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lunedì, novembre 09, 2009

Morti viventi (finanziari) a confronto: in Giappone la aziende, negli USA tocca alle famiglie.

La crisi giapponese degli anni'90 è stata caratterizzata dalla presenza delle zombie corporations; negli USA, assistiamo al fenomeno degli "zombie households", ossia delle famiglie ridotte a zombie da un malinteso "supporto pubblico" .

Le zombie corporations erano le aziende insolventi tenute a galla da prestiti di favore del sistema bancario, generosamente sussidiato tramite tassi a zero. Il supporto ad aziende decotte ha ritardato la ristrutturazione del sistema, continuato ad affondare in aziende senza speranza risorse scarse come credito e lavoratori abili, che sarebbero stati meglio impiegati dalle aziende sane; le aziende profittevoli ed i settori all'avanguardia sono stati invece costretti invece a subire la concorrenza degli zombie, di fatto sussidiati dl governo tramite le banche, oltre che a subire l'onta di pagare tasse impiegate per favorire i propri stessi concorrenti. L'Italia ha subito una dinamica analoga negli anni'70 , quando ingenti risorse pubbliche vennero investite nel salvataggio di aziende decotte e nella creazione di un impero economico parastatale mantenuto a spese delle aziende sane e delle tasche del contribuente.

Il rifiuto di accettare la realtà economica e la necessità di lasciar fallire chi ha sbagliato, ripulendo il sistema, rischia di gettare le famiglie USA in un circolo vizioso analogo a quello del settore aziendale giapponese. Annaly Capital Management evidenzia come i dati che evidenziano lo stress finanziario delle famiglie americane siano fuori da ogni norma storica. I livelli d'indebitamento sono stati eccessivi e il mercato del lavoro e quello immobiliare sono cambiati in maniera drastica; l'eccesso di debito, non può che essere eliminato tramite una politica che accetti un elevato grado di ristrutturazione del debito, anche tramite bancarotte personali delle famiglie che hanno imprudentemente impiegato le proprie abitazioni come "bancomat" per troppo tempo. In questo momento, il debito immobiliare sta inceppando anche uno dei grandi meccanismi di aggiustamento della forza lavoro negli USA, ossia la mobilità interna. Chi potrebbe trovare lavoro in un altro stato spesso non può trasferirsi: la propria casa vale meno dei debiti dovuti su di essa, mentre le case nello stato di destinazione sono spesso troppo care, a causa degli incentivi governativi che gonfiano sia la domanda che, soprattutto, le aspettative dei proprietari attuali, con il risultato di ridurre lo stock offerto.

Deviazioni standard dalla media

Hat tip: PragCap .
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martedì, giugno 09, 2009

Obama alla Corte Suprema: siamo al di sopra della legge

Secondo l'amministrazione Obama, nessun tribunale americano ha il diritto di questionare la legalità dell'uso del fondo TARP da parte del Presidente, anche quando vengono impiegati per scopi non previsti dalla legge che ha istituito il TARP stesso. Nemmeno la Corte Suprema.
Il governo sta in sostanza chiedendo carta bianca sia per lo sperpero di denaro del contribuente, sia della sospensione dei diritti di creditori ed investitori.
Chi vorrà investire negli USA, sapendo che il Governo può prendersi tutto con un colpo di penna? Ci è voluto del tempo, ma ci siamo arrivati: Venezuela, Cuba e gli USA adesso sono molto più vicini; a spese degli americani, ovviamente, che rischiano di passare da una economia in grado di dmeolire il vecchio per fare spazio al nuovo ad una dove il denaro publbico viene riversato nelle fauci di una burocrazia affamata, impegnata a malgestire aziende decotte a scapito di quelle sane nell'interesse del "bene comune" - ossia delle clientele dei politici.

SCOTUS blog reporting that according to a response filed by the Solicitor General Elena Kagan on behalf of the United States of America, no court, not even the Supreme Court, has an authority to rule on the applicability of the TARP funds, previously designated exclusively for financial company bail outs, for the Chrysler case.
The Obama Administration argued Monday that no court, including the Supreme Court, has the authority to hear a challenge by Indiana benefit plans to the role the U.S. Treasury played in the Chrysler rescue, including the use of “bailout” (TARP) funds. The Indiana debt holders, U.S. Solicitor General Elena Kagan wrote, simply have no right to raise that issue, thus putting it out of the reach of the courts.
Convenient - so if not the highest judicial institution in the US can decide on what the proper venue for TARP utilization is, does that mean that Geithner and Obama are now completely above the law in terms of how they burn taxpayer cash.

blog it

mercoledì, novembre 12, 2008

Bailout : Metà dei soldi è finita e il danno è fatto

Ops. Come previsto, il pacchetto di salvataggio per le banche USA non sta funzionando come si deve. I primi 350 miliardi sono già stati spesi completamente, ma la macchina dei lobbisti si è a malapena messa in moto. La lista dei gruppi di pressione che vorrebbero un sussidio fa probabilmente il giro dell'edificio del Tesoro ed è quasi certo che quelli che avrebbero dovuto essere i principali beneficiari dell'aiuto,ossia le piccole banche, non vedranno molto. Ovvio: chi non vorrebbe soldi gratis, invece di lavorare e fare scelte drastiche e dolorose per salvarsi? Peggio ancora, nessuno vuole ritrovarsi a competere con le proprie sole forze contro un concorrente che gode di sussidi. Ergo, tutti a chiederne. Gli USA sono stati ufficialmente trasformati in una nazione socialista, dove l'unico modo per sopravvivere è l'elemosina governativa? In fondo, è il senso della battuta di Jeb Mason, il funzionario di collegamento fra il Ministero del Tesoro ed i lobbisti : "Adeso so come doveva essere al Politburo di Mosca". Già, purtroppo. Non viene a nessuno il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato, vista la fine che fecero al PCUS?

Ironicamente, le piccole banche locali hanno beneficiato della crisi: i depositanti hanno cominciato a spostare i propri conti correnti verso le piccole banche locali e le banche cooperative, pensando di più a dove lasciare i propri risparmi e immaginando che le banche locali siano più sicure. Sarebbe il corso normale degli eventi, sela Fed ed il Tesoro smettessero di interferire, illudendo gli americani di poter risolvere una crisi che le precedenti interferenze e regolamentazioni hanno contribuito potentemente a creare ed ingigantire.

Of the initial $350 billion that Congress freed up, out of the $700 billion in bailout money contained in the law that passed last month, the Treasury Department has committed all but $60 billion. The shrinking pie — and the growing uncertainty over who qualifies — has thrown Washington’s legal and lobbying establishment into a mad scramble.The Treasury Department is under siege by an army of hired guns for banks, savings and loan associations and insurers — as well as for improbable candidates like a Hispanic business group representing plumbing and home-heating specialists. That last group wants the Treasury to hire its members as contractors to take care of houses that the government may end up owning through buying distressed mortgages.The lobbying frenzy worries many traditional bankers — the original targets of the rescue program — who fear that it could blur, or even undermine, the government’s effort to stabilize the financial system after its worst crisis since the 1930s.Among the most rattled are community bankers.“By the time they get to the community banks, there may not be enough money left,” said Edward L. Yingling, the president of the American Bankers Association.
Lobbyists Swarm the Treasury for Piece of Bailout Pie - NYTimes.com

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