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lunedì, maggio 18, 2009

I guru di Obama a Franceschini: copiate il PCI. Loro lo hanno fatto.

I consigliori di Obama elogiano i cari vecchi sistemi. Che sono poi i loro, aggiustati con tanti soldi, molta propaganda e un'enorme dose di ipocrisia

Qualche migliaio di euro per sentirsi dire (testuale) che “con Facebook non si va da nessuna parte” e per assistere ad un autentico elogio delle campagne elettorali stile vecchio Partito Comunista Italiano (con Internet al posto del telefono in bachelite). Questo in estrema sintesi è quello che gli esperti americani sono andati a raccontare – a porte chiuse – ai dirigenti del Partito Democratico. (Knut Wicksell via Cormorano)


La vittoria di Obama è dovuta, oltre al marketing e ad un avversario autolesionista, ai soldi dei sindacati, al lavoro di gambe dei "volontari" assoldati dai sindacalisti ed allo sfruttamento intelligente da parte di questi ultimi dei dati raccolti su Internet.
Il problema di Franceschini è che i sindacati italiani non pagano, ma pretendono e basta.

martedì, giugno 24, 2008

Perot, Barr e il Wolter dell'Illinois

Da Sgembo, un post sull'effetto Barr, il controverso candidato libertarian ( che a noi non pare proprio tnto libertarian). I terzi candidati negli Stati Uniti sono spesso una sciagura per l'area politica di riferimento: il verde Ralph Nader non èriuscito a fare abbastanza danni alla sinsitra americana, ,ma Ross Perot e la demenza del partito repubblicano della California regalarono gli USA a Clinton.
Bob Barr regalerà l'America alla versione americana di Wolter Veltroni?
Come lui, Barack Obama sfoggia un vuoto abbellito da una retorica patinata e amabile perché completamente priva di contenuti . Come lui, ha collaboratori che condividono il peggio delle idee d'una certa Europa, già pronta alla resa senza condizioni ed al declino.

venerdì, marzo 21, 2008

Discrete notizie

Se si votasse oggi, John McCain vincerebbe sia contro HIllary Clinton che contro Barack Obama. Manca ancora parecchio alle elezioni, ma perlomeno gli ultimi sondaggio smentiscono la leggenda urbana che Repubblica spande inItalia, ossia che il partito Democratico negli USA si prepara a trionfare, senza alcuna difficoltà.
In realtà sono comunque i favoriti, al contrario dei loro omonimi e scimmiottatori italiani, ma avranno comunque da lavorare, soprattutto contro McCain.


Hat tip: Kudlow's Money Politic$

lunedì, gennaio 28, 2008

Anche Kennedy salta sul treno di Obama

Anche Ted Kennedy appoggerà Barack Obama contro Hillary Clinton, secondo il washingtonpost.com. Correre in soccorso del vincitore è uno sport molto popolare anche negli USA, a quanto pare.
E' paradossale che un deputato da 30 anni a Washington, che ha costruito la propria carriera su basi dinastiche e sul cadavere dei dei fratelli si schieri con Obama, che mena vanto della propria relativa lontananza dal mondo della Washington "politicante".
Proprio per questo, tuttavia, l'appoggio del più avvinazzato dei Kennedy potrebbe costituire un segnale preoccupante per la Clinton: si tratta del cedimento di uno dei segmenti più clintoniani del partito democratico, quello della casta politica tradizionale del Partito. Se Hillary non può mantenere la lealtà di coloro che sta difendendo a costo di perdere voti alle primarie, la sua campagna fa davvero acqua.


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sabato, dicembre 22, 2007

Condi slams Huckabee

Il candidato alla nomination repubblicana Huckabee aveva definito la politica estera dell'amministrazione Bush come"arrogante" ed "unilaterale".
Condi Rice ha ribattuto alle critiche. La prima reazione, secondo me la migliore, è stata un sonoro "non commento i commenti altrui.Non ho tempo per queste cose".
Poi ha articolato una risposta degna di un segretario di Stato; tempo sprecato, dietro ad un Huckabee qualsiasi?
clipped from www.newsmax.com

WASHINGTON -- In a brief foray into politics, Secretary of State Condoleezza Rice on Friday denounced comments by a leading Republican presidential candidate that the Bush administration's foreign policy is arrogant and unilateral.

Rice did not mention Huckabee by name in her response and at first declined to respond, saying dismissively: "Look, I don't comment on other people's comments. I don't have time, all right. I really don't have time to worry about this."

blog it

venerdì, novembre 16, 2007

Meet Mitt

Mitt Romney è uno dei principali candidati alla nomination repubblicana, è mormone ed ha anche senso dell'umorismo (ma noi si continua a tifare per Rudy Giuliani e ad avere tanta simpatia per Ron Paul)


clipped from www.economist.com

Big Love
“I love my wife and my five sons and their five wives. Wait a second. Let me clarify that. They each have one.”

Mitt Romney campaigning in New Hampshire, ABCNews.com, November 10th


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"Amo mia moglie ed i miei figli e le loro cinque mogli. Un attimo, lasciatemi spiegare: ne hanno una a testa"

Per chi non lo sapesse, i mormoni hanno praticato la poligamia, prevista nel proprio libro sacro, ed hanno abbandonato la pratica (quasi tutti , almeno) soltanto dopo notevoli pressioni del governo federale americano - il vizio d'infilarsi nella camera da letto altrui è come una droga, per gli enti governativi...

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giovedì, novembre 08, 2007

Pannella, arriva l'endorsement del Movimento per la Vita

Per Rudy Giuliani arriva l'endorsement di Pat Robertson. Al confronto, assistere alla CEI che appoggia Della Vedova o Martino sarebbe meno sorprendente, anche se altrettanto gratificante (Pannella sarebbe meraviglioso dal punto di vista estetico-ironico, non politico) .
Si tratta di un forte segnale d'unità per le differenti anime della destra americana; potrebbe inoltre rimuovere uno dei principali ostacoli alla nomination di Giuliani ed uno dei maggiori rischi nella sfida con Hillary Clinton, quello della disaffezione della destra religiosa per il "laico" Giuliani. Speriamo soltanto che in Italia qualcuno si degni di prenderne esempio.


Hat tip + da leggere assolutamente:The Right Nation



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giovedì, ottobre 18, 2007

Hillary Clinton, amica dei poveri - o favorita di Wall Street?

Hillary Clinton è il candidato alle primarie che ha ricevuto maggiori donazioni dagli "squali" di Wall Street.
Non era l'amica dei poveri? Il suo programma è ora moderato, rispetto alla posizione tenuta negli anni della presidenza del marito, quando il suo piano di riforma del sistema sanitario e le sue opinioni socialisteggianti furono additate come una delle cause del peggior disastro elettorale nelle elezioni per il Congresso, talmente severo da essere definito la "Rivoluzione Repubblicana"; rimane tuttavia un candidato con credenziali impeccabilmente liberal (leggi: socialdemocratiche, per chi vive in Europa) .

Il favore dei grandi banchieri è un curioso parallelo con la pendenza a sinistra di buona parte di una certa finanza italica e la radice è probabilmente simile: la tendenza all'espansione del potere statale significa maggiori possibilità per coloro che prosperano all'ombra di sussidi e favori, anziché competere sul mercato. Una controprova deriva dai dati (forse non del tutto completi) sulle donazioni presso un'altra parte della comunità finanziaria, i fondi di private equity, spesso etichettati come "locuste" e nuovi simboli del capitalismo più sfrenato, ma per questo in grado di portare maggiori vantaggi agli investitori e maggiore innovazione per i consumatori. In questo caso, la senatrice Clinton è superata da Mitt Romney, Barack Obama e Rudy Giuliani


Fonti: New York Times, PEHub


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venerdì, settembre 21, 2007

Rudy "Maggie" Giuliani?

Rudy Giuliani ha attraversato l'Atlantico per una visita di tre giorni nel Regno Unito, con due obbiettivi: rafforzare la sua immagine nei confronti dell'ala meno moderata del GOP e ridurre la percezione di candidato "domestico", meno attento di altri allo scenario internazionale.
L'ex sindaco di New York ha rafforzato le proprie credenziali "conservatrici", grazie all'appoggio di Lady Thatcher e dell'ala tatcheriana dei Tories inglesi: Rudiy Giuliani incontrerà laoggi Lady Tatcher e riceverà la prima Margaret Thatcher Medal of Freedom. Inoltre, a dar man forte alla campagna presidenziale di Giuliani arrivano Robert Conquest e Nile Gardiner, tatcheriani doc e storici consiglieri personali di Maggie.

L'incontro con il Primo ministro Gordon Brown ha puntato invece a dimostrare che le doti di leadership mostrate dopo l'11 Settembre sono apprezzate anche al di fuori dei confini americani, ribattendo a coloro che ritengon Rudy un candidato con poca esperienza e poco peso in politica estera.

Fonte: The Washington Post




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martedì, luglio 24, 2007

Capelli e Presidenze

Notizia (ir)rilevante del giorno: è dal 1956 che gli americani non eleggono un calvo come Presidente degli USA ed allora vi era poca scelta: Adlai Stevenson, lo sconfitto, era pelato quanto Dwight Eisenhower. L'eccezione è stata Gerald Ford, che tuttavia non venne eletto a quella carica, ma sostituì Nixon dopo lo scandalo Watergate. Su uno dei blog dell'Economist, il vignettista del settimanale inglese prova ad immaginare un Clinton od un Reagan calvo e a suggerire vari stili di parrucche e parrucchini per Fred Thompson, l'unico probabile aspirante candidato ad avere una "fronte molto spaziosa"


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sabato, giugno 23, 2007

Una nota non tanto a margine: Bloomberg aiuta i repubblicani?

Zogby, supersondaggista americano, pensa che Mike BLoomberg abbia della chances sostanziali per arrivare alla Casa Bianca, dato il clima attuale.
Nel caos non ce la facesse, aiuterebbe oggettivamente i democratici, come Ross Perot fece nel 1992? Non è detto: i sondaggi mostrano come il supporto per l'ex democratico Bloomberg potrebbe provenire in proporzione maggiore da democratici ed indipendenti e solo per il 25% dai Repubblicani. Per il GOP, Forza Mike comunque, insomma?

"An important side note: Contrary to conventional wisdom, my polling shows he would likely take more votes from the Democrat than the Republican. Those who consider themselves part of that growing 'moderate' political class are 38% Democrats, 25% Republicans, and 38% independents."

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martedì, aprile 24, 2007

Il candidato John Edwards sputa nel piatto in cui mangia?

John Edwards è stato nel 2004 il candidato democratico alla vicepresidenza ed è ora in corsa per la nomination presidenziale; ha basato la propria carriera politica sulla propria immagine di paladino dei "poveri " contro i "ricchi", difensore dell'americano medio contro gli avidi predatori di Wall Street e George W. Bush.
Purtroppo per il novello Robin Hood, i media si stanno accorgendo come la sua ricchezza tragga origine dai servizi resi allo Sceriffo di Nottingham, adesso primo contribuente della sua campagna.

Nel 2004, Edwards si fece notare per una piattaforma frequentemente definita come populista: nel suo discorso sulle "due Americhe", ad esempio, accusò il Presidente Bush di presiedere un'America divisa fra "coloro che lavorano e coloro che se ne godono i frutti", un'America "che fatica ad arrivare a fine mese ed un'altra che può comprarsi ciò che vuole, persino la Presidenza".
Insomma, sostituendo "Bush" con "Berlusconi", avete capito da dove l'Unione potrebbe aver copiato gli slogan della campagna elettorale del 2006, con maggior fortuna dell'originale.

Quattro mesi dopo la sconfitta, l'avvocato John Edwards andava a lavorare per il tipo d'azienda che simboleggia l'America che il candidato John Edwards aveva crocifisso - il Fortress Investment Group, prima società di gestione di hedge fund e private equity ad essere quotata in Borsa e fino ad allora grande utilizzatore delle tecniche di elusione fiscale tanto stigmatizzate dal candidato alla vicepresidenza.
L'approccio del senatore della Carolina aveva già in passato suscitato un qualche scetticismo in coloro che conoscevano la sua storia personale: l'uomo è divenuto facoltoso promuovendo le famose class actions, cause contro aziende, ed intascandosi il 40% dei risarcimenti che di solito in questi casi vengono pagati, che l'azienda risulti colpevole o meno. Un Robin Hood da sempre abbastanza interessato, insomma.

Nel dicembre 2006 Edwards avrebbe teoricamente interrotto i propri rapporti con Fortress; nella pratica, i dipendenti di Fortress risultano i primi contribuenti della sua campagna elettorale. Un bel salto, partendo dalla difesa di chi non arriva a fine mese e dai rapporti strettissimi con i sindacati, indubbiamente.

Un luminoso esempio, per la sinistra italiana, che ci sembra si stia avviando sulla medesima strada: difensori dei poveri in campagna elettorale, promotori di merchant bank di Palazzo Chigi, statisti da "abbiamo una banca?" e neofeudatari tramite le coop, nella vita reale.



Washington Post, Dealbook

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