Il programma di acquisti di cartolarizzazioni di mutui e di titoli di Stato a lungo termine della Fed sembra essere andato incontro ad un flop spettacolare.
giovedì, giugno 11, 2009
mercoledì, febbraio 18, 2009
Greenspan, decisore "pubblico"
Nazionalizzare le banche, in questo contesto, significherebbe consegnare il sistema finanziario a quello politico, ossia agli stessi responsabili unici del danno: è vero che chi rompe paga e i cocci sono suoi, ma lorsignori hanno rotto e hanno pagato con i soldi del contribuente.
Vedremo se i cocci serviranno alla famosa "politica industriale", regalando credito agli amici e strangolando tutti gli altri. Mi spiace, ma dopo i disastri combinati dai decisori statali anche benintenzionati e liberali, come Greenspan, ho difficoltà a scommettere che ne esistano di tanto efficienti, incorruttibili ed imparziali.
martedì, giugno 17, 2008
behold the collateral (damage?)
La BCE era stata soprannominata ad un certo punto "il maggior SIV del pianeta", all'insaputa o quasi di molti suoi cittadini. Questa settimana l'Economist ha ridocrdato il problema - era ora.
Chi è senza peccato, fra le banche centrali, scagli la prima pietra: la Federal Reserve ha dovuto estendere credito anche alle banche d'affari; la Bank of Enlgandha dovuto nazionalizzare una banca e allargare di molto i cordoni della borsa per altre.
Noi europei siamo stait virtuosi e senza problemi? Magari. La BCE non lo pubblicizza, ma è ben risaputo che è la banca centrale con la maggiore esposizione a cartolarizzaiozni di dubbia origine: temendo il minore sviluppo dei mercati europei rispetto a quelli del dollaro, la BCE ha inondato di liquidità il mercato in manier maggiore della Fed ed ha sempre accettato cartolarizzazioni di qualità inferiore rispetto a quelli della Bank of England, arrivando al paradosso di avere intere carolarizzazioni costruite al solo scopo di essere rifilate alla Banca Centrale d aparte delle stimatissime banche commerciali europee.
|
mercoledì, marzo 19, 2008
Il settimo cavalleggeri per i mutui
Il ministro del Tesoro statunitense ha appena annunciato, di fatto, che Fannie Mae e Freddie Mac saranno autorizzati ad acquistare altri 200 miliardi di mutui. L’euforia torna in Borsa, ma sara’ sufficiente a fermare la crisi del mercato immobiliare? E’ davvero desiderabile salvare, ancora una volta, banche e proprietari di immobili a spese del contribuente, oppure salvare la stabilità del sistema con interventi che ne minano la credibilità nel lungo periodo?
La riduzione dei requisiti di capitale “in eccesso” per Freddie Mac e Fannie Mae è l’ennesima misura volta a sostenere il mercato immobiliare; in questo caso, vengono ridotti i requisiti patrimoniali delle due aziende “quasi statali” che si occupano di acquistare dalle banche i portafogli di mutui concessi per l’acquisto di immobili. Le due agenzie avranno la possibilità di acquistare nuovi mutui per circa 200 miliardi di dollari, stabilizzando - si spera - il mercato.
Le motivazioni di questa mossa sono evidenti dall’ultimo rapporto di Standard & Poor’s e Fitch sulla salute delle ABS su mutui residenziali .
Il 3% circa dei mutui “prime”, ossia garantiti da ipoteche su nuove case e senza ulteriori debiti gravanti sull’immobile e cartolarizzati fra il 2005 e il 2007 è “delinquent“, ossia ha almeno una rata non pagata. L’1% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione della garanzia, ossia sta per perdere la casa.
Passando all’insieme delle seconde ipoteche e dei rifinanziamenti, il 14% ha saltato almeno una rata e l’8% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione.
I numeri sembrano ridotti, ma si tratta di valori storicamente molto elevati - i mutui “prime” dovrebbero avere un tasso di delinquenza inferiore all’1% -2% anche nel caso peggiore, trattandosi dei “migliori” in circolazione.
Posted by Unknown at 3:49 PM |
Labels: ABS , Bailout , Fannie MAe , Freddie Mac , Mutui
giovedì, novembre 08, 2007
Borse a picco, grazie alla ABS AAA.
Era da tempo che non si vedeva una chiusura di questo tipo: ogni singolo mercato maggiore asiatico o nordamericano in calo del 2% o più, con gli indici americani in picchiata. Anche la borsa cinese, sino ad ora immune a qualsiasi disastro, ha perso il 5% . Ancora più interessante, l’indice sulle ABS teoricamente sicure quanto un titolo di Stato è letteralmente collassato. Quanto possiamo fidarci delle agenzie di rating?
