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mercoledì, aprile 21, 2010

Montezemolo scalda i motori?

IN attesa di sapere se lo spin off di FIAT sarà un'ardita mossa di creazione di valore o l'ennesimo pacco rifilato a banche e risparmiatori, una cosa è certa: Montezemolo ha le mani più libere per alzare il proprio profilo politico.  Speriamo trovi un bravo Marchionne anche in quest'ultimo campo, perché  la sua storia da manager è simile a quella di Lapo Elkan senza i trans.

giovedì, agosto 27, 2009

Sicilia laboratorio politico, scorie tossiche in arrivo

Se davvero la Sicilia è "sempre più laboratorio e ombelico della politica italiana", allora siamo a rischio peritonite: la versione nazionale di un'ammucchiata con UDC e MPA sancirebbe l'insabbiamento definitivo del governo e del centrodestra nella peggiore palude democristiana, come ci ricordava anche Simone. Senza, lo ricordiamo, il miracolo economico a cavare le castagne dal fuoco dal punto di vista del disastro economico del corporativismo cattosocialista; senza, soprattutto, la Guerra Fredda a garantire il posto a vita al governo, non importa quanto in basso si possa scendere.

sabato, febbraio 21, 2009

Casini come Sharon?

Il miglior commento lo faNextcon, parlando di Kadima in salsa umbra



A Todi oggi parte il nuovo progetto dell'Unione di Centro del liquido Pierferdinando Casini che ha come modello il Kadima di Sharon e Livni.
Guarda caso, oggi in Israele, l'incarico di formare il nuovo governo è andato al leader del Likud Nethanyahu.
La storia, come la politica è capace di grande ironia....


Sharon è stato un militare, una persona di convinzioni granitiche e capace di organizzare rappresaglie brutali ed offensive devastanti .
Casini, con i il suo ruggito da coniglio, gli riesce ad assomigliare adesso che Sharon è sottoterra.

martedì, agosto 26, 2008

Formigoni e l'Udc: l'uovo oggi o la serpe domani?

Ricomincia a circolare l'ipotesi di un rientro dell'Udc nella coalizione, una ipotesi rilanciata da Formigoni per mmotivi elettorali lombardi. Si tratterebbe di un errore per il Pdl: i voti dell'Udc possono essere conquistati senza doverne imbarcare gli eletti, mentre salvare dall'estinzione ed imbarcare di nuovo le serpi in seno neodemocristiane metterebbe in pericolo la nascita di un vero partito anticollettivista in Italia.

Dal punto di vista tattico, i maggiori oppositori della grazia ai rottami casiniani sono l'ala destra ex-an ed i nonclericali del pdl, scettici sulla sincerità casiniana e sulla solidità del voto centrista. Il ragionamento è sensato: la vicinanza fra udc e PdL su numerosi temi è evidente, così come la vicinanza dei rispettivi elettori; la scomparsa dell'Udc a seguito di una carestia di posti di sottogoverno porterebbe gran parte dei suoi elettori a votare centrodestra, senza la necessità di dover accogliere e sfamare una masnada di doppiogiochisti e serpi in seno.

La spinta maggiore alla riunificazione viene ovviamente dalla componente ex-democristiana, che spera di trasformare il PdL in una replica della defunta balena bianca, clientelismo incluso. Il governo DC a partire dagli anni 60 si è basato però sull'inganno, grazie al quale il bacino elettorale di centrodestra venne impiegato dal centrosinistra per implementare politiche socialdemocratiche che affondarono il Miracolo Economico. Adesso siamo a corto di materia prima, ossia di imprenditori e cittadini da spennare.

In maniera meno ovvia, la questione è stata posta da Roberto Formigoni, ex democristiano ben integrato e in apparenza poco bisognoso di una restaurazione cattosocialista; le sue ragioni eminentemente pratiche e locali.

Il governatore lombardo è rimasto deluso per ora nei suoi sogni di passaggio a ruoli di primo piano a livello nazionale, nonostante l'appoggio militare di CL; trombato a Roma, si trova costretto a combattere per conservare la propria poltrona.
Non esistono rischi di sconfitta elettorale per il centrodestra alle regionali, dove lega e Pdl hanno probabilmente i due terzi dei voti, ma per Formigoni esiste il rischio concreto di non essere candidato: la Lega reclama a gran voce la poltrona presidenziali per uno dei suoi nel 2010 e persino molta dirigenza PdL comprende che sarebbe un sacrificio necessario, con l'aggiunto beneficio di ridurre lo strapotere ciellino sulla spartizione delle risorse del bilancio regionale.

Il modo più sicuro, per Formigoni, di mantenere la poltrona e quindi un trampolino di lancio per Roma è duplice: far vincere alla coalizione le provinciali del 2009 e rinsaldare il proprio potere sul PdL, rimpolpando la fazione clericale.
un accordo con l'Udc costituirebbe una via agevole per avvicinarsi ad entrambi gli obbiettivi, anche se velenosa nel lungo periodo; priverebbe infatti il Partito Democratico lombardo dell'unico alleato accettabile ed in grado di evitargli un disastro elettorale, un potenziale alleato che i leader lombardi del PD stanno blandendo da settimane. Una successiva confluenza dell'Udc nel PdL sposterebbe poi l'asse politico nel partito, portando nuovi politicanti all'ala clericale, l'ala che probabilmente difenderebbe con + vigore Formigoni. Ecco spiegata, quindi, la sortita formigoniana: a lui, come ad altri ex-democristiani, i nuovi elettori talvolta interessano meno di certi eletti.

mercoledì, agosto 13, 2008

Tengo famiglia

"Tengo Famiglia" era il motto che secondo Leo Longanesi gli italiani avrebbero dovuto cucirsi sulla bandiera: le necessità familiari sono sempre un buon paravento per giustificare le proprie azioni, manetnendo una coscienza intatta.
La distanza dal potere pesa particolarmente, se sei un democristiano in crisi d'astinenza da poltrona ed hai una intera famigghia politica da mantenere, oltre a due mogli e relativi pargoli .

Cosi' Casini comincia a tenennare:

'Mai dire mai in politica. Gia' ci troviamo nel Ppe, per cui lavoriamo insieme costruttivamente a livello europeo'. . Il leader dell'Udc ha risposto a una domanda sulla possibilita' che un giorno l'Udc si ritrovi con Berlusconi e Fini.

Fortunatamente, al PdL nicchiano; il ricordo dei voltafaccia, delle pugnalate alle spalle e del freno a mano tirato su molte, troppe riforme è ancora fresco. Di socialisti, cattolici o meno, ne abbiamo poi ancora ampia scorta. Purtroppo.

Fonte: Ansa

domenica, ottobre 21, 2007

Lorenzo Cesa e la coerenza incoerente

Lorenzo Cesa è la dimostrazione di uno dei rischi professionali della militanza: la trasformazione del proprio cervello a cassa di risonanza d'idee altrui, per quanto ambigue esse siano.
La sparata dello scorso giovedì da parte del proto-leader centrista è che Fini sarebbe incoerente, per aver dato sostegno sia al Family Day che al referendum sulla procreazione assistita. L'incoerenza è tutta di Cesa, del suo partito e dei loro mandanti in tonaca.
Il family day, se la memoria non m'inganna, era una manifestazione in favore della famiglia e di protesta contro un assetto politico e tributario che penalizzerebbe coloro che crescono dei figli. Da questo punto di vista, i referendum sulla procreazione assistita avevano un obbiettivo quasi identico: rimuovere gli ostacoli che lo Stato pone di fronte a chi, con l'aiuto della medicina, desidera ottemperare al precetto biblico"crescete e moltiplicatevi".
Gianfanco Fini è stato coerente con una politica favorevole alla famiglia, sostenendo entrambe; Cesa, no, a meno che il termine "coerenza" significhi soltanto "obbedienza al desiderio di alcuni prelati". Non farebbe comuque troppa differenza: quando si fa da pappagallo per qualcuno, certe figuracce fan parte dei rischi del mestiere.


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lunedì, luglio 23, 2007

Il silenzio è d'oro, caro Volonté

Dal Corriere.it:

Welby, prosciolto medico che aiutò a morire. L’anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall’accusa di «omicidio del consenziente».


Viste certe dichiarazioni, ci saranno gli estremi per una bella denuncia per diffamazione o rischiamo anche qui lo stop del Sovrano Parlamento, sempre unanime quando si tratta di marcare le differenze fra gli Eletti ed il volgo? Si sa, qualcuno è più uguale degli altri, come può ben testimoniare il querelante seriale d'Alema.

HT:Metilparaben

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martedì, gennaio 23, 2007

Una Unione in picchiata, un'altra bocciata

The Right Nation documenta il tracollo dell'Unione, almeno nei sondaggi. Il dato più interessante mostra invece la possibile irrilevanza di un'altra Unione, l'Udc, evento che potrebbe portare ad un inizio di risanamento del disastrato panorama politico italiano. La buona notizia, per il centrodestra, è che probabilmente la Casa delle libertà potrebbe togliersi di torno una serpe in seno senza quasi nulla perdere dal punto di vista elettorale.
I dati sembrano infatti bocciare il progetto neo-moroteo del "figliol prodigo" Casini: se i sondaggi Euromedia sono significativi, il 4,1% dell'Udc sarebbe inutile per il centrosinistra e superfluo al centrodestra. Buona fortuna ai volenterosi: L'Udc è il partito che mise il peggior freno alle stesse liberalizzazioni che adesso millanta di voler compiere insieme all'Unione. Con amici del genere, molto probabilmente di pura convenienza e pronti al tradimento appena messe le mani su qualche brandello di potere e visibilità, non credo servano loro nemici.

Si e' definito il progetto di Casini come "neo-moroteo" per un motivo storico: non è neppure degno di essere definito "neocentrista", termine impiegato dai DS nei loro momenti di paranoia.
De Gasperi raccoglieva voti di destra per impiegarli in un partito definito "di centro che guarda s sinistra" , operazione non molto gradevole, ma che significo' in realtà una politica centrista, moderatamente liberale in alcuni ambiti e moderatamente illiberale in altri.
Aldo Moro fece di molto peggio: convinto dell'inevitabile avvento del comunismo e mezzo socialista, pardon catto-sociale egli stesso, spianò la strada alla conquista del potere da parte delle sinistre, cercando di negoziare la resa ad un nemico che altri s'incaricarono di sconfiggere.
Casini, degenere epigono del disfattismo democristiano, prosegue nella tradizione di famiglia e si accontenta di un posto a tavola, o forse intorno alla tavola, fornito di livrea, con i nuovi padroni cattocomunisti. Se ne è soddisfatto, buon per lui.

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domenica, gennaio 07, 2007

Legge elettorale: centrodestra incoerente o rinsavito?

V'è chi critica il centrodestra per il supporto a referendum abrogativo di parti della riforma elettorale, introdotta dallo stesso centrodestra pochi mesi orsono. Qualcuno la chiama incoerenza; io sarei tentato di definirla un recupero di lucidità, un ritorno alla sanità mentale.
Il resto centrodestra ha subito, in passato, il ricatto dell'Udc, in occasione della riforma della legge elettorale, producendo la pessima legge elettorale che ci ritroviamo. Di conseguenza, gli unici incoerenti sarebbero i signori dell'Udc. Che tuttavia non sono incoerenti, sono senza vergogna: visto che con i tre voti che prenderebbero fuori dai poli non possono fermare nessuno, cercano di cavalcare di nuovo la tigre della riforma elettorale, confidando nel polverone e nella confusione per far dimenticare chi è il vero responsabile della legge esistente: Pierferdinando Casini.


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