E' arrivato il momento delle offerte che non si possono rifiutare: in cambio della cancellazione dei 480 milioni di sterline dovute al governo per gli interessi sui prestiti di emergenza, il colosso inglese Lloyds ha promesso di prestare di più alle aziende. Il passo da qui al credito forzato ai settori industriali favoriti dal partito al potere e ai prestiti sottocosto agli amici degli amici sarà molto, molto breve.
Non so chi sia più in malafede, fra il governo e i dirigenti di Lloyds, o chi più stupido e miope, fra gli azionisti della banca, addormentati al timone, e la manica di politici e burocrati che prima ha creato il problema ed ora cerca un modo per nasconderlo sotto la retorica nazionalista.
Meritano di perdersi anche la camicia, ma purtroppo la faranno perdere agli inglesi: stanno danneggiando, per l'ennesima volta, le fondamenta stessa di una società libera - e proclamano, per l'ennesima volta, di farlo per difenderla.
Abbiamo già sentito questa scusa, da Mussolini a Stalin all'ultimo Presidente USA - e si è sempre rivelata debole.
Pagheremo caro, pagheremo tutto.
martedì, febbraio 24, 2009
Lloyds: il momento dell'oro alla patria
Posted by Unknown at 7:17 AM |
Labels: Credit , Socialismo , Uk
lunedì, settembre 15, 2008
Eccolo - comunicazione al mercato di Lehman
Di seguito il testo del comunicato di Lehman Brothers al London Stock Exchange
Wire: RNS Newswire (RNS) Date: 2008-09-15 06:50:53 Lehman Bros.Hldgs 36JW Statement re Bankruptcy
Lehman Bros.Hldgs 36JW Statement re Bankruptcy
RNS Number : 4038D Lehman Brothers Holdings Inc 15 September 2008
For Immediate Release
Investor Contact: Shaun Butler 1-212-526-8381
LEHMAN BROTHERS HOLDINGS INC. ANNOUNCES IT INTENDS TO
FILE CHAPTER 11 BANKRUPTCY PETITION;
NO OTHER LEHMAN BROTHERS' U.S. SUBSIDIARIES OR
AFFILIATES, INCLUDING ITS BROKER DEALER AND INVESTMENT
MANAGEMENT SUBSIDIARIES, ARE INCLUDED IN THE FILING
NEW YORK, September 15, 2008 - Lehman Brothers Holdings Inc. ("LBHI") announced today that it intends to file a petition under Chapter 11 of the U.S. Bankruptcy Code with the United States Bankruptcy Court for the Southern District of New York. None of the broker-dealer subsidiaries or other subsidiaries of LBHI will be included in the Chapter 11 filing and all of the broker-dealers will continue to operate. Customers of Lehman Brothers, including customers of its wholly owned subsidiary, Neuberger Berman Holdings, LLC, may continue to trade or take other actions with respect to their accounts.
The Board of Directors of LBHI authorized the filing of the Chapter 11 petition in order to protect its assets and maximize value. In conjunction with the filing, LBHI intends to file a variety of first day motions that will allow it to continue to manage operations in the ordinary course. Those motions include requests to make wage and salary payments and continue other benefits to its employees.
LEHMAN BROTHERS HOLDINGS INC. ANNOUNCES IT INTENDS TO FILE CHAPTER 11 BANKRUPTCY PETITION
LBHI is exploring the sale of its broker-dealer operations and, as previously announced, is in advanced discussions with a number of potential purchasers to sell its Investment Management Division ("IMD"). LBHI intends to pursue those discussions as well as a number of other strategic alternatives.
Neuberger Berman, LLC and Lehman Brothers Asset Management will continue to conduct business as usual and will not be subject to the bankruptcy case of its parent, and its portfolio management, research and operating functions remain intact. In addition, fully paid securities of customers of Neuberger Berman are segregated from the assets of Lehman Brothers and are not subject to the claims of Lehman Brothers Holdings' creditors.
Lehman Brothers (ticker symbol: LEH) is headquartered in New York, with regional headquarters in London and Tokyo, and operates in a network of offices around the world. For further information about Lehman Brothers, visit the Firm's Web site at www.lehman.com.
Posted by J.C. Falkenberg at 8:57 AM |
Labels: Banche , Chapter 11 , Credit , Lehman
venerdì, settembre 12, 2008
Figli e figliastri a Wall Street?
Su Reuters è appena stata pubblicata una notizia ricavata da fonti vicne a HAnk Paulson, il segretario al Tesoro USA. Secondo la fonte, Paulson sarebbe assolutamente contrario ad impiegare fondi pubblici per facilitare un salvataggio di Lehman da parte del settore privato. Se confermato, sarebbe un brusco cambiamento di rotta da parte delel autorità americane, sinora prodighe di denaro del contribuente.
Per ora, il mood di mercato sermbra essere relativamente rilassato, con gli indici rientrati verso la parità negli USA e ampliamente positivi in Europa - le attese per una soluzione dei problemi di Lehman durante il weekend rimangono elevate.
Maggiori dettagli su Macromonitor
lunedì, agosto 18, 2008
La generosità degli estranei
Se uno dei motivi per rapido salvataggio ad ogni costo di Freddie Mac e Fannie Mae è mantenere aperto il flusso di capitali dall'estero di cui gli USA hanno sempre bisogno per sostenere investimenti e consumi, non sta funzionando.
Sembra infatti che le banche centrali asiatiche abbiano venduto circa 11 miliardi di dollari sul mercato soltanto negli ultimi giorni, alleggerendo uno stock di investimenti nelle obbligazioni delle GSE sceso adesso intorno ai 975 miliardi di dollari.
La fine del crollo del dollaro aiuterà sicuramente la fiducia in altre classi di attivi patrimoniali e potrebbe rallentare la fuga dalle GSEs, ma per Freddie e Fannie il problema rimane particolarmente acuto: le banche centrali estere sono state importanti acquirenti netti per anni, aiutando a ridurre notevolmente i costi di raccolta ed aumentando i liquidi disponibili per le due agenzie; il cambio di marcia, se definitivo, significa che il ritorno in salute dei due pachidermi semistatali e del mercato immobiliare slitta ulteriormente nelle nebbie del futuro.
Questo è il problema di chi, come recitava Blanche in "Un tram che si chiama desiderio", si affida per sopravvivere alla gentilezza degli estranei: non sai mai per quanto possa durare.
From Reuters:
An extraordinary Treasury capital infusion may be needed to restore faltering
foreign demand for debt issued by Fannie Mae and Freddie Mac, the two top home
funding sources that the government is willing to rescue to save the housing
market.The companies rely heavily on overseas investment, often up to two-thirds
of each new multibillion-dollar note offering, to help pare funding costs and
keep mortgage rates low.But foreign central banks have dumped nearly $11 billion
from their record holdings of this debt in four weeks, to $975 billion, and
won't return in force before it's clear if -- and how -- the government will
back Fannie and Freddie, some analysts say....
Hat tip: Naked Capitalism
Posted by J.C. Falkenberg at 10:14 AM |
Labels: Credit , Fannie MAe , Freddie Mac , GSEs
venerdì, marzo 21, 2008
Hedge fund , l'ultima certezza che se ne va
E se gli hedge fund da liquidare fossero tutti "corti"?
Sul mercato del credito, una delle maggiori preoccupazioni , ma anche una delle poche certezze, per quanto nera, riguarda l'effetto negativo che la liquidazione di un numero elevato di hedge fun, di SIV o di CPDO avrebbe avuto: allargamento degli spread, calo del mercato azionario di quello di riferimento in generale. Alcuni eventi pootrebbero invece aver modificato il quadro: adesso le conseguenze sul mercato potrebbero essere molto meno chiare.
Viene dato per scontato che i vari eventi originati dall'avversione al rischio e dalla mancanza di liquidità nel settore bancario avrebbero all'incirca il medesimo effetto negativo, per ognuna delle tipologie di membri del "sistema finanziario-ombra" non regolamentato dalle banche centrali: la liquidazione di hedge fund dovuta alla richieste di maggiori garanzie , al ritiro dei fondi o delle linee di credito, l'impossibilità di ifnanziarsi sul mercato monetario per le SIV, oppure il permanere degli indici a livelli tropo larghi (per i CPDO) sarebbero dettagli tecnici, un innesco differente per la stessa reazione a catena.
Gli ultimi dati ed il comportamento del mercato introducono una novità rilevante: buona parte della "fast money" non è lunga, ma ha scommesso pesantemente al ribasso su alcuni mercati ed al rialzo su altri. E' maledettamente corta sul credito, ad esempio, ed in aggregato lunga sulle commodities; è questo il motivo della velocità senza precedenti alla quale gli indici di credito hanno ritracciato violentemente in meno di 4 sedute, mentre il mercato delle commodities è stato disintegrato dalle vendite degli hedge fund. Questo andamento è compatibile con la teoria che lo sforzo delle banche commerciali di ridurre i prestiti ai fondi speculativi stia orzandoli a vendere le proprie posizioni , rivelando quale fossero tali posizioni in aggregato
Quello che sembra derivarne è uno scenario dicotomico: se a saltare per primi saranno alcuni CPDO o qualche SIV, "lunghi" per definizione, il mercato calerà di nuovo in maniera improvvisa, repentina e drastica.
Se invece fossero i fondi hedge ad avere difficoltà, la direzione sarebbe paradossalmente meno sicura: molti di questi fondi sarebbero "corti" e quindi dovrebbero comprare rischio durante il processo di liquidazione, causando un crollo oppure un miglioramento del mercato, almeno nel breve termine, a seconda del posizionamento dei fondi speculativi. In ogni caso, un drastico aumento della volatilità - come se ne avessimo bisogno.
Hat tip: Accrued Interest
Il termometro della paura ricomincia a salire
In passato, un ampliamento di tale spread ha segnalato un calo di fiducia nei mercati ed un ribasso più o meno generalizzato delle Borse e, soprattutto, del mercato del credito. Questa volta siamo di fronte a mere questioni tecniche, oppure vi sono ancora problemi sotto la coltre benevola delle iniezioni di liquidità e delle garanzie fornite dai governi?
In Europa, il differenziale fra Bund tedeschi e Libor è arrivato vicino ai massimi a 84, Sembra che molte banche sono ormai restie a prestarsi reciprocamente fondi per più di un paio di giorni, tanto da costringere la Banca Centrale Europea ad iniettare ulteriore liquidità per evitare il congelamento del mercato lungo il weekend.
Questo ha portato ad una tale scarsità di titoli USA a 2 anni, da mandare i prezzi alle stelle ed i rendimenti nominali per le operazioni di pronti contro termine in negativo (prezzi e rendimenti si muovono in senso inverso), un evento assolutamente anomalo.
Per alleviare la situazione e per rendere disponibili più titoli di Stato, la Federal Reserve non solo ha ampliato le categorie di titoli che possono essere posti a garanzia dei propri prestiti, ma nelle ultime operazioni non ha accettato per nulla titoli di Stato a garanzia.
Potrebbe trattarsi degli ultimi strascichi della crisi del mercato monetario avvenuta negli ultimi mesi, una crisi curata o perlomeno tamponata dai recenti interventi della Federal Reserve della BCE e del Governo USA. Tuttavia, nel recente passato, i movimenti dello swap spread hanno funzionato come cinghia di trasmissione delle crisi nate in un angolo del mercato, e non come reazione ritardata: o siamo di fronte alle avvisaglie di una nuova turbolenza?
mercoledì, ottobre 24, 2007
Merrill Lynch starnutisce, AMBAC prende la polmonite
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tag: Finanza, Mercati, Subprime, Credit, Merrill Lynch, AMBAC, Monoline
lunedì, ottobre 15, 2007
Capo, ti avanzano 100 miliardi?
Nel weekend, il ministero del Tesoro statunitense sarebbe stato teatro di una serie d’incontri fra le maggiori banche americane, al fine d’istituire un fondo dedicato all’acquisto di carta commerciale emessa dai veicoli che le banche stesse impiegano per immagazzinare e finanziare una serie d’impieghi fuori bilancio. il miglior sunto è quello di MarketBeat : vogliono farci credere che “non è un salvataggio, è ingegneria finanziaria“. Sarà, ma qualche perplessità dovrebbe essere consentita, quando una mega-banca come Citigroup fa girare il piattino delle offerte per tutta Wall Street al fine di costruire una sorta di acquirente di ultima istanza delle cambiali che le stesse banche impiegano per finanziare investimenti fuori bilancio, inizialmente affidabili, ora eccessivamente disinvolti.
tag: Finanza, Mercati, SIV, Commercial Paper, liquidità, Credit
giovedì, settembre 13, 2007
Rally time e dragoni con la febbre
Giornata positiva sui mercati del credito, oltre che sul mercato azionario. Gli indici relativi al debito bancario stanno recuperando il terreno perso negli ultimi giorni, tornando ai livelli di una settimana fa. Buone notizie sul rifinanziamento della carta commerciale in scadenza sul mercato europeo sembra essere stata rifinanziata, lo yen si sta indebolendo, il mercato comincia a credere ad un taglio di un intero punto percentuale da parte della Fed e JPMorgan avrebbe trovato dei compratori per la parte più rischiosa del debito generato dall’LBO su Boots. La notizia migliore è l’ultima. Le uniche nubi arrivano dall’Asia, dove il rischio inflazionistico minaccia l’economia globale.
martedì, settembre 11, 2007
Credito e liquidità: allacciate le cinture di sicurezza. 600 miliardi d'obbligazioni da rifinanziare e la prima operazione di vendita di debiti da tak
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martedì, agosto 21, 2007
Mai svegliare il can che dorme
Ieri, il punto più attivo del mercato obbligazionario americano è stato l’angolino solitamente più tranquillo: il mercato monetario. Non si tratta, ovviamente, di un buon segnale, nel breve termine, soprattutto se sommato alle disavventure del sistema bancario tedesco (forse soltanto agli inizi) e ai preparativi “americani” di Deutsche Bank, KKR e Goldman Sachs, che indicano la possibilità del protrarsi di condizioni creditizie difficoltose.
tag: Goldman Sachs, Finanza, Mercati, Bond, Credit
lunedì, luglio 30, 2007
Non riesco ad essere troppo dispiaciuto per il suo Yacht
tag: Subprime, Credit, Hedge_Funds, Finanza, Mercati
mercoledì, luglio 25, 2007
Chrysler e Boots: macchine e creme, lacrime e sangue
L'acquisto di Chrysler verrà postposto e finanziato almeno in parte, pare metà, dalle banche che hanno sottoscritto i bridge loans e che non sono più riuscite a piazzare successivamente il debito agli investitori istituzionali, scaricando rischio e tenendosi le laute commissioni che vengono corrisposte per il lavoro - ed il rischio d'insuccesso.
Ancora peggio, è fresca la notizia su Alliance Boots. Il rivenditore di farmaci e cosmetici inglese è stato acquisito da KKR e dall'italiano Stefano Pessina in Aprile. L'acquisizione è stata finanziata da un consorzio di otto banche, guidato da Deutsche Bank e che include Unicredito e JPMorgan, che hanno anticipato i 5 miliardi di sterline di debito necessari in cambio del mandato al successivo collocamento. Anche dopo aver esteso la scadenza del collocamento e ritoccato i termini economici, il consorzio non è riuscito a piazzare l'intero ammontare, ma soltanto 1.75 miliardi di sterline di "junior loans" subordinati, che verranno oltretutto rivenduti in perdita, azzerando gli utili da commissioni generati dall'affare. Le banche dovranno inoltre tenere sui propri bilanci 3.75 miliardi di sterline di prestiti "senior", quelli meglio garantiti, che non sono stati in grado di piazzare.
In entrambi i casi, sembra che KKR e Cerberus abbiano risposto in maniera molto simile alle richieste d'aiuto delle banche: non se ne parla, abbiamo pagato commissioni esorbitanti per anni, è ora di guadagnarvi quei soldi.
Le acquisizioni che hanno generato tale debito sono già state finalizzate, quindi tale debito è di fatto già nel sistema finanziario e non può essere ripagato immediatamente, ma rimarrà nei bilanci delle banche d'affari in attesa di essere scaricato. Si alimenta così perversamente i timori di un "glut", di un ingorgo che peserà sul mercato nei mesi a venire, ritardandone la stabilizzazione.
Fonti: WSJ, TheDeal.com, Bloomberg, DealBook
tag: Leva, LBO, Mercati, Debito, Credit, KKR, Alliance Boots, Chrysler, Cerberus, Unicredito, Deutsche Bank, JPMorgan, Finanza,Economia
Posted by Unknown at 2:24 PM |
Labels: Alliance Boots , Cerberus , Chrysler , Credit , Debito , Deutsche Bank , Economia , Finanza , JPMorgan , KKR , LBO , Leva , Mercati , Unicredito
mercoledì, luglio 18, 2007
Bear Stearns e i suoi fratelli
La notizia è preoccupante anche per il prestigio del gestore dei due fondi: Bear Stearns ha una solida reputazione ed un ottimo track record nel campo del trading obbligazionario. Se uno dei migliori giocatori in campo ha perso anche la camicia, quali perdite attendono il resto del mercato?
I guai a Bear Stearns si cumulano poi con i timori che l'ampia liquidità che ha sostenuto in generale ii mercati finanziari possa essere messa in discussione da standard più rigidi nella concessione di prestiti: di lunedì le notizie, confermate, sulla difficoltà per finanziare l'LBO di Chrysler; di oggi, le voci di un taglio ai prestiti verso gli hedge fund, da parte delle grandi banche d'affari, loro storiche finanziatrici.
Fonti: DealBook,Bloomberg News,Macromonitor
tag: Mercati, Leva, Hedge_Funds, Bear Stearns, Finanza, Credit, Subprime, Mortgage, Chrysler, Cerberus
lunedì, luglio 16, 2007
E' finita la benzina? DCX, LCDX, ABX e altre brutte sigle
L'indice LCDX8, da 97.40 a 97.00 . L'indice è rappresentativo dei cosiddetti "leveraged loans", ossia i prestiti erogati ad aziende già indebitate oppure per finanziare l'acquisto a debito di aziende quotate. Si tratta insomma della benzina che ha alimentato il fuoco del private equity e dei leveraged buy-out. Questa volta il calo non è legato soltanto alle pessime prospettive del mercato immobiliare americano od a generici timori macroeconomici, ma, ad un elemento molto più concreto: l'andamento del pacchetto di finanziamento dell'acquisto di Chrysler da parte di Cerberus le difficoltà che le banche d'investimento stanno incontrando per "piazzare" il debito necessario per l'operazione.
Il timore di molti partecipanti del mercato è semplice: così come il fallimento del takeover di USAirways segnalò la fine della prima ondata di LBOs, quella dei "barbari alle porte" degli anni '80, così molti si stavano già chiedendo quale sarebbe stato l'affare che, non andando in porto, avrebbe segnalato il "rompete le righe". A giudicare dalla reazione, che sta coinvolgendo persino mercati "maturi" come quelli dei Titoli di Stato e dell'azionario, adesso lo sappiamo.
tag: Mercati, Private Equity, Private_Equity, USA, Finanza, , Credit, Subprime
Posted by Unknown at 7:37 PM |
Labels: Credit , Finanza , Mercati , Private Equity , Private_Equity , Subprime , USA
