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domenica, luglio 11, 2010

La vacanza obamiana

L'ex-Presidente G.W.Bush è stato a lungo preso in giro e criticato per le sue lunghe vacanze. Barack OBama viene osannato, anche se si comporta allo stesso modo: il presidente sta organizzando la terza vacanza dall'inizio dell'emergenza nel Golfo del Messico, dopo aver promesso di "non riposarsi" sino a quando il problema non sarebbe stato risolto. Attendiamo fiduciosi le feroci satire dei media cosiddetti progressisti.

Hat tip Gateway Pundit

giovedì, giugno 17, 2010

L'ipocrisia di Obama su BP

Il comportamento di Obama durante la tragedia BP è quanto di meno americano si possa immaginare: ideologico, populista ed ipocrita. 
Da un lato, l'amministrazione ha lasciato che i propri legami con i sindacati e le proprie antipatie politiche rallentassero drammaticamente gli aiuti e impedissero l'accesso alla migliore tecnologia per contenere il disastro. Dall'altro, si  è inutilmente trasformata BP in un capro espiatorio, danneggiando la reputazione degli USA e facendo compiere al governo americano un altro passo verso l'eurosclerosi. 

BP ha enormi responsabilità ed è certo che dovrà pagare. Fortunatamente, negli USA esistono  leggi specifiche ed esistono i tribunali, notoriamente poco inclini a lasciar correre. Esiste anche una legione di avvocati specializzati nel mungere le multinazionali  per le cause più assurde, che non  avranno alcuna difficoltà nel costringere  BP a pagare, di fronte a cotanto disastro. Non serve che il presidente degli USA si debba comportare come i un gangster di Chicago e cercare qualcuno da "prendere  a calci in culo", come ha dichiarato recentemente. Non si vede alcuna necessità per la quale un governo debba effettuare un intervento extra-legale, come sta avvenendo in questi giorni.  Si tratta di una reazione che sa di tattica elettorale disperata, diseducativa e deleteria per gli interessi americani all'estero: il prossimo demagogo che deciderà di espropriare o mungere un'azienda occidentale potrà sostenere di essersi ispirato al compagno Barack Obama, con tanti saluti alla Rule of Law ed alla certezza del diritto.

La necessità di trovare un capro espiatorio è urgente, a causa di una gestione dell'emergenza a dir poco criticabile, tanto da essere considerata dai residenti della Lousiana  peggiore della gestione dell'uragano Katrina .  L'ipocrisia dell'amministrazione Obama è ancora più ecidente se si considera come non  abbia "trovato tempo "per autorizzare i governatori repubblicani ad impiegare i volontari della Guardia Nazionale per intere settimane e come si sia rifiutata di sospendere il Jones Act, una norma protezionistica che impedisce a navi straniere o con marinai non americani di navigare nelle acque interne USA e che ha costretto l'amministrazione a rifiutare inizialmente l'offerta olandese di navi attrezzate con barriere di contenimento e di attrzzature per sifonare il petrolio. E' una legge che è stata sospesa durante l'uragano Katrina, ma che viene difesa dai sindacati, i maggiori finanziatori e sostenitori della campagna elettorale di Obama . Il fatto che alla Casa Bianca si pensa che irritare i sindacati sia peggio che lasciare coprire il Golfo del Messico da una marea nera la dice lunga sulle priorità di questa amministrazione.

Per Obama i sindacalisti sono più importanti del disastro nel Golfo

Barack Obama  ha recentemente sostenuto che "non accetterà di non fare nulla" riguardo al disastro del Golfo. Eppure si è rifiutato di sospendere una norma protezionista  per non irritare i sindacati, impedendo così l'impiego di tecnologie e mezzi vitali per ridurre il disastro ambientale. L'amministrazione Bush non esitò a sospendere la legge nel 2005, per permettere agli aiuti internazionali di arrivare dopo l'uragano Katrina, ma evidentemente era più interessato al benessere degli elettori rispetto a quello dei sindacalisti. La stessa cosa non si può dire per questo Presidente.

Il Jones Act  è una norma degli anni '20  che vieta la navigazione interna negli USA a navi che non siano costruite e possedute da statunitensi ed impone che l'intero equipaggio sia composto di cittadini e di residenti USA. Per colpa di questa legge, le società che stanno cercando di contenere il disastro hanno dovuto rifiutare le offerte d'aiuto prvenienti dall'Olanda, che avrebbe potuto fornire  vascelli in grado di stendere barriere protettive e pompare petrolio dalla superifice. 
E' una legge che viene difesa dai sindacati, i maggiori finanziatori della campagna elettorale di Obama e le organizzazioni che hanno fornito il maggior numero degli pseudo-volontari a pagamento che i telegiornali italiani hanno sempre finto di non vedere; se durante l'emergenza Katrina l'0amministrazione Bush non ebbe alcun problema ad ottenere una sospensione della legge, non si vede perché l'amministrazione Obama dovrebbe averne, se non per motivi puramente politici: meglio ritardare gli aiuti e trovare un capro espiatorio, piuttosto che irritare i propri compagni di merende, pardon, di "hope and change".

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