Quello che Repubblica non vi racconta: sulla prima pagina del Wall Street Journal online non ci finiamo solo e solamente per notizie negative. Oggi, ad esempio, c'era un bell'articolo sui progressi della lotta alla camorra. Da notare: lo snapshot si rifà al pomeriggio, mentre in mattinata la notizia era ancora più in evidenza.
Non credo che Repubblica ci scriverà ponderose articolesse, meditando sulla decadenza italiota e sulla mafiosità berlusconiana. Soprattutto, non credo ve ne parlerà mai: la stampa estera esiste soltanto quando critica, mai quando approva quanto avviene in Italia sotto un governo di centrodestra.
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lunedì, novembre 02, 2009
La stampa estera che non piace a Repubblica
Posted by J.C. Falkenberg at 4:04 PM |
Labels: Camorra , Media , Propaganda
domenica, gennaio 13, 2008
Gomorra e l'Economist
L'Economist recensisce questa settimana Gomorra">, il libro di Saviano sulla camorra.
Recensione interessante, che riconosce i meriti del libro e che non manca di coglierne in pieno i principali difetti: la scrittura talvolta eccessivamente barocca e le conclusioni di livello molto inferiore rispetto al lavoro sul campo.
Il motivo è presto e correttamente chiarito: il retroterra culturale di Saviano è cattocomunista, e produce il risultato di accusare la camorra di "neoliberismo", il feticcio cui certa sinistra addossa ogni male.
Purtroppo, tale critica è soltanto accennata, quando andrebbe espressa a voce alta, per evitare che il lettore venga irretito dall'ottimo lavoro iniziale, lasciandosi convincere a credere alle errate e pericolose tesi di Saviano. Pericolose, perché la camorra che emerge dalla stessa ricostruzione che se ne fa , magistralmente, in "Gomorra" è una organizzazione che fa propri tutti i caratteri del più antiliberale dei regimi: quello dispotico.
La camorra prospera infatti imponendo con la coercizione i propri comandi, violando così il primo cardine di una società e di un ordine economico liberali. Rifiutare il liberalismo, come implicitamente fa Saviano, la rafforza soltanto.
Recensione interessante, che riconosce i meriti del libro e che non manca di coglierne in pieno i principali difetti: la scrittura talvolta eccessivamente barocca e le conclusioni di livello molto inferiore rispetto al lavoro sul campo.
Il motivo è presto e correttamente chiarito: il retroterra culturale di Saviano è cattocomunista, e produce il risultato di accusare la camorra di "neoliberismo", il feticcio cui certa sinistra addossa ogni male.
Purtroppo, tale critica è soltanto accennata, quando andrebbe espressa a voce alta, per evitare che il lettore venga irretito dall'ottimo lavoro iniziale, lasciandosi convincere a credere alle errate e pericolose tesi di Saviano. Pericolose, perché la camorra che emerge dalla stessa ricostruzione che se ne fa , magistralmente, in "Gomorra" è una organizzazione che fa propri tutti i caratteri del più antiliberale dei regimi: quello dispotico.
La camorra prospera infatti imponendo con la coercizione i propri comandi, violando così il primo cardine di una società e di un ordine economico liberali. Rifiutare il liberalismo, come implicitamente fa Saviano, la rafforza soltanto.
tag: Camorra, Napolitano, Media, Economist
Posted by Unknown at 9:42 PM |
Labels: Camorra , Economist , Media , Napolitano
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