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lunedì, marzo 29, 2010

L'integralismo cattolico gareggia con quello musulmano

Non c'è solo l'integralismo islamico: per reazione, ecco l'integralismo cattolico ...

Molti militanti laici, giustamente, sorvegliano da vicino l'integralismo islamico. Ma non bisogna dimenticare, con il pretesto che è meno visibile, l'integralismo cattolico che rischia di porre dei problemi maggiori tra qualche anno, già per il fatto che potrebbe bene allearsi con l'islam radicale.



Molto attivo in Francia, l'integralismo cattolico si sta espandendo a tal punto che la televisione svedese, paese dove i cattolici sono meno del 5%, si allarma di un processo di conversione all'integralismo cattolico dei giovani svedesi cresciuti in ambienti atei. I cattolici integralisti sono circa 120.000 in Francia, ma la loro proporzione tra i cattolici praticanti è stata moltiplicata per 20 in quarantanni passando da 0,5 a 10%



Gli integralisti cattolici hanno calcato i loro metodi su quelli dei musulmani e si assiste ad un processo di « alienazione » inverso a quello delle comunità immigrate. Mentre la prima generazione di integralisti cattolici (1970) era talmente integrata nella società che reclutava essenzialmente nella grande borghesia, la terza generazione ha più punti in comune con gli ambienti islamisti rispetto al resto della popolazione francese che è giusto chiedersi se ne fa ancora parte!


Hat tip: : Hurricane53

domenica, ottobre 18, 2009

Ora d'Islam? Una modesta proposta alternativa

Adolfo Urso vorrebbe espandere l'ora di religione anche all'Islam, per assicurare parità di trattamento. I cattolici sono divisi, ma tendenzialmente contrari; eppure le voci di un appoggio Vaticano alla proposta non sono di oggi. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, visto l'appoggio dato dalle gerarchie alle intemperanze fondamentaliste in nome del diritto di ogni religione alla persecuzione del proprio prossimo; non parliamo dell'untuosa ipocrisia degli appelli per il multiculturalismo e l'accoglienza degli immigrati. Il bilancio statale è in profondo rosso.

Esiste una misura che porterebbe sollievo sia alle inquietudini cattoliche, che al desiderio di parificazione degli islamici, che alle casse dello Stato: abolire l'ora di religione, accorpandola ad educazone civica.
I risparmi per il bilancio statale sono evidenti, dat al apossibilità di giubilare gli insegnanti i un'intera materia. I cattolici hanno finalmene una ragione per riflettere, prima di levarsi ciecamente in difesa dell'ora di religione, in spregio ad ogni pretesa di laicità. Non è più garantito che l'ora di religione sia un'ora di propaganda cliericale o cattosocialista. Gli islamici, dal canto loro, hanno l'occaisone di mostrare il grado di laicità ed integrazione che si vantano d'aver ragigunto: un'abolizione dell'ora di religione li porrebbe allo stesos piano delel altre religioni praticate in Italia, senza costringere lo stato a mantenere un numero imprecisato di imam ed insegnanti di Islam.
Gli Italiani, in generale, potrebbero giovarsi dell'esperienza per realizzare, una volta di più, che "pubblico" non significa necessariamente "statale" e che si può sviluppare una cultura anche nel terreno che il Leviatano, ritirandosi, lascia libero.

martedì, marzo 24, 2009

Questa è incredibile: niente peli, niente PAP-test

Da Metilparaben: Obiettori del pelo. Quando l'obiezione di coscienza arriva al rifiuto di visitare una donna depilata, si è davvero tentati di pensare che i talebani abbiano grandi opportunità di successo anche in Italia...

lunedì, aprile 30, 2007

Omo e pedo pari sono?

In prima pagina sul Foglio di sabato scorso, Giuliano Ferrara si chiede perché la Chiesa Cattolica venga tacciata contemporaneamente di omofilia ed omofobia; quale esempio di "omofilia", porta il trattamento dei casi di Boston e del fondatore dei Legionari di Cristo.
Spero si tratti soltanto di una scelta infelice negli esempi, perché mi pare si faccia confusione fra pedofilia ed omosessualità: i casi in questione sono divenuti uno scandalo proprio perché non si trattava di relazioni fra adulti consenzienti, non per la natura omosessuale della relazione.
Ammesso e non concesso che si tratti soltanto di un problema lessicale e non sostanziale, rimane una sgradevole sensazione: che la condotta ecclesiastica sia "omofila" quando vi è coinvolto il pastore ed omofoba quando a peccare sia il gregge.
Viene il sospetto che la clemenza sia dovuta allo spirito di casta, più che ad una complessa argomentazione filosofico-pedagogica. Forse a sinistra vi sono insofferenze per la funzione pedagogica che la Chiesa vorrebbe esercitare a causa dello scetticismo verso qualsiasi funzione educativa; anche a destra, tuttavia, sia lecito essere vigili ed attenti nei confronti di una istituzione che troppo spesso da' l'impressione di operare secondo logiche di questo tipo.



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domenica, aprile 01, 2007

Se approvare i DiCo porta alla pedofilia, rifiutarli porta alla lapidazione dei gay?

Piccolo esperimento mentale per spiegare a certi amici cattolici le reazioni di certi laici al discorso di Bagnasco a Genova.
Proviamo ad impiegare il concetto di "piano inclinato" utilizzato a Genova e ad orientarlo in una direzione solo lievemente differente, senza modificare nulla: se è legittimo e non offensivo accostare i DiCo alla pedofilia, ponendoli su di un "piano inclinato", allora sarebbe legittimo e non offensivo sostenere che da parte Cattolica il rifiuto dei DiCo è l'inizio della discesa su di un piano inclinato che porta dritto alla lapidazione per gli omosessuali?
Riterreste quest'ultimo un discorso ragionevole e definireste ogni reazione sui giornali come un vile linciaggio mediatico? Non credo.

E' bene a chiarire come Bagnasco non abbia esplicitamente paragonato l'approvazione dei DiCo all'approvazione della pedofilia. Lo ha comunque suggerito tramite un accostamento e, data la cura con cui si dice vengano preparati tali documenti, è legittimo il dubbio che si tratti soltanto di una gaffe o di qualcosa di più serio. Il sottoscritto spera proprio non si tratti di di un lapsus freudiano: ognuno degli schieramenti ha i suoi pedofili e nessuno è talmente senza peccato da scagliare la prima pietra.

Questa volta, comunque, non posso che dichiararmi al 100% berlusconiano:
Silvio Berlusconi (Forza Italia): "Siamo dei laici, ma da laici riconosciamo il diritto e il dovere dei vescovi di dire quello che pensano e da laici abbiamo il diritto di ascoltare quello che dicono i vescovi e di pensarla esattamente nel modo opposto".


Hat Tip & Round-up: Gino,Periclitor, Orpheus, DAW, जिम्मोमो, un ottimo Abr
Trackback: The Right Nation
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lunedì, marzo 05, 2007

Sadomaso o travoni?

Nonostante la mitezza e la carità dovrebbero essere un imperativo di fede, nonostante si declami la superiorità del cristianesimo quale verbo della tolleranza, per certi credenti il cilicio va bene, le paillettes no. A chi lascereste in mano vostro figlio?

Roundup binettici e Domenicali:Inyqua, 1972 ,Walking Class, il Megafono, Watergate, Rolli,Daw, Jinzo



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