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lunedì, settembre 15, 2008

McCain in testa anche secondo Intrade

Anche secondo Intrade, McCain ha superato Obama. La gara è ancora lunga, ma la rincorsa si è trasformata per la prima volta in un lieve vantaggio (52 a 48) per il il candidato repubblicano, che guadagna la palma di favorito anche per il prediction market più attivo negli USA.
Secondo lo Iowa Electronic Market, invece, il candidato democratico sarebbe ancora in vantaggio;al momento lo IEM è più piccolo, la scommessa è lievemente differente ed è anche possibile scommettere su chi vincerà il voto popolare.

Qui sotto, la rappresentazione in tempo reale delle quotazioni su Intrade per McCain ed Obama. Qui, invece, i dati storici e di mercato e l'interfaccia per operare direttamente, sempre su Intrade. Qui invece lo storico per lo IEM.




Per gli ultimi sondaggi, notizie, analisi stato per Stato, il Sindaco rimane insuperabile.

martedì, settembre 09, 2008

Per Obama, problemi anche sui prediction markets.

Sulla recente risalita di john McCain nei sondaggi USA, si sottoscrive il punto di vista del nostro sondaggiologo preferito: prudenza, prudenza - e molt ironia. La corsa è lunga e l'effetto Palin potrebbe essere più mediatico che reale.

Un altro motivo di prudenza, sino a ieri, era dovuto al netto vantaggio di Obama secondo uno strumento recent, ma che nelle ultime presidenziali ha dato prove migliori di sondaggi ed exit poll: i Prediction Markets (di cui si era già parlato qui e di cui si dà una velocissima spiegazione ) .

Da ieri, anche le quote su Intrade, uno dei maggiori markets per eventi politici, mostrano il progresso di McCain: il divario si è ridotto notevolmente, anche se rimane abbastanza ampio da imporre prudenza. Siamo a 46 contro 52 ad oggi, mentre in precedenza la differenza era di circa 30 punti.

Ecco il grafico aggiornato in tempo quasi reale per McCain presidente: il numero può essere letto, in primissima approssimazione, come la percentuale di successo della campagna per l'elezione.

Price for 2008 Presidential Election Winner (Individual) at intrade.com


Ed eccolo per Obama: il gap si sta stringendo inesorabilmente anche qui.

Price for 2008 Presidential Election Winner (Individual) at intrade.com


Hat tip: Alea, Intrade, The Right Nation


[*] Un prediction market è un mercato telematico in cui i partecipanti al mercato possono comprare e vendere un contratto che paga un dollaro se l'evento si verifica e nulla se non si verifica (per i tecnici, il profilo è simile a quello di un'opzione call). Un utente registrato può acquistare o vendere ai prezzi e alle quantità proposte, oppure proporre un proprio prezzo e quantità. Se un evento è quasi certo, il prezzo sara molto vicino ad 1, mentre un evento improbabile avrà un "prezzo" molto più ridotto. La differenza rilevante, rispetto ai sondaggi, è che chi partecipa non si limita a parlar,e ma deve "scommettere" del denaro. Il meccanismo, quindi, somiglia a quello di mercato, nella sua efficienza e nei suoi punti di attenzione: se il mercato non è liquido, il prezzo espresso sarà volatile o manipolabile.
Intrade, il mercato qui citato, è aperto a chiunque voglia registrarsi; sulla corsa presidenziale, i volumi sono rilevanti e la liquidità sembra soddisfacente: l'ammontare netto di contratti in essere è di circa mezzo milione sia perMcCain che per Obama, implicando scommesse in essere per un valore nozionale di circa 10 milioni di euro.

giovedì, ottobre 18, 2007

Hillary Clinton, amica dei poveri - o favorita di Wall Street?

Hillary Clinton è il candidato alle primarie che ha ricevuto maggiori donazioni dagli "squali" di Wall Street.
Non era l'amica dei poveri? Il suo programma è ora moderato, rispetto alla posizione tenuta negli anni della presidenza del marito, quando il suo piano di riforma del sistema sanitario e le sue opinioni socialisteggianti furono additate come una delle cause del peggior disastro elettorale nelle elezioni per il Congresso, talmente severo da essere definito la "Rivoluzione Repubblicana"; rimane tuttavia un candidato con credenziali impeccabilmente liberal (leggi: socialdemocratiche, per chi vive in Europa) .

Il favore dei grandi banchieri è un curioso parallelo con la pendenza a sinistra di buona parte di una certa finanza italica e la radice è probabilmente simile: la tendenza all'espansione del potere statale significa maggiori possibilità per coloro che prosperano all'ombra di sussidi e favori, anziché competere sul mercato. Una controprova deriva dai dati (forse non del tutto completi) sulle donazioni presso un'altra parte della comunità finanziaria, i fondi di private equity, spesso etichettati come "locuste" e nuovi simboli del capitalismo più sfrenato, ma per questo in grado di portare maggiori vantaggi agli investitori e maggiore innovazione per i consumatori. In questo caso, la senatrice Clinton è superata da Mitt Romney, Barack Obama e Rudy Giuliani


Fonti: New York Times, PEHub


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venerdì, settembre 21, 2007

Rudy "Maggie" Giuliani?

Rudy Giuliani ha attraversato l'Atlantico per una visita di tre giorni nel Regno Unito, con due obbiettivi: rafforzare la sua immagine nei confronti dell'ala meno moderata del GOP e ridurre la percezione di candidato "domestico", meno attento di altri allo scenario internazionale.
L'ex sindaco di New York ha rafforzato le proprie credenziali "conservatrici", grazie all'appoggio di Lady Thatcher e dell'ala tatcheriana dei Tories inglesi: Rudiy Giuliani incontrerà laoggi Lady Tatcher e riceverà la prima Margaret Thatcher Medal of Freedom. Inoltre, a dar man forte alla campagna presidenziale di Giuliani arrivano Robert Conquest e Nile Gardiner, tatcheriani doc e storici consiglieri personali di Maggie.

L'incontro con il Primo ministro Gordon Brown ha puntato invece a dimostrare che le doti di leadership mostrate dopo l'11 Settembre sono apprezzate anche al di fuori dei confini americani, ribattendo a coloro che ritengon Rudy un candidato con poca esperienza e poco peso in politica estera.

Fonte: The Washington Post




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sabato, giugno 23, 2007

Una nota non tanto a margine: Bloomberg aiuta i repubblicani?

Zogby, supersondaggista americano, pensa che Mike BLoomberg abbia della chances sostanziali per arrivare alla Casa Bianca, dato il clima attuale.
Nel caos non ce la facesse, aiuterebbe oggettivamente i democratici, come Ross Perot fece nel 1992? Non è detto: i sondaggi mostrano come il supporto per l'ex democratico Bloomberg potrebbe provenire in proporzione maggiore da democratici ed indipendenti e solo per il 25% dai Repubblicani. Per il GOP, Forza Mike comunque, insomma?

"An important side note: Contrary to conventional wisdom, my polling shows he would likely take more votes from the Democrat than the Republican. Those who consider themselves part of that growing 'moderate' political class are 38% Democrats, 25% Republicans, and 38% independents."

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martedì, aprile 24, 2007

Il candidato John Edwards sputa nel piatto in cui mangia?

John Edwards è stato nel 2004 il candidato democratico alla vicepresidenza ed è ora in corsa per la nomination presidenziale; ha basato la propria carriera politica sulla propria immagine di paladino dei "poveri " contro i "ricchi", difensore dell'americano medio contro gli avidi predatori di Wall Street e George W. Bush.
Purtroppo per il novello Robin Hood, i media si stanno accorgendo come la sua ricchezza tragga origine dai servizi resi allo Sceriffo di Nottingham, adesso primo contribuente della sua campagna.

Nel 2004, Edwards si fece notare per una piattaforma frequentemente definita come populista: nel suo discorso sulle "due Americhe", ad esempio, accusò il Presidente Bush di presiedere un'America divisa fra "coloro che lavorano e coloro che se ne godono i frutti", un'America "che fatica ad arrivare a fine mese ed un'altra che può comprarsi ciò che vuole, persino la Presidenza".
Insomma, sostituendo "Bush" con "Berlusconi", avete capito da dove l'Unione potrebbe aver copiato gli slogan della campagna elettorale del 2006, con maggior fortuna dell'originale.

Quattro mesi dopo la sconfitta, l'avvocato John Edwards andava a lavorare per il tipo d'azienda che simboleggia l'America che il candidato John Edwards aveva crocifisso - il Fortress Investment Group, prima società di gestione di hedge fund e private equity ad essere quotata in Borsa e fino ad allora grande utilizzatore delle tecniche di elusione fiscale tanto stigmatizzate dal candidato alla vicepresidenza.
L'approccio del senatore della Carolina aveva già in passato suscitato un qualche scetticismo in coloro che conoscevano la sua storia personale: l'uomo è divenuto facoltoso promuovendo le famose class actions, cause contro aziende, ed intascandosi il 40% dei risarcimenti che di solito in questi casi vengono pagati, che l'azienda risulti colpevole o meno. Un Robin Hood da sempre abbastanza interessato, insomma.

Nel dicembre 2006 Edwards avrebbe teoricamente interrotto i propri rapporti con Fortress; nella pratica, i dipendenti di Fortress risultano i primi contribuenti della sua campagna elettorale. Un bel salto, partendo dalla difesa di chi non arriva a fine mese e dai rapporti strettissimi con i sindacati, indubbiamente.

Un luminoso esempio, per la sinistra italiana, che ci sembra si stia avviando sulla medesima strada: difensori dei poveri in campagna elettorale, promotori di merchant bank di Palazzo Chigi, statisti da "abbiamo una banca?" e neofeudatari tramite le coop, nella vita reale.



Washington Post, Dealbook

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giovedì, aprile 19, 2007

Obama Top on Wall Street

Barack Obama supera, di poco, Rudolph Giuliani nei primi contributi da Wall Street. Siamo ancora alle fasi iniziali ed i numeri sono ancora ridotti , ma il trend sembra confermato: Obama versus Giuliani, con Hillary Clinton terza di poche lunghezze.


"The Illinois senator raised $479,209 from employees at the banks in the quarter, according to Federal Election Commission filings. Giuliani collected $473,442, and Clinton got $447,625. The figures are based on employers listed by the donors; in some cases, names are incomplete or missing."



Fonte: washingtonpost.com

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martedì, marzo 27, 2007

John McCain lesbo-chic , o l'arte del ringraziare

Quando si usa qualcosa messa a disposizione da altri , sarebbe buona educazione ringraziare. Questa regola vale anche e soprattutto su Internet, dove è sufficiente scrivere una minuscola righina di "credits" in fondo al blog o alla pagina.
A qualcuno dello staff di John McCain, candidato presidenziale USA e conservatore "atipico", è sfuggita questa normale regola di bon ton quando ha creato la pagina personale del senatore dell'Arizona su Myspace. Purtroppo per lui, dall'altra parte non c'era un designer qualsiasi, ma Mike Davidson, fondatore di Newsvine, che aveva messo pubblicamente e gratuitamente a disposizione alcuni template Myspace.
E Mike si è vendicato. Ha sostituito una delle immagini del suo template con una dichiarazione che dice:
Today I announce that I have reversed my position and come out in full support of gay marriage…particularly marriage between two passionate females.
Ossia:
"Oggi annuncio di aver completamente ribaltato la mia posizione e di schierarmi completamente a favore del matrimonio gay, soprattutto in caso di unione carnale fra due femmine passionali"

Il risultato lo potete ammirare qua sotto:





Hat tip : TechChrunch

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sabato, febbraio 24, 2007

Italian Bloggers for Giuliani 2008

Italian Bloggers for Giuliani 2008

"La grandezza degli Stati Uniti è che le sfide più importanti portano inevitabilmente alla ribalta leader con la forza necessaria per affrontare il momento e la capacità di farci alzare in piedi insieme a loro. Leader la cui attitudine al comando si fa strada tra il rumore dei naysayers. Leader che ci spingono, non soltanto all'urgenza dell'azione ma alla consapevolezza che la vittoria è possibile grazie alle caratteristiche eccezionali dell'America.

Rudy Giuliani è un leader di questo tipo. In questi nostri tempi difficili, la sua è la combinazione unica di visione, coraggio e perseveranza di cui abbiamo bisogno alla Casa Bianca. Ecco perché io spero che avremo il buon senso di eleggerlo presidente degli Stati Uniti d'America."

Qualche giorno fa Andrew C. McCarthy, sulla National Review, ha spiegato perché Rudolph Giuliani dovrebbe essere il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America. Una lettura obbligatoria, per comprendere quale sia la posta in gioco alle presidenziali americane del 2008. Elezioni che avranno un impatto decisivo non soltanto al di là dell'Atlantico.

E' per questo motivo che un gruppo di blogger di TocqueVille ha deciso di rendere pubblico il proprio endorsement a favore di Rudolph Giuliani. In questo blog racconteremo la lunga campagna elettorale negli Stati Uniti, sostenendo il candidato repubblicano che ci sembra più adatto per riportare il GOP nel solco della rivoluzione reaganiana. Giuliani ha già dato prova delle proprie straordinarie capacità di leadership durante il doppio mandato come sindaco di New York e dopo la tragedia dell'11 settembre. E, last but not least, si è sempre mostrato fiero delle proprie origini italiane. Partecipa anche tu al blogroll di "Italian Bloggers for Giuliani 2008" e contribuisci a diffondere questa iniziativa.


Italian Bloggers for Giuliani 2008





Aderisci anche tu!

Crosspost: The Right Nation,Italian Bloggers for Giuliani 2008, KrilliX, StarSailor, FreedomLand, Dall'altra parte.


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TrackBack: The Right Nation, Phastidio, 123Beta

mercoledì, febbraio 21, 2007

Brutta la vita per gli atei

Almeno se si è atei e si è scelta la carriera politica negli USA, conviene avere una improvvisa fulminazione sulla via di Damasco: The Volokh Conspiracy riporta i risultati di un sondaggio Gallup, dal quale emerge che il 53% degli elettori appartenenti ai partiti maggiori non voterebbe per il proprio candidato, se questi fosse ateo.
Per fare una comparazione, solo il 43% non voterebbe per un candidato omosessuale, il 24% non vuole un mormone, il 12% per un ispanico, l'11% per una donna. A sorpresa, sono ad una cifra le percentuali di "rigetto" ad ogni costo per neri, ebrei e cattolici.

In un sondaggio separato, di Pew, nel 2005,il 38% degli americani è categoricamente contrario a votare un candidato musulmano. Curiosamente, Il 15% ha gli stessi sentimenti per un Cristiano Evangelico

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