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lunedì, agosto 30, 2010

Pecunia non olet, anche per Nichi

La doppia morale è una caratteristica dei vecchi comunisti e Nichi Vendola pare non fare eccezione: vorrebbe lo stato onnipotente, ma poi tocca affidarsi ai (finti) privati per far funzionare la baracca sanitaria, malgestita dai burocrati pubblici. Palmiro Togliatti faceva votare per la costituzionalizzazione del concordato, amnistiò i gerarchi fascisti che sino ad un secondo prima voleva tutti al muro e prese in considerazione l'ipotesi di sostenere l'opzione monarchica, in barba alla coerenza con i propri principi. Nel caso di Togliatti, erano scelte di vita o di morte, nel caso di Vendola, si parla d'interessi di bottega. D'altronde, anche il buon Marx sosteneva che la storia si ripete sempre: la prima volta in forma di tragedia. Oggi si assiste alla farsa, anche perché Vendola non ha l'abilità acrobatica di Togliatti nel giustificare i propri voltafaccia.

Hat tip il Fazioso:

Su internet è scoppiata una polemica a sinistra a proposito dei finanziamenti della giunta vendoliana in Puglia. Il punto è che Vendola sta concedendo, senza gara pubblica, un mega appalto per un ospedale a Taranto alla fondazione San Raffaele di Don Verzè. Insomma fa affari con un berlusconiano doc e socio d’affari del premier. Il bello (o la normalità se volete) è che il tutto è nascosto, censurato, smentito (anche se non è possibile smentire) perchè non può passare l’idea che un comunista vecchio stampo come Vendola possa favorire la sanità privata e soprattutto un amico di Berlusconi.

Vendola, tramite il suo blog, ha risposto alle domande di chi ha scoperto questa situazione con la solita fuffa e addirittura alla domanda 10 (Signor governatore sa che il suo amico don Verzé è socio d’affari di Berlusconi?) è riuscito incredibilmente a rispondere “No” e basta… Tra l’altro Vendola indirettamente fa capire che, nelle emergenze, è necessario bypassare l’iter lunghissimo della burocrazia italiana. Stile “emergenza-grandi appalti” per intenderci…

venerdì, luglio 31, 2009

Gli strabismi di D'Alema

Abbiamo sempre saputo che la verità, secondo Massimo D'Alema, è sempre stata relativa: da buon comunista, ritiene vero ciò che è utile al Partito e buono ciò che gli fa comodo. Adesso però mi pare si esageri: l'ex-capo supremo sostiene che il PD a Bari può dormire sonni tranquilli, nonostante le indagini sulla sanità.
Quindi, secondo lui, la D'Addario e il suo pappone - indagati ed intercettati Bari e proprio per le mazzette PD - sono credibili quando parlano del premier, ma non quando parlano di mezza giunta del PD pugliese. Le intercettazioni e le fotografie, di conseguenza, quando si parla di Berlusconi sono per lui, per Repubblica e Franceschini sono prove inoppugnabili, ma quando si parla dei vassalli dalemiani nel suo feudo pugliese sarebbero mere supposizioni.

Beata coerenza. RResta da comprendere come mai questa gente sia stata considerata, per quarant'anni, un modello di morale, vista la capacità di negare di fronte all'evidenza e di sostenere un'affermazione ed il suo contrario quasi all'interno della stessa frase.




clipped from www.ansa.it

(ANSA) - BARI, 31 LUG - 'Siamo tranquilli': Massimo D'Alema
risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono un commento
sulle inchieste baresi su sanita' e appalti. 'Non commento
mai - spiega l'esponente del Pd - gli atti della
magistratura. Abbiamo il massimo rispetto per le inchieste
baresi. Siamo anche tranquilli, nel senso che il Pd non ha
ne' connessioni con la criminalita', ne' ha costruito i suoi
bilanci con le tangenti'.
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