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mercoledì, maggio 19, 2010

Il Mastella americano perde il posto. Almeno lui.

Dalle primarie americane, il segnale più' chiaro e' quello della rivolta contro i soliti noti, in entrambi i partiti. E il volto più' noto di tutti e' ormai l'ex ragazzo prodigio Barack Obama. 

Arlen Specter e' il senatore repubblicano che nel 2009 ha pensato bene di saltare il fosso e di schierarsi con i democratici. La motivazione e' sempre stata chiara: potere. Specter e' un centrista la cui unica preoccupazione e' sempre stata la rielezione e non l'ha mai nascosto e la vittoria di Obama del 2008 gli ha fatto credere che i democratici avrebbero dominato per anni. E' quindi passato ai democratici durante la battaglia per la sanita' , fornendo quindi un voto cruciale; in cambio aveva ottenuto da Obama e dai big del partito la promessa del pieno appoggio per la sua ricandidatura al proprio seggio senatoriale, stavolta come democratico.
Fortunatamente per gli USA, il meccanismo delle primarie ha bloccato questa gradevole imitazione della casta italiota, privando Specter della nomination: gli elettori democratici si sono ribellati all'imposizione centralista ed hanno nomionato  Joe Sestak, parlamentare  e democratico di lungo corso.

Prima o poi capiremo anche in Italia che le primarie, prima che un'applicazione del feticcio assembleare, sono uno strumento per limitare il potere delle élites di partito quando si sono allontanate dalla propria base. Anche quando, dall'altra parte, c'è il Capo.

mercoledì, febbraio 27, 2008

Primarie? Ripijateve er piacione!

Le primarie sono già finite nel dimenticatoio? Dal loft, ci hanno triturato le parti intime fino a desiderare quasi almeno l'anestesia, se non la castrazione chimica, con le primarie e con il loro contenuto rivoluzionario.
Eppure, nella pratica, di primarie se ne sono viste pochine: Veltroni è stato scelto come segretario di un partito, non quale candidato premier. I segretari regionali ed i candidati per le liste bloccate sono stati selezionati in maniera ben poco "democratica".
Dulcis in fundo, Francesco Rutelli è stato di fatto incoronato quale candidato del PD dal sindaco uscente, lo stesso Veltroni, senza nemmeno fingere un plebiscito che confermasse almeno dal punto di vista formale la scelta. Complimenti, siamo passati dai soviet al politburo a tempo di record.

lunedì, gennaio 28, 2008

Anche Kennedy salta sul treno di Obama

Anche Ted Kennedy appoggerà Barack Obama contro Hillary Clinton, secondo il washingtonpost.com. Correre in soccorso del vincitore è uno sport molto popolare anche negli USA, a quanto pare.
E' paradossale che un deputato da 30 anni a Washington, che ha costruito la propria carriera su basi dinastiche e sul cadavere dei dei fratelli si schieri con Obama, che mena vanto della propria relativa lontananza dal mondo della Washington "politicante".
Proprio per questo, tuttavia, l'appoggio del più avvinazzato dei Kennedy potrebbe costituire un segnale preoccupante per la Clinton: si tratta del cedimento di uno dei segmenti più clintoniani del partito democratico, quello della casta politica tradizionale del Partito. Se Hillary non può mantenere la lealtà di coloro che sta difendendo a costo di perdere voti alle primarie, la sua campagna fa davvero acqua.


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giovedì, novembre 08, 2007

Pannella, arriva l'endorsement del Movimento per la Vita

Per Rudy Giuliani arriva l'endorsement di Pat Robertson. Al confronto, assistere alla CEI che appoggia Della Vedova o Martino sarebbe meno sorprendente, anche se altrettanto gratificante (Pannella sarebbe meraviglioso dal punto di vista estetico-ironico, non politico) .
Si tratta di un forte segnale d'unità per le differenti anime della destra americana; potrebbe inoltre rimuovere uno dei principali ostacoli alla nomination di Giuliani ed uno dei maggiori rischi nella sfida con Hillary Clinton, quello della disaffezione della destra religiosa per il "laico" Giuliani. Speriamo soltanto che in Italia qualcuno si degni di prenderne esempio.


Hat tip + da leggere assolutamente:The Right Nation



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lunedì, ottobre 29, 2007

Pensierino sul PD

Walter Veltroni vorrebbe un partito di iscritti, leggero. Dobbiamo aspettarci la cassa integrazione per gli elefantiaci apparati dei funzionari di partito o ci penseranno, al solito, la coop e i sindacati?

domenica, settembre 09, 2007

Democrazia in svendita o soltanto in saldo?

Veltroni propone di abbassare ad un euro la quota per votare alle primarie. Sarà questo che s'intende quando si parla di svendere la democrazia? Giustissimo, comunque: è giusto che si faccia uno sconto, dato che i voti qui si comprano, pardon, si trovano all'ingrosso e non al dettaglio, come invece tocca fare ad un Mastella o ad un Bassolino qualsiasi, quando arriva il momento di votare in Campania.

Una cosa poco comprensibile, fr ale righe: Veltorni dice che
La quota dei 5 euro potrebbe tra l'altro dare la falsa impressione che con il voto si venga automaticamente iscritti al Partito Democratico mentre, come è noto, non è affatto così: chi andrà a votare aderirà al processo di costruzione del nuovo soggetto politico

Chiariamo subito un punto: queste ""primarie" sono una truffa lessicale, date che non scelgono affatto un candidato premier. Si tratta di una vera e propria elezione del segretario di un partito politico , la prima diretta e non mediata da congressi e delegati. Ottimo, ma perché non chiarirlo prima e dissipare ogni dubbio? E perché si vorrebbe partecipare alla costruzione di un partito e nello stesso tempo non aderirvi?

Per un partito che si chiama "democratico", l'elezione diretta del segretario sarebbe segno di grande coerenza al proprio nome ed ai propri principi . Impieghiamo il condizionale, perché alcuni piccoli particolari smentiscono questo slancio d'amore per la democrazia: il piccolo particolare della ricerca disperata di un candidato unico contornato da avversari di comodo, il pudore, anzi il terrore di chiarire se saranno le camorre, pardon gli apparati margheritini e diessini a controllare l'operazione, l'incertezza su chi possa votare e per che cosa si debba votare, rendono queste elezioni "democratiche" un po' troppo simili alle farse dell'Europa Orientale o al "listone" di Benito buonanima.


HT:Repubblica.it

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lunedì, luglio 23, 2007

Biografia politica di Enrico Letta

Fortunatamente non rientro nella categoria quarantenne, ma il ritrattino da parte di Walking Class è il migliore nel campo anti-Letta

Essendo inglobato per questioni anagrafiche nella categoria dei quarantenni, non vorrei si pensasse che nella gara partitodemocratica qui si possa fare il tifo per il quarantenne più sopravvalutato della storia politica recente. E' come alla Walt Disney: quello più paraculo è lo zio che sta al Deposito, mentre il nipote raccoglie la saccenza di Qui, Quo e Qua messi insieme, non ha la simpatia di Paperino e prima o poi la fortuna di Gastone guarderà da un'altra parte. I bluff hanno sempre le gambe corte


HT:Walking Class

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