Visualizzazione post con etichetta GOP. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GOP. Mostra tutti i post

martedì, dicembre 20, 2011

Romney Gekko


Se non vi piace farvi fotografare, ecco un buon modo per far apparire razionale la vostra scelta.
Siamo sicuri che il candidato alla nomination repubblicana Mitt Romney si sta pentendo di questa foto alla Gordon Gekko, scattata ngli anni'80.

venerdì, settembre 03, 2010

La carica dell'elefante, una lezione per il Caimano?

I Repubblicani statunitensi potrebbero riprendersi la Camera con una vittoria simile a quella del 1994, se non ripeteranno gli errori degli utlimi 5 anni come ben sintetizzano Peggy Noonan e Grover Norquist (l'architetto del 1994) . L'importante è smetterla di concentrarsi su grandi casi controversi, come la moschea a Ground Zero, la legge sull'immigrazione in Arizona, i dibattiti religiosi o la difesa di Bush. Con questi argomenti si soddisfa forse una parte della propria base ma sicuramente creano problemi con gli elettori indipendenti e gli indecisi; serve invece focalizzarsi su soluzioni ai problemi più rilevanti per l'elettorato con soluzioni per cui esiste un consenso valido per tutto il partito e per i Tea Parties.
Guardando a casa nostra, ci pare che la stessa raccomandazione potrebbe essere una una lezione anche per il PdL e per il governo: concentrarsi su riforme economiche liberali e su di un ripensamento dell'ingerenza dello stato nella società potrebbe portare a risultati migliori dell'attuale guerriglia etica ed il malposto coinvolgimento delle religioni nel discorso politico, con tutte le ricadute negative e gli equivoci che stanno lacerando la maggioranza, dalla sterile polemica sul ruolo degli immigrati alle questioni "etiche". E' ora di fare un passo indietro e ripensare alle parti del programma comuni a tutto il centrodestra, non alle questioni che ci dividono, questioni che di norma si riducono grandemente una volta applicati gli stessi principi liberali che dovrebbero unirci.

giovedì, settembre 02, 2010

USA: Barbour contro Obama nel 2012?

Su Pajamas Media si fanno già previsioni per la campagna presidenziale 2012. Al momento, il consenso che sembra emergere è che i candidati repubblicani più titolati verranno dalle fila dei governatori degli Stati, visto l'orientamento anti-Washington dell'elettorato. Il governatore del Mississippi Haley Barbour avrebbe le migliori chance: ha gestito benissimo i due disastri di Katrina e di Deepwater/BP, uscendone addirittura rafforzato. Un avversario perfetto contro un presidente che sembra sempre più perdersi, quando si passa dalla teoria all'azione pratica.

Oltre a Barbour, Pajamas Media discute anche del governatore dell'Indiana Mitch Daniels. Dalla sua avrebbe l'affabilità, la capacità di governare, il pragmatismo e un certo amore dei media: l'Economist, ultimamente inferocito contro quelle che vede come derive populistiche nel GOP, lo ha definito definisce la "speranza pragmatica dei repubblicani" in un articolo altamente positivo; quasi all'opposto, il Weekly Standard, bandiera dei neocon e dei repubblicani militanti, gli ha dedicato una copertina ed un servizio entusiastici. Un perfetto vicepresidente, insomma.


mercoledì, maggio 19, 2010

Il libertario Rand Paul vince la nomination. Un nuovo 1994?

Rand Paul è il vincitore, quasi a sorpresa, della nomination repubblicana per uno dei due seggi da senatore nel Kentucky.  Ha tutto per piacere al popolo dei Tea Party americani, a partire dal (sopran)nome e cognome: e' il figlio di Ron Paul, repubblicano libertario famoso per l'opposizione inflessibile a qualsiasi  aumento della mano statale sia in economia che in campo etico; in maniera più' controversa, ha votato contro ogni intervento militare USA al di fuori del territorio nazionale. Il soprannome che si e' scelto, Rand, e' una storpiatura intenzionale del proprio nome di battesimo intesa come omaggio ad Ayn Rand, l'autrice di Atlas Shrugged, celeberrimo romanzo filosofico in difesa della liberta' e del capitalismo quale sua incarnazione e baluardo.

Ci piacerebbe pensare che sia tutto merito del Tea Party e che siamo alla vigilia di un nuovo 1994, quando i rpeubblicani strapparono ai democratici il Congresso per la prima volta in 50 anni. Purtroppo e' solo parzialmente vero: il vento che soffia è  soprattutto quello antipolitico e il giovane Rand si è battuto contro Trey Grayson, candidato ufficiale dell'estabilishment del partito; qualcosa di simile sta avvenendo anche all'interno del partito democratico, anche se a livello aggregato i repubblicani dovrebbero guadagnarne, essendo il partito all'opposizione.
Il movimento del Tea Party ha avuto grande peso e ha restituito energia alla componente libertaria  e fiscalmente conservatrice del GOP, una componente essenziale per vincere ma che spesso ha meno voce di quella socialmente conservatrice. La sua struttura, non completamente assimilata a quella del partito, potrebbe evitare che la vittoria venga sprecata come accadde 15 anni fa. Allora, la carica riformatrice annegò nelle paludi di Washington fino a produrre la versione "democristiana" del Partito Repubblicano, fatta di spesa pubblica e appiattimento sulle istanze religiose,  che lo ha portato al disastro. 

lunedì, maggio 03, 2010

Barack, impara da Clemente (Mastella)

La spese pazze dell'Amministrazione non convincono gli elettori. Molti elettori democratici stanno festeggiando tutti quei grassi assegni arrivati grazie al buon Barack nel loro distretto: non è un segreto che lo "stimulus" sia stato ritagliato a misura di aree ad elevata densità Democrat. Per loro lo stimolo funziona, alla faccia di chi pagherà il conto. Il problema è che il resto della popolazione non si lascia abbindolare tanto facilmente.

Secondo l'ultimo sondaggio di Pew Research, il 62% dei cittadini americani (contro il 33%) pensa che lo “stimulus” non abbia avuto alcun effetto positivo sull'occupazione. Di questa opinione sono il 79% dei repubblicani, il 69% degli indipendenti e il 42% dei democratici. (The Right Nation)

Barack Obama dovrebbe studiare meglio l'esempio di Clemente Mastella, quando si tratta di assistenzialismo: ha cominciato bene, imitando l'IRI dello sfascio italiota e le ultime stupidaggini rottamatorie, ma per arrivare ad eguagliare i maestri del voto di scambio ci vuole parecchio tempo e molto più impegno nel lavaggio del cervello dell'elettore medio. L'unica speranza per i democratici è che i repubblicani perdano di nuovo la testa e ritornino a comportarsi come nell'era Bush. ossia ad imitare i nostri democristiani: spesa pubblica e ipocrisia sociale a sfondo pseudoreligioso.

venerdì, gennaio 15, 2010

Dalle stelle alle stalle: il seggio senatoriale di Kennedy ai repubblicani?

Il Partito democratico rischierebbero di perdere il seggio senatoriale di Ted Kennedy, considerato più che sicuro. La magia di Obama è già terminata?
La morte di Ted Kennedy ha costretto a tenere una elezione suppletiva, che sino a pochi giorni fa era considerata poco più che una formalità Il Massachussets è infatti uno degli stati più a sinistra degli USA, definito scherzosamente "la Repubblica Popolare del Massachussets". E' anche il feudo politico della famiglia Kennedy, veri re senza corona di Boston e dintorni. Nell'anno di Obama, i repubblicani non sembravano avere alcuna speranza di recuperare gli svantaggi storici nello stato. Eppure, l'impossibile sta per avvenire: Secondo i nuovi sondaggi, il repubblicano Brown sarebbe in testa.
Una vittoria dei repubblicani infliggerebbe un colpo devastante al partito democratico, alla vigilia di una elezione di midterm dove il partito del presidente rischia già di trovarsi in difficioltà: i piani di riforma sanitaria sono estremamente impopolari, la gestione clientelare delle manovre di stimolo ed una serie di scandali hanno azzerato la credibilità dei leader parlamentari, mentre anche la reputazione di Obama sta venendo rapidamente intaccata, nonostante la fedeltà canina di gran parte dei mezzi di informazione. La situazione è ababstanza seria da far considerare l'ipotesi di un intervento diretto del Presidente a sostegno della democratica Martha Coakley durante gli ultimi giorni della campagna elettorale. Continuiamo a credere che una vittoria democratica sia il risultato più probabile, ma una sconfitta di misura in un seggio dato per perso sarebbe comunque una mezza vittoria, almeno dal punto di vista tattico.

Un'ultima nota: in caso di morte di un senatore, gran parte degli Stati dell'Unione prevedono cheil governatore dello stato nomini un sostituto che porti a temrine il mandato, senza tenere elezioni. Questa ocnsuetudine è stata recentemente modificata in Massachussets dagli stessi democratici, per impedire che l'allora governatore repubblicano Mitt Romney potesse nominare un compagno di partito ad un seggio rimasto vacante. Questa innovazione si sta ritorcendo contro i propri stessi creatori: una lezione da meditare, per chi considera il fine più importante dei mezzi.


giovedì, maggio 21, 2009

Il problema dell'establishment - dal GOP una lezione per il PdL

Scritto pensando al Partito repubblicano americano, ma vale anche per il PdL. La differenza è che il PdL è al potere, quindi speriamo che prenda la disgraziata parabola repubblicana come un monito: corteggiare i fondamentalisti anche a colpi di spesa pubblica ed abbandonare i principi "libertari conservatori" di Reagan è stato un disastro, che ha soltanto portato gli elettori a votare per i socialisti a sinistra, invece che per i socialisti "religiosi" che hanno conquistato il potere nel GOP e lo hanno devastato.

"Meanwhile, the leadership of the Republican Party keeps saying we need to get back to our principles and talks about how important it is to attract more young voters and Hispanic Americans. Then, we get a viable young conservative Hispanic candidate like Marco Rubio running for the Senate in Florida and they arrogantly try to shove him aside to make way for a better-connected, moderate pol who's more acceptable to the GOP Establishment.

Our party leadership goes on 'listening tours' where they don't talk about hot button issues, say the base needs to get over Reagan, and they don't seem do any real listening.

We get 'moderate' Republicans who provide the crucial votes for the Democrats on every key issue."Pajamas Media Column/- Right Wing News

martedì, marzo 24, 2009

Newt is back. Ce ne servirebbe uno in Italia

Nel momento del bisogno, riecco Newt Gingrich.
L'alfiere della Rivoluzione Repubblicana rientra nell'arena, con un film su Reagan e soprattutto con una nuova iniziativa per sanare le divisioni fra le varie anime del movimento conservatore :quelli che noi definiremmo liberali e clericali. Credete che potrebbe dare una mano anche a noi, oppure dovremo aspettare che la deriva clericale ci trascini a fondo come ha fatto con il Partito Repubblicano? Noi non abbiamo un Obama, a trarne vantaggio sarebbero Vendola, Caruso e Prodi.

Newsmax.com - Gingrich Seeks Conservative Unity With New Group

lunedì, febbraio 16, 2009

California , niente bilancio, niente soldi, niente maggioranza.

E adesso sono veramente cavoli amari ... California Lawmakers Fail to Pass Budget

California legislators Sunday night failed to pass a budget to close
the state's $42 billion deficit, with legislative leaders aborting the vote when
it became clear they lacked the one additional Republican vote they still needed
for the two-thirds majority required to pass the budget.

Un disastro annunciato: il governatore repubblicano della California, Arnold Schwarzenegger, ha rotto lo stallo (di cui si parlava qui) ed aveva ridisegnato la manovra di bilancio a porte chiuse mettendosi d'accordo con i democratici ed i repubblicani moderati.
La minoranza repubblicana ha votato compattamente contro, impedendo di raccogliere i due terzi dei voti necessari per far passare i 14 miliardi di aumenti di tasse inseriti nel bilancio. Niente da fare: non soltanto la gran parte dei repubblicani si è rivoltata contro il governatore ed i capogruppo parlamentari, ma hanno addirittura minacciato azioni legali nel caosil budget venisse passato a magioranza semplice.
La California rischia un deficit di 42 miliardi, nel caso il bilancio fosse identico all'anno scorso; il governo statale ha già paventato 20mila licenziamenti ed ha posto in ferie obbligate circa 200mila lavoratori impiegati dallo stato. Per i repubblicani, la crisi è l'effetto degli eccessi di spesa delle amministrazioni democratiche immediatamente precedenti a Schwarzenegger e della cultura "tassa e spendi" dei democratici in parlamento, una casta dominata dalle lobby di sindacali ed ambientaliste.
Prima di accusare i repubblicani per lo stallo, ricordiamoci che la costituzione californiana è stata plasmata da una serie pluridecennale di referendum volti appunto a limitare le possibilità di predazione fiscale di una classe politica di questo tipo, inamovibile ma ampiamente detestata. I repubblicani stanno insomma facendo il proprio mestiere, al contrario di Schwarzenegger, che sembra essersi fatto prendere dal panico.


Hat tip: WSJ.com

domenica, febbraio 15, 2009

Ode a Mark Sanford

Allora esistono politici in grado di vedere al di là del proprio naso: il governatore della Carolina del Sud Mark Sanford vorrebbe rifiutare i soldi del pacchetto di stimolo, spiegando di non volersi rendere complice di un piano di aiuti che aiuterà soltanto gli amici della classe politica con i soldi dei contribuenti americani.
Il Governatore è noto per essere un falco nella difesa dei cittadini contro il fisco rapace e la crescita della spesa pubblica, sia da deputato a Washington che da governatore non si è mai fatto scrupoli a votare e porre il veto anche a provvedimenti di spesa provenienti dal proprio stesso partito, quando la copertura finanziaria era dubbia.
Sanford è una stella in ascesa nel partito repubblicano, un conservatore del Sud pronto a sostenere con vigore la necessità di un governo limitato sia in economia che nella sfera dei diritti civili; in grado, cioè, di tener testa anche all'ala evangelica del suo stesso partito, quando questa ha preteso di abusare il programma del GOP ed espandere il governo per imporre una propria agenda religiosa in cambio di maggiore assistenzialismo.
La débacle del socialismo cristiano di Bush lo ha portato ancora di più alla ribalta, tanto da essere stato considerato uno dei favoriti per la presidenza del partito all'indomani dell'inaugurazione di Obama.


Nel giorno in cui tre senatori repubblicani hanno "tradito", appoggiando Obama, si tratta di una buona notizia. Per la cronaca, alla Camera i repubblicani hanno votato compatti ed hanno avuto la compagnia di 16 democratici, dimostrando che qualcuno, per ora, ha ancora una spina dorsale.

Noticina di colore: notare, per i lettori angolofoni, la differenza di tono con cui l'Economist dipinge Sanford, rispetto al Wall Street Journal e a Wikipedia; ad esempio,l'Economist cita i veto che potrebbero sembrare ultrareligiosi, mentre Wikipedia ricorda la sua opposizione alla personalizzazione delle targhe in funzione confessionale.
Sapevamo che, dopo la promozione di Micklewaithea direttore globale, la redazione USA era sbandata a sinistra, ma una distorsione simile è degna di Repubblica. O di Tana de Zulueta, corrispondente dell'Economist che titolava su Berlusocni mafioso e divenuta poi Deputato dell'Unione. E' un caso, ovviamente.

venerdì, febbraio 13, 2009

Effetto Obama: i Repubblicani ad un solo punto dai Democratici

I primi effetti dell'amministrazione Obama e dello strapotere democratico si cominciano a vedere: il Partito Repubblicano è in forte rimonta e quasi alla pari con i democratici. Non sono sicuro sia un bene.
Comincia a sembrare plausibile la tesi di molti commentatori della riva destra, per cui gli americani hanno votato per Obama anche per punire un partito repubblicano che vneiva percepito come una parodia di quello democratico: assistenzialista, corrotto e bigotto.

Buone notizie? Soltanto in parte. Il GOP non è ancora riuscito a sanare i propri problemi fondamentali, ossia il recupero della metà libertaria della coalizione , ma l'assenza dal potere ha almeno messo il silenziatore a quei conservatori che si comportavano come dei socialdemocratici, pardon, liberal di destra: disposti a buttare dalla finestra qualsiasi somma di denaro del contribuente pur di farsi rieleggere e portare avanti la propria agenda anche a scapito della libertà di scelta altrui.
Il silenzio, tuttavia, non risolve la questione: senza un ritorno al fusionismo tipico della coalizione repubblicana reaganiana ogni rimbalzo sarà di mera natura elettorale e temporanea ed anche un ritorno al potere non riuscirà a riportare la nazione sul binario della libertà.
Ogni riferimento alla situazione italiana non è puramente casuale: la coalizione di centrodestra soffre dello stesso problema , con la differenza che il fusionismo, da noi, non è mai veramente arrivato a compimento e, di conseguenza, ogni singolo ciclo elettorale ha marcato il fallimento dei tentativi di evoluzione del centrodestra e di modifica della costituzione materiale italiana verso una struttura più liberale.

Hat tip: Right Wing News

lunedì, novembre 17, 2008

Lo speechwriter di Bush è meglio di Tremonti

Sono più che d'accordo con A Conservative Mind: Bush è meglio di Tremonti ed il discorso che cita lo dimostra. Il problema, il dramma della presidenza Bush è che ad una retorica sinceramente liberale , ha troppo spesso fatto seguito una condotta più cristiano-sociale che liberale. Chi gli scrive i discorsi ha capito tutto; chi , per conto suo, ha trasformato il Partito Repubblicano in una pallida copia clericale del Partito Democratico, un partito vagamente socialdemocratico dedito alle gioie del sottobosco governativo, ha perso tutto.

lunedì, novembre 03, 2008

Paul Krugman ha torto, al solito

Paul Krugman sul NYT di oggi si delizia ad immaginare il Partito Repubblicano pronto a trasformarsi nel "partito dell'intolleranza" , formato da razzisti, xenofobi e fondamentalisti religosi. Significherebbe la trasformazione in realtà dei pregiudizi sinistrorsi sul GOP. Ma quanto è probabile che questo avvenga? Poco, data la natura tendenziosa ed incompleta dell'immagine che Krugman e i media liberal hanno dellla galassia "conservatrice".

Il fdifetto fondamentale dell'argomento di Paul Krugman è il frutto di uno stereotipo che lo acceca : quello repubblicnao sarebbe un partito il cui nucleo è costituito dal puro tradizionalismo morale ed etnico, dalla destra religiosa e da un ceto politico pronto a rappresentare l'elettorato razzista. I liberal non riescono ad accettare che la destra non abbia una sola anima, ma perlomeno due: quella tradizionalista e quella "libertaria", o meglio "Old right", intimamente liberale, individualista e che ha la propria ragoine d'essere nella riduzione dell'ingerenza statale sia in cmapo eocnomico che in quello dei rapporti individuali.
Quest'ultima componente costituisce anche la radice della differenza sostanziale fra la destra americana e quella europea, una componente il cui peso è talmente rilevante da essere l'elemento determinante per la vittoria repubblicana negli ultimi vent'anni, per la rinascita del conservatorismo americano e per la radicale differenza dagli altri partiti conservatori occidentali, molti dei quali sono spesso partiti socialisti pronti a limitare le libertà in ogni campo e non soltanto quello economico.

L'amministrazione Bush e l'ultimo Congresso Repubblicano hanno fatto di tutto per confermare il pregiudizio e per alienarsi le simpatie dei libertarian Old Right, lasciando che la pregiudiziale religiosa ed antiabortista offuscasse le scelte dle perosnale di governo, mentre la copertura ideologico-religiosa macherava l'imponente aumento della spesa ed il parallelo aumento della corruzione di coloro che spartivano il bottino, ossiai i parlamentari. E' questa, più che qualsiasi altra, la causa del crollo di popolarità del partito Repubblicano: hanno giocato secondo le regole dei democratici e ne sono divenuti la pallida e reazionaria copia, regalando loro la vittoria. Perché votare peruna copia, infatti, quando l'originale ha un nuovo look?

Ma non tutto è perduto : insieme ai repubblicani che vorrebbero rimodellare il partito sulle linee descritte da Krugman r dal New York Times, , trasformandolo nella copia dei partiti socialclericali che tanto poco hanno difeso il Vechio Continente dalla melma socialista, ci sono ancora coloro che, ocme Mark Sloan, ancora comprendono come la chiave della vittoria sia il mantenimento delle libertà individuali in tutta la loro interezza.
Dobbiamo sperare in una preminenza di tali spinte, altrimenti nullarimane fra noi ed ilsocialismo, ossia fra l'Occidente e l'involuzione decadente verso uno stadio premoderno.
Purtroppo soffrono dei pregiudizi dei media, che si ostinano a definirli "moderati", come se gli unici interpreti duri e puri dell'anima conservatrice fossero gli epigoni nordamericani della Binetti e di Forza Nuova; un esempio di come il pregiudizio non si limita a certi opinionisti, ma è patrimonio comune di certo giornalismo.







Hat tip: Economist's View: Paul Krugman: The Republican Rump; Phastidio, da cui per una volta devo arzialmente dissentire (a me Theodore Roosevelt e Lincoln non piacciono molto, come esempi di Repubblicani) ; riguardo alla lotta intestina fra le varie anime repubblicane, l'International Herald Tribune .

Update: anche Jinz0 spera nella riscossa della Old Right , in una catarsi successiva alla sconfitta. Ho detto la mia e la ribadisco: magari. SOprattutto, spero che prima o poi la Old Right ritorni in Europa

giovedì, novembre 08, 2007

Pannella, arriva l'endorsement del Movimento per la Vita

Per Rudy Giuliani arriva l'endorsement di Pat Robertson. Al confronto, assistere alla CEI che appoggia Della Vedova o Martino sarebbe meno sorprendente, anche se altrettanto gratificante (Pannella sarebbe meraviglioso dal punto di vista estetico-ironico, non politico) .
Si tratta di un forte segnale d'unità per le differenti anime della destra americana; potrebbe inoltre rimuovere uno dei principali ostacoli alla nomination di Giuliani ed uno dei maggiori rischi nella sfida con Hillary Clinton, quello della disaffezione della destra religiosa per il "laico" Giuliani. Speriamo soltanto che in Italia qualcuno si degni di prenderne esempio.


Hat tip + da leggere assolutamente:The Right Nation



tag: , , , , , , ,

venerdì, settembre 21, 2007

Rudy "Maggie" Giuliani?

Rudy Giuliani ha attraversato l'Atlantico per una visita di tre giorni nel Regno Unito, con due obbiettivi: rafforzare la sua immagine nei confronti dell'ala meno moderata del GOP e ridurre la percezione di candidato "domestico", meno attento di altri allo scenario internazionale.
L'ex sindaco di New York ha rafforzato le proprie credenziali "conservatrici", grazie all'appoggio di Lady Thatcher e dell'ala tatcheriana dei Tories inglesi: Rudiy Giuliani incontrerà laoggi Lady Tatcher e riceverà la prima Margaret Thatcher Medal of Freedom. Inoltre, a dar man forte alla campagna presidenziale di Giuliani arrivano Robert Conquest e Nile Gardiner, tatcheriani doc e storici consiglieri personali di Maggie.

L'incontro con il Primo ministro Gordon Brown ha puntato invece a dimostrare che le doti di leadership mostrate dopo l'11 Settembre sono apprezzate anche al di fuori dei confini americani, ribattendo a coloro che ritengon Rudy un candidato con poca esperienza e poco peso in politica estera.

Fonte: The Washington Post




tag: , , , , , , , , , ,

Template Designed by Douglas Bowman - Updated to Beta by: Blogger Team
Modified for 3-Column Layout by Hoctro. Credits: Daryl Lau, Phydeaux3