J.Granholm, governatrice del Michigan, lo stato americano ove si trova Detroit, ha appena definito Richard Wagoner un "agnelo sacrificale".
L'ex CEO di General Motors ha presieduto a quella che probabilmente ? stata la pi? grande distruzione di valore negli USA, ma in fondo non possiamo stupirci che un politico di uno degli stati peggio gestiti e pi? poveri d'America non ci arrivi: quello che la Granholm vede ? l'enorme contributo che Wagoner ha sempre dato alla causa del sindacato, grande elettore del Partito Democratico e felice percettore di decine di miliardi di dollari versati nei VEBA, i fondi sanitari direttamente gestiti dal sindacato che hanno causato buona parte dell'indebitamento-monstre di GM.
Quello che ci preoccupa ? che la Granholm ? una delle candidate alla carica equivalente a quella di ministro della Salute in Italia. Tremiamo al pensiero di cosa possano fare eli ed i sindacati una volta messe le mani sulla sanit? americana. Forse ritroveremo Wagoner alla testa di Medicare o Medicaid, tanto per essere sicuri che falliscano pi? rapidamente del previsto?
lunedì, marzo 30, 2009
La faccia come il posteriore, Detroit Version
Posted by J.C. Falkenberg at 5:31 PM |
Labels: Detroit , General Motors , Granholm , idiotarians , Obama
mercoledì, gennaio 14, 2009
Detroit , bond-spazzatura anche dalla città
Non c'è pace per il Michigan: non solo le tre ex-grandi case americane dell'auto sono a rischio di fallimento, adesso anche il merito di credito della città stessa è stato tagliato al livello di junk bond. Il downgrade è ancora più pericoloso di quanto sembri, perché potrebbe far scattare richieste di rimborsi per oltre 400 milioni di dollari, un evento che trascinerebbe l'amministrazione cittadina verso la bancarotta.
D'altronde, il Michigan non è di certo uno degli stati americani meglio gestiti, dimostrando come il management miope e un sindacato tanto potente quanto venale e di vedute ristrette siano dei tipici rappresentanti della classe dirigente di Detroit.
La magra consolazione è che, rispetto al vicino Illinois, a Detroit sono delle mammolette, dei semplici incompetenti progressisti dalle buone intenzioni: almeno loro, però, non taglieggiano e trafficano da decenni, fino a vendersi un seggio da senatore.
venerdì, dicembre 12, 2008
nemmeno le macchinine per voi
Leggendo le dichiarazioni di certi politici, si deve sperare che stiano semplicemente in completa malafede e che mentano sapendo di mentire.L'alternativa è troppo sconfortante: ignoranza completa o stupidità permanente. Dovrebbero tornare a giocare con le macchinine.
Secondo Dana Perino, portavoce dell'amministrazione Bush, il salvataggio di General Motors e Chrysler sarebbe essenziale per evitare di perdere un milione di posti di lavoro, a rischio in caso di amministrazione controllata.
Tralasciamo la tristezza di dover ascoltare il portavoce di un'amministrazione liberista e conservatrice parlare come se si fosse iscrtitta all'Internazionale socialista; da almeno tre anni è evidente quanto qesta Casa Bianca sia reaganiana soltanto a parole e democristiana nei fatti. Nel merito, la dichiarazione è quantomeno esagerata, in quanto implica che il Chapter 11 equivarrebbe al licenziamento in massa di gran parte della forza lavoro non solo delle aziende automobilistiche vere e proprie, ma anche delle aziende dell'indotto dell'auto.
Si confonde insomma la protezione dalle richieste dei creditori e la sospensione dei pagamenti di interessi con la liquidazione integrale e la chiusura definitiva di un'azienda.
Le conseguenze più probabili per le maestranze di GM e Chrysler non riguarderanno il numero di occupati, ma la revisione dei contratti blindati che i sindacati dell'auto hanno imposto anni orsono ai big di Detroit. Il collasso dell'auto, infatti, è dovuto ad un connubio di cattivo management, stupidità degli investitori, arroganza intellettuale e connivenza totale del sindacato, che ha barattato il futuro dell'azienda ed il proprio silenzio in cambio di contratti molto vantaggiosi per i propri iscritti: salari multipli della media, benefici sanitari e pensionistici estesi ai familiari, ma soprattutto il diritto di veto alla chiusura di ogni impianto e di ogni singola linea produttiva da parte delle sezioni locali del sindacato. Una serie d contratti tanto vantaggiosi quanto onerosi, che hanno affondato Detroit per avidità e miopia, in maniera speculare ai difetti del top management.
E' ora che i responsabili, manager, sindacalisti e azionisti, paghino i propri errori. Non porterà a milioni di disoccupati, la contrario degli aumenti di tasse necessari a finanziare il bailout. Un bailout, dulcis in fundo, inutile per risollevare la competitività americana: in una spirale della morte simile a quella che avviene nelle guerre commerciali, anche gli europei si preparano a regalare soldi ai manager dell'auto continentale.
Posted by J.C. Falkenberg at 6:01 PM |
Labels: Auto , Detroit , General Motors
martedì, settembre 23, 2008
L'assalto alla diligenza è iniziato
Gli USA stanno imparando una lezione che noi europei abbimao appreso decenni fa, anche se la dimentichiamo ad ogni momento: quando si comiuncia a spendere denaro del contribuente per sostenere alcune industrie, non si finisce più.
Avevamo già scritto che i fabbricanti di automobili stavano chiedendo decine di miliardi di dollari al governo: se aziende con dei compratori, come AIG, ricevono denaro, perchè non GM,Ford e Chrysler?
Grazie all'ultimo maxipiano per il sostegno al mercato dei mutui, sembra che potrebbero ottenere circa 25 miliardi di dollari. Si tratta di un vero e proprio assalto alla diligenza, del genere a cui si assiste in Italia ogni volta che deve passar eun provvedimento di spesa: ogni parlamentare prova ad inserirvi l'azienda favorita.
Benvenuti nel nuovo mondo socialista. Ayn Rand si sta rivoltando nella tomba.
Source: DetNews
giovedì, agosto 14, 2008
Una villetta a Detroit per Un dollaro.
Non è uno scherzo: una banca ha messo all'asta una casa per un dollaro - e ci sono voluti comunque 19 giorni per venderla.
In realtà, la banca ha di fatto pagato l'acquirente per comprare la proprietà : le commissioni sulla vendita ed alcubni conti arretrati sulla casa ammontano a circa 10mila dollari, che l'istituto di credito dovrà sborsare.D'altro canto, le tasse immobiliari peril propietario del "gioiello" ammontano a circa 3mila dollari l'anno.
La casa in questione si trova a Detroit, in una delle zone meno rinomate di una una delle grandi città più povere d'America, dove la crisi dell'auto ha colpito pesantemente, dove molte case disabitate vengon vendute per 100 dollari; in questo caso si tratta oltretutto di una proprietà che è stata ripetutamente saccheggiata e a cui i ladri hanno sottrattopersino i cavi dell'impianto elettrico e le tubature. Eppure, la proprietà era passata di mano per 65mila dollari soltanto nel Novembre 2006
Fonte : DetNews
Posted by J.C. Falkenberg at 1:39 PM |
Labels: Detroit , Immobiliare








