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venerdì, gennaio 15, 2010

Dalle stelle alle stalle: il seggio senatoriale di Kennedy ai repubblicani?

Il Partito democratico rischierebbero di perdere il seggio senatoriale di Ted Kennedy, considerato più che sicuro. La magia di Obama è già terminata?
La morte di Ted Kennedy ha costretto a tenere una elezione suppletiva, che sino a pochi giorni fa era considerata poco più che una formalità Il Massachussets è infatti uno degli stati più a sinistra degli USA, definito scherzosamente "la Repubblica Popolare del Massachussets". E' anche il feudo politico della famiglia Kennedy, veri re senza corona di Boston e dintorni. Nell'anno di Obama, i repubblicani non sembravano avere alcuna speranza di recuperare gli svantaggi storici nello stato. Eppure, l'impossibile sta per avvenire: Secondo i nuovi sondaggi, il repubblicano Brown sarebbe in testa.
Una vittoria dei repubblicani infliggerebbe un colpo devastante al partito democratico, alla vigilia di una elezione di midterm dove il partito del presidente rischia già di trovarsi in difficioltà: i piani di riforma sanitaria sono estremamente impopolari, la gestione clientelare delle manovre di stimolo ed una serie di scandali hanno azzerato la credibilità dei leader parlamentari, mentre anche la reputazione di Obama sta venendo rapidamente intaccata, nonostante la fedeltà canina di gran parte dei mezzi di informazione. La situazione è ababstanza seria da far considerare l'ipotesi di un intervento diretto del Presidente a sostegno della democratica Martha Coakley durante gli ultimi giorni della campagna elettorale. Continuiamo a credere che una vittoria democratica sia il risultato più probabile, ma una sconfitta di misura in un seggio dato per perso sarebbe comunque una mezza vittoria, almeno dal punto di vista tattico.

Un'ultima nota: in caso di morte di un senatore, gran parte degli Stati dell'Unione prevedono cheil governatore dello stato nomini un sostituto che porti a temrine il mandato, senza tenere elezioni. Questa ocnsuetudine è stata recentemente modificata in Massachussets dagli stessi democratici, per impedire che l'allora governatore repubblicano Mitt Romney potesse nominare un compagno di partito ad un seggio rimasto vacante. Questa innovazione si sta ritorcendo contro i propri stessi creatori: una lezione da meditare, per chi considera il fine più importante dei mezzi.


mercoledì, settembre 02, 2009

JFk, repubblicano. Altro che Ted Kennedy

Certi fans della famiglia di Camelot avrebbero bisogno di un corso di storia. Perché forse ammirano la persona giusta per il motivo sbagliato.

La morte di Ted Kennedy, ultimo rappresentante di una delle dinastie politiche regnanti sul Partito Democratico americano, ha scatenato una salva di eulogie e di rimandi nostalgici agli illustri fratelli. La sua posizione è sempre stata dipinta come la naturale continuazione dell’opera del celeberrimo JFK e di Bob Kennedy, una battaglia contro le forze della reazione e dell’oscurantismo, spesso personificate soprattutto all’estero dal Presidente Richard Nixon. Il “leone progressista” , insieme a buona parte dell’establishment democratico, ha costruito la propria carriera sulla difesa dei diritti delle minoranze e nell’estensione dello stato assistenziale, anche a costo di un aumento del carico fiscale e dell’intervento statale nell’economia. La sinistra democratica, inoltre, ha sempre avuto il pacifismo fra le proprie bandiere, soprattutto nei confronti dei regimi politici di sinistra.
Peccato che Ted, nei fatti, sembri più vicino alle peggiori idee di NIxon che alle posizioni dell'eroe e fratello. Il motivo lo leggete su Giornalettismo

lunedì, gennaio 28, 2008

Anche Kennedy salta sul treno di Obama

Anche Ted Kennedy appoggerà Barack Obama contro Hillary Clinton, secondo il washingtonpost.com. Correre in soccorso del vincitore è uno sport molto popolare anche negli USA, a quanto pare.
E' paradossale che un deputato da 30 anni a Washington, che ha costruito la propria carriera su basi dinastiche e sul cadavere dei dei fratelli si schieri con Obama, che mena vanto della propria relativa lontananza dal mondo della Washington "politicante".
Proprio per questo, tuttavia, l'appoggio del più avvinazzato dei Kennedy potrebbe costituire un segnale preoccupante per la Clinton: si tratta del cedimento di uno dei segmenti più clintoniani del partito democratico, quello della casta politica tradizionale del Partito. Se Hillary non può mantenere la lealtà di coloro che sta difendendo a costo di perdere voti alle primarie, la sua campagna fa davvero acqua.


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