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giovedì, settembre 03, 2009

Se Bush non era keynesiano, non lo era neppure lo stesso Keynes

Probabilmente è vero che Bush Junior non era keynesiano, ma in base alla tassonomia economica prevalente,allora neppure Keynes era keynesiano.

"Uno dei capisaldi della dottrina keynesiana era il perseguimento del pareggio di bilancio entro un ciclo economico" , scrive l'ottimo socio. Verissimo, ma venne ignorato da chiunque seguì - ed in parte dallo stesso Keynes. Questo caposaldo non è tenuto in enorme evidenza neppure da Keynes stesso, probabilmente per ragioni storiche: Keynes scriveva in un mondo ossessionato dalla disciplina di bilancio ed alle prese con la Grande Depressione; la necessità dell'azzeramento del deficit veniva data per scontata ed andava reinterpretata per coprire il ciclo e non il mero budget annuale dello stato.
Il suo approccio ha tuttavia permesso alla scuola che proclama di averlo preso a modello, universalmente definita "keynesiana" di indebolire tale requisito sino a renderlo quasi ininfluente. Non cominciamo neppure a discutere della pletora di politici che vi hanno aderito per convenienza, ricordandosi soltanto della parte nel quale si discute di spesa pubblica illimitata e della corte di pseudoeconomisti che hanno fatto loro da coro.
E' questo il grande difetto di Keynes: aver legittimato sul piano intellettuale una pratica deleteria, senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua iconoclastia ha messo in ombra anche quella parte della teoria economica che era essenziale anche per la propria stessa teoria, lasciando gioco libero ai suoi epigoni. Un altro esempio della legge delle conseguenze inattese.

martedì, aprile 14, 2009

Meglio di Santoro con Berlusconi? Feingold su Bush

Il senatore Russ Feingold accusa Bush per gli attacchi dei pirati somali.
Faemi capire: Bush è colpevole se interviene, è colpevole se non interviene, è colpevole anche quando non è più presidente ed è colpevole di una situazione lasciata marcire dall'amministrazione Clinton, ossia prima che W diventasse Presidente.

Sembra quasi di sentire Santoro parlare di Berlusconi

UpdatE: grazie a Jymborea che ha notato il lapsus (freudiano?) : Feingold è democratico e non repubbilcano

mercoledì, marzo 11, 2009

Qualche dato presidenziale

Ecco un grafico che dipinge l'andamento dei mercati durante i primi 100 giorni di vari presidenti americani. Per chi dice che x era peggio di y...







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martedì, gennaio 20, 2009

Farewell W

Non sono un ammiratore sfegatato di George W. Bush, ma non certo per le ragioni per cui non è amato in Italia.
1972 elenca i motivi per cui "volergli bene" - e le condivido in pieno. Ci sono tuttavia forti riserve sul modo in cui W. ha fatto ciò che doveva fare, distruggendo il suo stesso partito e rischiando di consegnare gli USA al collettivismo.

Esistono forti motivi per chiedersi valesse la pena di seguire le illusioni messianiche di quella parte di neocon in precedenza socialisti di sinistra e divenuti socialisti clericali, con il loro programma di intervento estero ad ogni costo, con l'opposizione interna tacitata a colpi di spesa pubblica e leggi illiberali.
Il costo pagato è stato enorme, sia per la nazione che per il partito del Presidente: gli USA sono una nazione indebitata e meno libera a causa di nuove leggi che hanno espanso il ruolo del Governo tramite interventi sulla sicurezza nazionale, esplosione della spesa, nuovi programmi assistenziali, limitazioni alla ricerca.
Tutte concessioni allo statalismo ed al collettivismo, che hanno trasformato il GOP in una brutta parodia della Democrazia Cristiana degli anni peggiori ed hanno distrutto il motore del successo ventennale del Partito Repubblicano: il fusionismo, ossia l'alleanza fra libertari e conservatori, basata sul programma di riduzione dell'ingerenza statale nelle vite degli individui.
Il risultato di medio periodo di questo errore si è visto non soltanto a livello nazionale, ma anche elettorale: dopo alcuni effimeri consensi, il crollo repubblicano è stato pesante, arginato soltanto dove la tradizione fusionista era rimasta viva.

lunedì, novembre 17, 2008

Lo speechwriter di Bush è meglio di Tremonti

Sono più che d'accordo con A Conservative Mind: Bush è meglio di Tremonti ed il discorso che cita lo dimostra. Il problema, il dramma della presidenza Bush è che ad una retorica sinceramente liberale , ha troppo spesso fatto seguito una condotta più cristiano-sociale che liberale. Chi gli scrive i discorsi ha capito tutto; chi , per conto suo, ha trasformato il Partito Repubblicano in una pallida copia clericale del Partito Democratico, un partito vagamente socialdemocratico dedito alle gioie del sottobosco governativo, ha perso tutto.

domenica, giugno 10, 2007

Profanatori di tombe

La lapide che ricorda l'uccisione di Aldo Moro, in via Fani a Roma, è stata profanata nella notte fra venerd' e sabato, con la scritta: "Bush uguale Moro"
Signori morotei: il vostro mentore ed idolo, Aldo Moro, era convinto nell'ineluttabile vittoria del comunismo e credeva di dover soltanto negoziare una resa onorevole; un errore in buona fede, per quanto devastante, con il senno di poi. A voi, trent'anni dopo, non basta neppure il Muro di Berlino, la dimostrazione che qualcun altro ha vinto la guerra per voi, per smetterla con il riflesso automatico a calare le braghe di fronte agli ultimi eredi degeneri del comunismo?

Viene in mente una battuta di "Romanzo Criminale", quando Libano apostrofa il traditore che gli ha permesso di eliminare un antico rivale: "Che razza di cane sei, che t'ho ammazzato il padrone e non hai nemmeno fiatato?"
I vostri alleati, o meglio i loro cuccioli, non solo v'hanno ammazzato il padrone, hanno anche sputato sulla sua tomba. Voi ancora li abbracciate, baciate in bocca e leccate le terga. Complimenti.

Sarà vero che i manifestanti sono tutti pacifisti e non violenti, solo giovanotti esasperati dalla brutalità poliziesca e dalle provocazioni dello "Stato", come ha sostenuto Agnoletto? Davvero? Leggere il resoconto di The Right Nation per sapere : quello che il TG non vi racconterà mai.


Fonte: ANSA.it,The Right Nation

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