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mercoledì, novembre 14, 2007

Contrordine compagni: La Sinistra vince in Danimarca

Non sto delirando: Il partito liberale danese, infatti, si chiama ufficialmente "Venstre", ossia "sinistra". Si tratta in realtà di un partito liberale, liberista e soprattutto ferocemente determinato a difendere l'Occidente , quello vero, non un immagine speculare dell'Islam in salsa cristiana.

Mi stupisco che le raffinate menti della Casta che gestisce i nostri media ed i decerebrati che ne stendono i proclami si siano persi l'opportunità di titolare come questo post, ripetendo lo scippo paragonabile a quello delle elezioni polacche, dove un liberale thatcheriano venne definito "di sinistra" . Forse anche i ladri - di parole, perché la sostanza, gratta gratta, è cambiata poco - hanno una morale? O hanno semplicemente paura d'identificarsi con il piccolo Regno che ha saputo dire no e difendere la propria libertà?

In fondo, comprendo anche certa sinistra perbene, nei propri impulsi cleptomani: non possono ammetterlo, ma devono avere nostalgia di quando erano i liberali e non i socialisti ad essere "sinistra" ed il progresso significava libertà e tolleranza, in ogni campo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso: gli intellettuali, i chierici, tradirono per regredire al collettivismo socialista e si ritrovarono alleati alla barbarie. Sarebbe ora di ammetterlo, invece di ricorrere ai contorsionismi verbali, rinunciare alla mortale illusione collettivista e guardare avanti.


Hat tip: A conservative mind, The Right Nation


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mercoledì, maggio 02, 2007

Scudo antimissile: disponibilità georgiana, paranoia Russa

Georgia sarebeb disponibile ad ospitare l'installazione del dispositivo di difesa missilistico americano e NATO. La reazione russa non si è fatta aspettare:
Sergei Lavrov, the Russian foreign minister, said it was unacceptable for Nato infrastructure to be “creeping up to the Russian border”.
Il sistema in questione ha scopi prettamente difensivi ed è rivolto verso l'Iran, tanto che gli USA hanno offerto di localizzare un simile impianto in Russia, sotto supervisione congiunta russa ed americana, in modo da provare la buona fede NATO.
Sorge il sospetto che il governo russo sappia perfettamente di non correre rischi, ma che veda ancora qualsiasi attività militare nei propri ex-satelliti come una diminuzione del proprio prestigio e della propria influenza nella regione: un sistema del genere sarebbe probabilmente inutile persino nel caso di un intervento russo nella piccola Georgia, ma costituisce comunque un'onta per la visione imperiale russa riguardo al proprio ex "giardino di casa".

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mercoledì, febbraio 21, 2007

Brutta la vita per gli atei

Almeno se si è atei e si è scelta la carriera politica negli USA, conviene avere una improvvisa fulminazione sulla via di Damasco: The Volokh Conspiracy riporta i risultati di un sondaggio Gallup, dal quale emerge che il 53% degli elettori appartenenti ai partiti maggiori non voterebbe per il proprio candidato, se questi fosse ateo.
Per fare una comparazione, solo il 43% non voterebbe per un candidato omosessuale, il 24% non vuole un mormone, il 12% per un ispanico, l'11% per una donna. A sorpresa, sono ad una cifra le percentuali di "rigetto" ad ogni costo per neri, ebrei e cattolici.

In un sondaggio separato, di Pew, nel 2005,il 38% degli americani è categoricamente contrario a votare un candidato musulmano. Curiosamente, Il 15% ha gli stessi sentimenti per un Cristiano Evangelico

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lunedì, febbraio 12, 2007

Bad news from down under: l'unico liberal che ci piace ha qualche problema

Un altro alleato d'acciaio di George W. Bush rischia d'avviarsi verso il viale del tramonto.
Gli ultimi sondaggi non portano buone notizie al premier australiano John Howard, in carica dal 1996: Kevin Rudd, laburista, è il più popolare capo dell'opposizione degli ultimi 35 anni; è anche il primo politico da cinque anni a questa parte a superare il leader del Partito Liberale come figura preferita come futuro premier. Come Margaret Thatcher in Gran Bretagna, Howard è stato raramente amato dai suoi concittadini, ma ha goduto spesso di un vasto consenso: necessario, insomma, anche se duro ed indigesto.
Howard ha già superato prove simili in passato, ma dopo quattro mandati consecutivi il compito è arduo. Peccato, perché il suo è quasi l'unico Liberal Party ad aver mantenuto fede alle proprie radici.
Una tenue speranza, insomma, mentre (grazie anche ad alcune fondazioni ) si cerca di evitare lo scippo del termine "liberale" già avvenuto negli Stati Uniti, dove i liberal americani non sono liberali, ma spesso socialdemocratici, da generazioni; da noi è già fin troppo abusato da sinistri e kennediani ammiratori che si dovrebbero tenere stretto il termine "socialismo", che si meritano a malapena, viste le mai rinnegate origini.

Opposition leader Kevin Rudd has overtaken conservative Prime Minister John Howard as the person Australians most want to lead the country, according to an opinion poll.
The ACNielsen poll published in the Sydney Morning Herald found that Rudd, who leads the left-of-centre Australian Labor Party, is the most popular opposition leader in 35 years, with an approval rating of 65 pct. He is also the first Labor leader in more than five years to supplant Howard as preferred prime minister, it said. Asked who they wanted as prime minister, 48 pct of the 1,412 voters polled answered Rudd and 43 pct said Howard. Nine pct were undecided. On a two-party preferred basis, which strips out the influence of minor parties, Labor was ahead of the coalition Liberal/National government 58 to 42 pct. -- Bernama-XFN-ASIA

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