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sabato, giugno 13, 2009

Bersani vede la luce? Vediamo il suo bluff

Secondo il Sole-24 Ore, il criptocandidato alla guida del PD Pierluigi Bersani avrebbe "aperto" alle ipotesi di riforma dello Statuto dei lavoratori portate avanti da Pietro Ichino e Tito Boeri. Il punto più rilevante è la modifica dell'articolo 18, in modo da sostituire il divieto assoluto di licenziamento con l'obbligo di corrispondere al licenziato un risarcimento via via più oneroso all'aumentare dell'anzianità di servizio. La riforma avrebbe un triplice merito: estendere una qualche forma di protezione anche ai neoassunti ed ai precari, da un lato; garantire, tramite il risarcimento, un disincentivo notevole a licenziare dipendenti soltanto per ragioni meramente congiunturali - se devo pagare due anni di stipendio anticipati al licenziando, mi conviene tenerlo a libro paga; lasciare all'azienda la facoltà di liberarsi, seppure a caro prezzo, dei lavoratori improduttivi o inadeguati, senza abbandonarli completamente e liberando spazi per l'assunzione di individui più produttivi.

Non male , per uno che dovrebbe riposizionarsi a sinistra. Ma è tutto oro quello che luccica? Le liberalizzazioni di Bersani, alla fine, si sono rivelate spesso un'operazione di facciata, dietro alla quale gli spazi di libertà non son cambiati in maniera marcata, a meno di non essere una cooperativa possibilmente attiva nelle assicurazioni o nella grande distribuzione, almeno a detta dei più cinici.
Questa volta, tuttavia, il centrodestra ha in mano un'arma in più per vedere il bluff dell'ex ministro ed aspirante leader PD: appoggiare in maniera concreta la proposta di Ichino, che è parlamentare dell'Ulivo. Quale miglior sfoggio di spirito pragmatico e riformista, che conferirgli la presidenza della XI Commissione parlamentare, quella riguardante il Lavoro, che potrebbe lavorare sulla modifica dello Statuto dei lavoratori?
Se si trattasse di un bluff, verrebbe immediatamente smascherato a poco prezzo. Se non lo fosse, avremmo un appoggio bipartisan ad un presidente di commissione in grado di facilitare il percorso di una riforma attraverso il Parlamento. Sempre che il nostro Governo voglia davvero portare avanti una riforma in senso liberale del diritto del lavoro, invece che soccombere alle tentazioni neocorporative ed alla nostalgia di Beneduce e di quella parte del Ventennio ricolma di socialisti e collettivisti.

sabato, aprile 21, 2007

Mutui Bersani, risse fra ladri

Alla Stampa si stupiscono della rissa scoppiata fra ABI e associazioni dei consumatori sulla rinegoziazione coatta delle penali sui mutui secondo criteri di "equità", come unica indicazione di legge.
Non c'è nulla di stupirsi: Bersani è il miglior risultato del socialismo "riformista", ma qui assistiamo all'inevitabile risultato del socialismo: una rissa fra ladri, meglio, fra ricettatori, per spartirsi il bottino dell'ennesima rapina di Stato. D'altronde, quando è solo "la collettività" a decidere, quando gli accordi fr aindividui pososno essere liberamente alterati, come è articolo di fede socialista, ognuno di noi diventa un mendicante alla corte del Sultano, una vittima o un complice delle sue rapine.
Che strano paese il nostro, dove allo scopo di incentivare la concorrenza del sistema creditizio il legislatore - anziché rafforzare i poteri dell'Antitrust per evitare che le banche possano fare cartello e predeterminare i prezzi dei servizi - stabilisce per legge come le stesse banche si devono comportare quando prestano i loro soldi. Dove poi, in caso di mancato accordo tra parti private, non è un tribunale che interviene, ma la Banca d'Italia. E dove tutti, consumatori compresi, anziché battersi per regole certe e trasparenti, reclamano prezzi regolamentati e intervento della mano pubblica.
Ipocrisia o cecità, da parte del miglior giornale di sinistra? Signori liberali e riformisti di sinistra, blaterate di matrimonio fra socialismo, e liberalismo, ignorate ogni argomento logico che dimostri come le due visioni incompatibili, adesso v'i stupite e indignate per l'ennesima dimostrazione di quanto sia illiberale e autolesionista un comportamento limpidamente socialista (di questo parlerò più diffusamente nel prossimo post), sia da parte del ministro, che da parte di certe "associazioni" . Cos'altro serve per aprirvi gli occhi, per farvi comprendere come il socialismo sia come le sirene: una affascinante via verso il disastro?

giovedì, febbraio 08, 2007

Conoscere per deliberare, o improvvisare per Bersanizzare?

Fra le varie liberalizzazioni "alle vongole", spicca un provvedimento che non si potrebbe neppure definire una liberalizzazione, ma, al contrario, l'imposizione di una regolamentazione aggiuntiva a carico delle banche, per puri scopi demagogici e con tutta probabilità senza alcun vantaggio per i consumatori, come ben spiegano sia la teoria che la pratica.
Stiamo parlando della norma sulla estinzione anticipata dei mutui. Come ben argomenta Phastidio, la norma è inutile: l'eliminazione per legge della penale comporterà semplicemente la necessità di rimodulare i tassi richiesti ai prenditori in modo da potersi rifare di tale rischio. Tale opzione di estinzione anticipata infatti, è già disponibile sul mercato, a pagamento. Azzerarne il costo per legge significa semplicemente costringere chiunque contragga un mutuo ad acquistare tale opzione, pagandone il prezzo tramite un incremento della rata. Ho anzi il sospetto che i margini effettivi per le banche addirittura aumenteranno, come sempre accade quando si mescolano e nascondono componenti di costo. L'unico a trarne vantaggio sarà un Governo a parole impegnatissimo a sostenere di aiutare il consumatore a spese dei produttori, ma che produce poco o nulla nei fatti

Tutta teoria per non voler osannare il Prode Pierluigi, difensore dei poveri, da Viale Stalingrado a Rocca Salimbeni? Per nulla: la migliore confutazione sperimentale alle teorie del ministro arriva direttamente da Oltreoceano.
Negli USA, infatti, è normale l'impiego di una struttura del mutuo che coniuga un tasso fisso molto lungo alla facoltà di rifinanziare (od estinguere) il mutuo in ogni momento: qualcosa di simile all'estinzione anticipata prevista da Bersani.
Il paradiso del mutuatario? Sicuramente sì, volendo osservare l'enorme flessibilità delle strutture proposte e il livello di reddito e di garanzie estremamente basso che viene richiesto da banche e finanziarie in quella nazione. Merito delle clausole di rifinanziamento non certo obbligatorie per legge, fra l'altro? Per nulla, persino volendo credere alla propaganda del Partito Democratico, impegnatissimo a proporre leggi per limitare i tassi applicabili alla clientela, a cominciare da quella meno abbiente, per combattere il fenomeno del "predatory lending", ossia l'usura, da parte dei "subprime lenders", ossia delle finanziarie che prestano o erogano muti anche a individui poveri e sprovvisti di adeguate garanzie.
La modesta opinione del sottoscritto (e non solo la sua) e' che tale fenomeno esista soprattutto nella mente dei politici "progressisti", che preferiscono vedere soltanto le rate incassate dalle banche, senza prendere in considerazione i rischi di prestito a persone dal reddito incerto o ridotto: i tassi di bancarotta nelle fasce più basse del mercato farebbero perdere il sonno ad un qualsiasi banchiere tradizionale. Abbassare per legge il tasso massimo a cui è possibile prestare non porterà ad un calo dei tassi, ma ad una riduzione dei prestiti ai più poveri o meno garantiti.

Abbiamo tuttavia un utile esempio su come non introdurre riforme e della destinazione d'arrivo per la demagogia liberalcomunista. Quello che lascia stupiti è l'ignoranza - simulata, a nostro parere - che il ministro sfoggia nei confronti della teoria quanto della pratica.

Nel frattempo, il boss del buon Bersani continua imperterrito a prenderci per il "Cuneo"



HT: Phastidio, OpinionJournal,Chris

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