La prima parte del capolavoro di Ayn Rand arriverà finalmente su grande schermo il 15 aprile, Tax Day, ossia il giorno in cui vengono venivano tradizionalmente pagate le tasse negli Stati Uniti. Non è un film ad alto budget, non ci sono le star che avevano espresso interesse, ma finalmente potremo vedere quello che è stato definito "il primo film anti-bailout di Hollywood". Tutti a vederlo, sperando che non sia l'ultimo.
lunedì, febbraio 14, 2011
Atlas Shrugged - La Rivolta di Atlante finalmente al cinema
Posted by J.C. Falkenberg at 1:39 PM |
Labels: Atlas Shrugged , Ayn Rand , Cinema
lunedì, febbraio 23, 2009
Tocca dargli ragione
Forse farò storcere il naso al mio socio, ma per una volta concordo con Camillo:
"Sì, lo so. A tutti è piaciuto il film anglo-indiano, a me è sembrato un concentrato di tutti, proprio tutti, i luoghi comuni del cinema, una specie di Cinema Paradiso in salsa tandoori."
Posted by Unknown at 9:44 PM |
Labels: Christian Rocca , Cinema , Oscar
domenica, ottobre 05, 2008
Qualcosa di oggettivista dal mondo del cinema
Una piccola speranza, in questo mondo che viaggia verso il socialismo: esisotno ancora luoghi dove non tutte le perosne di spettacolo hanno portato il cervello all'ammasso: Angelina Jolie e Kirsten Dunst dimostrano come si possa essere attrici di fama mondiale senza doversi tatuare una stella rossa sull'anima e adorare unculto che porta dritto al deisgregamento della società aperta.
Hat Tip: Oggettivista
Posted by Unknown at 8:28 PM |
Labels: Cinema , Media , oggettivismo
lunedì, luglio 21, 2008
I filma antiameriacni non vendono? Allora niente film.
I film centrati sulla guerra in Iraq sono stati sinora delle mezze delusioni, eperlomeno dal punto di vista del numero di spettatori. La spiegazione standard è che gli americani ed in generale gli occidentali non vogliano proprio saperne della guerra.
John Nolte offre una spiegazione alternativa: a fare flop rispetto alle aspettative sono i film sostenuti dall'estabilishment di Hollywood, schierato massicciamente a sinistra e impegnato a produrre pellicole antiamericane o scettiche sull'intervento all'estero.
A sostegno della propria tesi porta la storia di "Vantage Point", un thriller prodotto con pochi mezzi ed uno dei pochi film che parla di terrorismo senza denigrare gli USA e che ha incassato decisamente più di quanto sia costato. Il termine "piccolo" è relativo: l'incasso è stato di circa 150 milioni di dollari a fronte di una spesa di 40.
In mezzo a tanti film antiamericani che hanno fallilito al botteghino, insomma, ci si dimentica il film, pro-americano, che ha avuto successo. Un caso?
Immagino che i giornalisti "progressisti" americani condividano uno dei vizi di nostrani: la cecità selettiva. Ciò che non si conforma alla propria visione del mondo non esiste, non è degno di essere raccontato; molto meglio, per lorsignori, sostenere che una platea ignorante e disinteressata non apprezza certi argomenti, piuttosto che ammettere che il pubblico non è interessato ad un film distorto dal desiderio di convertirli alla propria visione del mondo .Had the media (and Hollywood, for that matter) broadened their focus
from “Iraq-themed” to “War on Terror-themed” films this would have forced them
to talk about the single war film that made a profit: Vantage Point, a little
Islamic terrorist thriller starring Dennis Quaid and William Hurt. This $40
million film was released the month before the Washington Post piece was written
to lukewarm reviews, but still it managed to make a respectable $73 million here
in America and another $78 million overseas — making it by far the biggest
moneymaker of all the war-themed films to come out this last year.
No one wants to talk about the standalone success of Vantage Point
because it’s a pro-American film that portrays the American President (Hurt) as
a noble, brave, and selfless man. Imagine the denial some would be forced to
overcome in reporting that a dozen pro-defeat films failed miserably, but the
one prof-American one didn’t.
Fonte: John Nolte @ Pajamamedia.
Posted by J.C. Falkenberg at 3:33 PM |
Labels: Cinema , Media , Propaganda , Sinistra
martedì, luglio 24, 2007
E poi ci lamentiamo della RAI
Il British Board of Film Classification è l'ente che in Gran Bretagna decide le classificazioni di film, DVD e alcuni videogiochi e le sue linee guida vengono spesso adottate anche dalla televisione. Una di queste linee guida prevede il permesso di mostrare un pene maschile, salvo che sia in stato di piena erezione.
Per evitare contestazioni, il BBFC aveva elaborato nel 1992 una regola empirica per applicare la censura, basata su di un singolare criterio geografico: il BBFC avrebbe classificato un film come "per adulti" nel caso venisse mostrato un fallo eretto fino al punto in cui l'angolo dello stesso dalla verticale era maggiore di quello formato da una penisola scozzese sulle mappe geografiche: il Mull of Kintyre, Argyll and Bute, sulle mappe della Scozia.
Hat tip:Boing Boing
Fonte: Wikipedia
tag: Censura, Humour, Media, Pornografia, Cinema, Televisione, , RAI, BBC, BBFC
Posted by Unknown at 9:33 AM |
Labels: BBC , BBFC , Censura , Cinema , Humour , Media , Pornografia , RAI , Televisione
giovedì, maggio 24, 2007
Esiste qualcuno che non aveva ancora visto "Guerre Stellari"?
Ebbene sì - e scrive per "Wired", praticamente il mensile chic per tecnofili.
Un paradosso che cammina. D'altronde, la rubrica di Tony Long non si chiama "Il Luddita" per niente.
La recensione, come potete immaginare a questo punto, è una solenne stroncatura, ma è facile sparare su di un film del 1977 nato come puro intrattenimento. Una perla di saggezza nell'oceano di vetriolo: Io e Annie si sarebbe davvero meritato di essere ricordato come il miglior film di quell'anno.








