Cosa Non fanno alcune decine di milioni di dollari in contributi elettorali ed una leale base sindacale: General Motors e Chrysler non si devono neppure preoccupare di trovare il pacchetto finanziario necessario in caso di amministrazione controllate: il Tesoro americano lo sta facendo per loro.
A lato, proseguono le manovre per nazionalizzare le mega-banche USA. Il termine è un esempio di ipocrisia: si dice nazionalizzazione anche quando si parla di passi che non richiedono un intervento statale, se non per bramosìe politiche e peccati burocratici.
Non esiste un motivo serio per cui GM e Chrysler non possano esser poste in amministrazione controllata - esattamente come non esiste un motivo per cui non possano andarci le banche , una volta che i conti correnti siano stati garantiti. Le aziende potrebbero essere ristrutturate rapidamente e le perdite verrebbero ripartite fra degli azionisti troppo stupidi per non accorgersi dei danni inflitti dalla dirigenza che hanno appoggiato e da creditori troppo pigri e codardi per non ritirare il proprio appoggio - ed i propri soldi - in tempo utile.
Il vero problema è il desiderio dei banchieri centrali e dei burocrati nelle agenzie di regolamentazione di non ammettere la propria sconfitta e la voglia della classe politica e dei sindacati di poter controllare il credito, manipolandolo a fini "sociali" - in una simpatica riedizione dei fasti del socialismo e dell'economia nazista.
Un commissariamento ha dei limiti temporali e richiede un accordo con i creditori, mentre la nazionalizzazione permette di nascondere il fallimento sotto il tappeto e fingere che vada tutto bene - a spese del contribuente.
Hat tip: Naked Capitalism
lunedì, febbraio 23, 2009
Banche, GM e Chrysler: lo scandalo continua.
Posted by J.C. Falkenberg at 9:20 AM |
Labels: Bailout , Banche , Chrysler , corruzione , General Motors , Socialismo , Statalismo
mercoledì, febbraio 11, 2009
Derivati, Ricomincia la caccia all'untore
Ecoc un altro simpatico titolo, da un blog "finanziario" GLI ENTI PUBBLICI INVESTONO ANCORA IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI.
Si riparte ocn la caccia all'untore contro i derivati, inquietante in qualcuno che sostiene di avere competenza in fatto di finanza e controproducente per chi vorrebbe risolvere il prolema, la cui radice non sta nello sturmento, ma nella corruzione di chi lo maneggia.
Come abbiamo già evidenziato altrove, i derivati sono uno strumento finanzario estremamente diffuso, non una espressione del Demonio.
Si tratta di una semplice forma tecnica, non di una truffa in ogni singolo caso. Se un risparmiatore compra un CCT o contrae un mutuo a tasso variabile, ad esempio, sta impiegando uno strumento derivato. Dovremmo avere sotlanto mutui a tasso fisso? Dovremmo definire incompetenti o delinquenti i mutuatari a tasso variabile, o gli investitori in CCT?
Il problema sono le truffe perpetrate nella compravendita di tali derivati, ma non sono originate dall'uso di derivati: si tratta di malversazioni che possono essere fatte da chiunque compri o venda beni e servizi per la pubblica amministrazione, in assenza di controlli sull'operato dei burocrati che la gestiscono. Vietare i derivati a causa delle perdite è paragonabile a vietare l'acquisto di carta igigenica per timore che qualcuno possa truccare gli appalti
Posted by Unknown at 2:43 PM |
Labels: corruzione , derivati , Mutui
giovedì, settembre 27, 2007
Italia corrotta, classifica sospetta
La Somalia non ha uno stato, forse per questo non è agevole trovare funzionari pubblici cui elargire bustarelle. In Myanmar, i militari al potere sono forse troppo impegnati a sparare sulla folla per farsi corrompere; oppure, essendosi già rubati tutto il rubabile, non rimane molto con cui i sudditi possano corrompere i dipendenti pubblici....
Hat tip: Trading in Italia
Posted by Unknown at 2:34 PM |
Labels: corruzione , Italia , Myanmar , Politica
