Il partito a vocazione maggioritaria, quello che balla da solo e ce l'ha pacatamente duro si e' appena rimangiato tutto e si appresta a replicare la buona, vecchia strategia prodiana e prima ancora comunista e democristiana: demonizzazione retorica dell'avversario affidata a qualche utile idiota, imbarcamento di qualsiasi manica di pazzi con due voti, galleggiamento spinto in posizione di totale immobilita'.
Andreotti deve essere orgoglioso del suo imitatore Veltroni, l'allievo si avvicina a passi da gigante al maestro: anche il buco nelle casse comunali ricorda lo sfacelo in cui il CAF lascio' i conti pubblici italiani.
Altro che JFK e Clinton: ormai e' chiaro che il divo Giulio e' il mito di Wolter. Insieme, ovviamente, al padre nobile di tutti loro: Pinocchio.
Hat tip:DestraLab
sabato, luglio 05, 2008
Bettini Veltroni Pinocchio
giovedì, aprile 03, 2008
Good times, bad times
Posted by Unknown at 5:33 PM |
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mercoledì, aprile 02, 2008
Regolare serve davvero?
Il primo è se l'inizio della fine non stia arrivando troppo tardi . Ben Bernanke, governatore della Fed, ha ammesso oggi che gli USA sono probabilmente già in recessione. Il Fondo Monetario internazionale ha limato le stime di crescita delle economie asiatiche, che sembrano essere ancora dipendenti dalla crescita USA. I dati macroeconomici sono poco incoraggianti e quelli delle singole aziende industriali o di settori ciclici, sono sinora deludenti. Il rischio è che il razionamento del credito posto in atto dalle banche per riparare i propri bilanci abbia danneggiato irreparabilmente le prospettive di crescita del settore aziendale non finanziario dell'economia, l'unico relativamente in buona salute.
Il secondo è se ci dobbiamo davvero augurare che la crisi sia già finita. Non sono una Cassandra e non godo certo nel vedere le sventure abbattersi sul mondo del credito, ma è purtroppo vero che vi sono stati eccessi, dovuti alla relativa "infanzia" di determinate categorie di prodotti e del loro uso scriteriato. L'attuale crisi dovrebbe servire almeno a ripulire il mercato da questi cattivi investimenti e da coloro che li hanno fatti e non a salvarli a spese del bilancio pubblico; questo, per il momento, non è ancora completamente avvenuto.
Nel settore finanziario, infatti, è stato bloccato a colpi di regolamentazioni e salvataggi uno dei principali meccanismi di autoregolazione del mercato, il fallimento di coloro che sbagliano, ma paradossalmente, quando gli effetti di tale blocco si manifestano in termini di crisi ricorrenti, ci lamenta del "mancato funzionamento" del mercato, quel mercato che si è bloccato e distorto in ogni maniera.
Questo ci porta dritti al terzo interrogativo, ossia se dobbiamo rallegrarci del modo in cui sia finita, sempre che sia finita, questa crisi: con un coinvolgimento tanto pesante delle autorità statali ed una prospettiva di ulteriore regolamentazione dle mercato finanziario. La mia opinione, come già scritto altre volte, è che la radice del problema non stia nella eccessiva libertà lasciata agli intermediari finanziari, ma al contrario, la eccessiva regolamentazione di alcuni di essi, coniugata ad eccessive tutele alla loro operatività.
E' stata infatti la protezione delle banche centrali a permettere alle banche di raccogliere denaro e prestare utilizzando pochissimo capitale proprio: la promessa implicita di salvataggio ha permesso alle banche di estendere credito agli intermediari non bancari senza dover prendere in considerazioni tutti i rischi collegati ed ha permesso agli investitori in cpaitale azionario di banche, in depositi presso le banche ed in obbligazioni bancarie di non dover esercitare o quasi alcun controllo, perché certi dell'operato della banca centrale. La regolamentazione che in teoria avrebbe dovuto tenere al sicuro le banche e, di fatto , sostituire la disciplina di mercato, è stata aggirata tramite veicoli fuori bilancio.
Quella degli attuali statalisti bancari è pura ipocrisia o miopia: i "colpevoli" della crisi non sono da ricercare negli intermediari finanziari non regolati, quali hedge fund o fondi di private equity, ma nelle banche, regolamentate e sottoposte a vigilanza e regolamentazione; ossia, la stessa medicina che si vorrebbe estendere ad altri, la stessa che mostra ogni volta di non funzionare e che ogni volta viene prescritta a dosi sempre più massicce. Perché, per una buona volta, lasciamo fare al mercato, quello vero, possibilmente?
Posted by Unknown at 10:15 PM |
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mercoledì, febbraio 27, 2008
E' morto il padre del consevatorismo moderno
Come ricorda oggi la National Review Online nel necrologio, è stato il primo a credere che unificare in un solo movimento, politico e culturale, avrebbe potuto fare la differenza contro lo statalismo ed il collettivismo dilaganti. Forse non è stato il primo a dichiarare che la storia non stava per "svoltare a sinistra", maè sicuramente stato fondamentale nel fornire, almeno negli USA, una "casa" a tutti coloro che lo pensavano, a creare un ambiente nel quale, dalla fusione e dal confronto di differenti tradizioni, si è potuto formare un nuovo conservatorismo, dotato di rispettabilità intellettuale e talmente fiducioso in se stesso da fornire alternativa a tutto tondo alla sinistra dilagante, ma anche a credere che il corso degli eventi non condannasse all'oblio coloro che non erano collettivsti. Barry Goldwater, Ronald Reagan, Margaret Thatcher gli debbono molto, moltissimo.
Noi europei gli dobbiamo ammirazione e il migliore dei complimenti : l'imitazione del suo esempio. Fino a quando non riusciremo a costruire una vera alternativa a tutto campo allo statalismo , liberale e conservatrice, fino a quando non avremo l'orgoglio di crederci e di poter fare a meno di vivere delle idee e dei rifugiati dal mondo collettivista, i partiti politici di centrodestra vinceranno le battaglie elettorali, ma perderanno sempre la guerra, perché si ritroveranno a fornire una versione annacquata del verbo socialista.
Posted by Unknown at 10:48 PM |
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giovedì, febbraio 14, 2008
Pagliacci e buffoni
Berlusconi è sempre stato un personaggio relativamente poco incline al cerimoniale politico e diplomatico, per usare un eufemismo. Eppure, di fronte alle mattane di Ferrara ed alle ipocrisie veltroniane, che prima parla di semplificazione e poi imbarca gente simile, fa la sua figura: persino chi fa talvolta il pagliaccio sembra uno statista, se paragonato a buffoni del genere.
domenica, febbraio 10, 2008
Petrolio, il combustibile pulito
Nel frattempo, l'intervento statale sta causando un boom artificiale nella coltivazione di granoturco, impiegato nella produzione di etanolo, a spese delle superfici coltivate a grano, oltre che a spese del contribuente. Il risultato è il rischio di un raccolto ridotto negli USA, che non potrebbero più esportare grano a buon mercato verso i paesi in via di sviluppo: come previsto da alcuni, i sogni di gloria verde degli ambientalisti nei paesi ricchi stanno contribuendo ad affamare i poveri.
Hat tip:The Corner on National Review Online
tag: Petrolio, Ambiente, Biologico, biofuel, etanolo
Liberi, uniti e senza aspiranti balene?
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.
In questo caso, Veltroni non avrebbe del tutto torto a definirla una operazione di maquillage. Se però si riuscisse a partecipare senza palle al piede, sarebbe il neodemocristiano sindaco di Roma a doverci spiegare in cosa la sua accozzaglia di apparati cattocomunisti, di esperti di propaganda e di intellettuali autodefinitisi "antropologicamente superiori" sarebbe migliore del partito delle Libertà
PS: Quasi inutile, se non per dovere di cronaca e lieve disgusto, commentare l'evidente pregiudizio contenuto nel titolo del Corriere. Ci si dimentica di quanto una svolta di questo tipo fosse stata reclamata a gran voce proprio dagli opinionisti del quotidiano, non viene analizzata la novità, né i suoi impatti sulla struttura politica italiana. No, si parla soltanto della "spaccatura" dovuta al rifiuto di Casini di accettare la realtà e si erige la ferita al narcisismo politico al rango di "crisi". Complimenti.
Hat tip: Calamity Jane
Posted by Unknown at 9:31 PM |
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mercoledì, gennaio 30, 2008
Junk bond, da carnefici a vittime
Possiamo già vedere una luce in fondo al tunnel? Non proprio, ma almeno per alcuni mercati potremmo essere forse molto meno preoccupati che per altri . Il blog Accrued Interest ha pubblicato una succinta ma interessante analisi comparativa del mercato dei titoli high-yield, istruttiva anche per altri mercati, anche se è necessario essere cauti su alcune delle conclusioni a cui arriva.
continua su Macromonitor
Posted by Unknown at 10:50 PM |
Labels: agora11 , Finanza , High yield , Mercati
giovedì, gennaio 24, 2008
Un lusso delizioso
'Arrestare l'esperienza di questo governo e' un lusso che l'Italia non si puo' permettere'. Lo ha detto Prodi parlando a Palazzo Madama.
Battute a parte, l'uscita di Romano Prodi da Palazzo Chigi tradisce ancora i difetti dell'uomo e della sua coalizione: l'arroganza di chi si ritiene indispensabile ed insostituibile, moralmente superiore a qualsiasi alternativa, a dispetto delle evidenze e del lavoro svolto. Altro che Silvio Berlusconi, a sentirsi "unto dal Signore" ed Uomo della Provvidenza era proprio il "progressista" professore bolognese.
Fonte:
ANSA.it - Italia - Prodi, un lusso lo stop a governo
