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mercoledì, ottobre 14, 2009

Hilton al popolo

Chavez nazionalizza l'hotel Hilton: Chavez deve avere apprezzato la struttura, che ha ospitato settimana scorsa il summit dei paesi sudamericani ed africani : ne ha ordinato l'esproprio. La Gazzetta Ufficale venezuelana l'ha definita una «Acquisizione urgente». Immaginiamo quanto i venezuelani comuni di potranno godere il nuovo buen retiro bolivariano.

lunedì, gennaio 07, 2008

Venezuela: il doppio delle vittime dell'Iraq

In Venezuela, che ha una popolazione simile a quella irachena, hanno avuto il doppio di morti violente rispetto all'Iraq liberato. La prossima volta che qualcuno vi parla del "pacificatore" Chavez, dei macellai americani, o si diverte col pallottoliere a contare le bare,, sapete cosa rispondergli.

El ministro del Interior ha dado unas cifras sobre la violencia en Venezuela: 12.249 personas fueron asesinadas entre el 1 de enero y el 30 de noviembre de 2007. Esto supone que cada día mueren violentamente unas 35 personas. Algunos blogs han aprovechado la similitud de población con Irak (algo más de 27 millones) y el período de relativa calma terrorista para concluir que en la actual Venezuela asesinan al doble de personas que en el actual Irak: 1500 / 3000, aproximadamente, en estos últimos tres meses...sigue leyendo en lugoliberal.es

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lunedì, dicembre 03, 2007

Buone e cattive notizie

Quella buona: in Venezuela, il castrista Chavez dovrà far scivolare piano piano la nazione nel caos e nella povertà socialista, invece che buttarcela in un colpo solo. In Russia, invece, lo Zar è di nuovo saldamente al comando.
In entrambe la nazioni , il briciolo di sviluppo economico indipendente viene schiacciato, grazie all'enorme cuscino fornito dalle entrate petrolifere, ovviamente monopolizzate dalla casta al potere.
Anche la Spagna aveva oro ed allume, anche l'URSS ha mantenuto un impero e l'illusione del socialismo funzionante, grazie a grano e petrolio.
Ci divertiremo al prossimo movimento di mercato o al prossimo cambio di tecnologia, ossia al primo ribasso ciclico dei prezzi, a vedere quali saranno le scuse accampate e soprattutto chi verrà additato quale ennesimo capro espiatorio per il fallimento del collettivismo, sia in versione corporativa che in versione socialista.



ht:riflessidiTana

mercoledì, settembre 12, 2007

Aggredire il Venezuela

Ronel Gaglio e Cosmo de la Fuentes del movimento studentesco venezuelano raccontano la vita politica in Venezuela.
La nazione sbandierata come modello dalla sinistra "antagonista" è una "democrazia" dove si viene schedati al momento delle elezioni, dove gli osservatori dell'Unione Europea ammettono che la commissione elettorale nazionale è composta da sostenitori del partito al potere, salvo un solo membro. Una nazione inondata di petrodollari, ma dove il governo ha reintrodotto le tessere per il pane ed ha minacciato la nazionalizzazione o la chiusura dei supermercati che non si adeguano alla distribuzione del cibo secondo linee politiche.

Viene da chiedersi: è questo il futuro che ci aspetta, se applicassimo le proposte degli entusiasti (in buona fede) dell'uguaglianza e della solidarietà? E' accaduto in URSS, accade ovunque la giustizia venga pervertita per servire l'eguaglianza a scapito della libertà.


ATREJU-07// Programma

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domenica, febbraio 04, 2007

Socialismo in azione: Zimbabwe e Venezuela

Nel 1980 Robert Mugabe veniva eletto Premier dell'ex-Rhodesia, ridenominata Zimbabwe dopo la fine della segregazione razziale. Marxista convinto, si è impegnato fondo in molte delle politiche di "costruzione del socialismo" allora imprescindibili per una Nazione africana "progressista" e che oggi sembrano tornare tanto di moda, ad esempio nel Venezuela di Chavez. Quello che i media nostrani sembrano dimenticare è il risultato di queste politiche: il totale collasso, esattamente come hanno sempre voluto dimenticare quasi ogni teoria o fatto che demolisse l'illusione collettivista nella quale vive la cupola che ci governa.

Esiste la probabilità che le condizioni di vita fossero comparativamente migliori nella Rhodesia del regime razzista bianco piuttosto che nello Zimbabwe di Mugabe. Il regime è di fatto una dittatura che si basa sull'intimidazione e la violenza da parte milizie di partito. Le politiche di nazionalizzazione hanno ridotto un settore dopo l'altro in rottami; la follia dell'esproprio e dell'espulsione degli agricoltori bianchi, negli ultimi anni, ha azzerato l'agricoltura commerciale, rimasto l'unica fonte di valuta pregiata dopo il decadimento del settore minerario; le campagne di persecuzione contro gli oppositori politici si susseguono a ritmo regolare. Lo Zimbabwe si sta letteralmente disintegrando: siamo al paradosso per cui, in uno Stato di polizia, un poliziotto su 10 ha richiesto di potersi dimettere dal servizio; ventitré guardie presidenziali avrebbero aperto il fuoco sul palazzo per protestare contro la riduzione delle razioni . Nonostante le tendenze sempre più autoritarie, l'appoggio di numerosi leader africani, fra cui il Presidente Sudafricano Thabo Mbeki, forse in ricordo dei comuni trascorsi marxisti.

In Venezuela, il Presidente venezuelano Chavez ha appena ricevuto pieni poteri per la realizzazione del socialismo; ossia , una ripetizione della lezione sovietica, europea orientale, africana. Il Venezuela potrebbe essere diretto verso lo stesso disastro? Molto probabilmente non nella stessa misura: il petrolio estratto dalle viscere della Nazione è fonte di reddito quasi indipendente dai disastri combinati in superficie e permette di rimanere in sella al Governo in carica: la spesa pubblica non viene finanziata tassando, anzi è possibile nel breve periodo mantenere una illusione di prosperità finanziando attività economiche fallimentari, ma tenute in piedi dalla pubblica carità - solitamente a costi enormi per l'Erario e costituendo una concorrenza sleale e mortale per le parti sane e non petro-dipendenti dell'ambiente. Ricordiamo però che anche lo Zimbabwe sarebbe in teoria dotato di notevoli risorse naturali, ma questo non ha impedito la discesa agli inferi.

Il risultato delle politiche di Mugabe era abbastanza prevedibile: la confutazione teorica del socialismo è vecchia di un secolo; le prime testimonianze dei risultati pratici dell'applicazione del socialismo, delle degenerazioni, delle tragedie, circolano da decenni; per chi non volesse farsi venire il mal di testa con la saggistica, abbiamo la narrativa: "La rivolta di Atlante" di Ayn Rand descrive, nella sua pars destruens, la meccanica della metastasi del cancro collettivista in una società sana, la sua inarrestabile proprio diffusione a causa delle ottime intenzioni e dell'altruismo degli individui. Come non è stato possibile non vedere? Perché nessuno ne parla, perché sui quotidiani "impegnati" ci sono soltanto i crimini israeliani ed i minimi problemi di ogni governo filo-occidentale, ma nulla delle gesta criminali degi "amici del popolo"?

Dal punto di vista storico, non si tratta purtroppo di una novità: da decenni ormai ogni buon socialista non solo rifiuta i risultati delle confutazioni teoriche del collettivismo, ma dimentica Storia e cronaca, aggrappandosi alle pochissime, fragili eccezioni (socialdemocratiche e molto sui generis) che confermano la regola.

E' quindi sempre utile ricordare come va a finire, quando si discute di "socialismo": l'utopia diventa un inferno, inevitabilmente. Rimane un dubbio: è bello e morale essere informati di ogni problema nelle Nazioni che si stanno aprendo al capitalismo, alla globalizzazione e spesso ad uno spiraglio di libertà. Sarebbe però ancora meglio che i nostri media non si dimenticassero di nazioni come lo Zimbabwe, o che ricordassero quanto peggiori siano in potenza i danni del socialismo e della chiusura collettivista.


Hat Tip: Brad DeLong, Obsidian Wings.
T'back: The Right Nation,Phastidio

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martedì, gennaio 09, 2007

Venezuela: Chavez nazionalizza ancora, verso il socialismo

Il titolo non è una iperbole: si tratta, in un certo senso, del riassunto del discorso di investitura di Hugo Chavez.
Il presidente venezuelano, emulo ed ammiratore di Fidel Castro, vorrebbe nazionalizzare ogni impresa che operi nei settori dell'elettricità e della produzione e trasmissione di energia elettrica. Inoltre, vorrebbe vedere approvata dal Parlamento una "legge di attuazione della rivoluzione" che gli conferirebbe il potere di legiferare per decreto ed eliminare l'autonomia della Banca Centrale. Dulcis in fundo, ha chiarito che la coalizione che lo supporta dovrà riunirsi e fondersi in un partito unico.
Si tratta di misure che avrebbero effetti devastanti sulle libertà dei venezuelani, trasformando la nazione in una vera e propria dittatura anche sul piano del diritto.

Le politiche economiche di Chavez hanno già trasformato il Venezuela in una monocoltura petrolifera, un petro-califfato nel quale ogni attività economica che non sia legata all'oro nero è stata spazzata via, distrutta dalle politiche folli del socialismo "chavista", deleterie come ogni politica di questo tipo. La popolazione del Venezuela sembra ormai dividersi fra una massa di straccioni, una plebe mantenuta dal panem et circenses bolivariano; i rimasugli di una borghesia mai troppo in salute, spazzata via dal socialismo; una élite bolivariana, ossia la corte di Chavez, ex-militari ed intellettuali d'estrema sinistra, impegnati a sfasciare una nazione mentre si godono i petrodollari.
L'unica ancora di salvezza è proprio il petrolio, ma persino PDVSA, il monopolio ufficiale venezuelano nel settore, regge a fatica e peggiora le proprie performance.

Le "riforme" politiche proposte, poi, sono semplicemente incredibili in una nazione "sviluppata" all'inizio del ventunesimo secolo: equivalgono di fatto e di diritto alla sospensione delle libertà politiche dei cittadini ed alla trasformazione del Venezuela in una dittatura. Stiamo parlando di una legge che affida al Presidente (sempre lui, Hugo Chavez) il potere di governare per decreto, ossia senza il consenso del Parlamento; un Parlamento comunque sterilizzato da una strategia di "unificazione" dei partiti politici che non promette nulla di buono per l'espressione non solo del dissenso, ma anche della semplice rappresentazione degli interessi all'interno dello stesso schieramento governativo. Non per nulla, somigliano molto ai provvedimenti presi dopo la Marcia su Roma: qui siamo ormai alla pessima imitazione di Mussolini.

Pensateci, quando sentite Fausto Bertinotti, fra gli altri, cantare le lodi dell'aspirante Fidel Castro in divisa dell'esercito venezuelano. Questo è quello che ci attende tutti.

Mr. Chávez, who will be sworn in Wednesday to another six-year term, announced his plans at the swearing-in of his new cabinet to a cheering crowd of supporters [...].

American corporations, including Verizon Communications, have large stakes in Venezuela’s largest telecommunications company, CANTV, and its biggest publicly traded electricity company, Electricidad de Caracas.

“Let it be nationalized,” MSalva come bozzar. Chávez said of CANTV. “All that was privatized, let it be nationalized.”[...] Venezuela’s currency, the bolívar, fell as much as 20 percent in black market trading here on Monday, traders said.

The announcement was the latest in a series of bold steps Mr. Chávez has taken since his re-election in December to consolidate his power and move Venezuela toward what he calls a socialist revolution. Mr. Chávez said he would also seek a “revolutionary enabling law” from Congress that would allow him to approve bills by decree, as well as a measure stripping the central bank of its autonomy.

[...] Last month, Mr. Chávez announced plans to meld the broad coalition of parties that support him into a single socialist party, raising concerns that he was following in the footsteps of Fidel Castro.

On Monday, in addition to the telecommunications and electricity nationalizations, Mr. Chávez also appeared to signal that he wanted control over four multibillion-dollar oil projects in the Orinoco River basin, which he said should become “state property.”(Fonte: NYT)

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