venerdì, marzo 11, 2011

Roma, Uganda

E poi si chiedono perché qualcuno di noi sogna il Wisconsin, che ha stracciato l'obbligo di contrattazione collettiva dei dipendenti pubblici fra sindacati e governo statale.
A Roma, lo sciopero è stato revocato ma la metropolitana si ferma comunque. Il migliore dei mondi possibili per i sindacati: niente taglio di stipendio, niente lavoro, disagi garantiti. I nostri complimenti ai burocrati comunali ed alla magistratura, che certamente non troverà nulla da obiettare di fronte a questo genere di comportamenti: i contratti, in Italia, sono tutelati soltanto quando il tutelando è tinto di rosso fuoco.

sabato, febbraio 26, 2011

invidia

Avrei voluto scriverlo io. Grande Pietro. Sporcarsi le mani: un appello ai liberali

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Motorola Atrix 4G- Slurp

Non è davvero un 4G , ma le specifiche sono impressionanti anche in confonto a quelle dell'iPhone. Speriamo in un rapido arrivo in Italia? Motorola Atrix 4G review -- Engadget

principi e applicazioni

Lo sloga di Stefano è una magistrale sintesi della soluzione di Einaudi per l'estensione ottimale del governo. È tuttora valida, basta non affidarsi a un Fanfani per l'applicazione altrimenti persino i panettoni ci diventano di Stato Facebook Status forwarded by John Christian Falkenberg

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venerdì, febbraio 25, 2011

Buone notizie da Giuliano

Buone notizie : Giuliano Ferrara torna su Raiuno con Radio Londra. Un motivo per tornare a guardare la TV?

AIG, ancora problemi

I risultati del colosso assicurativo nascondono problemi operativi dietro agglomerato utili straordinari generati vendendo le divisioni migliori.
AIG Swings to Profit as Asset Sales Offset Big Charge - WSJ.com

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mercoledì, febbraio 23, 2011

Razzismo sindacale

Alla faccia di MartinLuther King e del mito dei sindacati di sinistra "naturalmente" progressisti ed aperti alle minoranze. Alla faccia dei politicamente corretto, i sindacalisti di Denver diventano razzisti quando i "neri" non fanno quello che dicono loro: GAY BLACK TEA PARTYER Attacked By Racist SEIU Activists at Denver Tea Party (Videos) | The Gateway Pundit

domenica, febbraio 20, 2011

Quando avremo un Paul Ryan in Italia?

Non pretendiamo neppure la Thatcher o Reagan. Ci basterebbe avere come presidente della Commissione Bilancio uno come il pragmatico Paul Ryan, intervistato oggi dal WSJ, con la sua dettagliata "road map" per dimostrare che un futuro dove il governo sia meno invadente è possibile.
Per ora dobbiamo accontentarci di Giulio Tremonti, che scrisse bene una volta, nel 1994, e razzola male da una generazione. Ed è il meno peggio, oltretutto, ci dicono. La realtà non potrebbe essere più differente, ma la classe politica attuale è cieca e sorda a chiunque sia una minaccia anche minima ad una riduzione del proprio strapotere sulla vita e sulle tasche del singolo: il PD per programma, il PdL nella prassi mettono la museruola o il bavaglio a chiunque parli di mercato. L'unica "libertà" che piace è in realtà il privilegio ottenuto violentando il contribuente.

giovedì, febbraio 17, 2011

Ecco la Rai di Berlusconi: solo sinistra

Ci raccontano che la RAI sarebbe ormai un deserto, dominato dai nuovi barbari berlusconiani. Come no. Nel frattempo, il festival di Sanremo è presentato da un ex filoterrorista e da due comici che riescono a far satira antiberlusconiana anche in uno sketch in teoria satirico verso la sinistra. Benigni sta usando il festival della canzone per frecciate contro il premier. Su rai2, il solito Santoro.
Già, Berlusconi è davvero il padrone assoluto dell'etere. Si vede.
'

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lunedì, febbraio 14, 2011

Il budget della guerra all'America di Obama

Secondo l'ultimo annuncio la Casa Bianca si attende un deficit di bilancio di 1650 miliardi di dollari, il 10.9% del PIL. Numeri da brivido, per ogni nazione. Ogni commento parrebbe superfluo, se non temessimo le difese d'ufficio degli obamiani nostrani.

La presidenza Obama non è la responsabile della situazione ereditata, ma lo è della sua gestione ideologica. E' vero che G.W. Bush ha sprecato otto anni prima dell'arrivo di Obama in un programma statalista anche se conservatore, ma aveva almeno all'inizio l'attenuante di un'emergenza geopolitica; è vero che gli unici compromessi politicamente possibili con i repubblicani sono quelli relativi al taglio delle imposte, ma tale realtà politica deriva soltanto dalle necessità elettorali e dall'ideologia collettivista dei democratici, che rende loro impensabile accettare tagli ai programmi assistenziali che stanno affondando gli USA anche dopo la batosta subita grazie.
Rimane il fatto che il presidente non ha quasi fornito alcuna ricetta per risolvere i problemi fondamentali che affliggono la società americana, se si esclude un timido tentativo di riforma scolastica rimasto sinora lettera morta a causa dell'opposizione dei sindacati, grandi finanziatori e lobbisti dell'Amministrazione. Si aggiunga inoltre l'inquietante sospetto che l'entourage del Presidente, di estrazione radicalmente sinistrorsa, si sia rallegrato della crisi per poter infliggere alla nazione un'agenda di riforme stataliste apporifttando dell'emergenza e giocando sul panico, come accadde durante il New Deal. Il famigerato commento di Rahm Emanuel, per cui "non si può sprecare una crisi" per poter plasmare una società, volente o nolente, non è di certo servito a fugare i sospetti sulla duplicità delle ricette economiche di un Presidente già molto più a sinistra del suo elettorato.

Tutta benzina sul fuoco dei TEA Party, da qui al 2012. Se il tasso di disoccupazione non scende, fosse anche a colpi di sussidi, Barack Obama comincerà a sembrare più Jimmy Carter che F.D. Roosevelt.
Con una differenza: Carter , perlomeno, ha lasciato che un uomo come Alfred Kahn inventasse la deregulation. Barack Obama, rischia di essere ricordato per aver importato i modi e metodi dell'IRI negli USA.

Hat tip: WSJ.com

Atlas Shrugged - La Rivolta di Atlante finalmente al cinema

La prima parte del capolavoro di Ayn Rand arriverà finalmente su grande schermo il 15 aprile, Tax Day, ossia il giorno in cui vengono venivano tradizionalmente pagate le tasse negli Stati Uniti. Non è un film ad alto budget, non ci sono le star che avevano espresso interesse, ma finalmente potremo vedere quello che è stato definito "il primo film anti-bailout di Hollywood". Tutti a vederlo, sperando che non sia l'ultimo.


Cosa Tasserano Dopo? Non è satira, è la triste realtà

Da Animal Farm, un bel video per ironizzare sull'eccesso di tassazione nella nostra vita: Cosa Tasserano Dopo?


La tragedia è che buona parte di quanto descritto non è fantascienza, né un aspetto la realtà spinto all'assurdo: è la pura verità. Noi già paghiamo tasse ogni volta in cui apriamo il rubinetto dell'acqua, accendiamo il gas o facciamo benzina. Il fisco è tuttavia abbastanza furbo da non dover chiedere neppure il nostro consenso, come avviene nel video: si limita a inserirle nel prezzo dei beni che acquistiamo ogni giorno. Salvo poi prendersi di nuovo altro denaro ogni volta che siamo noi a ricevere un pagamento, sempre senza chiedere permesso a nessuno, tramite l'odiosa servitù del sostituto d'imposta, con cui obbliga il cittadino a farsi alternativamente vittima o carnefice dei propri simili.
E' ora di dire basta.

FLI a Nord?

Con tutta la stima per le aspirazioni di FLI, a Bergamo qualcuno ha fatto un passo falso. Diciamo che se vuoi rubare voti alla Lega, dovresti evitare di farti pubblicità con due perosnalità come Granata e Buonfiglio: meridionalissimi e decisamente non allineati con il sentire conservatore e moderato di una città come Bergamo.
La strada dovrebbe essere quella di un centrodestra che vuol tornare ad essere una vera forza liberale e moderata, il mix rautian-grillino di Granata non ha molto spazio sopra al Po. La prossima volta, suggerirei caldamente la presenza di qualcuno più politicamente affine al contesto lombardo, come Benedetto Della Vedova.

Quando al Nord Fli voleva rubare voti alla Lega | Linkiesta.it:[...] E da Roma erano saliti a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia (in quella che rimane pur sempre «la città dei mille di Garibaldi») «tre big»: i deputati Fabio Granata e Antonio Buonfiglio e il senatore Giuseppe Valditara. La manifestazione, con circa trenta presenti, si era tenuta provocatoriamente in piazza Pontida.

venerdì, febbraio 11, 2011

Quanto Citigroup e Morgan Stanley Teetered sono state sulll'orlo del baratro nel 20080?

Dai documenti emersi dalla commissione d'inchiesta sul salvataggoi del sistema bancario emergono notizie sempre più inquietanti. Gli articoli di stampa enfatizzano quanto Citi e Morgan Stanley avessero visto enormi riduzioni dei propri livelli di liquidità: quattro miliardi solo nella giornata del 21 Novembre 2008, per Citigroup; in questo modo, si glorificano i regolatori e i sostenitori dell'intervento .

La vera notizia, tuttavia, sta altrove: ossia che Citi e Morgan Stanley qualificavano come "liquidità" anche somme che in teoria avrebbero dovuto essere detenute in custodia. Nessuno se ne cura, purtroppo non stiamo parlando di depositi dei clienti, ma di contanti e titoli che i clienti avevano lasciato a margine, ossia in garanzia per operazioni su derivati. La differenza non è piccola: i margini di garanzia servono per tutelarsi dal rischio d'insolvenza dei clienti e dovrebbero essere sempre tenuti a disposizione, al contrario dei depositi da clientela.

giovedì, febbraio 10, 2011

A sinistra desecrano le foibe e a destra nessuno fiata

A Firenze la sinistra inneggia al massacro degli italiani da parte di Tito e nessuno, a destra, pensa di replicare. Non è soltanto un atto di vigliaccheria e di tragica miopia, è anche l'ennesima dimostrazione della ragione per cui la destra italiana, pur tendenzialmente maggioritaria, non riesce a realizzare i propri programmi: l'incapacità di dettare i termini del discorso pubblico. Siamo, sempre e comunque, a rimorchio dell'agenda dettata dalla sinistra, un pericoloso atteggiamento di inferiorità. Se non possiamo neppure difendere i martiri delle foibe, come possiamo contrastare una casta che è riuscita a far dimenticare il genocidio e la brutalizzazione di interi continenti?

Sabato scorso, a Firenze, la manifestazione ufficiale in ricordo dei martiri delle foibe, presente la Ministro Meloni, è stata turbata da un controcorteo, organizzato dai centri sociali e dal movimento degli studenti di sinistra, sfociato in un lancio di petardi contro le forze dell’ordine, tra urla inneggianti a Tito e ai massacratori degli italiani.


Hat tip Il Culturista

giovedì, gennaio 20, 2011

Spagna, atto secondo

Visto che il primo tentativo di salvare le banche senza ammettere l'insolvenza del sistema è andato male, il governo Zapatero ha avuto un'idea geniale: riprovarci. Almeno secondo indiscrezioni arrivate al Wall Street Journal.
Il copione è identico: miliardi di euro preis in prestito per ricapitalizzar ele banche ed obbligo, per queste, di sottoporsi a degli stress test.
Il problema è anche peggio dell'ultima puntata: cosa garantisce che le banche non aggireranno i test, come è evidentemente accaduto un anno fa? E soprattutto: in quale modo emettere altri trenta miliardi di debito risolverà una crisi di fiducia acusata da eccesso di debito? La soluzione sta nel sospetto che si tratti di un consolidamento: spostare la crisi sul debito sovrano spagnolo, in modo da costringere Francia e Germania ad intervenire, per evitar e gli imbarazzi politici.

Gli irlandesi avevano almeno preso in considerazione l'ipotesi di lasciar funzionare il mercato, intervenendo per modernizzare le procedure di amministrazione straordinaria e lasciare che a pagare fossero gli incauti investitori, invece degli innocenti contribuenti. Ovviamente le cose sono andate diversamente, condannando l'Irlanda alla medesima stagnazione del resto d'Europa per evitare figuracce alla classe politica tedesca.
Non abbiamo dubbi, tuttavia, che il governo socialista del premier Zapatero non abbia neppure per un attimo preso in considerazione una soluzione che non sia nel pieno alveo socialcorporativo che contraddistingue il nostro sciagurato continente. Avanti così, verso il Sol dell'Avvenire.

Spain to Ramp Up Bank Bailouts: "Spain plans to pour billions more euros into its troubled savings banks and force them to be more open about their lending practices, an acknowledgment that previous efforts to fix the banks have fallen flat.

mercoledì, gennaio 19, 2011

100% sottoscritto . Loreto, la zuppa e i nonberlusconiani

SOno felice che qualcuno abbia trovato il momento qualcosa che penso, ma non ho fatto in tmepo a scrivere.

Che se in questo paese un'intera generazione di ex niente, né ex democristiani, né ex socialisti, né ex comunisti, ha creduto di poter fare politica è perché un bel giorno un signore è andato in tv a pronunciare le parole "rivoluzione liberale". C'abbiamo creduto, e pazienza se siamo a lungo passati per illusi o, peggio, per servi di qualcuno.

C'abbiamo creduto, e ci crediamo oltre Silvio Berlusconi. Ma è giusto dire che ci è stata data la possibilità, concretamente, di crederci perché c'è stato Silvio Berlusconi. E non staremo qui a citare il rapporto con gli Stati Uniti, l'appoggio alle missioni in Afghanistan e Iraq, la Legge Biagi, il tentativo (almeno quello) di riformare la scuola e l'università, il coraggio di dire la verità su una piccola minoranza di giudici militanti o l'intuizione di non mettersi in mezzo mentre Marchionne salvava Mirafiori e Pomigliano dal virus italico del sindacalismo fine a sé stesso.

Secondo,
Nicola Porro sul bungabunga: "

"Il cuoco ritiene più grave che il Cav non abbia abbassato le tasse, stia facendo un orrenda riforma dell’avvocatura, non abbia liberalizzato le professioni del fatto che il medesimo Cav faccia baldoria (e qualcosa di più a casa sua)"



Terzo, un pensierino personale. Non so se rimpiangeremo Berlusconi. Ma di certo non rimpiangeremo i suoi avversari e molti dei suoi alleati. Perché Silvio Berlusconi ha avuto il successo che ha avuto anche grazie al fatto, innegabile, allo spettacolo desolante dei suoi avversari.

martedì, gennaio 11, 2011

Come la Fed regala i soldi

Al cuore della seconda ondata di Quantitative easing della Fed c'è il cosiddetto POMO, il programma di acquisto periodico di titoli di Stato. Il programma è gestito in maniera talmente banale da poter essere tranquillamente anticipato, come ribadisce anche ZeroHedge, che gentilmente fornisce una lista dei titoli da comprare appena prima dell'operazione e rivendere poi. Sinora ha funzionato, provare per credere. E non sentitevi in imbarazzo: Non preoccupatevi, non farete mai i soldi che fanno i primary dealers, le poche banche autorizzate a gestire gli ordini della Banca Centrale americana. Per non sbagliare, pare che l'operatività per il programma d'intervento sul mercato più importante degli ultimi anni sia affidata anche a neoassunti privi persino di terminali Bloomberg , ossia dello strumento base per il trading sul reddito fisso. Più o meno come affidare ad un cieco una Ferrari al Gran Premio di Monza.

I complottisti avranno sicuramente una serie di oscure ragioni per dimostrare quanto tutto questo faccia parte di un complotto ai danni del popolo. Personalmente, sono più propenso (per fatti capitati a miei conoscenti) a dare la colpa alla tipica mentalità burocratica di una banca centrale: 1000 dollari a terminale al mese sembrano un'enormità ad un ufficio acquisti governativi, anche quando questo permetterebbe milioni in risparmi. Per i burocrati la massima di Schiller è sempre valida : "Contro la stupidaggine, neanche gli Dei possono nulla"

Senza contare, ovviamente, il poco velato desiderio di sussidiare le banche che aiutano la Fed nella propria attività caratteristica: manipolare i tassi d'interesse per facilitare il ciclo politico.

Cina (e Giappone) al capezzale portoghese?

Il Portogallo ha appena collocato 1 miliardo di euro in BOT biennali ad uno sconosciuto benefattore. L'operazione è avvenuta sul mercato dei cosiddetti "private placement" , non sul mercato pubblico; di conseguenza non sono disponibili informazioni sui tassi pagati e sull'identità dell'acquirente. Alphaville suppone, in maniera estremamente ragionevole, che la struttura dell'operazione suggerisca una banca centrale e non un hedge fund. La mossa potrebbe essere un geniale colpo di mano oppure un azzardo dettato dalla disperazione: il mercato dei piazzamenti privati offre maggiori capacità di personalizzare le operazioni secondo i gusti degli investitori, ma questo vantaggio viene pagato caro, sia in termini di facilità di rifinanziamento di queste operazioni sia, spesso, in termini di rendimenti. Questo fa sì che soltanto nazioni con una gestione del debito molto sofisticata (come l'Italia) oppure con problemi decisamente seri vi facciano ricorso, invece di passare dal tradizionale, liquido ed efficiente meccanismo delle aste.

Quello che è certo è che le autorità monetarie stanno dando fondo all'arsenale per impedire ulteriori peggioramenti della situazione: la BCE compra direttamente titoli periferici, oltre a fornire liquidità a chiunque altro voglia farlo.

Anche il Giappone sta facendo la sua parte, almeno a parole, dichiarando di voler sottoscrivere un quinto delle emissioni del fondo europeo che sta organizzando il "salvataggio" irlandese. Oltre a guadagnare punti dal punto di vista politico, l'investimento aiuterebbe a deprimere il valore dello yen e a rafforzare l'euro: un ottimo risultato dal punto di vista mercantilista che ispira la politica finanziaria giapponese, ma anche una mossa che perpetua la spirale di manipolazioni valutarie che è una delle radici profonde della crisi.

lunedì, gennaio 10, 2011

La Lega interronisce il Nord

Impeccabile Falasca. Il dramma del settentrione italiano è che si è scelto, anche per mancanza d'alternative, una versione lombarda del sistema di Totò Cuffaro. Potevano essere credibili 10 anni fa; adesso la distanza fra loro e certe cleptocrazie meridionali che sfregiano l'immagine del Meridione è solo una questione di tempo e di un certo residuo di buone maniere, destinate a scomparire se l'andazzo prosegue.


Del “sacco del nord” la Lega – che governa Veneto e Lombardia da quindici anni e l’Italia, quasi ininterrottamente, da dieci – non è stata vendicatrice, ma partecipe. Ha riscritto spudoratamente la questione settentrionale rimasticando il repertorio della destra e della sinistra peggiore e rimuovendo il nodo da cui il nord è invece strangolato, che è lo sfruttamento fiscale, cioè il livello abnorme di imposizione e di spesa, da cui le regioni italiane più competitive sono irrimediabilmente appesantite e quelle meridionali incentivate ad un “economia di rapina”.

[...]

Al nord che voleva meno tasse, meno vincoli, meno spesa pubblica e meno intermediazione politica la Lega promette meno immigrati e meno competizione. La sfida riformista è stata soppiantata dalla retorica vittimista.

Bossi non va sfidato sul tricolore, ma sulla questione settentrionale | Libertiamo.it: "

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