Il governo iraniano è riuscito a bloccare l'accesso a friendfeed, uno dei maggiori aggregatori di social network.
Ecco il grafico dell'andamento del traffico su FriendFeed dall'Iran:
Il crollo, in concomitanza con le elezioni, è quantomeno sospetto. Fa piacere comunque, vedere come l'Iran stia progredendo, grazie anche all'opposizione europea ad ogni tipo di sanzioni sulla vendita di tecnologia al regime iraniano. In fondo, ne fanno davvero buon uso.
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martedì, giugno 16, 2009
Iran, la censura sbarca su friendfeed
Posted by J.C. Falkenberg at 10:30 AM |
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martedì, maggio 05, 2009
Storie di ordinaria idiozia del fanatismo
Esplode il caso delle Arance da Israele, scandalo in Iran : "Le autorità iraniane sono furiose: i media locali hanno infatti scoperto che nei mercati della periferia di Teheran sono in vendita arance israeliane, spacciate per cinesi. Immediatamente è stato chiesto l'intervento della magistratura per capire in che modo gli agrumi abbiano violato il boicottaggio dei prodotti dell'odiato nemico. Per ora è solo stato accertato che la merce è arrivata via Dubai."
Ovviamente, il problema in Iran, per la teocrazia che lo governa, è costituito dalle arance israeliane e da chi non condivide il loro fanatismo; non dalla situazione economica e sociale devastata dalla loro chiusura mentale ed incompetenza, che ha portato una nazione esportatrice di petrolio a dover importare benzina, perché non è in grado di raffinare abbastanza oro nero.
Hat Tip: LiberaliPerIsraele
martedì, aprile 21, 2009
Il TG 1 copia l'Osservatore Romano. Ratzi, paga il mio canone
Il TG1 oggi apre con la stessa falsità che campeggia sui giornali cattolici "L'Occidente si divide su Durban". In realtà, l'Occidente a Durban non ci è proprio andato, oppure se n'è andato sdegnato durante il discorso di Ahmadinejad, con una eccezione: il rappresentante della Città del Vaticano. Adesso sappiamo quante divisioni crede di avere il Papa: la metà di quelle occidentali, tutte schierate a fianco dei mullah negazionisti. Invidia della censura? Gelosia per la loro libertà di rovesciare odio contro Israele ed in generale la modernità?
Non lo so e non m'interessa particolarmente. quello che m'interessa è che il TG1 blateri facendo da megafono alla propaganda vaticana, pur essendo finanziato dai contribuenti italiani, il cui governo non si è presentato a Durban in protesta per l'atteggiamento che ha guadagnato invece l'acquiescenza dello Stato della Città del Vaticano.
In generale, colui che controlla ed usa uno strumento dovrebbe pagare peri il privilegio. DI conseguenza, Benedetto XVI è pregato di metter mano al libretto degli assegni e di sovvenzionare Rai 1, che di fatto sembra l'appendice TV di Radio Vaticana. Non gli si chiede di trasmettere Nietzsche con la roba sua, lui non ci chieda di trasmettere a sbafo la sua propaganda collettivista.
Posted by Unknown at 1:33 PM |
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martedì, settembre 25, 2007
Ahmadinejad fa pratica
La domanda sorge spontanea: se un regime è disposto a fare questo per estirpare un fenomeno che ha almeno una componente genetica e può manifestarsi in ogni famiglia, siamo sicuri che i discorsi sulla cancellazione d'Israele siano pura retorica?
mercoledì, settembre 12, 2007
Rifondazione Khomeinista o semplice stalinismo? Indifferente
Hat tip: Metilparaben su Fai notizia
tag: Politica, Italia,Bertinotti, Comunisti, Garantismo, Giustizia, Iran, Khomeini, Liberalismo, Sinistra, Socialismo
Posted by Unknown at 9:35 AM |
Labels: Bertinotti , Comunisti , Garantismo , Giustizia , Iran , Khomeini , Liberalismo , Sinistra , Socialismo
sabato, giugno 23, 2007
Sempre Sir Salman
I cosiddetti "progressisti" si riempiono continuamente la bocca di "diritti" e di sdegno per un capello torto in zona di guerra. Cosa aspettano ad organizzare un bel corteo per difendere Rushdie? Forse è il timore di vedere quelle piazze vuote, al contrario di quando si parla di Castro ed Hamas; perché i ragazzi che hanno mal-educato se ne fregano dei diritti umani, troppo spesso soltanto un comodo velo per nascondere le simpatie verso ogni regime anti-americano ed anti-occidentale.
HT: Grendel, Fabristol,Libero Pensiero
tag: Iran, Rushdie, Media, Uk, Islam
venerdì, giugno 15, 2007
Oleodotti e strategia
Il Dubai Multi Commodities Center avrebbe trovato un modo per poter trasportare gas e petrolio fuori dal Golfo Persico, senza attraversare lo Stretto di Hormuz. La società degli Emirati Arabi ha intenzione di costruire un terminal di stoccaggio per il gas naturale a Fujiarah, subito fuori lo stretto e di collegarlo con un gasdotto ed un oleodotto ai campi petroliferi ed alle infrastrutture esistenti, tutti all'interno del Golfo Persico.
Lo stretto di Hormuz è il sottile braccio di mare che collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano, dal quale passa gran parte del petrolio prodotto nella zona: chiunque controlli lo stretto, può bloccare l'esportazione da parte dei maggiori produttori mondiali. Il problema è che tale potere è al momento anche in mano all'Iran, che ha minacciato ripetutamente il ricorso al blocco nel caso la comunità internazionale decidesse azioni per impedire violazioni delle norme internazionali. Si tratta di un ricatto in piena regola, il vero fattore che impedirà l'impiego delle maniere forti contro Teheran: nessuno vuole spingere le cose troppo in là, quando si ritrova un coltello puntato alla giugulare.
Il progetto del DMCC, soprattutto se replicato in scala maggiore, potrebbe disinnescare o comunque rendere meno pericolosa la minaccia iraniana: la Repubblica Islamica sarebbe costretta ad un vero e proprio bombardamento, inaccettabile persino per gli Ayatollah perché porterebbe molto probabilmente ad una guerra in piena regola, una guerra che il regime islamico non avrebbe speranze di passare indenne.
tag: Iran, Oil, Energia, Medio Oriente
Posted by Unknown at 7:26 AM |
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giovedì, maggio 03, 2007
Le iraniane in galera per il velo non valgono uno squittio di protesta
In Iran, stanno per cominciare i processi a donne colpevoli soltanto di non aver portato il velo, o di averlo portato in malo modo e di non aver ammesso la propria colpa. In una nazione come l'Italia, abituata ad adunate oceaniche per i più futili motivi, questo non provoca neppure uno stormir di foglia. Forse perché, questa volta, toccherebbe essere dalla stessa parte degli odiati americani? Forse perché non esiste un modo plausibile, con il quale una campagna a favore di questa causa potrebbe servire da paravento all'odio verso l'Occidente: toccherebbe ammettere che - orrore - questa "zozza società" ha qualche merito, che non non viviamo nella valle di lacrime che ci hanno sempre descritto gli ex-ammiratori di tagliagole con una bandiera rossa, per renderci sopportabili certe utopie. Questa, temo, è la benzina di troppi nostri "pacifisti" ed "attivisti per i diritti umani". Una benzina che si esaurisce, quando i diritti umani sono quelli di qualcuno che non sputa su di noi.
Concludo quotando in pieno Grendel :
Non mi sembra di aver visto per le strade delle nostre città cortei arcobaleno, cori, scritte sui muri, sit in davanti all'ambasciata iraniana. Non ho sentito nemmeno le femministe dure e pure di nessuno degli schieramenti. Niente stracciamenti di vesti dei sacerdoti del "politically correct", niente Santoro che vomita in diretta, niente "minuto di sdegno" dei nostri (e altri) mainstream media. [..] "Mancano anche all'appello i cori indignati di politici e politicanti vari sempre pronti a scagliarsi contro l'unghia incarnita di Bush o il soldato Israeliano che ha sputato su un marciapiede di Gaza.".
Forse a furia di strillare sono diventati sordi, o forse ci si zittisce perchè "L'Iran è il prossimo obbiettivo del Stati Uniti e non è molto furbo dare pretesti." (sic, bianco su nero).
O forse perchè alla fin dei conti sono veramente contigui. O veramente coglioni.
Non è dato sapere.
Alla fine la cosa è passata sotto silenzio.
Se ci siete battete un colpo? No.
Se ci siete, nascondetevi bene (anche meglio di quanto state facendo adesso), perchè colla vostra faccia c'è veramente da vergognarsi a farsi vedere in giro.
Hat tip: Grendel From The Moor, Kamangir, Wellington.
tag: Iran, Diritti_umani, Amnesty, Propaganda, Media,
Posted by Unknown at 2:21 PM |
Labels: Amnesty , Diritti_umani , Iran , Media , Propaganda
Ahmadinejad l'indecente?
Il giornale ultraconservatore Hezbollah ha criticato ferocemente il presidente iraniano per aver abbracciato in pubblico, la propria vecchia maestra, velata ed inguantata. "Dove finiremo, con queste sconcezze?" si sono chiesti gli arcigni custodi della pubblica moralità. Ecco il problema di ogni fanatico demagogo: C'è sempre qualcuno più fanatico di noi, basta soltanto impegnarsi.
Fonte: ABC
Update: ne parlano anche Joyce e The Right Nation
tag: Iran
lunedì, febbraio 12, 2007
Armi iraniane in Iraq: ci sono le prove, ma per farne cosa?
Conviene che i redattori del settimanale inglese alzino ancora la voce: la presentazione delle prove dell'uso di armi iraniane nel paese negli attacchi contro i soldati della coalizione non promette nulla di buono. Rimane il dubbio: la velata accusa di essere complici della morte di 170 americani serve per rinforzare la mano della diplomazia o a spianare la strada per un'azione di forza?
domenica, gennaio 07, 2007
I Democratici USA contemplano la resa, Israele si prepara.
IN apparenza, business as usual: Steny Hoyer, capogruppo del Partito Democratico alla Camera, sostiene di che un Iran dotato di armi nucleari sarebbe "inaccettabile".Rassicurante. Pecccato che non basti agitare il ditino di fronte ai cattivi ayatollah: ci provò già Jimmy Carter, che abbandonò lo Shah in quanto poco democratico e progressista, salvo ritorvarsi Khomeini davanti; non finì particolarmente bene. Saranno in grado di fare i duri? Come no.
E' bastata una intemperanza degli attivisti pacifisti, che hanno pacificamente vandalizzato una riunione democratica, per spaventarli, spingendo Nancy Pelosi prima a protestare, ed ora a suggerire un taglio dei fondi alla missione in Iraq.
Quale potrà essere, al tavolo delle trattative, la credibilità di un Governo americano che ha già segnalato di volersi ripiegare su se stesso, o meglio sui propri contribuenti? Zero, probabilmente, esattamente quanto valgono adesso le minacce ed i buffetti di Italiani e Francesi. Prima o poi capiranno che l'arena internazionale non è una riunione di parrocchia od un'assemblea del movimento studentesco, ma al massimo un corteo del 1977: spranghe e pistole.
Toccherà di nuovo agli israeliani risolvere il problema, come nel 1984, per poi ritrovarsi coperti d'insulti per anni, prima che la Storia dia loro ragione? Secondo The Sunday Times, l'aviazione israeliana starebbe addestrando uno squadrone ad una operazione del genere. Visti i precedenti, un'ottima idea, perché da queste parti l'aria di Monaco è sempre più forte.
tag: Iran, Iraq, USA, Israele,
