venerdì, settembre 28, 2007

Addio

L'unica Zanzara di cui era un piacere ascoltare il ronzio se n'è andata.
Il mondo è ora un posto un po' più scuro.



Anche Inyqua ti ricorda

Anche Daw ti ricorda

Anche Il Megafono ti ricorda

Anche Freedom Land ti ricorda

Anche Andrea ti ricorda

Anche Giusva ti ricorda

Anche la Voce del Padrone ti ricorda

Anche Jinzo ti ricorda


Come ai tempi di Jefferson e Lafayette?

Se anche LVI , mai tenero con i politici politicanti di nessun partito (incluso il suo), dice parla bene di un francese, allora possiamo sperare nel ritorno alla ragione di un pezzo d'Europa? Una rondine non fa primavera, ma non è mai troppo tardi per tornare ai bei tempi di Tocqueville, Lafayette e Jefferson.


Hat tip:StarSailor,The Right Nation


tag: , , , , ,

giovedì, settembre 27, 2007

Italia corrotta, classifica sospetta

Italia bocciata. Italia corrotta? Ok, noi siamo corrotti. Tuttavia, suona strano come Myanmar e Somalia spicchino fra le nazioni meno corrotte.Problemi con i dati?
La Somalia non ha uno stato, forse per questo non è agevole trovare funzionari pubblici cui elargire bustarelle. In Myanmar, i militari al potere sono forse troppo impegnati a sparare sulla folla per farsi corrompere; oppure, essendosi già rubati tutto il rubabile, non rimane molto con cui i sudditi possano corrompere i dipendenti pubblici....

Hat tip: Trading in Italia

La soluzione alla crisi dei mercati: Chuck Norris!

Mark Gilbert, il columnist di Bloomberg, ha raccolto e riadattato la versione "finanza" delle barzellette su Chuck Norris. Semplicemente impagabile.
Su Macromonitor, la versione tradotta e commentata in italiano.

A famous series of jokes uses the actor Chuck Norris, martial artist and star of ``Walker, Texas Ranger,'' as a paragon of masculinity and omnipotence. ``Guns don't kill people, Chuck Norris kills people,'' goes one. ``ChuckNorris doesn't get wet, water gets Chuck Norris,'' goes another.
Similar thinking can be applied to the current state of financial markets. Here, then, is the world of money recast in Chuck Norris terms.

Chuck Norris doesn't target inflation. He roundhouse-kicks it until it begs for mercy.
The Chuck Norris dollar buys 3 Canadian dollars, and trades at parity with the euro.

Chuck Norris doesn't supply collateral, only collateral damage.

The tears of Chuck Norris would supply enough liquidity to solve the credit crisis. Too bad he never cries.

When the yield on a Chuck Norris bond goes up, the price also rises.

Chuck Norris trades on fear and greed simultaneously.

Alan Greenspan calls Chuck Norris ``The Maestro.''

Chuck Norris has already banked his dividend payment from Northern Rock Plc.

Chuck Norris funds at Libor flat.

Chuck Norris Asset Management made 50 percent on its subprime mortgage-backed bond fund last month.

Chuck Norris doesn't borrow at the Fed's discount window. Chuck Norris LENDS at the Fed's discount window.

Chuck Norris's curves never invert.

Net income at Goldman Sachs Group Inc. rose 79 percent in the third quarter; profit at Chuck Norris Securities Inc. climbed 80 percent.

There is no market regulator. Just a list of securities Chuck Norris allows to be traded.
Chuck's iPhone never needs recharging.

Chuck Norris doesn't buy gold to hedge against inflation. Gold buys Chuck Norris to hedge against inflation.

Chuck Norris charges the Bank of England a penalty rate for borrowing. And guarantees its deposits.
Chuck Norris is the pilot Ben Bernanke calls when he wants to shower the economy with dollar bills. Sometimes, Chuck refuses to fly.

Chuck Norris gets ALL of his funding from the asset-backed commercial paper market.
Chuck Norris doesn't mark-to-market. The market marks to Chuck Norris.
When the U.S. economy sneezes, the world catches a cold. When Chuck Norris sneezes, the U.S. economy catches pneumonia.

When Chuck Norris makes you a price, it isn't an offer; it's an obligation to buy.
Chuck Norris isn't a market maker; he IS the market.

Chuck Norris can still get a 125 percent mortgage on a $2 million condo without providing proof of earnings.
Chuck Norris subprime collateralized debt obligations still trade at 100 percent of face value.
Chuck completed Halo 3 on his Microsoft Corp. Xbox 360 on the day before the computer game went on sale.
Chuck Norris has a trade surplus with China.


tag: , , ,

mercoledì, settembre 26, 2007

Birmania, i legittimi dubbi

Sono quelli di Libere Risonanze: come mai, di fronte agli ultimi episodi una repressione selvaggia e decennale, i pacifisti nostrani non hanno fiatato? Forse certi standard valgono soltanto quando una nazione non si definisce uno "stato socialista", come fa il Myanmar? Non è strano che l'omertà funzioni solo fino a quando non si ammazzano dei religiosi, mentre accoppare persone qualsiasi pare irrrilevante?
Se la risposta fosse positiva, avremmo purtroppo una conferma della colorazione politico-culturale di certa intelighentsia nostrana e dei loro seguaci arcobaleno.

Update: una possibile spiegazione, da Andrea. Enzo Reale è stato in Birmania nel mese di Agosto e ne ha scritto, su Libmagazine e sul suo blog "dedicato", oltre a commentare gli eventi di questi giorni. HT: Cantor

martedì, settembre 25, 2007

Ahmadinejad fa pratica

Per il presidente iraniano, in Iran non esistono gay. Se i pasdaran fossero più efficienti con il plotone d'esecuzione, probabilmente sarebbe quasi vero, visto che la fucilazione pare essere il metodo preferito per gestire il problema dei "diritti civili" degli omosessuali.
La domanda sorge spontanea: se un regime è disposto a fare questo per estirpare un fenomeno che ha almeno una componente genetica e può manifestarsi in ogni famiglia, siamo sicuri che i discorsi sulla cancellazione d'Israele siano pura retorica?

lunedì, settembre 24, 2007

Dan Rather senza vergogna

Dan Rather ha fatto causa al network americano CBS per averlo costretto a pubbliche scuse per il Memogate. Il fatto che un altro nome per lo scandalo fosse RatherGate non ha impedito all'ex-anchorman di punta d'impersonare il ruolo della vittima, quando probabilmente la CBS avrebbe potuto citarlo per i danni alla propria immagine.

Il giornalista settantacinquenne, già plurimilionario, ha chiesto 70 milioni di danni sostenendo che CBS lo avrebbe usato come capro espiatorio per quietare funzionari governativi inferociti per la scoperta, nel pieno della campagna elettorale del 2004, di documenti che avrebbero dovuto dimostrare come George W. Bush avrebbe evitato il Vietnam grazie ad un episodio di favoritismo che gli avrebbe permesso di arruolarsi nella guardia nazionale del Texas.

Forse Rather, che della CBS era anche un dirigente, dimentica che sull'autenticità dei documenti gravano pesantissimi dubbi, se non la certezza che siano stati fabbricati soltanto più tardi: si trattò del caso più eclatante in cui la blogosfera riuscì a superare in abilità analitica ed investigativa uno dei più rispettati programmi d'informazione americani.
Forse dimentica che i documenti furono il fulcro di una puntata di 60 minutes, il programma da lui condotto e diretto personalmente, dando la massima rilevanza alla notizia e facendo pesare tutto il proprio prestigio per dare rilevanza alla notizia, nonostante non fossero stati sottoposti ad un controllo delle fonti accettabile per gli standard di CBS. Il tutto nel pieno di una campagna elettorale dove la questione del servizio militare era stata portata all'attenzione generale da John Kerry, il concorrente democratico.

Chi altri avrebbe dovuto andare in televisione a scusarsi, se non il giornalista responsabile del disastro mediatico che ha intaccato in maniera pesante l'immagine del giornalismo televisivo americano? Non di fronte al governo, ma di fronte al proprio pubblico, che a questo punto si cominciava a chiedere quanto fosse meritata la reputazione di giornalismo investigativo imparziale e rigoroso che 60 minutes si era guadagnato in trent'anni. La risposta definitiva, purtroppo, la stiamo avendo adesso.

Hat tip : JonahGoldberg

tag: , , , , ,

domenica, settembre 23, 2007

La blogsfera ha superato imedia tradizionali. Ed ora , dove si va?

L'oggettivista Atlas Society ha un ottimo articolo che ripercorre la storia e i probabili sviluppi della blogosfera americana (Atlas Mugged: How a Gang of Scrappy, Individual Bloggers Broke the Stranglehold of the Mainstream Media).
I blog, insieme alle nuove radio, sono stati fra i grandi ribelli che hanno sfruttato la fine del bavaglio imposto dalla "dottrina dell'equità", l'ennesima politica socialista introdotta durante il New Deal: una regola che teoricamente impedisce ai proprietari di stazioni radio e televisive di trasmettere materiale che non sia "equo e bilanciato"; ottime intenzioni, come sempre nel caso di riforme socialdemocratiche, con risultati fallimentari, come sempre.
Di fatto, si è lasciato libero diritto di manipolazione delle notizie ad una ristretta élite "culturale": una versione moderata del consenso fra la casta giornalistica, protetta da interferenze esterne, è divenuto il metro per giudicare cosa fosse "equo e bilanciato". Purtroppo che tale consenso è completamente fuori linea rispetto alle opinoini dell'americano medio e,normalmente anche della realtà degli avvenimenti. Ricorda qualcosa? Termini come RAI e Par condicio tornano per caso alla mente? L'egemonia di sinistra nei media italiani non sembra più così strana?
I blog sono stati l mezzo che ha permesso la rinascita dell'accesso alla pubblicazione anche per privati cittadini, come avveniva all'epoca dei Padri Fondatori degli USA. Dopo l'11 Settembre, la blogosfera ha evidenziato un contrasto forse insabnabile: da un lato, le possibili visioni di un avvenimento, l'ampiezza e fecondità del dibattito possibile e la capacità di raggiungere a risultati approfonditi e più accurati di quelli che si trovano nelle pagine del New York Times ; dall'altro, la realtà di una cupola mediatica che intende l'imparzialità come il tacito accordo a dare tutti la stessa versione della storia, moderatamente riscaldata a seconda del canale televisivo.

sabato, settembre 22, 2007

I veri laburisti

Qualcuno l'ha scritto meglio di me e nella mia infinita pigrizia mi limito al copia&incolla:

Questo blog aderisce alla manifestazione promossa da Daniele Capezzone e dal network Decidere.net in difesa di quegli stessi lavoratori e di quei giovani che la sinistra comunista ed il soviet sindacale di mattina pretendono di difendere e di pomeriggio derubano e umiliano, allo scopo di assicurare pensioni parassitarie a gente di 58 anni, fomentando così la piaga del lavoro nero che loro stessi si preoccupano poi di denunciare.

venerdì, settembre 21, 2007

“Jenin, Jenin” sotto processo. Quando il documentario diventa pura propaganda

Il "documentario" “Jenin, Jenin” è stato oggetto di una richiesta di danni da parte di cinque soldati israeliani. Un'occasione per ricordare l'opera di propaganda e distorsione della realtà perpetrata dai media arabi e ripresa da troppi media occidentali senza neppure accordare il beneficio del dubbio all'esercito israeliano.


Il documentario accusava l'esercito israeliano di essersi macchiato di genocidio e crimini di guerra durante gli scontri avvenuti all'interno del campo profughi di Jenin, avvalorando la tesi palestinese di oltre 500 morti in un'azione contro la popolazione inerme. Le inchieste internazionali smentirono buona parte della ricostruzione dei fatti di parte araba, rivelando come il "massacro di civili" fosse stato in realtà una battaglia fra l'esercito israeliano e terroristi palestinesi pesantemente armati, infiltrati fra la popolazione civile: le vittime confermate furono 52 ( di cui 38 armate) da parte palestinese e non 500; di contro, i morti da parte israeliana furono 23. Un rapporto del genere negli scontri fra un esercito ed una "popolazione civile" è assolutamente incredibile, a meno di non confermare la verisone israeliana della presenza di forze combattenti palestinesi addestrate ed inquadrate.

Lo stesso Muhammad Bakri, regista e produttore del film, ammise di aver falsificato alcune scene del documentario. Ciononostante, la Corte Costituzionale israeliana permise la proiezione del film in tutta Israele, dimostrando la solidità delle istituzioni a tutela della libertà di espressione nella nazione - verrebbe da chiedersi quale sarebbe stato il fato di un simile documentario o del suo regista se vi fosse stato un qualche regime arabo nel ruolo d'Israele: il sequestro, il carcere o l'esilio, indubbiamente. In Israele, l'unico rischio che correrà Bakri, se fosse colpevole, sarà quello di dover pagare un risarcimento ai soldati che avrebbe diffamato. Differenza notevole, dal mio punto di vista.



HT: ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it

tag: , , , ,

La coop sei tu. Chi può fregarti di più?

Phastidio recensisce Bernardo Caprotti, padrone di Esselunga e testimone della sublime menzogna dietro le Coop: come nei regimi ai quali le coop "rosse" s'ispiravano, quelli totalitari, la verità era menzogna. Nelal versione al tortellino, lo sconto è un rincaro, ma ve lo fanno pagare fuori scontrino, così, anche se non fate la spesa alla Coop, pagate lo stesso.

Rudy "Maggie" Giuliani?

Rudy Giuliani ha attraversato l'Atlantico per una visita di tre giorni nel Regno Unito, con due obbiettivi: rafforzare la sua immagine nei confronti dell'ala meno moderata del GOP e ridurre la percezione di candidato "domestico", meno attento di altri allo scenario internazionale.
L'ex sindaco di New York ha rafforzato le proprie credenziali "conservatrici", grazie all'appoggio di Lady Thatcher e dell'ala tatcheriana dei Tories inglesi: Rudiy Giuliani incontrerà laoggi Lady Tatcher e riceverà la prima Margaret Thatcher Medal of Freedom. Inoltre, a dar man forte alla campagna presidenziale di Giuliani arrivano Robert Conquest e Nile Gardiner, tatcheriani doc e storici consiglieri personali di Maggie.

L'incontro con il Primo ministro Gordon Brown ha puntato invece a dimostrare che le doti di leadership mostrate dopo l'11 Settembre sono apprezzate anche al di fuori dei confini americani, ribattendo a coloro che ritengon Rudy un candidato con poca esperienza e poco peso in politica estera.

Fonte: The Washington Post




tag: , , , , , , , , , ,

giovedì, settembre 20, 2007

Ecco Walter Veltroni

A futura memoria:

Ecco il sindaco di Roma e nuovo leader del Partito Democratico, che diventerà il punto di riferimento del centrosinistra italiano.





Era quello che da Fabio Fazio diceva, sempre qualche anno fa, questo:




Crosspostato con ilrumoredimieiventi

tag: , , ,

XX Settembre, Porta Pia: 137 anni e non sentirli


La Questione romana è stata risolta? Giudicate voi: l'Unione ha sostenuto in ogni occasione di essere l'unico baluardo dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato, di fronte alle oscure forze delal reazione clericale ed alle orde barbariche dei secessionisti padani.
Quale migliore occasione del Venti Settembre, allora, per dimostrare simbolicamente il sincero attaccamento ai valori della laicità e dell'Unità Nazionale? Nessuna, parrebbe. Eppure, né il governo di centrosinistra né il comune di Roma, presieduto da Walter Veltroni, hanno pensato di celebrare con un qualche rilievo la conclusione dell'Unità d'Italia.

Passare dalle parole ai fatti è difficile, per dei politici, ma non pensavo sarebbe stato così difficile passare dalle parole alle parate.


mercoledì, settembre 19, 2007

Quanto è credibile o utile la Bernanke put?

La mattina immediatamente successiva ad un aggressivo tagli dei tassi si dovrebbe assistere ad un ritorno alla calma e soprattutto all'ottimismo, almeno da parte delle grandi banche. In fondo, l'azione della Fed era diretta proprio al settore finanziario in senso stretto, dove il mercato della liquidità e quindi il sistema dei pagamenti rischiavano d'essere a rischio d'ingolfamento, con le conseguenze a cui abbiamo assistito in Gran Bretagna.

La prima reazione del mercato è stata euforica, ma quella del settore finanziario è stata di approfittare dei minori tassi di mercato per fare cassa il più rapidamente possibile. Unicredito, Deutsche Bank, RBS e Commerzbank hanno appena annunciato nuove emissioni, oltre alle voci su Lehman Brothers. Perché tanta fretta? Se il taglio dei tassi fosse la cura ai problemi attuali, come mai questa corsa a raccogliere quanto più denaro a lungo termine, da parte di chi dovrebbe prestarne?

Esistono ragioni contingenti, certamente: RBS è impegnata nell'asta per ABN Amro ed ha segnalato da tempo la necessità di emettere debito; Unicredito ha necessità di fondi per rimborsare gli azionisti che intendono esercitare il diritto di recesso.

Eppure, nessuna di queste ragioni, in fondo, sembra spiegare come mai il movimento di mercato di oggi sembra il risultato della necessità di ricoprirsi da parte di un mercato andato pesantemente "short" - sino a due giorni fa, il consenso era che un taglio di 50 centesimi sarebbe stato interpretato come un segnale di panico da parte della Fed.

La spiegazione potrebbe essere che non stiamo assistendo ad una crisi di liquidità, ma ad una crisi frutto dell'eccesso di credito che ha causato la crisi di liquidità. La Fed ieri e la BoE ieri hanno garantito che la crisi creditizia non avrà effetti sul mercato interbancario, indicando così in un certo senso l'uscita dal tunnel, ma la via sarà ancora lunga.

Purtroppo per noi, il modo in cui si è scelto d'intervenire, tramite un taglio dei tassi ed un salvataggio bancario, lascia intatto il pericolo maggiore, quello della ripetizione di una bolla speculativa nata dalla protezione che lo Stato accorda ad un settore dell'economia, in cambio di politiche inflazionistiche.
Sarebbe stato meglio continuare a fornire liquidità a brevissimo termine e permettere al mercato di riprezzare il rischio correttamente; un processo doloroso, ma necessario, per non ripetere il processo in maniera catastrofica più avanti.

Non è un caso che il processo di riconoscimento delle perdite e degli errori degli ultimi due anni sia avanzato in gradi differenti all'interno della comunità finanziaria, a seconda del grado di protezione statale accordato ai vari attori: gli hedge fund sono molto avanti rispetto al mondo bancario in generale, all'interno del quale poi le banche regionali tedesche, ad esempio, sono quelle probabilmente che, al riparo dello scudo delle garanzie dei Lander, hanno accumulato le speculazioni più rilevanti ed i risultati peggiori.
Tasso di protezione statale e mancanza di trasparenza nelle strategie seguite e nei risultati ottenuti sembrano, insomma, andare a braccetto. Continuare a proteggere il mondo bancario e poi dare la colpa delle ricorrenti crisi ad hedge fund e fondi di private equity sembra decisamente ipocrita.



Crossposted to Follow me on Macromonitor

tag: , , , ,

San Bernanke ha fatto il miracolo?

La Federal Reserve ha tagliato i tassi di mezzo punto, dando per il momento ossigeno al mercato e suggerendo la rinascita della Greenspan Put in versione riveduta e corretta. Il settore bancario sta approfittando in pieno della ritrovata euforia per raccogliere risorse a medio e lungo termine: nelle prime quattro ore di trading, Unicredito, Deutsche Bank, RBS e Commerzbank hanno annunciato nuove emissioni. Scarsa fiducia nella possibilità che la sola politica monetaria possa risolvere questa crisi?

Continua a leggere su Macromonitor




Follow me on Macromonitor

martedì, settembre 18, 2007

Yahoo! acquista Zimbra. Una nuova minaccia per Microsoft Office?

Microsoft deve ocminciare a preoccuparsi: si moltiplicano le incursioni, da parte di concorrenti determinati, contro una delleproprie galline dalle uova d'oro.
Yahoo! ha appena speso $350 milioni per acquistare Zimbra, fornitore di soluzioni aziendali che rivaleggia direttamente con Microsoft Office ed Exchange, impiegando un approccio che combina open source e Web 2.0.

L'alternativa proposta da Zimbra per eliminare il server Exchange di Microsoft e Microsoft Office include:

  • webmail
  • desktop client
  • Rubrica
  • calendario/Agenda
  • word processing
  • spreadsheets
  • Salesforce integration
  • un forte componente per l'impiego tramite dispositivo mobile (PDA/cellulare).
Tutto gira su di un server connesso alla rete; l'interfaccia, per l'utente finale, si limita al solo browser, senza necessità di ulteriori installazioni. Non esiste neppure il problema della disconnessione dai server: è possibile lavorare offline e sincronizzare i propri dati in seguito. Il codice , nella versione base, è open source e gratuito: Zimbra fa pagare soltanto per l'edizione commerciale.
Manca un database ed è fatta: abbiamo un altro concorrente di Microsoft Office, la cui versione puramente Web-based è, lasciatevelo dire, ancora deludente, per non parlare dei noti problemi di Office in generale. Qualcuno sente aria di debolezza e di spazi da conquistare in quello che era un monopolio virtuale per Microsoft: Google sta sviluppando seriamente la propria suite di prodotti, IBM ha rilanciato Lotus Symphony, sulla falsariga di Open Office, Yahoo! , dulcis in fundo, acquista il concorrente forse più elegante dal punto di vista tecnico, garantendo notevoli doti di marketing, accesso al cliente e un portafogli ben fornito per finanziare l'espansione.

A volte ritornano: riecco Symphony

IBM sfida Microsoft, riesumando un nome veterano di mille battaglie contro Excel, Lotus Symphony - ed adattandolo al mondo open source.

Una seiitmana fa IBM si è accordata con OpenOffice.org, che cerca di sviluppare una suite di programmi che operi seguendo standard condivisi. Adesso, ha annunciato che rilascerà gratuitamente una suite che faccia concorrenza a Microsoft Office, recuperando un glorioso nome dell'informatica dei primi anni '90 : Symphony.

Idealismo? Ovviamente no. IBM non ha interessi nel campo del sistema operativo e non ha più una divisione che costruisca PC, mentre è invece fortissima nella fornitura di servizi e soluzioni, ossia grandi server centrali ed orde di programmatori per sviluppare soluzioni ad hoc. Qualsiasi cosa riduca le prestazioni necessarie per un PC da ufficio libera risorse da spendere nei sistemi centrali e quindi incentiva la crescita del segmento di mercato dove IBM è più forte, ai danni di Microsoft. Si tratta dello stesos motivo per cui IBM è uno dei maggiori sostenitori di Unix e Linux: il software è gratuito , ma gli informatici che lo gestiscono, personalizzano e mantengono no; inoltre, la gratuità di alcuni software permette di spendere budget su applicativi personalizzati e sull'integrazione di programmi e reti, ossia due dei punti di forza di IBM .

Per assurdo, verrebbe da chiedersi come il commissario per la concorrenza dell'UE potrebbe vedere la decisione di IBM : Microsoft ha aggiunto gratuitamente nuovi prodotti a Windows, mentre la società di Armonk vorrebbe addirittura regalare software per spostare la concorrenza con Microsoft su una nuova arena competitiva.
Sono questi i modi in cui si diffondono le innovazioni, metodi che vengono purtroppo danneggiati dalle stesse legislazoni antitrust che vorrebbero difendere la concorrenza. Le azioni antitrust hanno la tendenza a congelare il mercato in una struttura apprezzata dai regolatori, senza garanzia che si tratti della soluzione ottimale o che tale struttura non possa divenire un ostacolo all'evoluzione del mercato per venire in contro alle esigenze degli individui.
Una concorrenza derivante dalla competizione fra aziende pronte anche a ridefinire l'arena competitiva, sino al punto di rendere gratuito un bene od un servizio, nel proprio stesso interesse, porta invece ad un adattamento molto più veloce alle esigenze dei consumatori.

tag: , , , , , ,


Fonte: Slashdot | IBM Challenges Microsoft with Free Office Suite

lunedì, settembre 17, 2007

L'autunno (caldo) di TocqueVille

Crosspost di servizio:

Dopo la splendida esperienza di qualche giorno fa ad Atreju 07, dove i "nostri" blogger hanno offerto un servizio unico di informazione in tempo reale, anche nelle prossime settimane TocqueVille continuerà ad essere presente ovunque il mondo liberale e conservatore sia in grado di dare testimonianza di vitalità e capacità di aggregazione. Ecco un breve giro d'orizzonte sui prossimi appuntamenti in programma. Ma invitiamo tutti gli iscritti alla Città dei Liberi a scrivere alla redazione (scrivi2[at]tocque-ville.it) per segnalarci appuntamenti locali o nazionali in cui la presenza di TocqueVille possa essere utile come strumento di informazione o di diffusione politica e culturale.

22 settembre 2007
TocqueVille aderisce alla manifestazione organizzata da Decidere.net a Roma, per dare un futuro alle pensioni e per dire "no" alla controriforma recentemente annunciata dal governo (sotto dettatura della sinistra comunista e del sindacato). Diamo appuntamento a tutti i nostri iscritti alle ore 16 in Piazza Fiume, a Roma, per una marcia che avrà come prima tappa la sede della CGIL in Corso Italia. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi quelli di Benedetto della Vedova e Maurizio Sacconi. E hanno aderito diverse organizzazioni, da Forza Italia Giovani a think tank come l'Istituto Bruno Leoni, Menostato.it e Competere. Tutte le informazioni e il materiale da scaricare sono disponibili sul sito www.decidere.net.

6 ottobre 2007
TocqueVille sarà presente con un suo stand (con connessione internet wi-fi) alla prima convention nazionale dei Circoli della Libertà, che si svolgerà alla Fiera di Roma nel pomeriggio di sabato 6 ottobre. I blogger di TocqueVille avranno la possibilità di seguire la manifestazione in liveblogging e di esprimere in diretta la propria opinione sul "fenomeno" che sta scuotendo le fondamenta del centrodestra italiano.

(crossposted at Krillix, The Right Nation, Star Sailor, Tv)

Grillismo, Cesarismo in sedicesimo

Ottima citazione di Veneto Liberale da Max Weber, sul pericolo della deriva "cesaristica".
Ci preoccuperemmo per l'emergere del Grillismo e dei Grillini, se non fosse che persino il buon Franco Grillini ci sembra più credibile di Beppe Grillo per la parte del leader carismatico e cesarista (le nostre scuse all'Onorevole Grillini per l'accostamento)


HT: Venetoliberale

tag: , , ,

Template Designed by Douglas Bowman - Updated to Beta by: Blogger Team
Modified for 3-Column Layout by Hoctro. Credits: Daryl Lau, Phydeaux3