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martedì, novembre 03, 2009

Crocifissi e mezzalune, dimostrazioni per assurdo

Come si è già arguito spesso e volentieri in questo blog, i cattolici dovrebbero smettere di affidarsi alla forza dello Stato e ignorare la forza della libertà: il giorno in cui si ritrovassero minoranza, saranno vittime delle stesse prevaricazioni governative che adesso applaudono. Non sarebbe meglio disarmare adesso quello Stato che prima o poi finirà per opprimere anche loro? La lezione di Antonio Rosmini è davvero andata completamente perduta? Fabristol illustra perfettamente e con ironia il problema


Anno 2060, una città d’Italia.

“Papà, oggi in aula hanno appeso la mezza luna dell’Islam. La professoressa Fathima Hussein dice che siccome l’80% della popolazione italiana è musulmana e che l’Islam è una tradizione consolidata da oltre 50 anni in Italia è giusto così. Dice anche che la mezza luna dell’Islam è un simbolo di laicità.”

“E tu cosa hai detto?”

“Cosa avrei dovuto dire da buon cattolico, papà?”

“Beh avresti dovuto dire che i muri delle istituzioni pubbliche non sono come gli angoli dove pisciano i cani per delimitare il territorio del branco più numeroso. E che quella della professoressa è una chiara violazione della laicità dello stato.”

“Ah.”

“Anzi ora chiamo il vescovo di Roma per protestare alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo. Non si sa mai che gli ultimi 50.000 cattolici d’Italia riescano finalmente a far valere il loro diritto di minoranza ad essere rispettati. Che fine ha fatto la sana laicità, per dio!”

venerdì, ottobre 23, 2009

Amen

LibertyFirst su Giornalettismo: "Il Papa dice che l’Europa ha radici cristiane, e questo è sicuramente vero, come il fatto che abbia radici ebraiche, greche, latine, germaniche. La Chiesa ha giocato un ruolo importante, e non raramente positivo (la Scuola di Salamanca, la riscoperta del concetto di diritto naturale), nella Storia europea. E quindi? Dobbiamo veramente credere che il più grande problema dell’Europa al giorno d’oggi sia che lasciamo la libertà alle donne di fare ciò che vogliono col loro utero, o il diritto di farsi aiutare agli uomini incapaci di porre fine da soli alle proprie incurabili sofferenze? In un continente con delle autorità politiche che non rendono conto a nessuno (quelle europee), che sfama decine di milioni di parassiti coi soldi del contribuente, che ha decine di milioni di disoccupati, che cresce e innova meno delle altre macroaree mondiali, che dipende energeticamente da un paese inaffidabile come la Russia, e che ha un sistema previdenziale che potrebbe crollare, dobbiamo sul serio preoccuparci di aborto ed eutanasia?"
Io personalmente non riesco a stimare una dottrina morale che consideri l’obbedienza una virtù anziché un vizio, e che stigmatizzi lo spirito critico chiamandolo “orgoglio”, perlomeno quando va contro i dettami delle autorità religiose. E non vedo cosa imparare sulla tolleranza da chi fino a poco più di cent’anni fa costringeva gli ebrei a sorbirsi i sermoni e i valdesi all’inferiorità giuridica. Ho paura che un’Europa culturalmente, intellettualmente e moralmente debole sia incapace di difendersi da tali paralogismi.

mercoledì, ottobre 21, 2009

In Vaticano rileggono Marx

Il Vaticano: "Sul lavoro rileggiamo Carl Marx"
Suggerirei Groucho Marx: più divertente e senza rischi di provocare qualche altro centinaio di milioni di morti.

Hat tip: Libere Risonanze

martedì, marzo 10, 2009

L'assolutismo val bene una messa, figuriamoci una moschea

Il papa vorrebbe entrare e pregare nella moschea di Al- Aqsa. Ci permettiamo di dubitare che potrà farlo a testa alta, senza sottoporsi a concessioni importanti, ma siamo convinti che non vi saranno problemi: il Vaticano non ha mai fatto mistero di preferire l'Islam ad Israele, sino al punto di coprire prelati cattolici colti in flagranza di terrorismo; se il prezzo consisterà quindi nell'ennesima condanna dell'unica democrazia mediorientale non sarà un grande sacrificio.
Non vediamo quali altre concessioni potrebbe fare sulla pelle dei cristiani mediorientali, già relegati ad uno stato di dhimmitudine senza che la Santa Sede abbia mai aperto bocca, neppure in occasione di persecuzioni e tentate stragi di pellegrini, quando altri contesti episodi anche minimi scatenano dichiarazioni di fuoco da parte delle gerarchie cattoliche.

In cambio, Papa Ratzinger potrà avvicinarsi ulteriormente un modello per cui parte della Curia prova una gran nostalgia e una certa affinità: la teocrazia, senza tutte quelle stupide regole liberali che impediscono a Santa Romana Chiesa di far quel che le pare senza neppure dover fingere di giustificarsi.
Svegliamoci: a certa curia non interessa difendere l'Occidente e la libertà, ma soltanto una certa idea della religione.

venerdì, febbraio 27, 2009

E queste sarebbero scuse?

Fra poco sentirete dire che Richard Wiliamson, il vescovo lefebvriano negazionista, si è scusato per le sue dichiarazioni ed ha ritrattato. In una parola, è falso.

Dalla BBC : "Richard Williamson said if he had known the full harm his comments would cause, he would not have made them. "

Traduzione " Richard Williamson ha detto che se avesse saputo l'entità del danno che i suoi commenti avrebbero causato , non li avrebbe fatti". Ha poi proseguito sostenendo di aver semplicemente ripetuto opinioni che aveva formato vent'anni fa, sulla base delle informazioni allora disponibili.

Questa non è una ritrattazione od una ammissione della falsità delle proprie opinioni : sono delle scuse al Papa, che lo ha riammesso nella Chiesa, per avergli creato problemi sui media. Vedremo se al Vaticano basteranno, o se pretenderà finalmente che un suo vescovo cessi di negare la realtà fattuale, almeno quando non si tratta di dottrina della Chiesa. O dobbiamo credere che l'Olocausto venga negato soltanto pubblicamente, mentre in privato una parte della Curia continui a ritenere gil ebrei meritevoli di persecuzione sempre e comunque?

lunedì, febbraio 09, 2009

Giusto per ricordarcelo

Io non contesto il diritto di un culto religioso di minacciare di punizioni disciplinari i credenti che non si adeguano alle regole che liberamente scelgono di aderire tale culto. Anzi. E' il motivo per cui mi preoccupo persino quando devo rinnovare la tessera della biblioteca.
Quello che trovo di cattivo gusto è che si cerchi di confondere il gregge: o si minacciano ritorsioni a coloro che non obbediscono, o si sostiene che non ci sono problemi e non si vuol fare pressione su nessuno.
Altrimenti i cuccioli potrebbero non capire e mettersi in testa di pensar da soli.

Dio esiste - ed ha un enorme dito medio

Dio esiste - ed ha un enorme dito medio. Che ha appena mostrato ad alcuni fra noi.
Quelli (per fortuna pochi, anche fra i difensori delle suorine) convinti di avere un mandato per conto dell'Onnipotente a decidere cos'è meglio per chiunque passi nei paraggi, volente o nolente, impedendo di procedere ad un nuovo gener edi mummificazione.

Addio, Eluana: forse ti è stata risparmiata la sorte di fare da ariete per l'ennesima violazione delle libertà individuali in questa landa di adoratori della tribù, di fedeli ai propri totem.
Forse avremo il tempo per una legge decente, per un dibattito degno di persone civili e di quella libertà che ancora compare nel simbolo di un certo partito, che qualcuno ha voluto chiamare "popolo" .

martedì, giugno 03, 2008

Certo centrodestra riscopre la laicità. Era ora

Ben detto da Camelot: Fedeli al Vaticano o alla Repubblica? Sia mai che questa sia l'occasione giusta perché molti a destra riscoprano la laicità, senza farsi ammaliare da chi bercia contro un supposto "laicismo" ?

E' banale, ma lo abbiamo spesso dimenticato: la Curia non si identifica con con la cultura liberale o più in generale con quella di destra. Ha differenti obiettivi e un'agenda differente e dovremmo fnalmente prenderne atto. Lo fece De Gasperi, capace, pur da democristiano e centrista, di opporsi ai desiderata del Vaticano.

Liberissimi i preti di dire la loro. Doveroso, per i politici, smettere di nascondersi fra leloro sottane,diventare adulti e cominciare a fare il proprio mestiere, per una volta.

lunedì, gennaio 21, 2008

I buoni samaritani sono i miscredenti

Sono certo che Magdi Allam dica: "io sto con il papa" in maniera del tutto disinteressata. Perché almeno una cosa la si è compresa chiaramente, dopo i casi delle vignette danesi e del discorso di Ratisbona (il dubbio era orto molto prima) : al Papa ed a moltissimi cattolici interessano solo la salute della Chiesa e della Religione, ma la civiltà occidentale in quanto tale non interessa loro affatto. Al contrario, meglio un interlocutore di cui comprendono il linguaggio, come l'Islam, che uno secolarizzato. Se qualcuno avesse dei dubbi, farebbe meglio a rileggersi la storia di quanto avvenuto in Danimarca, o di quello che accade continuamente in Medio Oriente.
I buoni samaritani, in questa vicenda, sono gli atei e gli agnostici che "difendono" il Papa, spesso sapendo che in cambio non riceveranno ringraziamenti, ma una scomunica a scampato pericolo.

PS: perché ci si definisce laici e non atei? Perché non tutti quelli che non sono credenti sono atei. Semplice. Non costringiamoci a scoprire l'acqua calda ogni quarto d'ora, per favore.

PPS: sulla ultima tempesta in un bicchier d'acqua, il sottoscritto la pensa come lui.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Babbo Natale delle Mammane

La legge Merlin ci ha regalato strade invase da prostitute schiavizzate, le legislazione "antidroga" ha innalzato i profitti dei mercanti di morte; per questo Natale, Giuliano Ferrara vorrebbe regalare a medici senza scrupoli e aspiranti ostetriche la possibilità di scannare donne e bambini rimpinguandosi le tasche?

Il giorno di Santo Stefano, la proposta di "moratoria sull'aborto" ha raggiunto i dubbi onori del TG1 in prima serata. E' stato soltanto l'inizio: quella che mi pareva una posizione talmente fallace da non meritare quasi commenti ha rischiato di fungere da perno per una discussione della legge sull'aborto. Un regalo di Natale di cui avremmo volentieri fatto a meno e che mi spinge a ribadire alcune osservazioni, anche se probabilmente già esposte altrove.

Mammana, per chi fosse così fortunato da non saperlo, era uno dei termini con cui s'indicavano le donne che procuravano o assistevano gli aborti clandestini, prima che la pratica venisse regolamentata. Per intenderci, si tratta degli aborti dei bei tempi andati, quelli fatti con un ferro da calza infilato nelle viscere di una ragazza, con le probabilità di morte per la donna ed il bambino che si possono immaginare.

Non voglio dire che non si debba fare il possibile per dissuadere una donna dall'abortire, soprattutto fornendo valide alternative, a cominciare da una migliore disciplina dell'affidamento, per non parlare di una migliore contraccezione - sempre che anche gli anticoncezionali non possano essere definiti "strumenti di genocidio".
Tralascio poi l'evidente natura tendenziosa della definizione di "moratoria" sugli aborti, che non sono,come la pena di morte, atti generati da una legge, ma fenomeno che la legge cerca di regolamentare e che avvengono indipendentemente da essa.

Non voglio entrare neppure nel merito della diatriba teorica sulla natura dell'embrione, sul momento in cui diventerebbe persona, ma sto cercando di comprendere quali sarebbero le conseguenze pratiche di una legge che vietasse l'aborto: ammesso e non concesso che esista una ragione filosofica per un tale bando, una sua efficace applicazione porterebbe davvero alla eliminazione delle interruzioni di gravidanza? La storia lo nega: il Proibizionismo e la Legge Merlin sono lampanti dimostrazioni di come l'ingegneria sociale per via legislativa porti a dei mostri, a conseguenze spesso opposte a quelle immaginate: la strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni, soprattutto quando è il governo ad averne.

L'errore di Ferrara e soci è proprio quello d'immaginare che basti vietare l'aborto per farlo scomparire, che il comando di una legge possa compiere un miracolo e fare scomparire, senza conseguenze, una pratica sgradita al legislatore; sono caduti in una trappola statalista e statolatrica, per impiegare un bel termine di origine schiettamente clericale. Chi blatera di "genocido", calcolando il numero di potenziali non-nati (potenziali, appunto), dimentica che in base alla stessa "logica" potremmo anche chiamare genocidio anche quello sulle donne che sarebbero inevitabilmente costrette all'aborto clandestino.

Io non dubito che si tratterebbe di una sgradevole conseguenza "unintended", non voluta, della proposta di moratoria, ma non venitemi a raccontare che sarebbe inattesa: le morte ed il loro sangue lo dovrete mettere in conto.



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venerdì, ottobre 19, 2007

Il Papa si butta a sinistra

Il papa si schiera contro il "lavoro precario", intanto Bagnasco dichiara: "Vita e famiglia non negoziabili".

Una dura critica alla precarietà nel lavoro "che può minare le basi della società" e, subito dopo, la riaffermazione orgogliosa che sui temi caldi degli ultimi mesi, come vita e famiglia, "i vescovi non taceranno" perché la Chiesa li ritiene "non negoziabili".

I vescovi avrebbero potuto cominciare a non tacere di fronte ad uno scandalo come il sistema pensionistico italiano, o ad un sistema fiscale che massacra i tassi d'occupazione , invece d'inviar messaggi usando la medesima terminologia degli assassini di Marco Biagi.
A voler essere complottisti, si potrebbe pensare che un accordo a spese della libertà sarebbe altamente desiderabile per entrambe le controparti: lo Stato e soprattutto il Governo Prodi libero di abusare della libertà in tema di lavoro e flessibilità, a spese dei giovani; il Vaticano libero di dettare la linea alla limitazione della libertà a decidere del proprio corpo.

Io, che complottista non sono, penso soltanto all'ennesima smentita del mito di un Pontefice "liberalconservatore".
Non regge ormai la solita scusa della citazione "fuori contesto" e della "precisazione", perché forma e contenuto cambiano ben poco anche rileggendo le dichiarazioni da fonte amichevole . Il titolo che abbiamo citato, tratto da "Repubblica", è sicuramente indice di una strumentalizzazione, ma la sensazione è che non dispiaccia d'essere strumentalizzati: difficile pensare altrimenti, quando un messaggio ufficiale, teoricamente ben studiato e meditato, viene scritto in un linguaggio che non ricorda certo la scuola di Salamanca o i francescani protocapitalisti, ma invece quello caro ai sinistri nostrani, ancorato alle fallacie economiche socialiste e collettiviste.

Roundup: meglio di me, Mthrandir e Chiamami Brontolo

domenica, settembre 09, 2007

Tutti bestie? In fondo, ho sempre saputo d'essere un porco...

Lo ammetto: Nonostante Giuliano Ferrara abbia vinto la mia stima ed ammirazione imperitura per avermi fatto conoscere il quasi miglior romanzo del ventesimo secolo, non ho mai capito la sua svolta baciapile: come sostiene mio padre, dev'esserci qualcosa, nel mio corredo genetico, che mi rende uno scettico miscredente, incapace di credere o di comprendere pienamente il concetto di "Dio".
Me ne sono fatto una ragione, badate bene. Mi farebbe tuttavia piacere che anche qualcun altro se ne facesse una ragione e lasciasse noi poveri condannati alla dannazione eterna nel nostro brodo, liberi di andare a controllare la correttezza del nostro scetticismo e ad essere smentiti nel peggiore dei modi possibili, come ci pare e piace; è chiedere troppo?

HT:malvino, Iny

mercoledì, settembre 05, 2007

Il dialogo interreligioso di Assisi ha prodotto i primi frutti?

Finalmente lo sforzo per forgiare un rinnovato spirito ecumenico fra le grandi religioni monoteiste comincia a produrre dei risultati! L'islam scopre gli imam pedofili.
Avrei preferito che avessero scoperto Locke e Voltaire, prima, ma per il momento dovremo accontentarci.



hattip:Orpheus.ilcannocchiale.it

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mercoledì, agosto 29, 2007

Evasori, elusori e grassatori

I miei complimenti al governo Prodi ed alla sua maggioranza, che hanno "dimenticato" di eliminare lo scandalo delle esenzioni dall'ICI per gli immobili in cui la Chiesa cattolica e le ONLUS svolgono attività commerciali, con il risultato di finire sotto inchiesta dalla Commissione Europea per aver violato le norme sulla concorrenza sleale. Non si parla delle opere di beneficenza: nessuno contesta l'utilità di non tartassare attività sussidiarie a funzioni che lo stato pretende proprie, ma soltanto che tali privilegi non dovrebbero essere estesi alel normali attività commerciali di tali istituzioni.
D'altronde, è quasi inutile stupirsi di tale favore: viviamo in una nazione che permette ai soliti noti, grandi aziende in testa, di eludere le tasse autoriducendosi il carico fiscale quasi a piacimento, ma pretende di vessare chiunque altro con una tassazione effettiva dal 50 al 70% del proprio reddito. ci si chiede se sia il concetto di concorrenza sleale a mancare alla nostra classe politica, o semplicemente quello di concorrenza, che non sia quella fra amici degli amici per spartirsi il bottino fiscale e per comprarsi greggi di voti.
Siamo davvero una Repubblica democratica fondata sul lavoro - degli altri.


HT: DAW,Dottorando,radicali.it, Metilparaben

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mercoledì, agosto 01, 2007

Prodi Savonarola

Romani Prodi si chiede perché nelle omelie non si dica mai una parola sulle tasse. Anch'io me lo chiedo, ma penso che le parole di qualche parroco non piacerebbero per nulla al nostro premier.
Tralascio la grande laicità di un premier che ne parla in continuazione quando è il centrodestra ad a cercare- sbagliando - di arruolare i vescovi o di nascondersi sotto le oro sottane; so che la coerenza non è affare dei politicanti.
Tuttavia, tirare in ballo il clero sulla decima da versare alla Repubblica italiana non mi pare una scelta felice; qualche sacerdote potrebbe ricordare dal pulpito come il livello di tassazione italiano, aumentato da questo stesso Governo, sia uno scandalo agli occhi di Dio, soprattutto visto il livello pessimo dei servizi offerti in cambio dei nostri soldi.
Non so se l'evasione fiscale sia peccato, ma l'ultima volta in cui ho controllato (molto, molto tempo fa), "non rubare" era un precetto citato alquanto esplicitamente nella Bibbia. Non ricordo esenzioni alla regola, anche nel caso in cui il ladro si autodefinisca mio signore e padrone.


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venerdì, luglio 27, 2007

Una lezione americana per il Vaticano

Forse è una lezione anche per la Chiesa italiana: negli USA, la trasparenza e l'ascolto dei fedeli hanno portati benefici molto maggiori che il silenzio e la "discrezione" .

La Chiesa Cattolica nordamericana è stata scossa negli anni scorsi dalle rivelazioni riguardanti le molestie a minori da parte del clero, ma soprattutto dall'aggravante della mancata denuncia alle autorità civili : la pratica, nel caso si scoprisse un crimine a sfondo sessuale, era quella di trasferire i reprobi ad un'altra diocesi, senza riportare l'accaduto al di fuori delle gerarchie. Le conseguenze dello scandalo sembravano irreparabili: senza contare la pioggia di richieste di risarcimento che è stata quasi fatale per le finanze ecclesiastiche, il prestigio e la reputazione della Chiesa sembravano essere irreparabilmente danneggiate.

Dopo alcuni tentennamenti iniziali, Chiesa nordamericana ha reagito in maniera decisa : oltre all'obbligo di una immediata denuncia, le diocesi statunitensi si sono date nuove regole per migliorare il rapporto con i fedeli e l'attività pastorale, all'insegna di una maggiore trasparenza e di una nuova organizzazione da parte dei credenti laici, che hanno ottenuto maggiore spazio e soprattutto maggiore capacità di essere ascoltati dalle gerarchie ecclesiastiche. L'arcidiocesi di Boston pubblica ad esempio dei dettagliati resoconti finanziari e quella di San Francisco ha convocato una "convention" composta da laici.

Sembra che le misure prese durante questi ultimi anni abbiano avuto un successo inatteso: la percentuale di cattolici negli USA si è stabilizzata dopo anni di declino, anche escludendo dai numeri l'aumento di fedeli dovuto all'immigrazione dei cattolicissimi latinoamericani. L'apertura verso i fedeli e l'adeguamento alle caratteristiche di una società moderna hanno giovato ad una parte importante della cristianità cattolica; si tratta di una lezione che potrebbe essere valida in generale, fino in Vaticano?


fonte: The Economist

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lunedì, luglio 23, 2007

Il silenzio è d'oro, caro Volonté

Dal Corriere.it:

Welby, prosciolto medico che aiutò a morire. L’anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall’accusa di «omicidio del consenziente».


Viste certe dichiarazioni, ci saranno gli estremi per una bella denuncia per diffamazione o rischiamo anche qui lo stop del Sovrano Parlamento, sempre unanime quando si tratta di marcare le differenze fra gli Eletti ed il volgo? Si sa, qualcuno è più uguale degli altri, come può ben testimoniare il querelante seriale d'Alema.

HT:Metilparaben

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lunedì, maggio 14, 2007

Boccaloni cornuti e mazziati

Dedicato ai liberali che hanno partecipato al Family Day: Papa Benedetto XVI mette sullo stesso piano capitalismo e marxismo. Oltre al danno, la beffa: a poche ore dalla genuflessione pubblica in cerca di un posticino caldo e qualche voto, dando uno scossone alla laicità di metà dello spettro politico italiano, sembra essere il Pontefice stesso a sbattere la porta in faccia all'ipotesi di "fusionismo" all'Italiana, in salsa cattolica, che coniughi libertà individuale ed economica all'adesione ai dettami vaticani sui temi morali:
«Il sistema marxista ha lasciato una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche e una dolorosa distruzione degli spiriti. Lo stesso all'Ovest, dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con ingannevoli miraggi della felicità»
I leader del centrodestra ed una folta pattuglia di rappresentanti della sinistra si sono prestati a dichiarazioni appiattite su ogni posizione della Chiesa Cattolica, in maniera talmente smaccata da sembrare disperatamente alla ricerca di un pugno di voti. Idea estremamente miope, da entrambe le parti: si è trattato di un'asta, che ha soltanto un vincitore: la Curia, che si è limitata ad incassare, senza cedere su alcun tema, neppure sul mero piano della comunicazione; l'equiparazione di marxismo e capitalismo nel giorno in cui il capitalista più popolare d'Italia fa atto di sottomissione suona come una beffa.

In teoria, una destra moderna dovrebbe avere quale tratto distintivo la difesa dell'individuo, della sua vita, libertà e proprietà, della sua libertà di organizzare la propria vita in associazioni volontarie, anche quali famiglie o Chiese.
In teoria, questo è iscritto a chiare lettere nei programmi dei partiti di centrodestra ed è giusto che sia così: questo è il modo in cui la destra ha potuto rinnovarsi e rinnovare le nazioni nella quale è andata al potere nell'ultima generazione.

Quando ciò non è avvenuto, abbiamo avuto gli Chirac, ossia socialisti in tutto salvo che nel colore delle camicie, che hanno ottenuto poltrone per sé e i propri cari, ma hanno lasciato che il collettivismo continuasse ad erodere le basi di una società libera.
Questa è la destra che sembra auspicare Ratzinger, viste le sue parole? E' possibile.
A destra, resiste la convinzione (condivisa in parte da chi scrive) che l'accordo fra laici, liberali e cattolici fosse raggiungibile tramite la ricerca di un "fusionismo" simile a quello americano, fra conservatori culturali e libertari sui temi economici: un'alleanza, mutualmente vantaggiosa, nella quale i cattolici avrebbero appoggiato riforme economiche in grado di aumentare l'autonomia dell'individuo, mentre i liberali, anche laici, avrebbero accettato perlomeno di non ostacolare le istanze morali espresse dalla base cattolica. La partecipazione al Family Day, avrebbe potuto essere un gesto positivo, un'apertura di credito, ripagata da una maggiore attenzione della Chiesa alle ragioni delle libertà diverse da quella di culto.
Risulta difficile credere che il favore verrà restituito: le parole di Benedetto XVI ribadiscono un atteggiamento che fa poco sperare liberali e libertari.

Update
: lui, probabilmente, si spiega meglio di me. Anche se io avrei lasciato Roosevelt e Keynes a riposare al camposanto...

Round-up: Inyqua, Daw, Babs, IlMegafono, Benedetto della Vedova, Dall’altra parte, Dyotana, Orizzonte Liberale,Cantor,Watergate,No way

On the other side: Harry,Otimaster

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lunedì, aprile 30, 2007

Omo e pedo pari sono?

In prima pagina sul Foglio di sabato scorso, Giuliano Ferrara si chiede perché la Chiesa Cattolica venga tacciata contemporaneamente di omofilia ed omofobia; quale esempio di "omofilia", porta il trattamento dei casi di Boston e del fondatore dei Legionari di Cristo.
Spero si tratti soltanto di una scelta infelice negli esempi, perché mi pare si faccia confusione fra pedofilia ed omosessualità: i casi in questione sono divenuti uno scandalo proprio perché non si trattava di relazioni fra adulti consenzienti, non per la natura omosessuale della relazione.
Ammesso e non concesso che si tratti soltanto di un problema lessicale e non sostanziale, rimane una sgradevole sensazione: che la condotta ecclesiastica sia "omofila" quando vi è coinvolto il pastore ed omofoba quando a peccare sia il gregge.
Viene il sospetto che la clemenza sia dovuta allo spirito di casta, più che ad una complessa argomentazione filosofico-pedagogica. Forse a sinistra vi sono insofferenze per la funzione pedagogica che la Chiesa vorrebbe esercitare a causa dello scetticismo verso qualsiasi funzione educativa; anche a destra, tuttavia, sia lecito essere vigili ed attenti nei confronti di una istituzione che troppo spesso da' l'impressione di operare secondo logiche di questo tipo.



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martedì, aprile 24, 2007

nonciclopedia

Jinzo segnala la wiki più divertente che abbia mai visto.
I commenti su splinder non funzionano, quindi mi tocca chiosare qui: sto ancora ridendo fino alle lacrime per questa voce, sulla mia città


Hat tip: Jinzo, Squitto

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