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martedì, febbraio 05, 2008

Niente palle al piede

Camelotdestraideale elogia il " realismo" di Fini, che vorrebbe una CdL in grado di "correre da sola", se lo facesse davvero anche il PD.
Forse, ma oltre ai gruppuscoli di estrema destra, sarebbe il caso di correre senza le serpi in seno - ossia i "centristi". Altrimenti prepariamoci al ribaltone al primo ricatto non soddisfatto, oppure a 5 anni di palude, come nella precedente legislatura. Rimane il fatto che il centrodestra rimane una coalizione, mentre sarebbe auspicabile una riunificazione sotto le bandiere, il programma e la disciplina di un'unica formazione politica. Possibilmente non troppo statalista, sia che si tratti dello stato in generale, che di quello di una certa Città d'Oltretevere

lunedì, febbraio 04, 2008

Sussulti di civiltà

Bruno Berardi si candida alle elezioni. Pare che AN sia disponibile a garantire l'ingresso in Parlamento a coloro che possono dare testimonianza una diretta di quanto poco "formidabili" siano stati quegli anni, soprattutto peri familiari di coloro che vennero massacrati per aver difeso la libertà italiana, contro coloro che volevano annegarla in un mare di sangue per "salvarla" e che in troppi casi s'annidano oggi nel sottobosco governativo, dove continuano a fare propaganda.

Ha Tip: Orpheus

lunedì, dicembre 10, 2007

Alleanza per l'Italia = Forza Adolfo!

A leggere Adolfo Urso, potremmo finalmente vedere un partito "quasi liberale" a destra:
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In questo sforzo di immaginare il partito di domani, a fare da avanguardia è la fondazione Farefuturo, che prefigura quella "apertura" verso gli esterni che Fini vorrebbe dare ad An. L'animatore del think-tank, Adolfo Urso, è entusiasta dell'operazione e ne illumina il retroterra politico: "A sinistra hanno fatto il Pd e la Cosa rossa, Berlusconi ha lanciato il Pdl e solo Fini dovrebbe restare fermo?". Nella testa del "liberal" Urso, "Alleanza per l'Italia sarà una destra capace di spiegare ai taxisti che 500 licenze in più possono essere una necessità, che può dire ai lavoratori dell'Alitalia che può essere obbligatoria una ristrutturazione anche dolorosa. Come ha fatto Sarkozy con gli insegnanti francesi".

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Purtroppo, sembrano esistere ben altre pulsioni nel ventre molle di AN. Anche se dobbiamo notare che quella di Urso è una dichiarazione, mentre di seguito Repubblica confeziona un collage di virgolettati:
clipped from www.repubblica.it
Il nome, anche quello è già stato definito, sarà appunto: "Alleanza per l'Italia".

In questo disegno c'è il rammarico di Fini per il fallimento della stagione aperta con il Patto per l'Italia, quando sembrava che una parte del mondo del lavoro e delle imprese avesse iniziato a fidarsi del centrodestra. Ma c'è anche la consapevolezza di "poter aspirare a un 35% di elettorato potenziale", come dicono i sondaggi i via della Scrofa. Su questa strada c'è un partito che vuole diventare "il garante del lavoro e della giustizia sociale", contro il liberismo di Forza Italia.

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Speriamo si tratti di una libera mala interpretazione di Repubblica: se l'idea è quella di fare l'ennesimo partito socialista a destra, Fini ha sbagliato tutto, dal punto di vista strategico come da quello tattico.
Dal punto di vista tattico, dove starebbe la differenza? Abbiamo già abbastanza socialisti in Forza Italia, altro che liberismo duro e puro - quello l'immagina soltanto la mente allucinata del propagandista a libro paga di Scalfari e De Benedetti, purtroppo
.
Da quello strategico, si tratta di un errore ancora maggiore: non ci si può distinguere dalla sinistra soltanto per l'uso più generoso del manganello e della genuflessione di fronte all'altare: ci sono già l'ala teodem del PD e Sergio Cofferati a fingere di presidiare quel tipo d'elettorato.
Purtroppo, le calunnie republicones suonano verosimili, a causa della storia di AN, in cui molt dirigenti conitnuano a nutrire incoffessabili pulsioni collettiviste.
Non resta che urlare "Forza Adolfo" contro i lapsus "freudiani" del resto di AN?




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mercoledì, novembre 21, 2007

Rai, Mediaset, lunghi coltelli

COme mi fa giustamente notare qualcuno più sveglio di me: sarà un caso, ma la notizia di una sospetta collusione RAI-Mediaset per favorire Berlusconi nel 2004-2005 viene lanciata da Repubblica proprio qualche giorno prima dell'incontro fra Veltroni e Berlusconi? Oppure siamo di fronte ad un "avvertimento" da parte di Carlo de Benedetti e da schegge impazzite di un partito molto, molto presente in RAI ai tempi di Berlusconi premier?

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