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venerdì, dicembre 03, 2010

OGM: In Vaticano qualcuno ragione

Sugli Ogm l’Accademia Pontificia delle Scienze riesce ad essere più razionale di buona parte dei nostri cosiddetti esperti. I figuri sempre pubblicati su giornali e TV ed esperti soprattutto negli stessi metodi impiegati dai venditori di metodi per vincere al Lotto fanno apparire il Vaticano un faro di progresso ed apertura al nuovo. Complimenti.


Gli Ogm sono un bene pubblico. Parola dell'Accademia Pontificia delle Scienze: "


Dopo quindici anni di strumentalizzazioni ideologiche e corporative volte a confondere consumatori e opinione pubblica sulla pericolosità del cosiddetto “frankenstein food”, il Vaticano fa luce sul delicato e controverso argomento degli Ogm. Con il documento “Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development” l’Accademia Pontificia delle Scienze prende una posizione netta sulla questione degli organismi geneticamente modificati definendoli un “bene pubblico comune”.
"

venerdì, ottobre 23, 2009

Amen

LibertyFirst su Giornalettismo: "Il Papa dice che l’Europa ha radici cristiane, e questo è sicuramente vero, come il fatto che abbia radici ebraiche, greche, latine, germaniche. La Chiesa ha giocato un ruolo importante, e non raramente positivo (la Scuola di Salamanca, la riscoperta del concetto di diritto naturale), nella Storia europea. E quindi? Dobbiamo veramente credere che il più grande problema dell’Europa al giorno d’oggi sia che lasciamo la libertà alle donne di fare ciò che vogliono col loro utero, o il diritto di farsi aiutare agli uomini incapaci di porre fine da soli alle proprie incurabili sofferenze? In un continente con delle autorità politiche che non rendono conto a nessuno (quelle europee), che sfama decine di milioni di parassiti coi soldi del contribuente, che ha decine di milioni di disoccupati, che cresce e innova meno delle altre macroaree mondiali, che dipende energeticamente da un paese inaffidabile come la Russia, e che ha un sistema previdenziale che potrebbe crollare, dobbiamo sul serio preoccuparci di aborto ed eutanasia?"
Io personalmente non riesco a stimare una dottrina morale che consideri l’obbedienza una virtù anziché un vizio, e che stigmatizzi lo spirito critico chiamandolo “orgoglio”, perlomeno quando va contro i dettami delle autorità religiose. E non vedo cosa imparare sulla tolleranza da chi fino a poco più di cent’anni fa costringeva gli ebrei a sorbirsi i sermoni e i valdesi all’inferiorità giuridica. Ho paura che un’Europa culturalmente, intellettualmente e moralmente debole sia incapace di difendersi da tali paralogismi.

mercoledì, ottobre 21, 2009

In Vaticano rileggono Marx

Il Vaticano: "Sul lavoro rileggiamo Carl Marx"
Suggerirei Groucho Marx: più divertente e senza rischi di provocare qualche altro centinaio di milioni di morti.

Hat tip: Libere Risonanze

domenica, ottobre 18, 2009

Ora d'Islam? Una modesta proposta alternativa

Adolfo Urso vorrebbe espandere l'ora di religione anche all'Islam, per assicurare parità di trattamento. I cattolici sono divisi, ma tendenzialmente contrari; eppure le voci di un appoggio Vaticano alla proposta non sono di oggi. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, visto l'appoggio dato dalle gerarchie alle intemperanze fondamentaliste in nome del diritto di ogni religione alla persecuzione del proprio prossimo; non parliamo dell'untuosa ipocrisia degli appelli per il multiculturalismo e l'accoglienza degli immigrati. Il bilancio statale è in profondo rosso.

Esiste una misura che porterebbe sollievo sia alle inquietudini cattoliche, che al desiderio di parificazione degli islamici, che alle casse dello Stato: abolire l'ora di religione, accorpandola ad educazone civica.
I risparmi per il bilancio statale sono evidenti, dat al apossibilità di giubilare gli insegnanti i un'intera materia. I cattolici hanno finalmene una ragione per riflettere, prima di levarsi ciecamente in difesa dell'ora di religione, in spregio ad ogni pretesa di laicità. Non è più garantito che l'ora di religione sia un'ora di propaganda cliericale o cattosocialista. Gli islamici, dal canto loro, hanno l'occaisone di mostrare il grado di laicità ed integrazione che si vantano d'aver ragigunto: un'abolizione dell'ora di religione li porrebbe allo stesos piano delel altre religioni praticate in Italia, senza costringere lo stato a mantenere un numero imprecisato di imam ed insegnanti di Islam.
Gli Italiani, in generale, potrebbero giovarsi dell'esperienza per realizzare, una volta di più, che "pubblico" non significa necessariamente "statale" e che si può sviluppare una cultura anche nel terreno che il Leviatano, ritirandosi, lascia libero.

giovedì, maggio 14, 2009

Una crociata disarmata, di solito.

Smettiamola, per favore, di dire che il Vaticano è un alleato nella battaglia per l'Occidente. E', nel migliore dei casi, un compagno di viaggio sempre in attesa di poterci gettare in pasto al primo brigante, pur di salvarsi.

"“La Terra Santa e i suoi luoghi santi appartengono al Cristianesimo, il Vero Israele“. È il 14 maggio 1948 e da quel momento in poi, la parola Israele diventa un tabù e perfino Paolo VI, primo papa in Terra Santa, riesce a non pronunciarla mai, né prima, né durante, né dopo il suo viaggio nello Stato - appunto - di Israele. La ferita è ancora fresca, diciamo."
[...]
il gesuita Samir Khalil Samir, che oggi è il più ascoltato consigliere vaticano per il Medioriente, può tranquillamente dire, nel preparare il viaggio di Benedetto XVI, che “il problema [israelo-palestinese] risale alla creazione dello stato d’Israele e alla spartizione della Palestina nel 1948, decisa dalle grandi potenze senza tener conto delle popolazioni presenti in Terra Santa. È questa la causa reale di tutte le guerre che ne sono seguite. Per porre rimedio a una grave ingiustizia commessa in Europa contro un terzo della popolazione ebrea mondiale, la stessa Europa, appoggiata dalle altre nazioni più potenti, ha deciso e ha commesso una nuova ingiustizia contro la popolazione palestinese, innocente rispetto al martirio degli ebrei“.Da Una crociata disarmata : Giornalettismo


PS: la crociata vaticana contro Israele non è sempre disarmata. Vedasi la storia di Hilarion Capucci, vescovo difensore del terrorismo arabo e mercante d'armi per conto dei palestinesi, per credere.

mercoledì, maggio 13, 2009

Due parole sul terrorismo, Santità?

Il Papa saluta Gaza e si augura che finisca embargo. Nemmeno una parola sulle responsabilità di Hamas e sulla necessità dell'embargo per impedirgli di trasformare Israele in una distesa di macerie fumanti e l'intera Palestina in una teocrazia islamica, ovviamente.

Fonte: ANSA.it

martedì, aprile 21, 2009

Il TG 1 copia l'Osservatore Romano. Ratzi, paga il mio canone

Il TG1 oggi apre con la stessa falsità che campeggia sui giornali cattolici "L'Occidente si divide su Durban". In realtà, l'Occidente a Durban non ci è proprio andato, oppure se n'è andato sdegnato durante il discorso di Ahmadinejad, con una eccezione: il rappresentante della Città del Vaticano. Adesso sappiamo quante divisioni crede di avere il Papa: la metà di quelle occidentali, tutte schierate a fianco dei mullah negazionisti. Invidia della censura? Gelosia per la loro libertà di rovesciare odio contro Israele ed in generale la modernità?
Non lo so e non m'interessa particolarmente. quello che m'interessa è che il TG1 blateri facendo da megafono alla propaganda vaticana, pur essendo finanziato dai contribuenti italiani, il cui governo non si è presentato a Durban in protesta per l'atteggiamento che ha guadagnato invece l'acquiescenza dello Stato della Città del Vaticano.

In generale, colui che controlla ed usa uno strumento dovrebbe pagare peri il privilegio. DI conseguenza, Benedetto XVI è pregato di metter mano al libretto degli assegni e di sovvenzionare Rai 1, che di fatto sembra l'appendice TV di Radio Vaticana. Non gli si chiede di trasmettere Nietzsche con la roba sua, lui non ci chieda di trasmettere a sbafo la sua propaganda collettivista.

martedì, marzo 24, 2009

Questa è incredibile: niente peli, niente PAP-test

Da Metilparaben: Obiettori del pelo. Quando l'obiezione di coscienza arriva al rifiuto di visitare una donna depilata, si è davvero tentati di pensare che i talebani abbiano grandi opportunità di successo anche in Italia...

martedì, marzo 10, 2009

L'assolutismo val bene una messa, figuriamoci una moschea

Il papa vorrebbe entrare e pregare nella moschea di Al- Aqsa. Ci permettiamo di dubitare che potrà farlo a testa alta, senza sottoporsi a concessioni importanti, ma siamo convinti che non vi saranno problemi: il Vaticano non ha mai fatto mistero di preferire l'Islam ad Israele, sino al punto di coprire prelati cattolici colti in flagranza di terrorismo; se il prezzo consisterà quindi nell'ennesima condanna dell'unica democrazia mediorientale non sarà un grande sacrificio.
Non vediamo quali altre concessioni potrebbe fare sulla pelle dei cristiani mediorientali, già relegati ad uno stato di dhimmitudine senza che la Santa Sede abbia mai aperto bocca, neppure in occasione di persecuzioni e tentate stragi di pellegrini, quando altri contesti episodi anche minimi scatenano dichiarazioni di fuoco da parte delle gerarchie cattoliche.

In cambio, Papa Ratzinger potrà avvicinarsi ulteriormente un modello per cui parte della Curia prova una gran nostalgia e una certa affinità: la teocrazia, senza tutte quelle stupide regole liberali che impediscono a Santa Romana Chiesa di far quel che le pare senza neppure dover fingere di giustificarsi.
Svegliamoci: a certa curia non interessa difendere l'Occidente e la libertà, ma soltanto una certa idea della religione.

venerdì, febbraio 27, 2009

E queste sarebbero scuse?

Fra poco sentirete dire che Richard Wiliamson, il vescovo lefebvriano negazionista, si è scusato per le sue dichiarazioni ed ha ritrattato. In una parola, è falso.

Dalla BBC : "Richard Williamson said if he had known the full harm his comments would cause, he would not have made them. "

Traduzione " Richard Williamson ha detto che se avesse saputo l'entità del danno che i suoi commenti avrebbero causato , non li avrebbe fatti". Ha poi proseguito sostenendo di aver semplicemente ripetuto opinioni che aveva formato vent'anni fa, sulla base delle informazioni allora disponibili.

Questa non è una ritrattazione od una ammissione della falsità delle proprie opinioni : sono delle scuse al Papa, che lo ha riammesso nella Chiesa, per avergli creato problemi sui media. Vedremo se al Vaticano basteranno, o se pretenderà finalmente che un suo vescovo cessi di negare la realtà fattuale, almeno quando non si tratta di dottrina della Chiesa. O dobbiamo credere che l'Olocausto venga negato soltanto pubblicamente, mentre in privato una parte della Curia continui a ritenere gil ebrei meritevoli di persecuzione sempre e comunque?

lunedì, febbraio 09, 2009

Dopo le parole , i fatti. Hlarion Capucci ci riprova

Siamo certi che la Santa Sede sia assolutamente antisemita. Purtroppo, temo che abbiano allora un piccolo problema a farsi obbedire dai suoi stessi sacerdoti, molto meno disciplinati dei politici italiani: Dopo le parole del vescovo lefebvriano quasi pentito, trascurate da chi in teoria doveva controllarne l'ortodossia, sono arrivati i fatti, con il nuovo arresto di Hilarion Capucci, che il Vaticano aveva promesso di tenere ben lontano da Israele.

Chi è Hilarion Capucci potete leggerlo sul Blog di Barbara: vescovo melchita, ossia cattolico di rito siriano, viene pizzicato nel 1977 con il bagagliaio della macchina piena d'armi ed esplosivi destinati ad attentati in Israele e condannato a 12 anni di galera.
Grazie alle pressioni del Vaticano, Israele accetta di rilasciarlo a condizione che non torni più in Medio Oriente e cessi le proprie attività antiebraiche; queste condizioni vengono solennemente accettate dal Vaticano, che non si accorge come dopo alcuni mesi Capucci abbia ricominciato le proprie attività. La buona fede e la fedeltà alla parola data tipiche della Santa Sede sono confermate nuovamente quando Capucci viene nominato vescovo emerito di Gerusalemme e di Cesarea, ossia esattamente dei luoghi da dove il Vaticano aveva promesso di tenerlo lontano.
L'apoteosi è arrivata nel fine settimana, con il fermo di Hilarion Capucci a bordo di una nave che cercava di forzare il blocco di Gaza per portare aiuti umanitari - per fargli probabilmente far ela stessa fine di quelli che Hamas ha letteralmente rapinato, armi in pugno, all'ONU.

Si tratta solo di una delle numerose conferme dell'equidistanza del Vaticano, come quando ha taciuto in occasione dei lanci di mortaio di Hamas contro i gruppi di pellegrini che tornavano dalle celebrazioni del Natale (quando normalmente basta il fermo di tre cristiani arabi da parte israeliana per scatenare le accuse di repressione). Viste il tipo di attività pastorali del vescovo Capucci, non dovremmo stupirci, anche se ci sfugge ancora come la difesa del gregge cristiano in Palestina possa essere coerente con la connivenza con un movimento fondamentalista islamico come Hamas, noto per incoraggiare la propaganda e la discriminazione dei cristiani arabi .

martedì, giugno 03, 2008

Certo centrodestra riscopre la laicità. Era ora

Ben detto da Camelot: Fedeli al Vaticano o alla Repubblica? Sia mai che questa sia l'occasione giusta perché molti a destra riscoprano la laicità, senza farsi ammaliare da chi bercia contro un supposto "laicismo" ?

E' banale, ma lo abbiamo spesso dimenticato: la Curia non si identifica con con la cultura liberale o più in generale con quella di destra. Ha differenti obiettivi e un'agenda differente e dovremmo fnalmente prenderne atto. Lo fece De Gasperi, capace, pur da democristiano e centrista, di opporsi ai desiderata del Vaticano.

Liberissimi i preti di dire la loro. Doveroso, per i politici, smettere di nascondersi fra leloro sottane,diventare adulti e cominciare a fare il proprio mestiere, per una volta.

venerdì, luglio 27, 2007

Una lezione americana per il Vaticano

Forse è una lezione anche per la Chiesa italiana: negli USA, la trasparenza e l'ascolto dei fedeli hanno portati benefici molto maggiori che il silenzio e la "discrezione" .

La Chiesa Cattolica nordamericana è stata scossa negli anni scorsi dalle rivelazioni riguardanti le molestie a minori da parte del clero, ma soprattutto dall'aggravante della mancata denuncia alle autorità civili : la pratica, nel caso si scoprisse un crimine a sfondo sessuale, era quella di trasferire i reprobi ad un'altra diocesi, senza riportare l'accaduto al di fuori delle gerarchie. Le conseguenze dello scandalo sembravano irreparabili: senza contare la pioggia di richieste di risarcimento che è stata quasi fatale per le finanze ecclesiastiche, il prestigio e la reputazione della Chiesa sembravano essere irreparabilmente danneggiate.

Dopo alcuni tentennamenti iniziali, Chiesa nordamericana ha reagito in maniera decisa : oltre all'obbligo di una immediata denuncia, le diocesi statunitensi si sono date nuove regole per migliorare il rapporto con i fedeli e l'attività pastorale, all'insegna di una maggiore trasparenza e di una nuova organizzazione da parte dei credenti laici, che hanno ottenuto maggiore spazio e soprattutto maggiore capacità di essere ascoltati dalle gerarchie ecclesiastiche. L'arcidiocesi di Boston pubblica ad esempio dei dettagliati resoconti finanziari e quella di San Francisco ha convocato una "convention" composta da laici.

Sembra che le misure prese durante questi ultimi anni abbiano avuto un successo inatteso: la percentuale di cattolici negli USA si è stabilizzata dopo anni di declino, anche escludendo dai numeri l'aumento di fedeli dovuto all'immigrazione dei cattolicissimi latinoamericani. L'apertura verso i fedeli e l'adeguamento alle caratteristiche di una società moderna hanno giovato ad una parte importante della cristianità cattolica; si tratta di una lezione che potrebbe essere valida in generale, fino in Vaticano?


fonte: The Economist

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