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giovedì, aprile 14, 2011

Mercato drogato, mercato allucinato?

Deutsche Bank analizza il meccanismo di trasmissione dello stimolo della Fed - e scopre alcuni dati interessanti. Il meccanismo di trasmissione non è il sistema bancario, che paradossalmente rifiuta di prestare e quindi non inietta davvero contanti nell'economia. Questo , per inciso, è il motivo per cui l'enorme aumento di massa monetaria non sta causando impennate inflazionistiche- è come se le banconote appena stampate non lasciassero mai i magazzini della Fed.

La Fed sta di fatto operando tramite una forma di manipolazione di mercato più sottile, che di fatto ha persuaso gli investitori a marcare al rialzo il valore dei propri investimenti, senza tuttavia avere modificato di molto quanto vi è al di sotto. Non si tratta di una buona notizia: il sistema bancario non è apparentemente in grado di ricominciare a lavorar,e neppure sotto stimolanti ed i mercati finanziari possono rimanere in questo stato soltanto sino a quando credono che la liquidità della Fed possa effettivamente arrivare a salvarli ogni singola volta in cui vi sono problemi. Con il sistema bancario incapace di muoversi, il canale di trasmissione è di fatto chiuso e l'effetto annuncio non sarà in grado di nascondere per sempre la realtà.

Il mercato non è drogato di liquidità, insomma. E' in uno stato di allucinazione permanente, il che è persino peggio. O le banche ricomonciano a prestare, creando inflazione e rischiando tuttavia un'orgia di malinvestimenti, o il mercato dovrà riprezzarsi al ribasso, tornando a valutazioni coerenti con un'economia non più in caduta libera, ma almeno in una seria convalescenza.


martedì, gennaio 11, 2011

Come la Fed regala i soldi

Al cuore della seconda ondata di Quantitative easing della Fed c'è il cosiddetto POMO, il programma di acquisto periodico di titoli di Stato. Il programma è gestito in maniera talmente banale da poter essere tranquillamente anticipato, come ribadisce anche ZeroHedge, che gentilmente fornisce una lista dei titoli da comprare appena prima dell'operazione e rivendere poi. Sinora ha funzionato, provare per credere. E non sentitevi in imbarazzo: Non preoccupatevi, non farete mai i soldi che fanno i primary dealers, le poche banche autorizzate a gestire gli ordini della Banca Centrale americana. Per non sbagliare, pare che l'operatività per il programma d'intervento sul mercato più importante degli ultimi anni sia affidata anche a neoassunti privi persino di terminali Bloomberg , ossia dello strumento base per il trading sul reddito fisso. Più o meno come affidare ad un cieco una Ferrari al Gran Premio di Monza.

I complottisti avranno sicuramente una serie di oscure ragioni per dimostrare quanto tutto questo faccia parte di un complotto ai danni del popolo. Personalmente, sono più propenso (per fatti capitati a miei conoscenti) a dare la colpa alla tipica mentalità burocratica di una banca centrale: 1000 dollari a terminale al mese sembrano un'enormità ad un ufficio acquisti governativi, anche quando questo permetterebbe milioni in risparmi. Per i burocrati la massima di Schiller è sempre valida : "Contro la stupidaggine, neanche gli Dei possono nulla"

Senza contare, ovviamente, il poco velato desiderio di sussidiare le banche che aiutano la Fed nella propria attività caratteristica: manipolare i tassi d'interesse per facilitare il ciclo politico.

sabato, dicembre 04, 2010

Perché una banca centrale?

Se lo chiede Gerald P. O'Driscoll Jr. sul Wall Street Journal: le banche centrali non si sono dimostrate necessarie né sufficienti per lo sviluppo di un moderno sistema finanziario. Gli USA ne hanno fatto a meno sino al 1913 ed il Canada, ad esempio, ha retto la Grande Depressione anche meglio degli USA pur non avendone una sino al 1935, quando gli venne praticamente imposta dall'esterno. Come fa notare O'Driscoll, vi sono molte proposte di riforma della Fed, ma non esiste un consenso sulle ragioni per cui essa debba esistere.
Questo non è un caso: non esiste un tale accordo, perché non è necessario avere una banca centrale. A meno, ovviamente, di essere politici alla ricerca di facili vie per drogare l'economia a fini elettorali o monetizzare il debito incorso sinora. Una banca centrale indipendente è un male minore di una asservita ai desideri politici, ma è un equilibrio instabile: la tentazione di abusare del proprio potere, dietro lo schermo di autorità "indipendenti" è eccessiva, in momenti di crisi. Esattamente come per i fondi pensione gestiti dallo stato, che vengono svaligiati appena se ne sent eil bisogno (vedi USA; Irlanda ed Argentina, in vari momenti). O si privatizza, o si abbandona.

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