A cadenze irregolari, il prestigioso settimanale The Economist se la prende con Berlusconi e il suo dominio sui media. Sulla questione ragiona bene il democratico Antonio Polito (via DAW), che fa notare come Berlusconi abbia perso due elezioni su tre e che i giornali non siano pieni che di attacchi al "regime", senza alcun bavaglio. Nel frattempo, nessuno ricorda che i veri recordman di querele contro la libertà di stampa sono lorsignori a sinistra. La chiave, forse, andrebbe cercata in un'altra lampante anomalia: il normalmente liberale Economist ha avuto per anni corrispondenti dall'Italia così imparziali da farsi eleggere deputati per gli ex-comunisti, come Tana de Zulueta. Se volessimo ragionare con lo stesso livello di paranoia di certi personaggi sinistri, staremmo già sostenendo che la candidatura in un seggio sicuro sia stata una ricompensa per i servizi di propaganda. Forse ci si dovrebbe interrogare sul tipo di filtro che viene imposto prima che arrivino in lingua inglese, oltre che di quello che verrebbe filtrato sui telegiornali italiani.
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sabato, ottobre 03, 2009
Gli abbagli dell'Economist
Posted by J.C. Falkenberg at 12:10 PM |
Labels: Economist , GIornalisti , Sinistra
lunedì, agosto 24, 2009
Liberi Giornali
Farina e Socci al Giornale, Bechis, Facci e Nicola Porro a Libero, Telese che finalmente tornato a casa, dopo anni passati a fare la quinta colonna.
Peccato che Giacalone potrebbe seguire Feltri, ma direi che in generale possiamo festeggiare il ritorno di Feltri al Giornale e poi andare a comprare Libero.
HT: Phastidio
Peccato che Giacalone potrebbe seguire Feltri, ma direi che in generale possiamo festeggiare il ritorno di Feltri al Giornale e poi andare a comprare Libero.
HT: Phastidio
Il duello tra i due direttori bergamaschi-destrorsi, fin dal'inizio, è stato incandescente: uno scipparsi continuo di penne: Sallusti e Mughini che traslocano al ‘Giornale', Belpietro che porta seco l'inviato di punta di Panorama Gianluigi Nuzzi e il vice Mario Sechi, l'arrivo probabilissimo di Facci e del vice direttore Nicola Porro a "Libero', intanto Luca Telese preferisce alzare i tacchi per sbarcare al quotidiano di Padellaro-Travaglio "Il Fatto", |
Posted by J.C. Falkenberg at 1:47 PM |
Labels: GIornalisti , Media
martedì, dicembre 26, 2006
Fra compagni ci s'intende: la RAI rompe gli indugi e cala le braghe
Il compagno Presidente Petruccioli e il Gran Boiardo Direttore Generale Cappon hanno comunicato la resa ai ricatti della cosca - scusate, del sindacato dei giornalisti. I compagni dell'USIGRai ringraziano e cominciano ad adocchiare la cassaforte.
Per diplomazia, o magari per non perdere l'ultimo brandello di dignità, i vertici RAI non cedono immediatamente alle richieste sul contratto principale, non volendo abbandonare del tutto la linea della FNSI: a naso, lo faranno finito lo sciopero. Nel frattempo hanno annunciato che tratteranno sul "secondo livello", ossia sul contratto integrativo aziendale, senza neppure attendere l'esito di quello nazionale; livello al quale immaginiamo verrà concesso di tutto e di più, come sostiene il motto aziendale.
Una vera e propria pugnalata alla schiena per le altre aziende del settore, costrette a fare maggiormente i conti con le necessità di bilancio, non rimpinguato per tutti da freschi aumenti del canone. A Petruccioli ed al resto del Politburo ovviamente di questo non frega nulla: tanto, non sono soldi loro, ma del contribuente ormai abituatosi ad essere munto.
Ecco dove finirà l'aumento del canone, ecoc dove finisce il tentativo di ammodernare le pratiche del settore:
Technorait tags: RAI,Sindacato,Comunisti,Giornalisti,Media
Per diplomazia, o magari per non perdere l'ultimo brandello di dignità, i vertici RAI non cedono immediatamente alle richieste sul contratto principale, non volendo abbandonare del tutto la linea della FNSI: a naso, lo faranno finito lo sciopero. Nel frattempo hanno annunciato che tratteranno sul "secondo livello", ossia sul contratto integrativo aziendale, senza neppure attendere l'esito di quello nazionale; livello al quale immaginiamo verrà concesso di tutto e di più, come sostiene il motto aziendale.
Una vera e propria pugnalata alla schiena per le altre aziende del settore, costrette a fare maggiormente i conti con le necessità di bilancio, non rimpinguato per tutti da freschi aumenti del canone. A Petruccioli ed al resto del Politburo ovviamente di questo non frega nulla: tanto, non sono soldi loro, ma del contribuente ormai abituatosi ad essere munto.
Ecco dove finirà l'aumento del canone, ecoc dove finisce il tentativo di ammodernare le pratiche del settore:
(ANSA)-ROMA, 26 DIC-La Rai,malgrado lo stallo nelle trattative per il contratto dei giornalisti,discutera' con l'Usigrai il rinnovo del Patto integrativo aziendale. Il Presidente Petruccioli e il Direttore Generale Rai Cappon hanno visto il Presidente della FIEG Biancheri cui hanno espresso l'intenzione di proporre alle rappresentanze sindacali aziendali dei giornalisti Rai l'apertura di un tavolo negoziale relativo al cosiddetto 'secondo livello di contrattazione'. L'Usigrai ha accolto l'iniziativa con soddisfazione.
Technorait tags: RAI,Sindacato,Comunisti,Giornalisti,Media
Posted by Unknown at 1:27 PM |
Labels: Comunisti , GIornalisti , RAI , Sindacato
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