giovedì, novembre 16, 2006

Liberi di scegliere: Milton Friedman

Si è spento oggi Milton Friedman, uno dei piu' strenui difensori della libertà in uno campo dello scibile , l'economia, che l'ignoranza e i pregiudizi hanno spesso reso facile campo per il socialismo ed i nemici della libertà di ogni colore.

E' stato uno dei protagonisti del '900, non soltanto per i suoi numerosi contributi allo studio dell'economia , quanto per il suo atteggiamento verso la politica e la società in generale, ben riassunti nel titolo di un suo libro: "Liberi di scegliere". Lui e' stato uno dei grandi uomini che ci ha aiutato a rimanere liberi di scegliere.

E' stato uno dei primi e dei più efficaci intellettuali ed accademici a combattere il "liberalismo" keynesiano dall'interno, impiegando le sue stesse armi; uno dei primi ad essere in grado di coniugare conservatorismo e sostengo inflessibile alla libertà individuale anche sul piano politico, ad esempio nella battaglia per l'abolizione della leva o per l'antiproibizionismo. Ci ha ricordato sempre e comunque ocme liberta' e responsabilita' siano legate, come le persone vengano liberate dalla capacita' di scegliere, da sole od associate cvolontariamente con altre, mentre i governi non sanno scegliere, ma soltanto opprimere.



2 read: Walking class e il suo ottimo round.up.





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iPhone finalmente?

La voce continua a circolare e diventa sempre piu' pressante. : Apple avrebbe ordinato 12 milioni di telefonini ad un produttore taiwanese. La mossa potrebbe alterare definitivamente l'equilibrio nel mercato americano dei telefonini





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mercoledì, novembre 15, 2006

O.J. Simpson e l'intervista "ipotetica": confessare un omicidio

La vicenda di O.J. Simpson è paradossale

O.J. Simpson uccise moiglie ed amico scoperti in flagrante adulterio e si dette allal fuga sulle autostrade di Los Angeles, scatenando una vera e propria caccia all'uomo, e trasmessa in tutti gli USA, insieme al suo processo, divenuto rapidamente il "processo del secolo".

L'accusa aveva presentato un caso abbastanza convincente da far perdere a O.J. Simpson la causa civile, non prima di essere assolto da una giuria di diritto penale, in quanto sussisteva un "ragionevole dubbio", ossia qualcosa di simile alla nostra "insufficienza di prove". Si pensa che una persona che ha scampato la sedia elettrica per il rotto della cuffia grazie ad avvocati strapagati e disponibili a giocare la carta razziale nella maniera più spudorata preferisca mantenere un basso profilo. al contrario, Simpson verrà intervistato alla FOX e presenterà una confessione "ipotetica": se avessi ucciso mia moglie, lo avrei fatto così.

In sintesi, siamo in presenza della una autentica confessione a mezzo stampa e televisione che grazie al condizionale resterà impunita. L'unica magra consolazione è che i proventi di libro ed intervista finiranno a pagare i risarcimenti agli eredi due vittime.

Fox plans to broadcast an interview with O.J. Simpson in which the former football star discusses 'how he would have committed' the slayings of his ex-wife and her friend, (via GOP Vixen)







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martedì, novembre 14, 2006

Piccoli passi per un grande partito

In Wyoming il Libertarian Party e' riuscito finalmente a compiere il grande passo: il candidato libertarian alla carica di segretario di Stato ha ha preso il 18% dei voti, guadagnando al partito lo status di "major party", ossia di partito di primo piano. Speriamo che vada meglio dell'altra volta.
Qualche timido segnale esiste: le posizioni libertarian sono condivise più o meno consciamente da un elettore su otto; la virata statalista e repressiva di entrambi i partiti maggiori sta spostando voti verso il piccolo partito libertario, in precedenza messo in ombra dalla componente libertarian del Partito Repubblicano. Personalmente credo maggiormente nelle virtù di un'alleanza anti-statalista all'interno di un partito unico piuttosto che in una frammentazione partitica, ma un partito libertario anche piccolo, potrebbe impensierire abbastanza i partiti maggiori da restituire prominenza elettorale ad alcuni temi libertari. Da noi non ha (ancora) funzionato , ma gli USA sono una grande nazione.

(Hat tip: Neal Boortz, Instapundit)

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Ad andare con lo zoppo si impara a censurare

Torno in Rete dopo un'assenza di alcuni giorni e scopro una vicenda che ha dell'incredibile: DAW e' stato diffidato e censurato da Radio Radicale per un esilarante filmato in cui ironizzava sui dissapori fra Pannella e Capezzone (che, ad onor del vero, ha invece speso parole d'apprezzamento per il video) . Massima solidarietà per DAW, che si ritrova costretto gli effetti mefitici del contagio socialista nei confronti dei Radicali: i seguaci di Papa Giacinto detto Marco Pannella hanno sempre avuto una quantità industriale di difetti, ma le tentazioni censorie non erano fra queste. Evidentemente lo Sdi e' portatore sano (?) delle stesse pulsioni totalitarie e censorie di Baffetto d'Alema, per non parlare della pronta ed inevitabile applicazione della censura in ogni nazione appestata dal morbo collettivista. Noi non ne avevamo mai avuti troppi dubbi, speriamo ne venga qualcuno anche ai Radicali.


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giovedì, novembre 09, 2006

Perche' negano la festa della libertà

Perché ricorda loro quale sia la loro definizione di libertà : quella dei "migliori" di fare al resto di noi ciò che par loro, con un comodo muro a tener fuori gli sguardi indiscreti e dentro i fortunati abitanti del "paradiso". Poco importa che il paradiso in questione sia nero, rosso o bianco: tenetevelo.


(grazie a Il Giulivo per l'immagine)


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mercoledì, novembre 08, 2006

Bye Bye Don

Donald Rumsfeld si è dimesso. Non posso certo dire che non se lo sia meritato.

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Il miglior commento americano sulle elezioni italiane

Più precisamente, si tratta del miglior comunicato stampa di un politico repubblicano a seguito del risultato elettorale (con ottimo commento aggiunto) .
Da incorniciare, per stile, competenza, onestà e voglia di superare la sconfitta e ricominciare a guardare avanti, per riconquistare ciò che i repubblicani hanno perso e che i Democratici da soli mai sarebbero mai stati capaci di ottenere.

Forse, leggendolo, anche i politici del centrodestra potrebbero capire come mai siamo riusciti a passare da una maggioranza di 100 deputati ad una sconfitta per 27mila voti di scarto.

Hat tips: The Volokh Conspiracy, Instapundit


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lunedì, novembre 06, 2006

Giustizia politica in Italia?

Fa piacere vedere che se ne accorgono anche alcuni illustri visitatori della nostra nazione, anche se forse non hanno capito come di norma vada a loro favore. Quando li assolvono, invece, o li definiscono "resistenti", la nostra "giustizia" va benissimo, immagino.


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Con tanti Saluti a Di Pietro

Se chi ben comincia è a metà dell'opera...


PER IL MOLISE
IORIO ANGELO MICHELE

PER IL MOLISE



1.18655,498 %


L'UNIONE
RUTA ROBERTO

L'UNIONE



95144,501 %



Fonte: Ministero dell'Interno, gat tip: StarSailor

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Tax-mania

Liberissime traduzioni:

"A fine is a tax for doing something wrong. A tax is a fine for doing something right." - Author Unknown


"Una multa è una tassa per aver fatto qualcosa di sbagliato. Una tassa è una multa per aver fatto qualcosa di giusto. " Anonimo

"The politicians say "we" can't afford a tax cut. Maybe we can't afford the politicians." - Steve Forbes

"I politici ci dicono : "noi" non possiamo permetterci di tagliare le tasse. Forse "noi" non possiamo permetterci i politici" Steve Forbes

"There is no art which one government sooner learns from another than that of draining money from the pockets of the people." - Adam Smith

"Non esiste arte che un Governo apprenda più rapidamente dell'arte ti prosciugare le rache del popolo. " Adam Smith

"Your federal government needs your money so that it can perform vital services for you that you would not think up yourself in a million years." - Dave Barry

"Il vostro governo ha bisogno dei vostri soldi per poter fornire servizi essenziali e vitali cui voi non avreste mai pensato, nemmeno in un milione di anni" Dave Barry

E per finire, la mia citazione preferita da uno dei miei economisti meno preferiti:

"The avoidance of taxes is the only pursuit that still carries any reward." - J M Keynes

"Schivare le tasse è l'unica attività che garantisca ancora qualche soddisfazione" J M Keynes


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Masochismo elettorale, vizio di ogni destra liberale?

Fred Barnes, executive director del neocon Weekly Standard, rincara la dose di sale nelle ferite repubblicane (come se non fosse bastato il normalmente filo-repubblicano Economist) dal Commentary del Wall Street Journal di oggi. Chi scrive, come Barnes, spera che le previsioni di sconfitta si ridimensionino e che il Partito Repubblicano non perda la sua maggioranza alla Camera ed al Senato; detto questo, è certo che, data la situazione economica, il Partito Repubblicano dovrebbe veleggiare tranquillo nei sondaggi e non invece essere costretto a combattere per la sopravvivenza come partito di maggioranza.
La ricetta per essere certi di evitare un disastro a midterm è sempre esistita e si trova proprio nel programma di riforme del Partito repubblicano. Abbandonando tale programma, il GOP si è autoinflitto una sconfitta evitabile, contro un avversario debole e diviso.
La rinuncia, per lassismo, alle riforme del programma e la discesa in un pantano di sospetti di clientelismo hanno deluso ed allontanato buona parte della base storica del partito, che non è riuscito a compensare neppure tramite l'impiego del voto di scambio e l'abbraccio disinvolto dei temi etici come scudo per nascondere le proprie manchevolezze.
Non sembra la storia di una certa coalizione politica qui in Italia? La Casa delle libertà ha imitato il Partito Repubblicano. Purtroppo, ha imitato i suoi difetti molto più dei suoi pregi.


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Bombardata Forza Nuova

Se i fatti di Padova non fossero bastati, ecco un'altra dimostrazione del pacifismo connaturato alla sinistra senza se e senza ma. Gli idioti sono anche troppo frequenti in entrambi gli schieramenti, ma almeno a destra certi lupi non pretendono di nascondersi sotto a pelli d' agnello;soprattutto ben pochi ci cascano e ne prendono le difese ad ogni costo.

09:29 06Nov 2006 RTRS-Roma, bomba nella sede di Forza Nuova, nessun ferito

ROMA, 6 novembre (Reuters) - Una bomba è esplosa stanotte davanti alla sede romana del movimento della destra radicale Forza Nuova, senza causare alcun ferito ma arrecando gravi danni allo stabile e alle macchine parcheggiate intorno. Lo riferisce la polizia di Roma.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, verso le 2.30 di questa notte, davanti alla serranda chiusa della sede di Forza Nuova di via Nicola Nisco, nel quartiere Appio, viene posato uno zaino riempito con polvere nera e dotato di un innesco elettrico a distanza. La polizia ha ritrovato un filo lungo circa 40 metri che sarebbe servito per dare la scintilla che ha fatto esplodere la bomba.
Oltre a far saltare tutti i vetri del palazzo di cinque piani, lo scoppio ha divelto la porta di ingresso e ha danneggiato l'interno dei locali di Forza Nuova, distruggendo anche tre macchine che erano parcheggiate davanti allo stabile.

domenica, novembre 05, 2006

L'Economist affonda il GOP, per il bene dei Repubblicani stessi.

L'editoriale dell'Economist ripete quello che molti repubblicani hanno già sussurrato o pubblicato: il Partito Repubblicano si merita di perdere le elezioni di mid-term e potrebbe perfino essergli utile.
Il 109mo Congresso è stato pessimo; non tanto per gli standard dei Democratici, ossia socialisti, ma soprattutto per quelli dello stesso Partito Repubblicano. Il partito dello Stato minimo, della libertà , della lotta alle burocrazie ed all'invadenza del Leviatano ha importato dall'Europa il cancro rappresentato dall'espressione "conservatorismo statalista" e si è trasformato in una massa di peones parlamentari dediti al voto di scambio ed alle leggi di spesa ad hoc per favorire il proprio distretto, che per raccattare voti dopo aver deluso i moderati hanno inscenato rigori teologici e cedimenti illiberali pur di compiacere anche la destra bigotta. La fase dell'egemonia repubblicana è durata davvero soltanto pochi anni?
Forse. D'altro canto, una sconfitta di mid-term potrebbe permettere da un lato di ripulire il partito, dall'altro di riattivare la coalizione antistatalista che ha permesso al Partito Repubblicano di crescere e diventare maggioranza strutturale negli USA: la coalizione "leave me alone", per impedire allo Stato di imporre scelte etiche od economiche ai singoli, sia in economia, sia in campo etico. Un compromesso in grado di attrarre la maggioranza morale americana, scettica nell'uso della coercizione statale per risolvere i problemi economici e pronta a non impiegare tale coercizione sul piano etico, in modo da non scatenare di nuovo guerre di "religione".
Per chi dubitasse della necessità di un tale atteggiamento, ricordiamo che chi si dice d'accordo con i principi libertarian costituisce probabilmente il maggior blocco di elettori indipendenti negli USA.
Ricordiamoci che nel 1992 Clinton sconfisse sonoramente Bush padre, anch'egli pericolosamente statalista, scatenando proprio un processo di rinnovo dell'alleanza fra evangelici e libertari, che portò al trionfo repubblicano del 1994.

Lezioni per il nostro povero Stivale? Parecchie, direi.... la coalizione Repubblicana potrebbe rappresentare una meta, per il nostro sconquassato centrodestra? In fondo, non è stato lo stesso Sandro Bondi ad ammettere che la CdL ha perso 2 milioni di voti liberali, proiettando una immagine statalista sia in economia che sui temi etici?


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Squadrismi pacifinti: aggredito dagli autonomi il padre di Vanzan, caduto a Nassirya

Ricorda il figlio ucciso in Irak: botte dagli autonomi. Interessante metodo dialettico, indubbiamente.

Enzo Vanzan sembra un pugile sconfitto, la faccia pesta, l’occhio sinistro gonfio e nero. Le ha prese, ma non sul ring: nel pieno centro di Padova, nel cuore del Veneto civile e laborioso, l’altra sera. Aveva appena finito di partecipare a un convegno di solidarietà con le forze armate, lui che nel maggio di due anni fa perse un figlio militare in Irak, Matteo, caporalmaggiore dei lagunari, «gigante buono» ucciso a Nassirya da una granata. Erano passate da poco le 23 e con Vanzan c’erano altre cinque persone, tra cui il deputato di Alleanza nazionale Filippo Ascierto, ex carabiniere. Il raid di un commando, pugni e calci da squadristi dei centri sociali. Il segnale di allarme era suonato poco prima delle 21, quando un gruppetto di autonomi era passato a strappare le locandine della manifestazione. La solita provocazione, hanno pensato gli organizzatori della serata. [... ]
«Eravamo rimasti in sei - ricostruisce il deputato - stavamo facendo due passi verso piazza dei Signori, volevamo andare a mangiare una pizza. Ci sono piombati alle spalle, in perfetto silenzio, io ne ho visti quattro ma forse erano più numerosi, ci hanno scaricato pugni e calci ovunque. Vanzan è caduto a terra e su di lui si sono accaniti. Il pestaggio sarà durato mezzo minuto, poi sono scappati. Un’azione veloce ma dura, cattiva».
Pace subito, senza se e senza ma. La Pace Eterna?

(Hat Tip: il Mascellaro, fonte: Il Giornale)


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Agli statali aumenti garantiti, chi lavora per lo Stato muore in attesa

Per il pubblico impiego, accordo fatto tra Governo e sindacati, grazie alla minaccia di sciopero generale. Provate soltanto ad immaginare cosa succederebbe se i contribuenti impiegassero lo stesso sistema, ossia lo sciopero fiscale, oppure se i fornitori di servizi allo Stato si rifiutassero di lavorare per un cliente che si "dimentica" di pagare per mesi, fino a spingere al suicidio i propri creditori.
Dimenticavo, scusate, non è possibile. Si verrebbe accusati d'essere sporchi evasori ed organizzatori di serrate, crimine punito severamente, perché in Italia chi è pagato per lavorare può scioperare impunemente, ma chi si assume ogni rischio non ha il diritto di sospendere l'attività, sino al fallimento. Tutto questo accade mentre la retribuzione di un dipendente statale è cresciuta dal 1995 al 2005 molto più di quella di un dipendente del settore privato, nonostante le minori ore lavorate e i ridottissimi aumenti di produttività. Tutto questo accade mentre chi vanta un credito nei confronti del Leviatano deve attendere una dozzina d'anni per essere pagato. Tutto questo accade mentre i capponi votano per il Natale.
Inutile sperare di sanare Napoli, sarebbe il caso di cominciare da Roma.


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TB: The Right Nation, Mid-Term (Open) Must-Read List / 2

La sinistra In piazza contro il governo? Certo che no...

Secondo Prodi, le 100mila persone in piazza ieri non manifestavano contro il Governo, ma "contro il precariato", contro il quale il suo Governo starebbe già alacremente lavorando. Seguendo la stessa logica, il commerciante che si ritrova una bomba davanti al negozio non dovrebbe preoccuparsi: l'Onorata società non ce l'ha con lui e tutto ciò che deve fare è, semplicemente, pagare.

In fondo però ha forse ragione Stefano Folli, forse i reazionari rossi non erano davvero in piazza contro Romano Prodi, alleato di ferro di Bertinotti nell'ottica fanfaniana, ossia corporativa, che ben conosciamo: l'obiettivo sarebbe la pulizia etnica della sparuta componente riformista del cenotrosinistra. Ancora peggio, quindi. Non sia mai che qualcuno di loro potesse trovare ascolto e dimostrare la fondatezza elle proprie idee, semplicemente mettendole in pratica. Il volgo potrebbe perfino accorgersi che funzionano e - orrore! - cominciare a ragionare.

Nel frattempo, nessuno ha avvisato il compagno Caruso, che è ancora più esplicito, nel caso il messaggio non fosse arrivato forte e chiaro al primo tentativo:
Francesco Caruso, esponente no-global di Rifondazione, avverte: 'Anche il Governo e' precario,ha sottoscritto un contratto a termine con gli elettori e deve rispondere a 2 milioni di precari'.
Dei milioni di Italiani talmente poco precari da non essere mai licenziabili anche in caso di integrale nullafacenza, che con il peso della propria manomorta da Antico Regime impediscono ad altri milioni di concittadini di trovare un lavoro adeguato, nessuno si preoccupa, invece, se non per rassicurarli. Complimenti.
Il problema, secondo Governo e sfascisti rifondaroli, sarebbe quel 7 per cento di precari veri e propri, non il 23 percento di lavoratori clandestini, senza tutele e che non paga tasse né contributi. Si sa, sono probabilmente compagni che sbagliano, trovandosi in stragrande maggioranza nelle nuove "regioni rosse", quali la Campania. Molto più semplice massacrare chi almeno cerca di pagare qualcosa, piuttosto che prender di petto camorre e sanfedisti vari.

Paradossi per gente col paraocchi: buona parte dell'elettorato della sinistra radicale è costituito da veri e propri "rentiers", per quanto piccole siano le rendite: pensionati, statali, disoccupati organizzati, evasori legalizzati cooperativi, categorie protette e reclamanti protezione dalla concorrenza e da regole di merito, per i più vari motivi ; il resto è costituito da ragazzini illusi, intellettualmente storpiati da una scuola che ha insegnato loro a chiamare giustizia la rapina e filosofia l'irrazionalità. Se lo sommiamo alla massa d'urto sindacale, nella quale la maggioranza è composta di statali e pensionati, di fatto assistiamo ad un paradosso: i cosiddetti rivoluzionari prendon voti da coloro che dovrebbero definire "biechi reazionari", se fossero coerenti con la propria propaganda e non con ciò che scrivono appena lontani dai riflettori.


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venerdì, novembre 03, 2006

Olocausto nucleare. Letteralmente?

Verrà presentato lunedì il nuovo libero di Arturo Diaconale, di cui potete vedere la copertina qui sotto. Tutte le informazioni del caso da Krillix.

Citando liberamente dalla recensione di  Dimitri Buffa

Per la prima volta, infatti, qualcuno mette per iscritto e in maniera crudamente esplicita quale sia la posta in gioco in questo tira e molla della comunità internazionale con la repubblica islamica dell’Iran e con il suo nuovo presidente, il noto antisemita Mahmoud Ahmadinejad: la stessa sopravvivenza di quasi sei milioni tra ebrei e arabi israeliani che in Israele ci si trovano benissimo. Tanto da non avere mai commesso un attentato contro chi li ospita per dimostrare solidarietà agli altri arabo-islamici che li circondano. Di odio. Contrariamente ai baschi che vivono a Madrid o ai Nord Irlandesi che soggiornano a Londra, infatti, quasi mai si è sentito di complicità degli arabi israeliani con i loro fratelli "shaheed" della terra della futura Palestina. E questo vorrà pure dire qualcosa






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giovedì, novembre 02, 2006

Agricoltura biologica: fenomeno di nicchia o affamatrice dei poveri?

Un amico libertario, commentando qualche giorno fa un altro post, ricordava uno ragionamento incorerente, contraddittorio, ma ricorrenti, ascoltato in compagnia:
[...] sostenevano, in materia di agricoltura, che l'Africa in realtà non ha bisogno di OGM, ma solo di agricoltura biologica. Gli OGM vengono venduti all'Africa, secondo loro, truffaldinamente, con la stessa logica dello sfruttamento coloniale inglese sugli USA. Cioè secondo loro alla base del discorso OGM ci sarebbe il solo interesse delle multinazionali a vendere i loro prodotti sul mercato Africano, mentre i prezzi del biologico sono volontariamente alzati a cannone appunto per pilotare il mercato.
In Africa gran parte dell'agricoltura è "biologica", ossia esercitata senza fertilizzanti o pesticidi; proprio per questo muoiono di fame. Non è (soltanto) una battuta: l'agricoltura europea è stata sottposta a ben più di una rivoluzione ben prima dei pesticidi e degli OGM: quella medioevale, quella inglese e "scientifica" del XVII e XVIII secolo, che per inciso ha probabilmente posto le basi della prima Rivoluzione Industriale; questa serie di rivolgimenti ha elevato la produttività agricola, causando ovviamente danni di breve periodo. Quale agricoltura sarebbe quella "naturale", quindi?
L'agricoltura è diventata "industriale", con l'effetto (tipico degli sviluppi nelle economie di mercato) di ridurre i costi per unità di prodotto e quindi di ridurre i prezzi dei prodotti di prima necessità ed aumentare il numero di calorie acquistabili per ora di lavoro, a causa del calo dei prezzi; la fame in Europa ed in India è stata debellata anche in questa maniera, non certo tramite elemosine o redistribuzioni fra ricchi e poveri.
L'agricoltura organica e "biologica" impiega spesso raffinamenti di tecniche medievali, che riducono drasticamente la quantità di prodotto privilegiando la qualità ed il ridotto impatto ambientale. Obbiettivi indubbiamente validissimi e meritevoli, ma che nulla possono fare per aumentare la disponibilità alimentare per i poveri, dati i maggiori costi dovuti alla minore produttività delle tecniche impiegate: senza fertilizzanti chimici ad aumentare la fertilità del terreno e senza pesticidi e diserbanti ad eliminare le "perdite", le rese sono decisamente minori, a meno di non impiegare OGM per il medesimo fine.

Si vede quindi come non sia necessario ipotizzare alcun complotto per alzare i prezzi dei generi alimentari "biologici": il biologico è intrinsecamente più caro ed inadeguato a ridurre drasticamente il prezzo dei prodotti alimentari di base. Si tratta necessariamente di un lusso per pochi, per le stesse identiche ragioni per cui una nutrizione completa era un lusso per pochi nel Medioevo. Bel paradosso, per i progressisti: favorire politiche che riporterebbero i poveri in condizioni "medievali". Con le migliori intenzioni, ovviamente.

Per qanto riguarda gli OGM, non vedo in cosa sarebbero differenti dalla selezione genetica su basi sistematiche e scientifiche, che ha permesso la Rivoluzione Verde (Norman Borlaug è stato probabilmente il Premio Nobel più azzeccato della storia, Yunus compreso). O, tornando indietro nel tempo, dal "selective breeding" in auge dall'inizio dell'età moderna nelle isole britanniche e nell'Europa nordoccidentale ( praticato poi da sempre, in forma sporadica o meno scientifica, da pastori ed agricoltori in tutto il mondo). Si tratta di una soluzione a basso costo e a minor impatto ambientale rispetto a pesticidi e fertilizzanti; in effetti, si tratta dell'unica soluzione che sia contemporaneamente priva di componenti "chimiche" e a basso costo, quindi disponibile ai poveri.
Illudersi di fare a meno di entrambi, OGM e "chimica agricola", è semplice illusione: al momento, la scelta è fra questi due modelli od una loro combinazione;l'alternativa produrrebbe il ritorno a modelli di consumo alimentare medievali: ossia, qualcuno consuma gli altri crepano di fame e basta. E dire che sarebbero lorsignori a definirsi "umanitari".


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Nobel su Nobel: Becker on Yunus

Il premio Nobel Gary Becker ha recentemente commentato in maniera molto positiva il Premio Nobel a Mohammed Yunus ed alla Grameen Bank, Vero è che il premio è stato consegnato a qualcuno che c'entra poco con la ricerca della pace nel mondo, ma moltissimo con qualcosa di forse ancora più importante: il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone nei paesi poveri (senza contare quante volte il premio è andato a personaggi quantomeno controversi).

Becker sostiene che il vero contributo non è stato quello allo sviluppo economico in senso stretto:la crescita economica in un dato territorio è nel lungo periodo legata maggiormente a fattori istituzionali, come il possesso di una struttura legale che riconosca la proprietà privata, faciliti gli scambi commerciali, mantenga una regolamentazione leggera ed una attitudine positiva verso l’educazione. Il contributo positivo del microcredito in Bangladesh ed in molti altri paesi è dovuto soprattutto ad altri due elementi: la pratica di finanziare soprattutto donne e la diffusione di un approccio orientato al mercato nell’aiuto ai poveri.

L’elevata proporzione di prestiti erogati a donne non è soltanto razionale dal punto di vista dell’efficienza del processo e dei risultati economici; ha anche fornito un enorme aiuto alla causa della condizione femminile, in nazioni dove l'altra metà del cielo viene normalmente oppressa: il successo della strategia di prestiti femminili ha definitivamente sfatato una serie di radicati pregiudizi nei confronti delle donne.

In secondo luogo, la struttura nozione che un approccio di mercato funzioni meglio di semplici elemosine: i tassi d’interesse che Grameen richiede, sebbene elevati per gli standard europei, non sarebbero in grado di compensare i rischi finanziari e di credito sopportati dalla banca , anche se molti dei “fornitori di capitale” sono disinteressati ad un ritorno commerciale. Tuttavia, la ricerca dell’efficienza nella gestione , tipica di una società for-profit, garantisce sicuramente un ritorno in termini di aiuto ai poveri più elevato, contribuendo inoltre a diffondere una mentalità imprenditoriale e positiva nei confronti del risparmio e dell'attività economica. Qualcuno ricorda come la sinistra anticapitalista nostrana abbia cercato di nascondere questo aspetto della Grameen Bank, per appiattirla sullo stereotipo di uno dei tanti “rivoluzionari” programmi pseudo-sovietici di elemosina socialista.

Richard Posner, quasi altrettanto insigne coblogger, ha un punto di vista differente, ma comunque interessante sullo stesso argomento.



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