A pragCap si chiedono se contino ancora Lyr valutazioni basate sul valore: utili, flussi di cassa, redditività. I dati sintetici che distinguono nel medio periodo le aziende sane dall scommesse, insomma. La tesi di pragCap è che la "Greenspan put" abbia definitivamente alterato il mercato. In peggio, a mio parere.
Gli interventi continui delle banche centrali e dei governi vorrebbero stabilizzare il mercato, ma sembra che ottengano l'effetto opposto.
Invece di scelte che forniscono fondi ad aziende che crescono aumentando innovazione ed occupazione, veniamo premiati per anticipare il prossimo salvataggio o il prossimo stimolo.
Grazie alla Fed ed agli interventisti, non abbiamo più indicatori affidabili per l'allocazione delle risorse? se è così, siamo fregati: non esiste sviluppo senza investimento e se qualcuno trucca le carte, dagli investimenti passiamo al gioco d'azzardo. gli statalisti otterranno l'oppostodi quanto desiderano, almeno a parole. Se invece sognano di generare un fallimento di Stato da attribuire al mercato, così da giustificare ulteriore socialismo, allora sono sulla strada giusta.
EQUITY VALUATIONS ARE STRETCHED, BUT DOES IT MATTER?
lunedì, dicembre 27, 2010
Come la "stabilizzazione" statalista genera instabilità
Posted by Unknown at 9:45 AM |
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martedì, novembre 30, 2010
Roma come il Cile? Magari
Posted by J.C. Falkenberg at 8:11 PM |
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lunedì, novembre 29, 2010
Pubblico non è sinonimo di statale, non solo nell'acqua
Giordano Masini affronta bene la vicenda dell'acqua (statale) all'arsenico Non è la proprietà statale dell'acqua ad evitare danni ; Al contrario, indebolisce i controlli e la moltepicità degli attori che permette pesi e contrappesi nella gestione di un bene tanto prezioso. UNa società privata sarebbe controllatamolto più severamente da una burocrazia statale, o ancora meglio da istituti di sorveglianza privati e dai media, rispetto all'attuale controllo effettuato da una branca della burocrazia su di un'altr,a con l'indipndenza che possiamo immaginarci.
Una sola nota: non usiamo più il termine "pubblico", per favore, al posto di statale: è fuorviante. Acqua "pubblica" dovrebbe solo significare disponibile a tutti coloro che la pagano, senza discriminazioni. Una società che fornisca un servizio di questo tipo potrebbe essere benissimo privata, come accade in molti altri contesti. A contare, qui, è la proprietà governativa, statale. La confusione fra i due termini è il solito, patetico tentativo di inquinare la lingua per impedire un dibattito razionale. I collettivisti chiamano le pretese "diritti", i socialdemocratici "liberali", e così via, per acquisire un vantaggio morale, indipendentemente dalla bontà delle posizioni che propongono.
Posted by Unknown at 4:09 PM |
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sabato, novembre 27, 2010
DOmande e risposte
Nicola si domanda:
Ma questi il mercato se lo sognano solo nei programmi elettorali?
"Posted by J.C. Falkenberg at 4:27 PM |
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sabato, novembre 20, 2010
Obama proclama la "giornata mondiale dell'imprenditore", ma pensa solo ai faccendieri.
Barack Obama ha provlamato la giornata nazionale dell'imprenditore.
Purtroppo, sia le sue azioni che le sue amicizie sembrano indicare come non conosca la differenza fra un faccendiere ed un imprenditore. Parliamo del Presidente che ha minato la certezza del diritto commerciale, si è vantato di aver aumentato burocrazia e regolamentazioni, interferisce allegramente con il funzionamento del mercato ogni volta che può e che, dulcis in fundo, vorrebbe alzare le tasse proprio sulla classe imprenditoriale.
Sarebbe una crudele ironia, la beffa dopo l'insulto, anche senza considerare un'ipotesi ancora più inquietante: che Obama non conosca la differenza fra imprenditori e faccendieri. Gli "imprenditori" di Obama non sono i produttori di ricchezza, se non incidentalmente. Sono coloro che hanno beneficiato di aiuti di Stato, dei favori di burocrati ed amministratori pubblici, o la cui carriera si basa su "affari" all'ombra delle pressioni politiche. D'altronde, Obama si è sempre circondato ed ha fatto carriera in un ambiente ben poveri d'imprenditori, ma pieno, oltre che di terroristi e razzisti, di faccendieri come Tony Retzko, condannato di recente, o come il suo ex "zar dell'automobile", Steve Rattner, colto con le mani nel sacco a corrompere consiglieri di fondi pensione e che rischia l'interdizione a vita dall'industria finanziaria.
Hat tip (con alcunoe interessanti note storiche) su Downsizing the federal government
Posted by J.C. Falkenberg at 6:18 PM |
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martedì, settembre 21, 2010
Comunismo e socialismo
Posted by J.C. Falkenberg at 11:10 AM |
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giovedì, settembre 09, 2010
Belgio: l'Italia sarebbe potuta finire così
Posted by J.C. Falkenberg at 3:43 PM |
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martedì, settembre 07, 2010
Stress test bacati, il segreto di Pulcinella
Posted by J.C. Falkenberg at 4:49 PM |
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domenica, luglio 25, 2010
Perché Wal-Mart merita il Nobel
- In Bangladesh la condizione femminile migliora grazie al tanto vituperato “sfruttamento capitalista delle multinazionali”. E non è l’unico luogo comune di una certa visione anticapitalista che viene smentito.
Lungi dall’essere un motore di sfruttamento, è noto che le multinazionali tendono a pagare meglio delle aziende locali, a trasferire più competenze e a trattare la forza lavoro in maniera più umana. In Bangladesh, ad esempio, sono un vero e proprio motore di alfabetizzazione e miglioramento della condizione femminile: lo sviluppo dell’industria tessile sta fornendo alle donne in questa nazione musulmana una fonte di reddito indipendente, aiutandone l’emancipazione.
Si sta inoltre smentendo un altro dei luoghi comuni del pauperismo socialista, ossia che l’industrializzazione avverrebbe a scapito della scolarizzazione: nei villaggi dove prospera l’industria tessile le percentuali di scolarizzazione femminile aumentano di molto, nonostante un parziale calo fra le ragazze fra i 16 ed i 19 anni d’età, secondo gli studi di Ahmed Mushfiq Mobarak, accademico di Yale che sta conducendo un rigoroso studio empirico sull’argomento. I motivi non sono del tutto chiari, ma almeno due fattori certamente lo sono. In primo luogo, la maggiore disponibilità di reddito permette alle famiglie di mandare a scuola anche le figlie, di solito svantaggiate rispetto ai maschi; soprattutto, però, conta il vantaggio economico immediato: una operaia scolarizzata viene valorizzata e pagata di più e quindi esiste un forte incentivo finanziario.
Il terzo luogo comune che viene smentito è quello della necessità di un forte intervento governativo per “correggere” le storture dello sviluppo industriale. L’aumento della scolarizzazione non è merito di sforzi particolari del governo bengalese, ma dell’abilità di individui e famiglie di cogliere le opportunità offerte dallo sviluppo e dal capitalismo: sono i privati, e non lo stato, a promuovere lo sviluppo economico e sociale. Si tratta dell’ennesima dimostrazione del paradosso per cui il bene pubblico viene servito meglio dalla privata “avidità” che dall’interferenza di burocrati con le migliori intenzioni: Wal-Mart e gli altri grandi magazzini che sono i grandi promotori nella globalizzazione del settore tessile stanno dando un contributo involontario ma essenziale allo sviluppo bengalese, un contributo molto più efficiente di quello fornito da decenni di aiuti allo sviluppo della cooperazione internazionale, basato su metodi e sistemi pianificati e gestiti con metodi collettivisti.
E’ articolo di fede tra i media e le caste intellettuali occidentali che il capitalismo sia la fonte di tutti i mali e soprattutto di un aumento dello sfruttamento delle masse lavoratrici, rispetto ai “tempi felici” dell’era preindustriale; unica salvezza per i ceti disagiati sarebbero sempre stati i governi di tendenza collettivista, fossero socialisti o conservatori di stampo paternalistico. Questo approccio è divenuto moneta corrente grazie all’istruzione di stato, amministrata dalle stesse burocrazie che ne vengono esaltate, ed ha alterato la percezione della realtà storica da parte di intere generazioni. La storia economica offre innumerevoli esempi della fallacia di tale approccio; l’esperienza ed i dati in nostro possesso dimostrano ad esempio che, per quanto brutali fossero le condizioni degli operai nell’Inghilterra industriale, esse erano preferibili a quelle delle campagne nei decenni precedenti.
Sino ad ora è stato possibile appigliarsi agli argomenti anticapitalisti sostenendo la limitatezza degli studi storici e dei dati disponibili e la validità della vulgata tradizionale, ma ora studi come quello in Bangladesh forniscono evidenze difficili da confutare. L’impetuoso sviluppo industriale dei paesi emergenti permette, in un certo senso, una “replica della storia” in un contesto dove abbiamo risorse ed opportunità per effettuare studi rigorosi. I risultati, sinora, ribadiscono le potenzialità di un sistema di mercato e l’effetto positivo del capitalismo sulla libertà ed il progresso civile, oltre che economico. Rimane il difficile compito di rompere il muro di gomma dei pregiudizi e dei luoghi comuni.
Posted by J.C. Falkenberg at 9:09 AM |
Labels: Bangladesh , capitalismo , India , Socialismo , Storia , sviluppo
giovedì, luglio 08, 2010
USA: chi è il razzista, il Michigan o l'Arizona?
Da notare che non si cerca di aiutare i poveri, o le minoranze in generale: come per altri programmi appoggiati dalla sinistra USA, si vogliono favorire le minoranze preferite, lasciando ai margini i bianchi poveri e quelle minoranze che non vengono percepite come poco aperte alle sirene assistenziali, quali ad esempio gli asiatici, colpevoli di lavorare duro, studiare e cercare d'integrarsi. Al confronto, la legge dell'Arizona sembra decisamente meno razzista: non fa alcun riferimento al colore della pelle, ma si limita a consentire agli agenti di polizia nello stato di chiedere i documenti a chi viene fermato.
Posted by J.C. Falkenberg at 2:07 PM |
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venerdì, giugno 18, 2010
Liberali, liberal e socialisti italioti
Posted by J.C. Falkenberg at 1:03 PM |
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mercoledì, giugno 16, 2010
Economia sociale ? Socialista
Altro che economia sociale di mercato, come ironizzano Libertiamo.it: sono troppo gentili con lorsignori in Parlamento. In Italia stiamo sperimentando quella che definirei economia socialista con elementi parodistici di mercato; non offendiamo il povero Erhard, che inventò la definizione di "economia sociale di mercato"; rispetto ai nostri politici sembrerebbe un incrocio fra Ron Paul e Mrs. Thatcher. Nella nostra povera penisola, abbiamo prima avuto la gioia della "terza via" corporativa, poi la "terza via" della cosiddetta economia mista, con i risultati che tutti conosciamo: lo spreco dell'occasione storica del miracolo economico, l'arricchimento di una vasta classe di sottogoverno e di faccendieri dediti alla raccolta di rendite parassitarie o quasi ed erroneamente definiti "imprenditori", l'impoverimento e la sclerosi di una nazione intera. Prima di blaterare di mercatismo, dovremmo smetterla d'illuderci di aver trovato terze vie, chimere che permetterebbero ai politici di avere la botte piena da spartire con le proprie clientele e la moglie ubriaca che lavora in maniera efficiente.
Posted by Unknown at 4:00 PM |
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venerdì, gennaio 15, 2010
Se non l'aveva capito lui
Figuriamoci se lo possiamo -o vogliamo - capire noi, cosa fosse Il socialismo:
"Interno notte. E’ il 15 luglio 1996 e sono quasi le tre del mattino. Bettino è accanto a Luca e sta ammaliando un bivacco di attenti ragazzotti. Da ore. Discorsi pazzeschi che spaziano dai più incredibili retroscena sul terrorismo a improbabili affreschi sulla guerra d’Africa, e in quel momento non c’è altro luogo al mondo dove valga la pena di essere. Si parla anche di socialismo, ovviamente. Il socialismo di qua, il socialismo di là. Perché il socialismo, del resto il socialismo. “Che poi il socialismo – scandisce Bettino, e ci mette in mezzo un pausa delle sue, lunga, ma lunga – che cazzo sia, non l’ha ancora capito nessuno”. Risate timide. Poi isteriche. I ragazzotti stramazzano dal ridere e Bettino li guarda come se gli stessero facendo un affronto, ma poi sorride, comincia a ridere anche lui, forte, ma un po’ di lato, perchè si vergogna."
Filippo Facci via toscanoirriverente via Cormorano
Posted by J.C. Falkenberg at 2:10 PM |
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lunedì, ottobre 26, 2009
Il Compagno Obama non ha tempo per il muro di Berlino.
Il sospetto che l'attuale Presidente americano sia molto più a sinistra di quanto si creda è sempre stato presente. Fra i propri maggiori consiglieri spiccano figure quali l'ex terrorista Bill Ayers, il comunista dichiarato Van Jones e la "maoista" Anita Dunn; il sostegno alle cause antiamericane e l'odio per la difesa della libertà individuale sono una costante nelll'ambiente delle associazioni no-profit e ONG come ACORN, che prosperano distribuendo denaro pubblico in cambio di appoggi clientelari; questo è l'ambiente dove Obama è cresciuto professionalmente e che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale.
Poche settimane fa, il Presidente aveva deciso di festeggiare l'anniversario dell'invasione sovietica della Polonia con l'eliminazione dello scudo missilistico sopra l'Europa del'Est: il presidente di quello che una volta era il mondo libero marcava i settant'anni dall'inizio della riduzione in schiavitù di metà del continente europeo con un gesto di acquiescenza verso le mire espansionistiche della Russia, uno stato al cui vertice segue un apologeta del tiranno Stalin. Alla luce delle preferenze culturali dei suoi collaboratori e delle scelte in questi mesi, non ci si sorprende di chi si diverte a disegnare Barack Obama come un nostalgico del socialismo. Un motivo in più per essere amato da quei nostalgici che in fondo non si danno ancora pace per la fine del più tirannico e criminale dei regimi moderni e che preferivano la bugia di un mondo di eguali nella miseria, rispetto alla promessa di una libertà in cui ognuno è responsabile delle proprie scelte.
Posted by J.C. Falkenberg at 12:10 PM |
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mercoledì, settembre 30, 2009
Rutelli e Veltroni: non è mai troppo tardi?
socialista ed anzi, che ha sempre teorizzato la morte del socialismo.Personalmente, non credo alla "Morte del socialismo". Sono sempre i migliori che se ne vanno e questo da solo dovrebbe garantire che l'atavismo socialista rimarrà fra noi a lungo. Il suo appeal, si basa sul prevalere sull'istinto del branco, una pulsione animalesca e difficilmente sopprimibile attraverso l'uso della ragione, sull'illusione infantile che si possa ottenere ciò che si vuole soltanto deisderandolo a sufficienza e sul desiderio di avere un capro espiatorio, qualcuno a cui dar ela colpa di tutto. Nella sua versione socialdemocratica, non ha certo lo stesso potere di seduzione delle varianti totalitarie naziste e comuniste, dove si aggiungeva il potere catartico della violenza più animalesca, ma è sufficiente per garantirci la sua sopravvivenza per il futuro.
Posted by J.C. Falkenberg at 8:38 AM |
Labels: Francesco Rutelli , Socialismo , Veltroni
venerdì, settembre 11, 2009
Il conto dei pasti gratis
Su Lakeside Capital, ecco il conto per l'INNSE: Aedes cederà "gratis" il terreno, in cambio del permesso a cementificare altre aree di Milano.
Non esistono pasti gratis. Se a qualcuno sembra che ne esistano, li sta rubando e corre il rischio che qualcuno, prima o poi, consideri il ladro come il suo prossimo pasto.
Sindacalisti e socialisti di vario genere dovrebbero ricordarselo, quando spacciano false speranze ai lavoratori e illudono le masse di poter ottenere il paradiso in terra, rubando ricchezza altrui: quando finisce di divorare i ricchi, la rivoluzione divora i propri figli e degenera in un inferno.
Posted by J.C. Falkenberg at 3:42 PM |
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martedì, agosto 18, 2009
Obama ammaina la bandiera sulla gogna di stato
La reazione contro l'iniziativa è stata abbastanza forte da convincere la Casa Bianca ad alterare il piano: vi ala casella email, rimane soltanto un form per chiedere informazioni sul progetto di riforma. Non una parola sul motivo del cambiamento, o sul buon gusto di parlare continuamente di equità per tutti, a patto che siano d'accordo con il Presidente.
Almost two weeks after the White House launched its Snitch Central in order to get reports on political dissent over ObamaCare, it appears that the Obama administration and its chief propagandist have quietly thrown in the towel. Matt Drudge reported this morning that all e-mails to flag@whitehouse.gov have begun bouncing back as undeliverable. |
Posted by J.C. Falkenberg at 2:42 PM |
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lunedì, luglio 20, 2009
The New Normal: bastonate per tutti
La soluzione sarebbe semplice: abbandonare l'ossessione per il consumo sussidiato dal governo e ripartire pensando all'offerta, restituendo libertà agli individui; non verrà perseguita. Molto più semplice, demagogico e politicamente gradevole, ri-regolamentare ed opprimere, sino alla prossima esplosione. I programmi assistenziali e il rafforzamento del potere dei sindacati manterranno felici le masse durante il declino, almeno sino a quando non sarà rimasto più nulla da predare, pardon, spartire.
Bob Herbert. “No Recovery in Sight” was the heading and his opening sentence asked, “How do you put together a consumer economy that works when the consumers are out of work?” That is really all one needs to ask when divining our economy’s future fortune As unemployment approaches 10%, what is less well publicized is that the number of “underutilized” workers in the U.S. has increased dramatically from 15 to 30 million. Those without jobs, as well as those individuals who only work part-time and have become discouraged and stopped looking, total 30 MILLION people. The number is staggering. Commonsensically, one has to know that many or most of these are untrained for the demands of a green-oriented, goods-producing future economy. Imagine a welding rod in the hands of an investment banker or mortgage broker and you’ll understand the implications quicker than any economist using an econometric model. |
But to add to the woes of the investor class, one has only to observe that their share of the pie is shrinking. What does the General Motors example tell us all about the rebalancing of power between the investor class and the proletariat? What do trillion-dollar deficits and the recent reinitiation of PAYGO government programs tell you about the future of corporate tax rates? They’re headed higher. Do you really think that a national health care program can be paid for with cost-cutting as opposed to tax hikes at insurance companies and benefit-paying corporations throughout all sectors of the American economy? The new normal will not be investor-friendly unless your forecasting dial is turned to “Pollyanna” or your intelligence quotient is significantly less than 100.
Posted by Unknown at 1:13 PM |
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domenica, luglio 19, 2009
Riflessioni mercatiste
Il problema è che siamo abituati a chiamare "mercato" qualcosa che invece vengono manipolate a scopi politici e redistributivi, oppure non sono un mercato se non nel nome.
Il meccanismo di mercato funziona, sempre, ma è necessario che esista un mercato, un'arena dove una pluralità di compratori e venditori può interagire, senza coercizione. Quando osserviamo da vicino i cosiddetti "fallimenti di mercato, non è un caso che si scopra come siano invece frutto di pesanti interventi politici, sussidi e trattamenti di favore che hanno bloccato o distorto il funzionamento del mercato. E adesso, per "correggere" tali difetti, non si cerca di riparare il meccanismo, ma di distorcerlo ulteriormente, con il rischio che si infranga del tutto.
Prendiamo il caso dlela crisi dei mercati finanziari: si accusano la "speculazione" e i titoli tossici, ma chi è che ha sofferto di più? Proprio le istituzioni più sorvegliate e regolate dal governo, che hanno lavorato male, prendendosi rischi assurdi in base ad assunzioni errate. Tanto, sapevano perfettamente che il governo le avrebbe salvate, date le dimensioni e le garanzie implicite della regolamentazione bancaria.
Ricordiamocelo, la prossima volta che un Krugman o un Mucchetti qualsiasi blatereranno d'aumento dell'intervento pubblico: sono i politici ad aver creato, per stupidità, questa bolla. Dar loro ancora più potere garantisce soltanto che il danno sarà intenzionale e non accidentale, come la triste storia dell'economia europea è qui a dimostrare.
Posted by J.C. Falkenberg at 10:27 AM |
Labels: Banche , Regolamentazione , Socialismo , Statalismo
mercoledì, luglio 08, 2009
Napolitano e Obama convergono: fra compagni ci s'intende
Posted by J.C. Falkenberg at 2:56 PM |
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