art. 7) recita: “Il Profeta, Allah lo benedica e gli assicuri salvazione, ha detto: il giorno del giudizio non verrà finché i musulmani non combatteranno gli ebrei, quando l’ebreo si nasconderà dietro le pietre e dietro gli alberi. Le pietre e gli alberi diranno: oh musulmano, oh servo di Allah, vi è un ebreo dietro di me, vieni e uccidilo”
Parole ed idee, vero. Ma le parole possono essere pietre, le idee hanno conseguenze. E quali conseguenze!




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Ci servirebbe una versione italiana

Di questo dizionario - stupidario della inglese New Left all'assalto della macchina statale servira' velocemente una versione italiana. Probabilmente n'esistono di piu' generiche, ma una verisone del vocabolario della "nuova" sinistra al potere, nella sua pratica quotidiana,  non credo sia ancora stato tentato.


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Ci servirebbe una versione italiana

Di questo dizionario - stupidario della inglese New Left all'assalto della macchina statale servira' velocemente una versione italiana. Probabilmente n'esistono di piu' generiche, ma una verisone del vocabolario della "nuova" sinistra al potere, nella sua pratica quotidiana, non credo sia ancora stato tentato.

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Al-JAzeera International, l'insulto finale.

Arriva Al-Jazeera International (da Phastidio). Non ci bastavano la Rai, Emilio Fede e Dan Rather?
La televisione in lingua araba e' una delle poche emittenti arabe che abbia dimostrato indipendenza dai regimi mediorientali. Tuttavia, e' stata piu' volte nell'occhio del ciclone a causa di alcuni suoi corrispondenti, sospettati di avere rapporti troppo intensi con alcuni gruppi terroristici fondamenalisti.
Negli anni'70, era di moda ammazzare il borghese. Il prossimo passo, per i peggiori epigoni dell'Occidente, potrebbe essere invece quello di convertirsi ed ammazzarsi, portandosi dietro quel poco che resta. Nelle mani sbagliate, Al-Jazeera International fornira' indubbiamente un valido contributo a questa tendenza: gli apologeti della RAF e delle BR dovevano affidarsi a ciclostile e sono comunque riusciti a rovinareuna intera generazione; cosa potranno fare iloro nipotini, con una TV?



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martedì, agosto 22, 2006

Libri di testo troppo cari? Ecco una soluzione

Dagli USA ,  libri di testo gratuiti, a patto di trovare delle pagine pubblicitarie.  Una idea interessante, se non del tutto nuova: in Italia, i libri di storia a partire dagli anni '70 sono stati una campagna pubblicitaria continua per l'ideologia socialista e per l'URSS, con la differenza che si cercava di rendere tale pubblicita' occulta e subliminale.


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Grande coalizione, piccoli risultati

SUlla grosse Koalition in Germania  le perplessita' sono numerose, da ultimo la pochezza dei risultati  nella sua terra d'origine, come analizza Francesco Giavazzi. 
OIggi, l'ultima conferma empirica: l'indice degli ordini all'industria ZEW e' crollato. Bella figura,  soprattutto per chi, non piu' di pochi giorni fa,  sosteneva che la locomotiva europea avrebbe ora soppiantato quella americana.  Illusioni d'estate, sia sul piano politico, che da quello economico: un modello politico consociativo funziona soltanto in condizioni estremamente particolari; si potrebbe sostenere che una tale forma di assetto politico sia efficiente nonstante il suo carattere consociativo, nella maggior parte dei casi.


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lunedì, agosto 21, 2006

Stato e "corporazioni", una relazione simbiotica

Alberto Mingardi espone una delle ragioni dello strapotere delle corporazioni in Italia:

Le corporazioni tengono botta egregiamente, ma non sono la “società civile”. Esse – esattamente alla stregua dei sindacati – esistono in quanto contrappunti e referenti della politica. Perché i farmacisti sono potenti? Perché il servizio sanitario nazionale in Italia è fatto com’è fatto, i prezzi sono stringentemente regolati, la maggioranza delle medicine le paga lo Stato. In un sistema siffatto, per forza i rivenditori di pastiglie guardano negli occhi il governo. I tassisti operano su concessione. Essi non protestano in quanto liberi fornitori di un servizio: ma come beneficiari di una pubblica licenza. Non è la società ad essere conservatrice: è lo Stato che distribuisce privilegi e rendite, e facendolo dà la stura, ovviamente, ad organizzazioni il cui mestiere è tenersi cari tali benefici. E’ inutile biasimare l’egoismo della società civile, o la corruzione della politica. Il problema è l’interventismo statale che legittima l’uno e nutre l’altra. Se lo Stato trattenesse la propria bulimia regolatoria, la società civile non sarebbe una costellazione di corporazioni. Guardiamo la luna, non il dito.
Mingardi ha sicuramente ragione nell'operare una distinzione fra societa' civile e "corporazioni", intese come organizzazioni tese a guadagnarsi un monopolio in deteminate aree della vita economica di un territorio. Tuttavia, e' utile ricordare come corporazioni e Stato abbiano un rapporto simbiotico, ma possano esistere e fare danno anche in maniera indipendente le une dall'altro. Guardiamo la luna e non il dito, ma anche il dito va tenuto sotto controllo.

Una libera societa' civile e le strutture statali, con cui i suoi membri interagiscono, hanno interessi a lungo andare divergenti, qualora il governo non si attenga ad una politica di intervento minimo; la relazione fre "corporazioni" e Stato, al contrario e' invece di fatto simbiotica e prosegue in entrambe le direzioni: da un lato, e' indubbio che l'interventismo statale rafforzi le corporazioni; d'altro canto, le corporazioni stesse forniscono appoggio e legittimazione all'invadenza del governo nella sfera economica, a tutela del proprio monopolio e dei propri privilegi.

Tuttavia, proprio a causa della naturale affinita' , le corporazioni non si esauriscono in blocchi di pressione sullo Stato: qualora una "corporazione" abbia successo, diviene ceto, casta, in un certo senso un altro potere coercitivo, affine quindi a quello statale. Eliminare lo Stato lascerebbe indebolite, ma non dome, forme di aggregazione il cui carattere coercitivo porterebbe inevitabilmente ad una ripetizione dei problemi che l'individuo sperimenta contro lo Stato.
E' bene ricordare come le "corporazioni", nel Medioevo, non furono soltanto le levatrici della liberta' e della prosperita' nel Comune medievale, ma anche i suoi becchini: per difendere il privilegio, non esitarono ad appoggiare la tirannide. Sarebbe sorprendente lottare per la ritirata del potere statale dalle vite dei cittadini, per subire nuovamente lo stesso genere d'ingerenze da parte di piccoli poteri locali o settoriali.


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giovedì, agosto 03, 2006

Arrivederci al 21

Questo blog chiude per una meritata(?) vacanza.
Un caro saluto a tutti quanti.

PS: vi lascio con una riflessione: qualcuno mi ritiene eccessivamente eclettico. Detto in soldoni, parlo spesso di argomenti di cui non sono profondo, mentre mi occupo del mio campo professionale soltanto in senso lato e abbastanza di rado.
Permettetemi di dissentire: l'alternativa sarebbe forse un blog migliore, come questo, ma sicuramente meno divertente per me. E forse anche per i miei tre lettori.

Mel, Mel...

Mel Merchandise

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mercoledì, agosto 02, 2006

Miti economici: salario minimo

David Henderson ha pubblicato questo saggio sul Wall Street Journal di oggi, dove si arguisce, per l'ennesima volta, il motivo per cui una legislazione del "salario minimo" costituisce demagogia politica a fini elettorali, mascherata da compassione per i piu' deboli - ossia troppo spesso le vittime ionvolontarie della legislazione sul "salario minimo" . Interessante e persuasivo.

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martedì, agosto 01, 2006

Aggredire HEzbollah dove conta: soldi ed armi. Il ruolo della UE

Sull'OpinionJournal e' apparsa l'intervista  a Walid Jumblatt, erede del socialismo libanese (e di una delle maggiori milizie private del Libano) e soprattutto leader della comunita' dei  Drusi in Libano. Jumblatt e' stato e rimane una figura particolare; nonostante la propria lealta' e nostalgia per il socialismo e la sua versdone sovietica, si e' comportato in piu' di un occasione come una parodia del politcante mediorientale, cinico e calcolatore ( la  BBC descrisse Jumblatt come la banderuola politica del Libano) talmente impegnato  a calcolare ogni mossa da compiere numerosi passi falsi, ma anche di far emergere la piccola comunita' drusa quasi sempre dalla parte del vincitore. Al momento e' parte della coalizione democratica antisiriana,  ma e' stato il principale artefice dell'accordo che ha permesso ad Hezbollah di entrare in Parlamentto;mero calcolo politico per aumentar eilproprio potere, che ha clamorosamente ottenuto l'effetto opposto a quello che si era prefisso.

Su di un punto ha tuttavia ragione: per ridurre all'impotenzaHEzbollah non servira' una fascia di sicurezza, ma e' necessario colpirla alla giugulare. Niente zoned'interdizione fino al Litani, quindi: dritti alla Bekaa, enclave sciita, campo d'addestramento del terrore modniale da cinque lustri  e corridoio privilegiato per il rifornimento di Hezbollah da parte di Iran e SIria.
Il discorso e' ragionevole. Se, oltre al taglio dei rifornimenti, si riuscisse ad ottenere il congelamento o la riduzione dei finanziamenti che provengono dal resot del mondo islamico verso il Partito di Dio, Hezbollah  si ridurrebbe rapidamente ad una larva: buona parte del consenso sociale di Hezbollah e' dovuto alla propria capacita' di fornire servizi sociali gratuiti, in cambio di tolleranza per i terroristi, la loro violenza e l'impiego delle popolazioni quali scudi umani.
Tale ostracismo finanziario rimarra' difficoltoso, se l'Unioine Europea non si decide ad accettare la realta' e a dichiarare HEzbollah organizzazione terrorista.


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Complimenti per l'indulto

Il primo scarcerato e' un omicida

(ANSA) - CATANZARO, 1 AGO - Il primo detenuto scarcerato grazie all'indulto e' un agricoltore, Anselmo Novello, di 60 anni, condannato per omicidio. Novello, il 12 maggio del 1987, a Casabona (Catanzaro), durante una lite per motivi di pascolo, uccise Rosina Aprigliano, di 44 anni, e feri' gravemente il marito ed il figlio della donna. La scarcerazione di Novello, che era detenuto a Rebibbia, e' stata disposta dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi.
Si prevede che nove carcerati su dieci ritorneranno in carcere entro alcuni mesi. Non resta che sperarlo.

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lunedì, luglio 31, 2006

Buon COmpleanno, Mister Friedman

Milton Friedman compie 94 anni. Quello che di lui disse David Boaz qualche anno fa non ha ancora perso di valore.
Buona liberta' di scelta a tutti.

He has said that he is a libertarian philosophically but a member of the U.S. Republican Party for the sake of "expediency" ("I am a libertarian with a small l and a Republican with a capital R. And I am a Republican with a capital R on grounds of expediency, not on principle.") But, he says, "I think the term classical liberal is also equally applicable. I don't really care very much what I'm called. I'm much more interested in having people thinking about the ideas, rather than the person."[8]

According to Harry Girvetz and Kenneth Minogue, Friedman is co-responsible with Friedrich von Hayek for providing the intellectual foundations for the revival of classical liberalism in the 20th century.[10]


In 2005, Friedman and more than 500 other economists, called for
discussions regarding the economic benefits of the legalization of
marijuana.[11]



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Non solo in Italia

Anche negli USA, a Chicago, anche in quello che certa stampa s'ostina a chiamare "tempio" del "liberismo selvaggio", i giornali ti rimbambiscono e il socialismo alza la testa nelle sue versioni piu' triviali.


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Da Venerdi' saro' in vancaza

A  Tenerife. Grazie, Zapatero

Siniora, Machiavelli fra i cedri o sindrome di Stoccolma?

Il Primo Ministro libanese Fouad Siniora sembra comprendere perfettamente i tempi della politica; forse troppo bene, per il bene della terra dei Cedri. Dopo la tragedia di Cana ha compiuto un brusco voltafaccia ed ora apprezza Hezbollah , che "difende il Libano".
GIa': peccato che senza le azioni terroristiche dello stesso Hezbollah, questa offensiva non vi sarebbe mai stata. Peccato che neppure Cana sarebbe mai avvenuta, se Hezbollah non impiegasse i civili del Libano meridionale e le truppe ONU come scudi umani.Questo avviene nella realta': nelPaese delle Meraviglie nel quale vivono alcuni media europei, le cose sono differenti.

Mi pare che Siniora , critico in precedenza verso Hezbollah, proprio per la sua abitudine a mettere in pericolo tutto il resto del Libano, stia ora difendendo i propri carcerieri; l'ennesimo caso di Sindrome di Stoccolma o un cinico calcolo politico?
In entrambi i casi, Hezbollah sta ottenendo cio' che vuole, fgrazie alla cecita' di tutti noi ed all'avventatezza d'Israle: i vigliacchi macellai del Libano, capaci soltanto di nascondersi dietro a donne e bambini, impiegandoli letteralmente quali carne da cannone od agnelli sacrificali, ora possono atteggiarsi a difensori della nazione nella quale vivono da parassiti e del cui governo fanno purtroppo parte.


Roundup Italiano: 1972, un ottimo Rolli, Libero Pensiero, The Right Nation, il Signore degli Anelli

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Bolle immobiliari in sgonfiamento, bolle mentali in risalita.

Nel mondo occidentale, si e' fatto ultimamente un gran parlare del rallentamento dell'attivita' immobiliare, l'ultimo settore ad essere investito dalla marea di liquidita' iniettata dalla Federal Reserve nel sistema finanziario. Quanto siamo veramente vicini ad uno sgonfiamento?
La risposta: abbastanza, se si guardano i dati nella maniera giusta, ossia destagionalizzandoli. Trattando i dati epr eliminare le fluttuazioni stagionale, le vendite di case avuto uno dei peggiori semestri in assoluto negli ultimi quarant'anni.

La fase di mercato attuale e' tipica di un sistema con eccesso di liquidita': quando il mercato azionario sale in risposta ad una diminuzione dell'attivita' economica e' probabile che il futuro non
riservi belle sorprese - significa che non si prevedono aumenti significativi della redditivita' aziendale, quindi cio' che diventa rilevante e' il livello dei tassi d'interesse a cui gli speculatori s'indebitano. E , mentre gli utili aziendali aggregati possono salire rapidamente, i tassi d'interesse non possono scendere sotto lo zero.

Ergo, siamo nelle mani di Ben BErnanke, come eravamo in quelle di Alan Greenspan, ma non si tratta piu' di gestire la crescita, quanto di accompagnare gentilmente una recessione che si spera sia di breve durata.
Sento affermare che ora, grazie ad una nuova era dell'informazione, la Fed avrebbe dati talmente abbondanti e tempestivi da essere davvero in grado di fare fine-tuning, quello che Guido Carli chiamava "tacco-punta": manovrare i tassi d'interesse e l'offerta di moneta in maniera tale da gestire perfettamente l'andamento degli aggregati. I precedenti tentativi sono naufragati nel casonetto della storia, insieme alle teorie del salario come variabile indipendente e ad altre amene illusioni di una certa sinistra in campo economico; questa volta pero' sento affermare che la tecnologia avrebbe cambiato tutto e noi "orsi" non capiamo.
Dove ho gia' sentito queste parole? Forse nel Paese delle Meraviglie, in cui Tiscali e Bipop erano il futuro d'Italia. O forse, quando i tulipani causavano frenesie speculative in Olanda.

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giovedì, luglio 27, 2006

Abbiamo gia' l'ONU in Libano - fanno da scudi umani

L'ONU ha gia' in teoria i suoi uomini sul campo, la missione UNIFIL , con triste inefficacia:Toni Baruch, nel suo sempre ottimo Tblog, riporta i comunicati della stessa UNIFIL nel quale si documenta come Hezbollah impieghi le postazioni ONU come copertura per il lancio di missili. Chi si dovrebbe accusare per lo sciagurato incidente, soltanto coloro che sparano per difendersi o anche coloro che impiegano le vittime come scudi umani?

E ancora, ci si potrebbe chiedere quanto una eventuale nuova forza d'interposizione avrebbe maggiore efficacia, senza il preventivo disarmo del Partito di Dio.

UPDATE: sappiamo come la pensa Kofi Annan. Ben diversamente la pensava chi era sul campo:
Sei giorni prima di restare accidentalmente ucciso da una bomba israeliana insieme a 3 colleghi, l’osservatore Onu canadese Paeta Hess-von Kruendener aveva scritto al suo ex comandante dicendo che i terroristi Hezbollah “si aggirano attorno alle nostre postazioni” usandole come “scudi” contro gli attacchi israeliani, e che i colpi degli israeliani nelle vicinanze delle postazioni Onu “non sono deliberatamente mirati su di noi, bensì dovuti a necessità tecniche”. Lo ha reso noto il destinatario della e-mail, Lewis MacKenzie, in una intervista venerdì alla radio canadese.
(hat tip al Signore degli Anelli)


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Pensioni salomoniche: ai giovani pensioni dimezzate

Secondo la Ragioneria generale dello Stato, che ha effettuato simulazioni  sull'effetto delle recenti riiforme pensionistiche,  i giovani avranno una pensione dimezzata a parita' di contributi.


Personalmente lo riterrei un buon risultato: mi aspetto che il sistema fallisca ben prima di cominciare a ricevere una pensione dall'INOS, la "previdenza" statale, che costituisce uno dei veri bubboni nei conti pubblici. Il problema italiano delle pensioni e' semplice: anche chi contribuisce per 35 anni e va in pensione a 65 riceve ormai sostanzialmente di piu' di cio' che ha versato.  Al momento non bastano gia' piu' i contributi dei lavoratori per pagare le pensioni, ma deve essere saccheggiata la fiscalita' generale.
Il sistema sarebbe quindi in conclamato fallimento, se non fosse ben nascosto all'interno delle pieghe della contabilita' statale  - quasi un ossimoro - ma le parti politiche e soprattutto i sindacati fingono di non vedere, timorosi delle ricadute elettorali ed in termini di popolarita'  e protetti dall'omerta' dei mezzi di comunicazione.
Anche questa volta, infatti, di fronte ai duri numeri le reazioni sono state pavloviane: il ministro Damiano getta acqua sul fuoco e promette "concertazione", ossia promette di lasciare in piedi la truffa ai danni del cittadino; i sindacati dal canto loro non vogliono neppure cominciare a discutere di modifica di questa nuova manomorta , una gabella feudale pagata dalla parte produttiva del paese ad alcuni interessi organizzati, che la impiegano come il nuovo "panem et circenses".


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Ancora parla.

Wellington ben documenta le ultime gesta di Noam Chomsky, maitre a penser dei negazionisti di sinistra. C'e' ben poco da aggiungere, oltre alla perplessita' per il modo in cui l'ideologia puo' devastare le capacita' di giudizio razionale di uno scienziato, appena esce dal proprio campo.
A proposiito di Chomsky: ancora mi brucia la vicenda dell'intervista al Guardian, ritirata dal sito Web dopo una campagna di stampa e mail orchestrata dall'estrema sinistra, con quello che non soltanto a me e' sembrata una reazione eccessiva, dato che le correzioni da apporre parevano limitate.
Il Guardian e' d'altronde quotidiano di sinistra; e' stato forse pretendere troppo che riesca a mantenere la schiena diritta di fronte ai compagni con bava alla bocca per Lesa Maesta' Chomskiana.



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mercoledì, luglio 26, 2006

Reazione quasi proporzionata

Tblog, nel suo ottimo Diario di guerra, fornisce una disamina dettagliata dell'estensione dei bombardamenti israeliani, con corredo di alcune fotografie satellitari. I bbombardamenti sembrano  tutt'altro che estesi, al contrario di quanto si legge sui nostri giornali. Quello che non viene riportato spesso sui nostri meida e' che le visite alle aree danneggiate non son oorgnazzate  dal Governo libanese, ma da Hezbollah stesso. La sensazione di alcuni  giornalisti sul campo e' che vi sia una notevole manipolazione delle informazioni: Hezbollah mostra sempre gli stessi, pochi edifici; non vengono permesse interviste prolungate a passanti casuali, agli abitanti od ai guidatori delle ambulanze - ambulanze che vanno e vengono a comando da un pacheggio, in modo da permettere ai fotografi ed ai cineoperatori di girare qualche scena.


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