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venerdì, giugno 19, 2009

Flat Tax e privatizzazioni per la California?

Dopo il calcio nei denti degli elettori, che hanno bocciato a colpi di referendum il bilancio di compromesso con i democratici, il governatore repubblicano della California Schwarzenegger si è dichiarato "aperto" a misure volte a limitare le spese e migliorare l'efficienza della macchina governativa, invece di aumentare le tasse, per risolvere il buco di bilancio causato dall'esplosione delle spese statali durante gli anni del boom. Le misure citate includono privatizzazioni e una riforma della tassazione. Era ora che il GOP californiano riscoprisse le idee che resero un altro governatore, Ronald Reagan, uno dei fari del movimento "conservative" moderno , ossia liberale e per metà libertario in base alle definizioni europee.
Purtroppo, in Italia non abbiamo la possibilità di votare per referendum sulle manovre fiscali e cercare di protestare contro le tendenze stataliste connaturate alla classe politica.


"Now we're getting somewhere. Having had his grand budget deal repudiated by the voters, and facing a $24.3 billion deficit only six months after raising taxes to close a $40 billion deficit, California's Governor is going back to his roots as a reformer."

Mr. Schwarzenegger has shocked nearly everyone in Sacramento by embracing some seismic policy changes to fix the California budget for the long term. These reforms include a flat-rate income tax, a spending limitation measure with teeth, and deep cuts in wasteful spending.
[...]

Mr. Schwarzenegger has called for cutbacks even in education, Medicaid, prisons and pensions, heretofore the sacred cows of state politics. And why not? That's where three-quarters of the money goes and the dollars are buying far too little in results
[...]
"Other states have privately run correctional facilities," notes Mr. Schwarzenegger. "Why not California?" Good question. The Governor also wants to eliminate and consolidate scores of mostly useless boards and panels -- such as the $1.2 million blueberry commission -- that exist mostly for political patronage.

A Flat Tax for California? - WSJ.com

lunedì, febbraio 16, 2009

California , niente bilancio, niente soldi, niente maggioranza.

E adesso sono veramente cavoli amari ... California Lawmakers Fail to Pass Budget

California legislators Sunday night failed to pass a budget to close
the state's $42 billion deficit, with legislative leaders aborting the vote when
it became clear they lacked the one additional Republican vote they still needed
for the two-thirds majority required to pass the budget.

Un disastro annunciato: il governatore repubblicano della California, Arnold Schwarzenegger, ha rotto lo stallo (di cui si parlava qui) ed aveva ridisegnato la manovra di bilancio a porte chiuse mettendosi d'accordo con i democratici ed i repubblicani moderati.
La minoranza repubblicana ha votato compattamente contro, impedendo di raccogliere i due terzi dei voti necessari per far passare i 14 miliardi di aumenti di tasse inseriti nel bilancio. Niente da fare: non soltanto la gran parte dei repubblicani si è rivoltata contro il governatore ed i capogruppo parlamentari, ma hanno addirittura minacciato azioni legali nel caosil budget venisse passato a magioranza semplice.
La California rischia un deficit di 42 miliardi, nel caso il bilancio fosse identico all'anno scorso; il governo statale ha già paventato 20mila licenziamenti ed ha posto in ferie obbligate circa 200mila lavoratori impiegati dallo stato. Per i repubblicani, la crisi è l'effetto degli eccessi di spesa delle amministrazioni democratiche immediatamente precedenti a Schwarzenegger e della cultura "tassa e spendi" dei democratici in parlamento, una casta dominata dalle lobby di sindacali ed ambientaliste.
Prima di accusare i repubblicani per lo stallo, ricordiamoci che la costituzione californiana è stata plasmata da una serie pluridecennale di referendum volti appunto a limitare le possibilità di predazione fiscale di una classe politica di questo tipo, inamovibile ma ampiamente detestata. I repubblicani stanno insomma facendo il proprio mestiere, al contrario di Schwarzenegger, che sembra essersi fatto prendere dal panico.


Hat tip: WSJ.com

mercoledì, febbraio 11, 2009

La California va a cambiali

Lo stato della California comincerà a pagare stipendi e fornitori in cambiali, invece che in contanti. Il motivo è semplice: ha letteralmente finito i soldi e quindi, al posto del pagamento in contanti, tocca ricorrere a promesse di pagamento da incassarsi soltanto fra qualche mese. Stiamo parlando del maggiore Stato americano, che se fosse una nazione indipendente sarebbe l'ottava potenza economica mondiale.

La notizia è meno terribile di quanto possa sembrare a prima vista , ma rimane estremamente preoccupante. La ragione immediata della crisi è lo scontro in corso fra il governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano moderato, e il parlamento californiano, a maggioranza democratica di sinistra. Il congresso califroniano non vuole saperne di tagli alle spese, mentre il governatore non è favorevole ad un aumento generalizzato della tassazione, che sarebbe comunque molto difficile da realizzare, grazie alla particolare struttura della tassaizone, plasmata a colpi di referendum dalle periodiche rivolte fiscali di un elettorato stanco della famigerata autorefernzialità della classe politica californiana: molte imposte possono essere impiegate soltanto per coprire determinate voci di spesa e molte aliquote fiscali sono vincolate da formule prestabilite per referendum.

Il confronto è simile a quello che durante la Presidenza Clinton obbligò, di fatto, molti dipartimenti del Governo Federale a chiudere bottega per settimane (senza che i cittadini sentissero particolarmente la mancanza di molti dei burocrati in questione). La differenza sostanziale sta nel momento congiunturale.
La chiusura del governo federale avvenne per una diatriba riguardo ai programmi di espansione dello stato assistenziale che Clinton cercava d'imporre al Congresso ed ai tagli alla spesa pubblica ed alla burocrazia statale che il Congresso della "Rivoluzione Repubblicana" sveva in programma ed il presidente invece rifiutava di avallare; l'economia era allora ragionevolmente stabile ed il deficit pubblico sotto controllo ed in procinto di divenire, per un breve periodo, un surplus. La macchina statale californiana rischia invece di bloccarsi fra breve anche se il contrasto istituzionale vneisse risolto imemdiatamente: la recessione ha svuotato le casse statali, già provate da un decennio di finanza allegra durante il predominio dell'ala sinistra del Partito Democratico (coadiuvato dai pochi repubblicani arrivati al potere); i problemi sottostanti, già presenti ed ingigantiti dalla crisi economica, sono adesso enormi e il deficit dei conti pubblici veleggia verso una previsione di 42 miliardi di dollari.
Anche l'agenzia di rating Standard & Poor's si è accorta della gravità della situazione e ha ben pensato di tagliare il merito di credito del governo di Sacramento al livello più basso fra i 50 Stati dell'Unione, un "rating" simile a quello della scalcagnata Repubblica Italiana.

In Italia la soluzione del confronto istituzionale sarebbe molto semplice: il governo si limiterebbe a pagare lo stipendio ai ministeriali, fare qualche riverenza a sindacalisti ed agli amici degli amici; per tutti gli altri fornitori e creditori, inclusi i contribuenti, seguirebbe la prassi da sempre seguita dai gloriosi tempi delle strette di Ciampi: si imita il Marchese del Grillo nel suo immortale "non ti pago" , lasciando le fatture insolute per mesi, se non per anni. Negli USA, invece, dove l'arroganza del potere è per il momento più limitata e la giustizia non del tutto morta, tocca inventarsi i pagherò di Stato.


Hat tip:FT Alphaville

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