Hat tip: Coordination Problem
martedì, gennaio 12, 2010
Stimolo? Quale stimolo?
Hat tip: Coordination Problem
giovedì, febbraio 26, 2009
Finanza Creativa, Obama-style
Barack Obama ha promesso di dimezzare il deficit una volta terminata l'emergenza, impegnandosi a trovare duemila miliardi di dollari di "risparmi" all'interno del bilancio lasciato in eredità da George Bush.
I primi dettagli fanno sospettare che i "risparmi" saranno tanto reali quanto le garanzie dietro a certi mutui
La maggior parte del piano di risparmi si basa su due elementi: la fine dei tagli alle tasse di Bush e la fine della guerra in Iraq.
Nel caso dei tagli, non si tratta di una novità: erano stati introdotti dall'amministrazione Bush come una misura della durata di due anni e di conseguenza non si tratta di un "risparmio", ma della fine naturale di una misura temporanea.
Le cifre sui risparmi nella guerra in Iraq sono ancora più sospetti: il team di Obama ha calcolato il totale delle risorse necessarie per prolungare l'impegno americano in Iraq fino al 2019 e lo ha aggiunto alla categoria "risparmi" , ottenuti grazie al graduale ritiro delle truppe.
Nessuno però si aspettava un impegno massiccio come quello attuale per il prossimo decennio: è come se si sostenesse che non regalare un milione di euro all'anno ad ogni italiano porterebbe a risparmi per decine di miliardi di euro; vero, ma totalmente irrilevante, visto che la cifra sarebbe un risparmio su di una spesa che nessuno aveva intenzione di fare.
Sulla National Review Online godetevi lo scambio di battute fra un imbarazzatissimo portavoce di Obama ed il reporter che lo ha messo all'angolo sul tema.
mercoledì, febbraio 25, 2009
Amex : il bailout (non) funziona come previsto
Il mio socio lo chiama giustamente il dilemma del prigioniero del credito : Amex , destinataria dei fondi del TARP al fine di espandere il credito (dove piace a lorsignori politici, ovviamente) , impiega i fondi del fondo di salvataggio per offrire 300 dollari ai clienti che saldano il proprio conto e quindi riducono la domanda di credito.
Il grande piano di salvataggio continua a dare i suoi ottimi frutti, proprio come previsto.... da chi non è accecato dalla statolatrìa.
domenica, febbraio 15, 2009
Ode a Mark Sanford
Allora esistono politici in grado di vedere al di là del proprio naso: il governatore della Carolina del Sud Mark Sanford vorrebbe rifiutare i soldi del pacchetto di stimolo, spiegando di non volersi rendere complice di un piano di aiuti che aiuterà soltanto gli amici della classe politica con i soldi dei contribuenti americani.
Il Governatore è noto per essere un falco nella difesa dei cittadini contro il fisco rapace e la crescita della spesa pubblica, sia da deputato a Washington che da governatore non si è mai fatto scrupoli a votare e porre il veto anche a provvedimenti di spesa provenienti dal proprio stesso partito, quando la copertura finanziaria era dubbia.
Sanford è una stella in ascesa nel partito repubblicano, un conservatore del Sud pronto a sostenere con vigore la necessità di un governo limitato sia in economia che nella sfera dei diritti civili; in grado, cioè, di tener testa anche all'ala evangelica del suo stesso partito, quando questa ha preteso di abusare il programma del GOP ed espandere il governo per imporre una propria agenda religiosa in cambio di maggiore assistenzialismo.
La débacle del socialismo cristiano di Bush lo ha portato ancora di più alla ribalta, tanto da essere stato considerato uno dei favoriti per la presidenza del partito all'indomani dell'inaugurazione di Obama.
Nel giorno in cui tre senatori repubblicani hanno "tradito", appoggiando Obama, si tratta di una buona notizia. Per la cronaca, alla Camera i repubblicani hanno votato compatti ed hanno avuto la compagnia di 16 democratici, dimostrando che qualcuno, per ora, ha ancora una spina dorsale.
Noticina di colore: notare, per i lettori angolofoni, la differenza di tono con cui l'Economist dipinge Sanford, rispetto al Wall Street Journal e a Wikipedia; ad esempio,l'Economist cita i veto che potrebbero sembrare ultrareligiosi, mentre Wikipedia ricorda la sua opposizione alla personalizzazione delle targhe in funzione confessionale.
Sapevamo che, dopo la promozione di Micklewaithea direttore globale, la redazione USA era sbandata a sinistra, ma una distorsione simile è degna di Repubblica. O di Tana de Zulueta, corrispondente dell'Economist che titolava su Berlusocni mafioso e divenuta poi Deputato dell'Unione. E' un caso, ovviamente.
