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mercoledì, gennaio 05, 2011

Enti locali americani, il default in arrivo?

Meredith Whitney è diventata famosa per aver messo a nudo la bolla bancaria americana. Adesso ha suonato l'allarme per gli enti locali americani (di cui si è già parlato qualche mese fa in questo umilissimo blog)
Nelel parole del Financial Times : "Tutti guardano la periferia europea, ma le brutte sorprese del 2011 potrebbero arrivare da Dublin nell'Ohio, Atene in California, Madrid nello stato di New York, o Lisbona, nell'Illinois"

All eyes are on Europe’s periphery. But 2011’s debt surprise may be more likely to come from the likes of Dublin, Ohio; Madrid, New York; Athens, California; or Lisbon, Illinois

lunedì, giugno 21, 2010

Il mito californiano delle "tasse troppo basse"

La crisi californiana non si è risolta, ma lo strapotere del complesso sindacal-progressista che l'ha prodotta sta contaminando il quadro nazionale.

La crisi fiscale californiana è uscita dai riflettori, grazie anche ai travagli in Grecia e ad una manovra di bilancio che ha tappato le peggiori falle, ma i problemi rimangono e sono drammatici. La lettura della situazione sposata dai media tradizionali è quella che alla radice del problema vi sia la Proposition 13,  il referendum che negli anni'80 tagliò le imposte immobiliari e rese molto più difficile alzarle di nuovo. Si sostiene, soprattutto da sinistra, che legar ele mani ai politici avrebbe portato alla crisi, perché le entrate statali non sarebbero sufficienti per erogare i servizi essenziali; la crisi è stata anche impiegata come parabola per dimostrare come il supposto estremismo del movimento TEA-Party potrebbe portare al disastro fiscale il governo federale; questa è un'obiezione classica anche in Europa: non si possono ridurre le tasse, perché già così non vi sono sufficienti fondi per garantire il funzionamento della macchina statale. Questo argomento, tuttavia, dimentica che il problema è spesso proprio nelle dimensioni e nell'efficienza di un governo che spende per servizi che che potrebbero essere forniti meglio e con meno costi dal settore privato.
Sul City Journal vi sono due articoli che smontano la falsa accusa alla Proposition 13 e sulla vera causa del disastro fiscale californiano: lo strapotere dei sindacati nel settore pubblico.  
 La California, infatti, non ha né una spesa pubblica né, soprattutto, un livello di entrate fiscali pro-capite inferiore alla media americana o a quella degli stati con la medesima configurazione demografica, come si evince dal grafico riportato qui a lato.
Il governo del "Golden State," teoricamente ala fame a causa della Proposition 13, raccoglie  a vario titolo 12.776 $  da ognuno dei suoi cittadini nel 2007. Tale importo è stato il quinto più alto degli USA e  il secondo tra i dieci stati più popolosi (vedi il grafico sopra). Il carico fiscale che grava sulle spalle dei californiani ha recentemente superato i livelli che avevano scatenato la battaglia culminata nel referendum,   quindi la Proposition 13 ha a malapena impedito che il carico fiscale esplodesse. Il problema è il livello di spesa e la qualità dei  risultati ottenuti: nel caso dell'istruzione, ad esempio,  la California spende come la media nazionale ed ha gli insegnanti più pagati d'America, ma i suoi studenti ottengono risultati pessimi. Gli elettori, per una volta, sembrano razionali a rifiutarsi di pagare di più per pessimi servizi, anche se rimane dubbio se riusciranno a rompere il gigantesco conflitto d'interessi che genra l'apparente schizofrenia politica californiana: una base elettorale che rifiuta di pagare maggiori tasse, ma che poi elegge politici di sinistra e dediti al tassa e spendi. Si tratta di un paradosso che potrebbe essere spiegato dal dominio politico degli stessi corresponsabili del collasso fiscale: i sindacati del settore pubblico.
Lo strapotere sindacale ha innescato un circolo vizioso: salari altissimi,  dipendenti in eccesso,qualità bassa. Grazie alle risorse derivanti dai contributi obbligatori ed alla pratica di esigere prestazioni "volontarie" più o meno retribuite, i sindacati sono diventati i maggiori donatori per le campagne politiche nello stato, sia in termini di denaro che di militanti e sono fra i maggiori acquirenti di spazio sui media. Il risultato è un potere di manovra tale da dominare i politici che dovrebbero controllare la macchina amministrativa l'appoggio dei sindacati viene offerto ai candidati di sinistra più attivi nelle tematiche classiche della sinistra postcomunista, utili a distrarre l'elettorato con slogan alla moda e, poi, a restituire il favore sottobanco nella gestione ordinaria della burocrazia statale.  

L'aspetto più inquietante è che l'elezione di Obama sta portando questo modello fallimentare a livello nazionale: i sindacati sono stati i grandi elettori di Obama, che proviene da una città, Chicago, dove la commistione fra attivisti, sindacati e politici è corroborata da un'ancora elevata propensione al voto di scambio e alla corruzione vera e propria. Invece di preoccuparsi degli effetti della Proposition 13, gli americani dovrebbero preoccuparsi dei danni che i collettivisti in salsa californiana hanno prodotto nonostante tutto.

(Illustrazini tratte da City Journal)

venerdì, luglio 10, 2009

La S.E.C. cerca di mettere una toppa al disastro californiano - e rischia di peggiorarlo

Il cane da guardia del mercato azionario americano vorrebbe imporre la quotazione su un mercato regolamentato per le cambiali che la California sarà costretta ad emettere a breve; si vorrebbe così aumentare la trasparenza del mercato e garantire prezzi più equi per chi dovrà vendere.
Una volta la S.E.C. impediva le frodi; adesso, si preoccupa di creare un mercato per cambiali che in teoria dovrebbero essere ripagate in pochi mesi, invece di preoccuparsi dei problemi che ha già per le mani.
La misura, se passerà, rischia di aggravare il problema e non di risolverlo. Le banche maggiori rifiutano di scontare i pagherò di Sacramento, come fanno invece con le normali cambiali ; vogliono forzare il governo a risanare il bilancio, invece di aumentare il proprio debito e non pagare i propri fornitori. L'intervento della S.E.C. rischia di ridurre la pressione per una riforma che riporti la spesa pubblica californiana a livelli ragionevoli. Da un lato, le banche perdono un'arma di pressione. Dall'altro, lo stato potrà collocare ancora più liberamente le proprie cambiali, creando un nuovo canale d'indebitamento, grazie alla maggiore liquidità ed al "marchio di garanzia" gentilmente fornito dalla S.E.C.
Ancora una volta, ili rimedio statalista è peggiore del male.

giovedì, luglio 02, 2009

La California va a cambiali , grazie alla schizofrenia degli elettori di sinistra

24 miliardi di dollari di deficit, un elettorato che rifiuta un aumento della pressione fiscale ed un parlamento che rifiuta una riforma della macchina statale e vorrebbe affidarsi a trucchi contabili. per nascondere il problema. Il risultato è che lo Stato della California si prepara a imporre il pagamento in cambiali (IOU) e non in contanti. Le agenzie di rating probabilmente declasseranno il debito dello Stato a "junk".
Si comincia con i rimborsi fiscali, poi la scure cadrà piano piano su tutti i pagamenti, a meno che il congresso californiano, dominato dai democratici di sinistra, non accetti tagli alle spese, cresciute con percentuali a due cifre negli ultimi dieci anni.
Per ora, nessuna banca vuole estendere credito ulteriore allo Stato ed è dubbio quale istituto finanziario accetterà di scontare le cambiali, ossia di anticipare (dietro commissione) il denaro ai loro possessori.

Gli elettori californiani dovrebbero chiedersi quanto sia soddisfacente votare per ogni sorta di lunatico di sinistra per motivi tribali, per poi votare in massa via referendum per limitare o punire le politiche fiscalmente suicide di quegli stessi parlamentari.

venerdì, giugno 19, 2009

Flat Tax e privatizzazioni per la California?

Dopo il calcio nei denti degli elettori, che hanno bocciato a colpi di referendum il bilancio di compromesso con i democratici, il governatore repubblicano della California Schwarzenegger si è dichiarato "aperto" a misure volte a limitare le spese e migliorare l'efficienza della macchina governativa, invece di aumentare le tasse, per risolvere il buco di bilancio causato dall'esplosione delle spese statali durante gli anni del boom. Le misure citate includono privatizzazioni e una riforma della tassazione. Era ora che il GOP californiano riscoprisse le idee che resero un altro governatore, Ronald Reagan, uno dei fari del movimento "conservative" moderno , ossia liberale e per metà libertario in base alle definizioni europee.
Purtroppo, in Italia non abbiamo la possibilità di votare per referendum sulle manovre fiscali e cercare di protestare contro le tendenze stataliste connaturate alla classe politica.


"Now we're getting somewhere. Having had his grand budget deal repudiated by the voters, and facing a $24.3 billion deficit only six months after raising taxes to close a $40 billion deficit, California's Governor is going back to his roots as a reformer."

Mr. Schwarzenegger has shocked nearly everyone in Sacramento by embracing some seismic policy changes to fix the California budget for the long term. These reforms include a flat-rate income tax, a spending limitation measure with teeth, and deep cuts in wasteful spending.
[...]

Mr. Schwarzenegger has called for cutbacks even in education, Medicaid, prisons and pensions, heretofore the sacred cows of state politics. And why not? That's where three-quarters of the money goes and the dollars are buying far too little in results
[...]
"Other states have privately run correctional facilities," notes Mr. Schwarzenegger. "Why not California?" Good question. The Governor also wants to eliminate and consolidate scores of mostly useless boards and panels -- such as the $1.2 million blueberry commission -- that exist mostly for political patronage.

A Flat Tax for California? - WSJ.com

venerdì, aprile 17, 2009

Disoccupazione in California: record all'11.2%

Sa spavento: California unemployment rate hits record 11.2%. A volere esser perfidi, si dovrebbe notare la prevalenza di stati "democratici" nella parte alta della classifica.

Hat tip:FT Alphaville

lunedì, febbraio 16, 2009

California , niente bilancio, niente soldi, niente maggioranza.

E adesso sono veramente cavoli amari ... California Lawmakers Fail to Pass Budget

California legislators Sunday night failed to pass a budget to close
the state's $42 billion deficit, with legislative leaders aborting the vote when
it became clear they lacked the one additional Republican vote they still needed
for the two-thirds majority required to pass the budget.

Un disastro annunciato: il governatore repubblicano della California, Arnold Schwarzenegger, ha rotto lo stallo (di cui si parlava qui) ed aveva ridisegnato la manovra di bilancio a porte chiuse mettendosi d'accordo con i democratici ed i repubblicani moderati.
La minoranza repubblicana ha votato compattamente contro, impedendo di raccogliere i due terzi dei voti necessari per far passare i 14 miliardi di aumenti di tasse inseriti nel bilancio. Niente da fare: non soltanto la gran parte dei repubblicani si è rivoltata contro il governatore ed i capogruppo parlamentari, ma hanno addirittura minacciato azioni legali nel caosil budget venisse passato a magioranza semplice.
La California rischia un deficit di 42 miliardi, nel caso il bilancio fosse identico all'anno scorso; il governo statale ha già paventato 20mila licenziamenti ed ha posto in ferie obbligate circa 200mila lavoratori impiegati dallo stato. Per i repubblicani, la crisi è l'effetto degli eccessi di spesa delle amministrazioni democratiche immediatamente precedenti a Schwarzenegger e della cultura "tassa e spendi" dei democratici in parlamento, una casta dominata dalle lobby di sindacali ed ambientaliste.
Prima di accusare i repubblicani per lo stallo, ricordiamoci che la costituzione californiana è stata plasmata da una serie pluridecennale di referendum volti appunto a limitare le possibilità di predazione fiscale di una classe politica di questo tipo, inamovibile ma ampiamente detestata. I repubblicani stanno insomma facendo il proprio mestiere, al contrario di Schwarzenegger, che sembra essersi fatto prendere dal panico.


Hat tip: WSJ.com

mercoledì, febbraio 11, 2009

La California va a cambiali

Lo stato della California comincerà a pagare stipendi e fornitori in cambiali, invece che in contanti. Il motivo è semplice: ha letteralmente finito i soldi e quindi, al posto del pagamento in contanti, tocca ricorrere a promesse di pagamento da incassarsi soltanto fra qualche mese. Stiamo parlando del maggiore Stato americano, che se fosse una nazione indipendente sarebbe l'ottava potenza economica mondiale.

La notizia è meno terribile di quanto possa sembrare a prima vista , ma rimane estremamente preoccupante. La ragione immediata della crisi è lo scontro in corso fra il governatore Arnold Schwarzenegger, repubblicano moderato, e il parlamento californiano, a maggioranza democratica di sinistra. Il congresso califroniano non vuole saperne di tagli alle spese, mentre il governatore non è favorevole ad un aumento generalizzato della tassazione, che sarebbe comunque molto difficile da realizzare, grazie alla particolare struttura della tassaizone, plasmata a colpi di referendum dalle periodiche rivolte fiscali di un elettorato stanco della famigerata autorefernzialità della classe politica californiana: molte imposte possono essere impiegate soltanto per coprire determinate voci di spesa e molte aliquote fiscali sono vincolate da formule prestabilite per referendum.

Il confronto è simile a quello che durante la Presidenza Clinton obbligò, di fatto, molti dipartimenti del Governo Federale a chiudere bottega per settimane (senza che i cittadini sentissero particolarmente la mancanza di molti dei burocrati in questione). La differenza sostanziale sta nel momento congiunturale.
La chiusura del governo federale avvenne per una diatriba riguardo ai programmi di espansione dello stato assistenziale che Clinton cercava d'imporre al Congresso ed ai tagli alla spesa pubblica ed alla burocrazia statale che il Congresso della "Rivoluzione Repubblicana" sveva in programma ed il presidente invece rifiutava di avallare; l'economia era allora ragionevolmente stabile ed il deficit pubblico sotto controllo ed in procinto di divenire, per un breve periodo, un surplus. La macchina statale californiana rischia invece di bloccarsi fra breve anche se il contrasto istituzionale vneisse risolto imemdiatamente: la recessione ha svuotato le casse statali, già provate da un decennio di finanza allegra durante il predominio dell'ala sinistra del Partito Democratico (coadiuvato dai pochi repubblicani arrivati al potere); i problemi sottostanti, già presenti ed ingigantiti dalla crisi economica, sono adesso enormi e il deficit dei conti pubblici veleggia verso una previsione di 42 miliardi di dollari.
Anche l'agenzia di rating Standard & Poor's si è accorta della gravità della situazione e ha ben pensato di tagliare il merito di credito del governo di Sacramento al livello più basso fra i 50 Stati dell'Unione, un "rating" simile a quello della scalcagnata Repubblica Italiana.

In Italia la soluzione del confronto istituzionale sarebbe molto semplice: il governo si limiterebbe a pagare lo stipendio ai ministeriali, fare qualche riverenza a sindacalisti ed agli amici degli amici; per tutti gli altri fornitori e creditori, inclusi i contribuenti, seguirebbe la prassi da sempre seguita dai gloriosi tempi delle strette di Ciampi: si imita il Marchese del Grillo nel suo immortale "non ti pago" , lasciando le fatture insolute per mesi, se non per anni. Negli USA, invece, dove l'arroganza del potere è per il momento più limitata e la giustizia non del tutto morta, tocca inventarsi i pagherò di Stato.


Hat tip:FT Alphaville

venerdì, ottobre 03, 2008

Socialisti per colpa della compagnia dei telefoni e di Conan il Barbaro?

sulle pagine di FT Alphaville si parla dei notevoli costi associati ad uno spostamento verso il socialismo e del rischio che diventino inevitabili.
I costi di uno spostamento verso una eocnomia socialista sono evidenti per tutti: minore occupazione, maggiori deficit, minore crescita dovuta ad un pegigoramento nel meccanismo di allocazione delel risorse.
Tuttavia, la crisi del mercato monetario rischia di farsi sentire dove fa più male: il credito alle aziende e persino agli enti locali sta diventando sempre più scarso, con grandi aziende quali AT&T che lamentano le difficoltà di rifinanziare il proprio debito a brevissimo termine e lo Stato della California che si prepara a chiedere una linea di liquidità per 7 miliardi al governo USA.
Alphaville sostenere che quando enti locali ed aziende non pagheranno gli stipendi perché nessuno fa loro credito, salirà la richiesta di un salvataggio delle banche, non importa in quale forma.
Non siamo decisamente a questo punto e a ben leggere, si tratta dell'Ennesimo problema di moral hazard: sia AT&T che lo stato della California sono in questa situazione a causa di un profilo finanziario troppo aggressivo, con fonti di finanziamento a lungo termine abbandonate negli anni buoni in favore dell'economico credito a breve - credito che adesso è più difficile e caro da ottenere.
Anche oggi, comunque, non avrebbero problemi ad ottenere il credito che vogliono se fossero disposti a pagare costi maggiori. Il socialismo può attendere, insomma, a meno che non si voglia diventare socialisti per far risparmiare AT&T e Arnold Schwarzenegger.

sabato, gennaio 27, 2007

Schwarzy come Bush Senior?

Su OpinionJournal di qualche tempo fa si commenta la defaillance di Arnold Schwarzenegger : di come avesse giurato e spergiurato di non aumentare mai le tasse e di come il suo nuovo piano di copertura sanitaria per i residenti californiani arrivi pericolosamente vicino alla rottura di questo impegno.
L'ultimo a violare palesemente l'impegno a non innalzare la pressione fiscale fu Bush Senior, che molto probabilmente perse di conseguenza la Casa Bianca. Visto che il Gubernator ci sta simpatico e che sembra per il momento l'unico Repubblicano in grado di tenere lo stato di Ronald Reagan nel campo "giusto", speriamo tutti che si ravveda: le esperienze in altri stati repubblicani dove si sperimentano soluzioni al problema del sistema sanitario (il bello del vero federalismo: 50 laboratori politici ed economici, 50 spaszi di libertà) dimostrano che non è necessario imporre tasse ad hoc.

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