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martedì, gennaio 11, 2011

Come la Fed regala i soldi

Al cuore della seconda ondata di Quantitative easing della Fed c'è il cosiddetto POMO, il programma di acquisto periodico di titoli di Stato. Il programma è gestito in maniera talmente banale da poter essere tranquillamente anticipato, come ribadisce anche ZeroHedge, che gentilmente fornisce una lista dei titoli da comprare appena prima dell'operazione e rivendere poi. Sinora ha funzionato, provare per credere. E non sentitevi in imbarazzo: Non preoccupatevi, non farete mai i soldi che fanno i primary dealers, le poche banche autorizzate a gestire gli ordini della Banca Centrale americana. Per non sbagliare, pare che l'operatività per il programma d'intervento sul mercato più importante degli ultimi anni sia affidata anche a neoassunti privi persino di terminali Bloomberg , ossia dello strumento base per il trading sul reddito fisso. Più o meno come affidare ad un cieco una Ferrari al Gran Premio di Monza.

I complottisti avranno sicuramente una serie di oscure ragioni per dimostrare quanto tutto questo faccia parte di un complotto ai danni del popolo. Personalmente, sono più propenso (per fatti capitati a miei conoscenti) a dare la colpa alla tipica mentalità burocratica di una banca centrale: 1000 dollari a terminale al mese sembrano un'enormità ad un ufficio acquisti governativi, anche quando questo permetterebbe milioni in risparmi. Per i burocrati la massima di Schiller è sempre valida : "Contro la stupidaggine, neanche gli Dei possono nulla"

Senza contare, ovviamente, il poco velato desiderio di sussidiare le banche che aiutano la Fed nella propria attività caratteristica: manipolare i tassi d'interesse per facilitare il ciclo politico.

sabato, dicembre 04, 2010

Perché una banca centrale?

Se lo chiede Gerald P. O'Driscoll Jr. sul Wall Street Journal: le banche centrali non si sono dimostrate necessarie né sufficienti per lo sviluppo di un moderno sistema finanziario. Gli USA ne hanno fatto a meno sino al 1913 ed il Canada, ad esempio, ha retto la Grande Depressione anche meglio degli USA pur non avendone una sino al 1935, quando gli venne praticamente imposta dall'esterno. Come fa notare O'Driscoll, vi sono molte proposte di riforma della Fed, ma non esiste un consenso sulle ragioni per cui essa debba esistere.
Questo non è un caso: non esiste un tale accordo, perché non è necessario avere una banca centrale. A meno, ovviamente, di essere politici alla ricerca di facili vie per drogare l'economia a fini elettorali o monetizzare il debito incorso sinora. Una banca centrale indipendente è un male minore di una asservita ai desideri politici, ma è un equilibrio instabile: la tentazione di abusare del proprio potere, dietro lo schermo di autorità "indipendenti" è eccessiva, in momenti di crisi. Esattamente come per i fondi pensione gestiti dallo stato, che vengono svaligiati appena se ne sent eil bisogno (vedi USA; Irlanda ed Argentina, in vari momenti). O si privatizza, o si abbandona.

martedì, giugno 16, 2009

Che fine ha fatto Paul Volcker?

Dov'è finito Paul Volcker, il banchiere centrale famoso per avere sconfitto la Grande Inflazione degli anni '70? L'uomo è stato il pilastro della credibilità di Obama nei circoli di politica monetaria e sui mercati durante la corsa alla Casa Bianca.

Senza questo democratico atipico, le credenziali del candidato come combattente in grado di prendere decisioni economiche dure ed impopolari, molto semplicemente non esistono - e ci ritroveremmo con il "solito" socialdemocratico / democristiano, abilissimo a spendere, ma disastroso quando si tratta di combattere inflazione e minacce al deficit federale senza distruggere la nazione con aumenti delle tasse.

Che Volcker sia stato soltanto uno specchietto per le allodole, prontamente messo da parte una volta arrivati al potere? Se lo chiede anche il blog The Big Picture, che pure pende verso il Presidente. E non è un buon segno: Larry Summers e Tim Geithner sembrano aver vinto e nessuno dei due sembra volersi preoccupare delle disastrose conseguenze a lungo termine del loro tentativo di risolvere le conseguenze di una bolla scatenata dai loro predecessori - ripetendone gli errori.


"Here it is, 3 months later, and the question remains: Where is the greatest Fed Chair of the modern era? The straight talking, cigar chomping, inflation fighter has been nowhere to be seen in the Obama White House.

Plenty of people who supported Obama in the 2008 election did so because of Volcker’s endorsement/involvement. His absence, and lack of a visible role, has been hugely disappointing."

venerdì, aprile 17, 2009

Per la Fed, la felicità si (ri)compra. O quasi.

I dati sulle ultime operazioni di riacquisto da parte della Fed sono illuminanti: laa banca centrale americana sta ricomprando aggressivamente titoli Fannie Mae e Freddie Mac. Il risultato è una riduzione degli spread sui mutui ed una ulteriore iniezione di liquidità, creando una mini-bolla e contribuendo all'ottimismo di questi ultimi tempi. Sappiamo come è andata a finire l'ultima volta...
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giovedì, marzo 05, 2009

Londra è il nuovo Giappone?

Sia la Bank of England che la Banca Centrale Europea hanno abbassato i tassi di sconto, ma la banca centrale inglese è andata oltre, impegnandosi a stampare moneta per acquistare fino a 75 miliardi di sterline in titoli di Stato e in obbligazioni societarie.
Si tratta formalmente di una sorta di ritorno al futuro; nei fatti, di una mossa estremamente pericolosa, un atto di equilibrismo fra il disastro Giappone degli anni 1990 e innumerevoli episodi inflazionistici nella storia.

L'acquisto di debito pubblico da parte della banca centrale, che stampa moneta per finanziarlo, è infatti uno strumento impiegato in maniera differente in vari momenti storici, ma con risultati quasi sempre fallimentari.

Uno dei pochi casi in cui il danno non è stato rilevante è proprio quello alla base della nascita della Bank of England, ma si tratta anche dell'unico caso in cui la gestione dell'operazione fu affidata ad un gruppo di finanziari privati e non alla burocrazia ministeriale: il successo, paradossalmente, fu il risultato dell'azione di un gruppo di speculatori, tanto villipesi anche ai nostri giorni, che acquistarono l'intero debito pubblico, in cambio del diritto di battere moneta garantita da tale debito e dalle riserve auree della Banca. Era il 1694.

La cosiddetta monetizzazione del debito pubblico è diventata poi uno strumento politico, tipicamente per finanziare governi in difficoltà per le troppe spese: dato che il governo non controlla direttamente la creazione di moneta, obbliga la banca centrale ad acquistare il proprio debito con moneta stampata, creando un eccesso di moneta. Le conseguenze, nella stragrande maggioranza dei casi, sono state una crisi valutaria ed una fiammata inflazionistica, con conseguenze devastanti sui risparmi ed i salari.

La Bank of England, tuttavia, non sta al momento pensando al finanziamento dei deficit giganteschi che le politiche di "salvataggio" stanno creando, ma all'esempio giapponese degli anni '90 , quando la banca centrale aprì le dighe della creazione monetaria nello sforzo di impedire una deflazione generalizzata, acquistando titoli di Stato, obbligazioni e persino azioni usando moneta stampata di fresco. I risultati sono di fronte agli occhi di tutti: non soltanto la deflazione continuò imperterrita, mentre il fiume di liquidità servì a procrastinare la soluzione dei problemi, lasciando in vita aziende decotte e banche ridotte al ruolo di zombie, un peso morto che ha impedito la ripresa per due decenni.


To that end, and noting the recent exchange of letters between the Governor and the Chancellor of the Exchequer concerning the use of the Asset Purchase Facility for monetary policy purposes, the Committee agreed that the Bank should, in the first instance, finance £75 billion of asset purchases by the issuance of central bank reserves. The Committee recognised that it might take up to three months to carry out this programme of purchases.
Part of that sum would finance the Bank of England’s programme of private sector
asset purchases through the Asset Purchase Facility, intended to improve the
functioning of corporate credit markets. But in order to meet the Committee’s objective of total purchases of £75 billion, the Bank would also buy medium- and long-maturity conventional gilts in the secondary market. It is likely that the majority of the overall purchases by value over the next three months will be of gilts.


Per l'inter documento: http://www.bankofengland.co.uk/publications/news/2009/019.htm

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