venerdì, marzo 11, 2011
Roma, Uganda
Posted by J.C. Falkenberg at 1:36 PM |
sabato, febbraio 26, 2011
invidia
Avrei voluto scriverlo io. Grande Pietro. Sporcarsi le mani: un appello ai liberali
Posted by Unknown at 4:17 PM |
Labels: Italia , Liberalismo
Motorola Atrix 4G- Slurp
Posted by J.C. Falkenberg at 12:47 PM |
principi e applicazioni
Lo sloga di Stefano è una magistrale sintesi della soluzione di Einaudi per l'estensione ottimale del governo. È tuttora valida, basta non affidarsi a un Fanfani per l'applicazione altrimenti persino i panettoni ci diventano di Stato Facebook Status forwarded by John Christian Falkenberg
Posted by Unknown at 8:17 AM |
Labels: statalismo liberalismo
venerdì, febbraio 25, 2011
Buone notizie da Giuliano
Posted by J.C. Falkenberg at 4:30 PM |
AIG, ancora problemi
I risultati del colosso assicurativo nascondono problemi operativi dietro agglomerato utili straordinari generati vendendo le divisioni migliori.
AIG Swings to Profit as Asset Sales Offset Big Charge - WSJ.com
mercoledì, febbraio 23, 2011
Razzismo sindacale
Posted by J.C. Falkenberg at 2:31 PM |
domenica, febbraio 20, 2011
Quando avremo un Paul Ryan in Italia?
Posted by J.C. Falkenberg at 12:23 PM |
Labels: Liberalismo , Paul Ryan , Statalismo
giovedì, febbraio 17, 2011
Ecco la Rai di Berlusconi: solo sinistra
Ci raccontano che la RAI sarebbe ormai un deserto, dominato dai nuovi barbari berlusconiani. Come no. Nel frattempo, il festival di Sanremo è presentato da un ex filoterrorista e da due comici che riescono a far satira antiberlusconiana anche in uno sketch in teoria satirico verso la sinistra. Benigni sta usando il festival della canzone per frecciate contro il premier. Su rai2, il solito Santoro.
Già, Berlusconi è davvero il padrone assoluto dell'etere. Si vede.
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Posted by Unknown at 10:40 PM |
lunedì, febbraio 14, 2011
Il budget della guerra all'America di Obama
Secondo l'ultimo annuncio la Casa Bianca si attende un deficit di bilancio di 1650 miliardi di dollari, il 10.9% del PIL. Numeri da brivido, per ogni nazione. Ogni commento parrebbe superfluo, se non temessimo le difese d'ufficio degli obamiani nostrani.
Rimane il fatto che il presidente non ha quasi fornito alcuna ricetta per risolvere i problemi fondamentali che affliggono la società americana, se si esclude un timido tentativo di riforma scolastica rimasto sinora lettera morta a causa dell'opposizione dei sindacati, grandi finanziatori e lobbisti dell'Amministrazione. Si aggiunga inoltre l'inquietante sospetto che l'entourage del Presidente, di estrazione radicalmente sinistrorsa, si sia rallegrato della crisi per poter infliggere alla nazione un'agenda di riforme stataliste apporifttando dell'emergenza e giocando sul panico, come accadde durante il New Deal. Il famigerato commento di Rahm Emanuel, per cui "non si può sprecare una crisi" per poter plasmare una società, volente o nolente, non è di certo servito a fugare i sospetti sulla duplicità delle ricette economiche di un Presidente già molto più a sinistra del suo elettorato.
Posted by J.C. Falkenberg at 9:18 PM |
Labels: Barack Obama , corporativismo , deficit , USA
Atlas Shrugged - La Rivolta di Atlante finalmente al cinema
La prima parte del capolavoro di Ayn Rand arriverà finalmente su grande schermo il 15 aprile, Tax Day, ossia il giorno in cui vengono venivano tradizionalmente pagate le tasse negli Stati Uniti. Non è un film ad alto budget, non ci sono le star che avevano espresso interesse, ma finalmente potremo vedere quello che è stato definito "il primo film anti-bailout di Hollywood". Tutti a vederlo, sperando che non sia l'ultimo.
Posted by J.C. Falkenberg at 1:39 PM |
Labels: Atlas Shrugged , Ayn Rand , Cinema
Cosa Tasserano Dopo? Non è satira, è la triste realtà
La tragedia è che buona parte di quanto descritto non è fantascienza, né un aspetto la realtà spinto all'assurdo: è la pura verità. Noi già paghiamo tasse ogni volta in cui apriamo il rubinetto dell'acqua, accendiamo il gas o facciamo benzina. Il fisco è tuttavia abbastanza furbo da non dover chiedere neppure il nostro consenso, come avviene nel video: si limita a inserirle nel prezzo dei beni che acquistiamo ogni giorno. Salvo poi prendersi di nuovo altro denaro ogni volta che siamo noi a ricevere un pagamento, sempre senza chiedere permesso a nessuno, tramite l'odiosa servitù del sostituto d'imposta, con cui obbliga il cittadino a farsi alternativamente vittima o carnefice dei propri simili.
E' ora di dire basta.
FLI a Nord?
Con tutta la stima per le aspirazioni di FLI, a Bergamo qualcuno ha fatto un passo falso. Diciamo che se vuoi rubare voti alla Lega, dovresti evitare di farti pubblicità con due perosnalità come Granata e Buonfiglio: meridionalissimi e decisamente non allineati con il sentire conservatore e moderato di una città come Bergamo.
La strada dovrebbe essere quella di un centrodestra che vuol tornare ad essere una vera forza liberale e moderata, il mix rautian-grillino di Granata non ha molto spazio sopra al Po. La prossima volta, suggerirei caldamente la presenza di qualcuno più politicamente affine al contesto lombardo, come Benedetto Della Vedova.
Quando al Nord Fli voleva rubare voti alla Lega | Linkiesta.it:[...] E da Roma erano saliti a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia (in quella che rimane pur sempre «la città dei mille di Garibaldi») «tre big»: i deputati Fabio Granata e Antonio Buonfiglio e il senatore Giuseppe Valditara. La manifestazione, con circa trenta presenti, si era tenuta provocatoriamente in piazza Pontida.
Posted by Unknown at 10:59 AM |
Labels: Bergamo , FLI , Gianfranco Fini
venerdì, febbraio 11, 2011
Quanto Citigroup e Morgan Stanley Teetered sono state sulll'orlo del baratro nel 20080?
giovedì, febbraio 10, 2011
A sinistra desecrano le foibe e a destra nessuno fiata
giovedì, gennaio 20, 2011
Spagna, atto secondo
Visto che il primo tentativo di salvare le banche senza ammettere l'insolvenza del sistema è andato male, il governo Zapatero ha avuto un'idea geniale: riprovarci. Almeno secondo indiscrezioni arrivate al Wall Street Journal.
Il copione è identico: miliardi di euro preis in prestito per ricapitalizzar ele banche ed obbligo, per queste, di sottoporsi a degli stress test.
Il problema è anche peggio dell'ultima puntata: cosa garantisce che le banche non aggireranno i test, come è evidentemente accaduto un anno fa? E soprattutto: in quale modo emettere altri trenta miliardi di debito risolverà una crisi di fiducia acusata da eccesso di debito? La soluzione sta nel sospetto che si tratti di un consolidamento: spostare la crisi sul debito sovrano spagnolo, in modo da costringere Francia e Germania ad intervenire, per evitar e gli imbarazzi politici.
Spain to Ramp Up Bank Bailouts: "Spain plans to pour billions more euros into its troubled savings banks and force them to be more open about their lending practices, an acknowledgment that previous efforts to fix the banks have fallen flat.
Posted by J.C. Falkenberg at 12:58 PM |
Labels: Bailout , irlanda , Spagna , Statalismo
mercoledì, gennaio 19, 2011
100% sottoscritto . Loreto, la zuppa e i nonberlusconiani
Che se in questo paese un'intera generazione di ex niente, né ex democristiani, né ex socialisti, né ex comunisti, ha creduto di poter fare politica è perché un bel giorno un signore è andato in tv a pronunciare le parole "rivoluzione liberale". C'abbiamo creduto, e pazienza se siamo a lungo passati per illusi o, peggio, per servi di qualcuno.
C'abbiamo creduto, e ci crediamo oltre Silvio Berlusconi. Ma è giusto dire che ci è stata data la possibilità, concretamente, di crederci perché c'è stato Silvio Berlusconi. E non staremo qui a citare il rapporto con gli Stati Uniti, l'appoggio alle missioni in Afghanistan e Iraq, la Legge Biagi, il tentativo (almeno quello) di riformare la scuola e l'università, il coraggio di dire la verità su una piccola minoranza di giudici militanti o l'intuizione di non mettersi in mezzo mentre Marchionne salvava Mirafiori e Pomigliano dal virus italico del sindacalismo fine a sé stesso.
"Il cuoco ritiene più grave che il Cav non abbia abbassato le tasse, stia facendo un orrenda riforma dell’avvocatura, non abbia liberalizzato le professioni del fatto che il medesimo Cav faccia baldoria (e qualcosa di più a casa sua)"
Terzo, un pensierino personale. Non so se rimpiangeremo Berlusconi. Ma di certo non rimpiangeremo i suoi avversari e molti dei suoi alleati. Perché Silvio Berlusconi ha avuto il successo che ha avuto anche grazie al fatto, innegabile, allo spettacolo desolante dei suoi avversari.
Posted by J.C. Falkenberg at 8:58 PM |
Labels: Silvio Berlusconi
martedì, gennaio 11, 2011
Come la Fed regala i soldi
Al cuore della seconda ondata di Quantitative easing della Fed c'è il cosiddetto POMO, il programma di acquisto periodico di titoli di Stato. Il programma è gestito in maniera talmente banale da poter essere tranquillamente anticipato, come ribadisce anche ZeroHedge, che gentilmente fornisce una lista dei titoli da comprare appena prima dell'operazione e rivendere poi. Sinora ha funzionato, provare per credere. E non sentitevi in imbarazzo: Non preoccupatevi, non farete mai i soldi che fanno i primary dealers, le poche banche autorizzate a gestire gli ordini della Banca Centrale americana. Per non sbagliare, pare che l'operatività per il programma d'intervento sul mercato più importante degli ultimi anni sia affidata anche a neoassunti privi persino di terminali Bloomberg , ossia dello strumento base per il trading sul reddito fisso. Più o meno come affidare ad un cieco una Ferrari al Gran Premio di Monza.
I complottisti avranno sicuramente una serie di oscure ragioni per dimostrare quanto tutto questo faccia parte di un complotto ai danni del popolo. Personalmente, sono più propenso (per fatti capitati a miei conoscenti) a dare la colpa alla tipica mentalità burocratica di una banca centrale: 1000 dollari a terminale al mese sembrano un'enormità ad un ufficio acquisti governativi, anche quando questo permetterebbe milioni in risparmi. Per i burocrati la massima di Schiller è sempre valida : "Contro la stupidaggine, neanche gli Dei possono nulla"
Senza contare, ovviamente, il poco velato desiderio di sussidiare le banche che aiutano la Fed nella propria attività caratteristica: manipolare i tassi d'interesse per facilitare il ciclo politico.
Posted by Unknown at 4:06 PM |
Labels: Economia , federal reserve , Mercati , Obbligazioni , Politica monetaria , POMO , QE2 , Reddito Fisso , Treasuries
Cina (e Giappone) al capezzale portoghese?
Quello che è certo è che le autorità monetarie stanno dando fondo all'arsenale per impedire ulteriori peggioramenti della situazione: la BCE compra direttamente titoli periferici, oltre a fornire liquidità a chiunque altro voglia farlo.
Anche il Giappone sta facendo la sua parte, almeno a parole, dichiarando di voler sottoscrivere un quinto delle emissioni del fondo europeo che sta organizzando il "salvataggio" irlandese. Oltre a guadagnare punti dal punto di vista politico, l'investimento aiuterebbe a deprimere il valore dello yen e a rafforzare l'euro: un ottimo risultato dal punto di vista mercantilista che ispira la politica finanziaria giapponese, ma anche una mossa che perpetua la spirale di manipolazioni valutarie che è una delle radici profonde della crisi.
Posted by Unknown at 3:18 PM |
Labels: Cina , crisi finanziaria , Giappone , PIGS , unione europea , Yen
lunedì, gennaio 10, 2011
La Lega interronisce il Nord
Impeccabile Falasca. Il dramma del settentrione italiano è che si è scelto, anche per mancanza d'alternative, una versione lombarda del sistema di Totò Cuffaro. Potevano essere credibili 10 anni fa; adesso la distanza fra loro e certe cleptocrazie meridionali che sfregiano l'immagine del Meridione è solo una questione di tempo e di un certo residuo di buone maniere, destinate a scomparire se l'andazzo prosegue.
Del “sacco del nord” la Lega – che governa Veneto e Lombardia da quindici anni e l’Italia, quasi ininterrottamente, da dieci – non è stata vendicatrice, ma partecipe. Ha riscritto spudoratamente la questione settentrionale rimasticando il repertorio della destra e della sinistra peggiore e rimuovendo il nodo da cui il nord è invece strangolato, che è lo sfruttamento fiscale, cioè il livello abnorme di imposizione e di spesa, da cui le regioni italiane più competitive sono irrimediabilmente appesantite e quelle meridionali incentivate ad un “economia di rapina”.
[...]
Al nord che voleva meno tasse, meno vincoli, meno spesa pubblica e meno intermediazione politica la Lega promette meno immigrati e meno competizione. La sfida riformista è stata soppiantata dalla retorica vittimista.
Bossi non va sfidato sul tricolore, ma sulla questione settentrionale | Libertiamo.it: "
Posted by Unknown at 5:12 PM |
Labels: Lega , Umberto Bossi
