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Buona, vero?
Solo che non è una barzelletta.
"Postmodernismo, malattia senile del socialismo"
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Posted by J.C. Falkenberg at 9:34 AM |
Labels: Gran Bretagna , Laburisti
LE ACQUISIZIONI- I militari si sarebbero presentati nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano. intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario. Indagate 15 persone tra cui l'ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd. E adesso? Dove sono il Times di Londra e il New York Times? Dov'è El Pais? Dov'è il nucleo dei servizi segreti che agisce nell'ombra? Cosa dice D'Avanzo? Cosa scriverà L'Espresso? Dove sono i "mistracciolevesti" contro Berlusconi? Cosa dicono i perbenisti dossettiani? Continuerà Di Pietro a ingrossare il proprio reame? hanno moltiplicato per mille il sistema di finanziamento illegale al partito, moltiplicando però per mille anche l'inefficienza e lo stupro del territorio. Hanno anche distrutto l'imprenditoria locale -là dov'era debole-, perché volevano governarla e utilizzarla per distribuire posti di lavoro, denari e altro. |
Posted by J.C. Falkenberg at 9:02 AM |
E Repubblica che fa? Utilizza il metodo Minzolini. Cioè va a nascondere la notizia tra tutte le altre. |
Posted by J.C. Falkenberg at 8:51 AM |
(ANSA) - BARI, 31 LUG - 'Siamo tranquilli': Massimo D'Alema
risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono un commento
sulle inchieste baresi su sanita' e appalti. 'Non commento
mai - spiega l'esponente del Pd - gli atti della
magistratura. Abbiamo il massimo rispetto per le inchieste
baresi. Siamo anche tranquilli, nel senso che il Pd non ha
ne' connessioni con la criminalita', ne' ha costruito i suoi
bilanci con le tangenti'.
Posted by J.C. Falkenberg at 9:03 PM |
Labels: Berlusconi , d'Alema , puglia
Posted by Unknown at 5:19 PM |
Labels: hedge fund , hedge funds , marco valsania , Media
Il tenutario del blog se ne va in vacanza per una decina di giorni. Nel frattempo, darà già molto se tarrà aggiornato il suo Twitter o Friendfeed :)
Posted by Unknown at 5:40 PM |
“There are a lot of statutory mandates that people have to rely on credit rating agencies. They’re going to all be repealed, |
Posted by J.C. Falkenberg at 1:53 PM |
Labels: Rating , Regolamentazione
Perché gli istituti difendono il gruppo? Non si tratta solo del classico impasto di relazioni politico-affaristiche e reticenza ad ammettere i propri errori, che verranno puntualmente scaricati su clienti e contribuenti. Questa volta contribuisce il sacrosanto terrore che il fallimento strappi il velo sulla profondità della crisi del mercato immobiliare, sino ad ora strenuamente negata.
Posted by J.C. Falkenberg at 11:09 AM |
Labels: luigi zunino , risanamento
Bob Herbert. “No Recovery in Sight” was the heading and his opening sentence asked, “How do you put together a consumer economy that works when the consumers are out of work?” That is really all one needs to ask when divining our economy’s future fortune As unemployment approaches 10%, what is less well publicized is that the number of “underutilized” workers in the U.S. has increased dramatically from 15 to 30 million. Those without jobs, as well as those individuals who only work part-time and have become discouraged and stopped looking, total 30 MILLION people. The number is staggering. Commonsensically, one has to know that many or most of these are untrained for the demands of a green-oriented, goods-producing future economy. Imagine a welding rod in the hands of an investment banker or mortgage broker and you’ll understand the implications quicker than any economist using an econometric model. |
But to add to the woes of the investor class, one has only to observe that their share of the pie is shrinking. What does the General Motors example tell us all about the rebalancing of power between the investor class and the proletariat? What do trillion-dollar deficits and the recent reinitiation of PAYGO government programs tell you about the future of corporate tax rates? They’re headed higher. Do you really think that a national health care program can be paid for with cost-cutting as opposed to tax hikes at insurance companies and benefit-paying corporations throughout all sectors of the American economy? The new normal will not be investor-friendly unless your forecasting dial is turned to “Pollyanna” or your intelligence quotient is significantly less than 100.
Posted by Unknown at 1:13 PM |
Labels: assisstenzialismo , Obama , Socialismo
"Tutti vogliono vivere a spese dello Stato. Dimenticano che lo Stato vive a spese di tutti noi"
HT:The Diamond Age
Posted by J.C. Falkenberg at 12:28 PM |
Labels: libertarian
Dice bene Lakeside Capital, commentando l'ex fascista preferito dai radical-chic:
La vasta platea dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, che paga le imposte per ritenuta alla fonte e quindi fino all’ ultimo centesimo, assisterà allo sconcio spettacolo di evasori fiscali che ottengono sanatoria pagando una tassa «una tantum» del 5 per cento (l'aspirante Dio) .
Come se non esistessero insegnanti che fanno decine di ripetizioni rigorosamente “in nero”, operai di imprese piccole e medio-piccole che hanno stipendi al minimo e poi percepiscono il resto direttamente dalle tasche dell’imprenditore, ovviamente “in nero”, lavoratori dipendenti col secondo lavoro non dichiarato, e quant’altro. Certo non accumulano fortune, ma pur sempre evasori sono, tecnicamente parlando(Lakeside Capital).
Posted by J.C. Falkenberg at 10:00 AM |
Labels: Eugenio Scalfari , Evasione , Fisco , La Repubblica , Media , Sinistra
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Posted by J.C. Falkenberg at 10:59 AM |
Posted by J.C. Falkenberg at 10:27 AM |
Labels: Banche , Regolamentazione , Socialismo , Statalismo
La stupidità non è punibile, ma per fortuna c'è il codice della strada:Tre suore a 180 all'ora, multate. Hanno cercato di giustificarsi sostenendo che erano preoccupate per la salute del papa e dovevano arrivare prima possibile ad Aosta.
Posted by J.C. Falkenberg at 6:33 PM |
Da Nota Politica: L'architetto del salvataggio di GM e Chrysler è indagato per corruzione
"Steven Rattner si è appena dimesso dalla carica di presidente della commissione governativa che ha supervisionato la bancarotta e la riorganizzazione del settore automobilistico americano. La motivazione ufficiale è che il lavoro sarebbe quasi compiuto e che l'amministrazione Obama non vuole dare l'impressione di gestire le aziende automobilistiche in maniera troppo da vicino e a fini politici. Quello di cui si parla meno sono le indagini per corruzione che ha rivolto a Quadrangle Group LLC, la società finanziaria di cui Rattner è stato fondatore. La società viene accusata di aver pagato mazzette ai membri del consiglio d'amministrazione e ai funzionari del fondo pensione dei dipendenti pubblici dello Stato di New York, al fine di ottenere che il fondo pensione investisse forti somme nei fondi gestiti da Quadrangle. Il Presidente Obama ha sinora difeso strenuamente la propria scelta, sostenendo che Rattner non avrebbe commesso personalmente alcun crimine. Eppure, in coincidenza con le dimissioni, il procuratore generale di New York Andrew Cuomo avrebbe deciso di intensificare le indagini proprio su Rattner."
Posted by J.C. Falkenberg at 1:53 PM |
Labels: Auto , General Motors , Obama , Quadrangle
Sono finalmente riaperte le iscrizioni a Tocqueville. Amici bloggers liberali, conservatori, neoconservatori, riformatori e moderati accorrete numerosi.
Hat tip: Freedomland
Posted by J.C. Falkenberg at 11:42 AM |
Labels: Tocqueville
La decisione della Federazione internazionale dei giornalisti di espellere i colleghi israeliani è il culmine di una campagna ideologica che va avanti da cinque anni. Triste sincronia, l’espulsione arrivava mentre il direttore d’orchestra israeliano Daniel Barenboim e il cantante canadese Leonard Cohen, impegnati per la pace, dovevano cancellare i concerti a Ramallah dopo che i palestinesi ne avevano chiesto il boicottaggio. Intanto un grande giornale europeo di sinistra, El País, pubblicava indisturbato una vignetta di Romeu. “Come fa Israele a violare nella totale impunità ogni legge umana e internazionale?”, chiede una donna. Risponde un ebreo ortodosso con il nasone: “Ci costa molti soldi”. |
Posted by Unknown at 5:15 PM |
Posted by J.C. Falkenberg at 8:46 AM |
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Posted by J.C. Falkenberg at 8:31 AM |
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Posted by J.C. Falkenberg at 11:31 AM |
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Posted by J.C. Falkenberg at 8:03 PM |
Il rialzo di Borsa degli ultimi mesi ha distolto l’attenzione dalle discussioni sulla riforma europea del settore finanziario. Si tratta di proposte demagogiche, che aggraveranno il problema e che puntano a punire un settore impopolare, ma che si è dimostrato più prudente e sano di quello favorito dai governi
La variegata comunità dei gestori di fondi alternativi, dagli hedge fund a quelli di private equity, non è particolarmente amata e non ha mai fatto nulla per esserlo. Gli eccessi nel consumo sono stati eclatanti e le loro pratiche, sicuramente più aggressive di quelle degli attori tradizionali, li hanno resi i soggetti più impopolari nel panorama finanziario: un ministro tedesco li definì gentilmente “locuste”; l’ultima enciclica papale è stata riassunta da Milano Finanza con un titolo che suonava “La scomunica del Papa sugli hedge“.
DAGLI ALL’UNTORE – La pubblicità negativa li ha resi sicuramente invisi al grande pubblico e li ha trasformati nel capro espiatorio perfetto per la crisi finanziaria in atto. Le conseguenze non si sono fatte attendere: a Febbraio, Francia e Germania hanno cercato di proporre regole draconiane per limitarne l’operatività; la riunione dei ministri del le finanze del G8 di giugno si è appoggiato il cosiddetto Lecce framework; l’Unione Europea sta in questo momento discutendo nuovi obblighi per il settore degli hedge fund, che imporrebbero una serie di obblighi di “trasparenza” che suonano decisamente punitive. Il desiderio della classe politica di punire un settore popolato da arroganti megalomani refrattari ad ogni considerazione d’ordine politico e allo scambio di favori è più che comprensibile, soprattutto perché così facendo è facile deflettere l’ira popolare verso un capro espiatorio che distolga l’attenzione dal proprio pesante coinvolgimento. L’argomento, tuttavia, solleva parecchi dubbi : siamo certi che gli operatori preferiti dal governo, le banche commerciali tradizionali, si siano comportati meglio? Quando si guarda un po’ più da vicino, i colpevoli sono regolarmente gli istituti più vicini a governi e banche centrali, ossia le istituzioni più regolamentate e sorvegliate. Fannie Mae e Freddie Mac erano garantite “implicitamente” dal Governo, AIG , Lehman, IKB e WestLB erano regolamentate minuziosamente o addirittura partecipate da governi.
PIU’ STABILI DELLE BANCHE – Ad un’analisi più attenta, sia il comportamento che la performance degli hedge fund sono stati migliori di quello delle grandi banche. Proprio perché non regolamentati, gli investitori in fondi alternativi ed in generale nel cosiddetto “sistema bancario parallelo” sono stati molto più attenti nella sorveglianza dei dirigenti. I risultati di questa disciplina sono evidenti: gli hedge fund avevano nel 2007 e 2008 una leva finanziaria minore rispetto al settore bancario, mentre le loro performance sono state meno volatili di e le liquidazioni di fondi sono avvenute senza porre problemi a livello di sistema, nonostante la scomparsa di quasi un terzo dell’intera industria: il settore, in aggregato, ha perso il 18% in un anno ed ha visto le masse gestite scendere del 30% ; il settore bancario ha visto la propria capitalizzazione scendere di due terzi nello stesso periodo - e tacciamo delle somme prestate dalla banche centrali per sostituire i finanziamenti privati. Le sicure, affidabili e tranquille istituzioni finanziarie aiutate, finanziate e supervisionate dallo Stato hanno invece ripetuto il copione tradizionale di una crisi bancaria: troppo credito, con l’incoraggiamento delle autorità, seguito da una bolla speculativa e dal conseguente crollo. Questa volta si è resa necessaria un’operazione di salvataggio senza precedenti come dimensioni, ma la dinamica è fin troppo nota. La migliore gestione del rischio da parte dei “selvaggi” hedge fund non dovrebbe stupire: nel mondo degli investimenti alternativi, chi sbaglia paga di tasca propria. In quello bancario, chi sbaglia fa pagare il contribuente, ma si tiene la retribuzione. I cosiddetti hedge fund sono stati definiti “uno schema di compensazione mascherato da asset class”: prima della bolla speculativa e della crisi, la società di gestione intascava il 2 per cento delle masse gestite ed il 20% di ogni profitto. Per poter caricare commissioni di quell’entità, un gestore deve essere ritenuto uno dei migliori nel suo campo , avere un ottimo curriculum e dare forti garanzie di continuità. Anche per questo, i gestori sono solitamente soci nella società di gestione e, soprattutto, buona parte della retribuzione viene investita nei fondi che gestiscono: se sbagliano, pagano sia con buona parte del proprio reddito che con una larga fetta dei propri risparmi. I fondi di private equity hanno strutture di compensazione simili a quelle degli hedge fund, anche se strutturate in maniera lievemente differente e con una minore partecipazione per i dipendenti. L’incentivo a rischiare soltanto in maniera controllata e razionale è quindi forte, al contrario di quanto accade nel settore “tradizionale”, dove gli stipendi sono fissi ed i bonus minori, ma la penalizzazione per il fallimento è molto meno forte. A livello bancario, poi, la contropartita della regolamentazione governativa è il supporto, implicito o esplicito, che viene fornito anche alle banche meno solide. Questo assetto pone un premio sulla disponibilità a rischiare anche oltre il giusto, oltre che sull’acquiescenza ai desideri delle autorità di vigilanza e della classe politica: la gestione del rischio non serve, quando paga Pantalone.
PREMIARE I PEGGIORI – In un mondo ideale, non dovrebbe essere necessario alcun intervento governativo particolare nel settore finanziario: la vicenda IRI, con il panettone di Stato e i disastri nei “settori trategici” , dovrebbe chiarire come affidare alla classe politica il potere d’interferire nelle scelte individuali sia il male minore e non un fatto di per sé positivo. Ogni proposta razionale di riforma del settore finanziario dovrebbe quindi partire dall’idea di estendere il tipo di regolamentazione che ha prodotto il risultato migliore e premiare gli operatori che hanno saputo gestire meglio il rischio, superando la crisi senza ricorrere all’intervento pubblico. Le proposte attuali , invece, vanno esattamente nella direzione opposta: estendono le norme del settore bancario, così ben regolato da generare crisi da generazioni e che ha richiesto interventi per decine di miliardi di euro, ad un settore che, lasciato a se stesso, ha dimostrato di poter sopravvivere ad una crisi drammatica evolvendosi in maniera radicale senza dover chiedere aiuti governativi. Rimane da chiedersi se si tratti di semplice ignoranza da parte della classe politica, oppure dell’ennesimo tentativo di trovare un capro espiatorio, per non perdere potere e non ammettere il fallimento dell’intervento governativo e burocratico nel settore dove forse la lunga mano dello Stato agisce da più tempo e con più intensità. Meglio, molto meglio accusare il “mercatismo”, ideologia sconosciuta nel mondo bancario, dove la commistione fra governo e industria è pressoché totale.
Crossposted from Giornalettismo
Posted by J.C. Falkenberg at 1:22 PM |
Labels: Banche , Banche Centrali , Collettivismo , hedge funds , Liberalismo , speculazione
"In tempo di crisi salgono in cattedra i professori in miniatura. Un’occhiata alla platea di «rimandati», un’altra alle casse della scuola, ed ecco l’idea del preside di un istituto di Vicenza: corsi di recupero tenuti da studenti con pagelle invidiabili"Mi sembra un'idea encomiabile, non soltanto in tempi di crisi. Quante altre ottime idee potrebbero nascere ed essere sperimentate, se vi fosse una vera autonomia scolastica?
Non sono a favore della difesa ad oltranza delle colonie ebraiche in Cisgiordania, ma il punto che fa Volli è corretto: siamo sicuri che la costruzione di una nuova cameretta nella casa di un colono meriti più spazio degli innumerevoli conflitti mortali in giro per il mondo?(HAt tip) ilsignoredeglianelli
Posted by J.C. Falkenberg at 9:24 AM |
Posted by J.C. Falkenberg at 9:14 AM |
Labels: derivati , Statalismo
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Posted by J.C. Falkenberg at 6:55 PM |
Posted by J.C. Falkenberg at 2:15 PM |
Labels: Arnold Schwarzenegger , California , Regolamentazione , SEC
Posted by J.C. Falkenberg at 8:48 AM |
Labels: depressione , Krugman , Roosevelt
A deeper concern, some cyber-security specialists said, is that the attacks point to weaknesses in defenses erected by the government and corporations that could indicate vulnerability to more-sophisticated attacks in the future on vital functions such as transportation and finance. South Korean officials are investigating whether the attacks originated in North Korea U.S. officials noted that the attacks, which appear to have started primarily in South Korea on July 4, coincided with North Korea's latest missile launches and followed a United Nations decision to impose new sanctions. |
Posted by J.C. Falkenberg at 8:33 AM |
Posted by J.C. Falkenberg at 2:56 PM |
Labels: Giorgio Napolitano , Obama , Socialismo
Un gran bel post di Florian che espone le storture della visione dominante su Cultura conservatrice e cultura “di destra” (hat tip:FalcoDestro) e ricostruisce invece un sommario atlante della cultura di destra in Italia, o meglio, dei suoi sforzi per uscire da un ghetto dove è finita per due motivi. Da un lato, la propaganda di sinistra e la visione tendenziosa, riduttiva e talvolta completamente inventata da parte dei media tradizionali; dall'altro, l'acquiescenza al sequestro del termine da parte delle sue frange meno raccomandabili e la complicità nella sua demolizione da parte del mondo cattolico, ansioso di dirottare i voti di destra per i propri scopi politici, non certo coerenti con la tradizione della destra storica.
SI tratta di un ottimo post, anche se capisco poco perché si debba trasformare Fini nel capro espiatorio dei problemi di costruzione di una destra che finalmente non si vergogni di se stessa e ritrovi le proprie radici liberali e conservatrici.
Dell'idea "finiana ella Destra mi piaceva poco lo scetticismo verso il libero mercato, implicito nell'amore per il gollismo e per Sarkozy, ben poco liberali da quel lato; questo scetticismo si è tuttavia parzialmente corretto di recente.
Non vedo alcuna deriva a "sinistra" per chi si rifà a pensatori che non possono non essere definiti di destra, come Prezzolini, Longanesi e Montanelli: è sgradevole vederli elogiati a sinistra, ma hanno semplicemente ribadito le origini laiche di tanta destra italiana. Non vedo alcun revisionismo delle posizioni di Prezzolini o Montanelli, se non nelle accuse da parte di certi cascami della destra rautiana, come fa notare Florian; questi cascami sono tuttavia ben incistati nella "destra sociale" passata ai teocon, non nella pattuglia finiana. Lo stesso Gianfranco Fini è stato di tutto, ma non un "sociale", da quanto ricordo.
Dovremmo impegnarci, tutti, a riprenderci il termine "destra", anche talvolta a costo di evidenziare le caratteristiche liberali dei nostri autori preferiti. Può essere l'unico modo per far cessare l'occupazione abusiva dello spazio politico liberale e conservatore, ossia della destra, da parte di chi non vi appartiene se non marginalmente, come gli epigoni del socialismo in salsa fascista e nazista, o parzialmente, come nel caso dei "nazional-patriottici" volkisch e dei cattolici integralisti, che dovrebbero essere considerati dei compagni di viaggio, al massimo, o delle deviazioni eccentriche nei casi peggiori.
Posted by J.C. Falkenberg at 7:20 PM |
Labels: conservatori , Cultura , Destra , Liberalismo
"Per aver creato uno schema di Ponzi, una gigantesca truffa che ha trasferito ricchezza da una generazione d'investitori ad un'altra, l'imputato Bernard Madoff è condannato a dirigere la Social Security (l'INPS americana)".
Potrebbe anche candidarsi alla guida della banca centrale, o delle autorità di regolamentazione del settore bancario...
Hat tip: Carpe Diem
Posted by J.C. Falkenberg at 1:59 PM |
Labels: Fed , INPS , Madoff , Previdenza , Statalismo
Competizione e libera scelta; basta con i sussidi alle imprese , liberalizzate la sanità e rendete le polizze sanitarie detraibili per gli individui e mostrate loro i veri costi della sanità.
Michael Tanner del Cato Institute ripete, per l'ennesima volta, quali sono le riforme che davvero potrebbero risolvere molti dei problemi della cura della salute in America, ma sarà inutile, come sempre.
Sono anni che si sa cosa serve per riformare la sanità americana (e quella europea). Il problema è che la strada giusta non è quella che da' i maggiori vantaggi ai politici ed ai burocrati sanitari e di conseguenza la maggior parte dei politici preferisce accettarle in teoria e ignorarle in pratica oppure semplicemente boicottarle.
CARPE DIEM: Real Healthcare Reform: Competition and Choice
Posted by J.C. Falkenberg at 1:57 PM |
Labels: cato institute , Sanità , USA
Un cittadino che assista a reati perseguibili d’ufficio è autorizzato dalla legge (art. 383 c.p.p.) a procedere all’arresto del colpevole, con l’obbligo di consegnarlo senza ritardo alle autorità di giustizia.
I cittadini sono liberi di riunirsi pacificamente e senza armi, e per le riunioni, anche in luogo pubblico, non è richiesto preavviso (è scritto nell’art. 17 della Costituzione).
[...]
Quindi sostanzialmente il governo ha varato una norma che consente ai cittadini di fare ciò che potevano già fare, solo che impone loro di strutturarsi in maniera ben definita, ricevere una autorizzazione e registrare la propria attività. Praticamente il governo ha regolamentato un’attività che già si poteva svolgere, ponendo dei paletti e dei controlli per fenomeni che, in alcune città, esistono già da anni.
Saranno anche liberticide queste ronde, ma perché limitano la libertà dei cittadini nello svolgere attività che, fino a prima della nuova norma, potevano tranquillamente già fare senza dover rendere conto a nessuno. Non certo perché creano gruppi paramilitari che minacciano la democrazia nel Belpaese.
Si era già parlato, in chiave ironica, del pasticcio honduregno. Paolo ne parla in maniera più documentata, descrivendo gli errori golpisti, ma soprattutto quello che l astampa italiana si è "dimenticata" di riportare: i retroscena dittatoriali ed il tentativo di golpe bianco del Presidente in carica, contro cui la Corte Suprema ed i militari hanno reagito.
La conclusione è esemplare:
"l'Honduras è strozzato da due pitoni, ma forse il chavismo è un pitone velenoso, cioé tra i due mali è il peggiore."
"Supporting new regulations is usually good business if your company is big enough to absorb compliance costs that could slow down or cripple your competitors. Even better if can you sign on early and win over a few influential opinion makers, interest groups, and politicians so you'll have some pull over how the regulations are written."
Reason Magazine
Posted by J.C. Falkenberg at 2:14 PM |
Labels: corporativismo , Obama , Sanità , Statalismo , sussidi , USA , Wal-mart
Secondo DealBook(New York Times) , la società cinese starebbe preparando un piano dettagliato per la presentazione di un'offerta formale per rilevare Opel.
Posted by J.C. Falkenberg at 1:23 PM |
Labels: Auto , Fiat , General Motors , opel
Posted by J.C. Falkenberg at 8:35 AM |
Labels: Arnold Schwarzenegger , California
Posted by J.C. Falkenberg at 12:01 PM |
Labels: Agricoltura , latte , Protezionismo , sussidi