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domenica, dicembre 19, 2010

la lezione inascoltata di Dearborn: governo superfluo

Ford era a metà anni 2000 il grande malato dell'auto americana, messo peggio di GM e Chrysler. La società è rimasta privata ed ha superato la crisi senza il governo, al contrario delle due concorrenti. L'Economist ne parla oggi , in Epiphany in Dearborn. Una domanda che dovremmo porci: vista l'esperienza di Ford, era davvero necessario l'intervento del governo? Le due aziende sono comunque finite in bancarotta.

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domenica, novembre 23, 2008

Chiedere l'elemosina in frac e jet privato

Quando ci si deve presentare di fronte a qualcuno per chiedere la carità, arrivare in jet privato e limousine non sembrerebbe la mossa migliore per sembrare bisognosi.
Eppure è quanto hanno fatto gli amministratori delegati di Ford, GM e Chrysler, sollevando dubbi sull'intelligenza dei top manager.

Spendere 20mila dollari per un volo andata e ritorno non sembra una cifra enorme per chi gestisce GM o Ford, ma è venti volte il prezzo del biglietto di prima classe da Detroit. Non si tratta soltanto di un disastro di pubbliche relazioni, ma del segnale che il problema non consiste soltanto in una crisi temporanea:il problema va più in profondità e non è limitato ai dirigenti, ma coinvolge i sindacati delle Big Three e i politici del Michigan.
Si tratta dell'ennesimo sintomo del fatto che le "tre grandi" vivono in un mondo di fantasia, dove il proprio ruolo di preminenza assoluta non è più derivato dalla propria importanza economica, ma da una qualche nobiltà intrinseca e il resto degli Stati Uniti dovrebbe essere presente per aiutare, qualunque sia il problema e comunque siano gestite le case automobilistiche.

La sintesi di questo atteggiamento è il motto "quello che è buono per General Motors è buono per l'America", un atteggiamento che ha portato la città di Detroit dov'è adesso: sul fondo delle classifiche. Questo modo di pensare non è limitato al management, ma è diffuso sia nei sindacati che nello stato: il Michigan è un caso da manuale di gestione discutibile, populismo e assistenzialismo pagato da tasse punitive sul business; il sindacato automobilistico ha imposto da sempre alle case automobilistiche contratti che farebbero invidia a quelli europei: il caso limite è l'impossibilità di chiudere un impianto, perché alcuni contratti di lavoro non prevedono soltanto il posto a vita, ma anche il posto a vita in un determinato impianto.
Il risultato è di fronte agli occhi di tutti: il sistema ha funzionato soltanto sino a quando Detroit è riuscita a mantenereun oligopolio; la rottura, negli anni 80 e 90, di tale oligopolio ha portato all'inesorabile declino.
Mantenere in vita, in questo stadio, GM, Ford e Chrzsler significa soltanto cibare degli zombie, danneggiando i concorrenti sani : meglio sarebbe l'amministrazione controllata, che risconosca i maggiori errori compiuti dai dirigenti aziendali e sindacali.

Melgio, forse, anche per i democratici, prima che qualcuno si metta a raccontare delle complicità della sinistra e dei sindacati nel disastro : i Repubblicani hanno già trovato uno slogan elettorale :"Volete che i sindacati facciano al resto degli USA quello che hanno fatto a Detroit?"

Minyanville: "If you're planning to beg Uncle Sam for $25 billion, it might be smart to brush up on your poor-boy act first.

The CEOs of General Motors (GM), Ford (F) and Chrysler overlooked this basic fact when they flew to Washington in private jets to testify before Congress."


mercoledì, ottobre 01, 2008

Paulson meglio di Cirino Pomicino

Il Governo americano ha appena approvato la concessione di prestiti agevolati per circa 25 miliardi di dollari alle case automobilistiche di Detroit. Abbiamo già scritto (qui e qui) delle perplessità economiche riguardo ai sussidi, che paiono inutili e controproducenti per l´industria automobilistica americana, che se la cava in realtà benissimo fuori da Detroit, e del rischio di un vero assalto alla diligenza per qualunque industria in difficoltà; i vantaggi politici sembrano tuttavia incontenibili: il Michigan non soltanto si sta trasformando in uno stato chiave nella campagna elettorale, ma i suoi 15 voti alla Camera dei deputati sono adesso saldamente assicurati per l'altro salvataggio, quello bancario.

Come si dice "voto di scambio" in inglese?

martedì, settembre 23, 2008

L'assalto alla diligenza è iniziato

Gli USA stanno imparando una lezione che noi europei abbimao appreso decenni fa, anche se la dimentichiamo ad ogni momento: quando si comiuncia a spendere denaro del contribuente per sostenere alcune industrie, non si finisce più.
Avevamo già scritto che i fabbricanti di automobili stavano chiedendo decine di miliardi di dollari al governo: se aziende con dei compratori, come AIG, ricevono denaro, perchè non GM,Ford e Chrysler?
Grazie all'ultimo maxipiano per il sostegno al mercato dei mutui, sembra che potrebbero ottenere circa 25 miliardi di dollari. Si tratta di un vero e proprio assalto alla diligenza, del genere a cui si assiste in Italia ogni volta che deve passar eun provvedimento di spesa: ogni parlamentare prova ad inserirvi l'azienda favorita.
Benvenuti nel nuovo mondo socialista. Ayn Rand si sta rivoltando nella tomba.

Source: DetNews

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