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martedì, settembre 28, 2010

Scuole: e Superman in Italia?

Bella recensione del documentario Aspettando Superman su noiseFromAmeriKa. Si parla di un documentario sulle Charter schools, scuole finanziate tramite il buono scuola e con ampia autonomia, odiate dalla sinistra e viste come il demonio dai sindacati degli insegnanti, ma adorate dai genitori dei ragazzi poveri, perché rappresentano l'unico modo di sfuggire dalle grinfie di un sistema costruito per i comodi degli insegnanti più pigri. La proposta delle charter school e del buono scuola è una delle bandiere della destra americana da decenni, ma il documentario è diretto da Davis Guggenhheim, cineasta di sinistra ed è a favore del movimento, che ormai attrae consensi fra larghe fasce dell'elettorato progressista.
In Italia non si parla di liberalizzazione della scuola e Aldo Rustichini, autore della recensione, chiede perché non se ne parli. In realtà se ne parla eccome, ma poi si fa ben poco e i motivi mi paiono ovvi: una destra pavida ed impegnata a scimmiottare la sinistra, invece che seguire la propria vocazione liberale; una sinistra prigioniera della propria retorica e dei gruppi di interesse che la sostengono. Non solo non abbiamo un Guggenhheim, ma anche i Milton Friedman italiani , che pure esistono, non vengono ascoltati.


venerdì, settembre 10, 2010

Milton Friedman fa ancora scuola

Dopo cinquant'anni, Milton Friedman fa ancora scuola: Lumni, una delle startup che offre microcredito per finanziare studenti in America Latina e USA, mette in pratica una delle proposte avanzate negli anni '60 da Milton Friedman per finanziare gli studi dei giovani americani senza dover ricorrere alla nazionalizzazione dell'istruzione e sostituire il sistema in vigore, che fornisce agli studenti prestiti sussidiati e garantiti dallo stato. Friedman sosteneva che non si dovessero erogare prestiti, da restituire a rate a somma fissa; era piuttosto meglio effettuare una sorta di investimento azionario: in cambio della copertura dei costi per l'istruzione, il finanziatore (pubblico o privato) avrebbe acquisito il diritto ad una percentuale dei futuri guadagni dello studente, garantendo così un allineamento migliore degli interessi di giovani e finanziatori, con meno bisogno dell'ingerenza di una burocrazia governativa.
Ci sono voluti cinquant'anni, ma qualcuno ha ascoltato.

giovedì, settembre 09, 2010

Bravo pirla, prof

Solo mezza cattedra e 600 euroal mese al miglior prof d'Italia: Ha solo 8 ore a settimana, ma ha rifiutato un'offerta dagli Usa: «Amo il mio Paese»".


Che si può dire, bravo pirla. Avrebbe mandato un segnale utile per tutti i bravi professori imasti in Italia: o pagate noi e cacciate i lazzaroni, unica soluzione ai problemi della scuola, oppure andremo da chi ci apprezza. Rimanendo qui, ha invece mandato il segnale opposto: sindacati e burocrazie scolastiche possono continuare a bistrattare i docenti come fossero servi della gleba legati alla terra, senza nessun altro posto dove andare e nessuna alternativa, che siano competenti o meno.

Per una disamina del vero problema dei docenti italiani, imperdibile Giacalone

domenica, luglio 12, 2009

Ottime idee a Vicenza. Il buono scuola le moltiplicherebbe

"In tempo di crisi salgono in cattedra i professori in miniatura. Un’occhiata alla platea di «rimandati», un’altra alle casse della scuola, ed ecco l’idea del preside di un istituto di Vicenza: corsi di recupero tenuti da studenti con pagelle invidiabili"
Mi sembra un'idea encomiabile, non soltanto in tempi di crisi. Quante altre ottime idee potrebbero nascere ed essere sperimentate, se vi fosse una vera autonomia scolastica?
Se "scuola pubblica" e "scuola privata" non fossero soltanto una presa in giro, un artificio propagandistico per mascherare il fatto che si parla solo di "scuola del Ministero" e "scuola dei preti" ,non staremmo meglio?
Il buono-scuola servirebbe anche a questo, signori statalisti. Se avete a cuore l'educazione, smettetela di nascondervi dietro ad acrobazie verbali ed accettate la sfida di una scuola pubblica, ma non statale. In cambio, se volete, vietate le scuole confessionali: anche da miscredente lo ritengo illiberale, ma per dirla con Guccini, "no so come, siete in tanti" e tutto quel che ne segue.

Hat tip: Hurricane_53 :

martedì, maggio 19, 2009

Deliri da ghetto multiculturale a Roma

I rischi della disintegrazione dell'identità (Poliscor):
"[...] l'insigne direttrice, già nota per aver obbligato i suoi scolaretti a fare un presepe con personaggi vestiti con cristianissimi burqa, per dirigere la scuola a più elevato tasso di stranieri in Italia (solo 8 alunni sono italiani) il cui problema starebbe - secondo lei - nell'emarginazione dei bimbi stranieri da parte di quelli italiani (sic!) e per aver fatto confezionare ai bambini cappellini di carta fatti con manifesti antisionisti, ora fa bingo e pretende di cambiare direttamente il nome alla scuola, intitolandola a un 'famoso pedagogista giapponese'. Che sarà pure famoso a casa sua e per i suoi tanti e tali meriti magari sarà pure degno di avere scuole intitolate in giro per il mondo; ma che si cambi in questo modo l'intitolazione di una scuola che è già icona della disintegrazione dell'identità e della cultura italiane è semplicemente inaccettabile."

sabato, dicembre 13, 2008

Rinvio Gelmini, un altro autogol

L'ennesimo esempio di come quello che dovrebbe essere il governo del Grande Fratello, censore occhiuto e maestro di propaganda, non riesca neppure ad evitare la propaganda ai propri danni e a trasformare un'ipotesi di riforma lodata anche da tradizionali avversari di Berlusconi in un boomerang tutto mediatico.

"Ricapitolando: due mesi fa il governo vara la riforma Gelmini che prevede, tra le altre cose, l'introduzione del maestro unico per 24 ore la settimana e l'opzione per le famiglie di richiedere diversi modelli orari (il cosìdetto tempo pieno); oggi, lo stesso governo, nel preparare i regolamenti attuativi della legge ribadisce il concetto: maestro unico per 24 ore più modelli orari diversificati secondo le esigenze delle famiglie italiane. Fischi prima, applausi ora. Scusate: ma cos'è cambiato? Perchè oggi fan tutti festa e ieri si disperavano in piazza?"


DAW
ha almeno parzialmente ragione, ma in politica l'apparenza a volta conta più della sostanza e l'apparenza deriva dal filtro dai media.
Il passo indietro sulla riforma scolastica è una sconfitta politica reale a causa della pessima capcaità di comunicazione di questo governo e della sua goffaggine nell'arena della tattica politica.
In primo luogo, rimandare un atto dopo una protesta di piazza verrà sempre letto come un cedimento alla piazza, non importa quale sia il provvedimento; in secondo luogo, il pubblico nonconosce la legge, conosce la versione che il governo ne dà in conferenza stampa, o quella riportata dai media. Non importa quindi che il maestro unico fosse soltanto una delle alternative previste, almeno inizialmente; il pubblico non lo sapeva sino all'altro ieri - e questo è anche colpa del governo. Un aggiustamento poco importante è divenuto un autogol rilevante, grazie ad un errore di tattica.

Se il governo non è capace di spiegarsi - o a verificare come i giornalisti riportano ciò che dichiara - è sin troppo facile far passare qualsiasi atto come una sconfitta del governo od una sua prevaricazione, soprattutto per per quei due terzi di giornalisti che devono il posto ad una nomina da sinistra.

Che il Caimano, in fondo, non sia affatto il Grande Fratello, ma soltanto il Grande Comunicatore?

venerdì, novembre 14, 2008

Scuola:Obama ipocrita quanto le zecche di casa nostra?

Quando si tratta di scuola, pare che molti, troppi "democratici" predichino bene e razzolino male.
La maggior parte dei politici "progressisti" italiani manda i propri figli a costose scuole private: appoggiano la protesta reazionaria di professori e rettori, che fomentano gli studenti quale utile carne da macello, affinché nulla cambi nell'assetto scolastico italiano, ma ne sono talmente poco soddisfatti da non mandarci i propri figli.

ALmeno in questo Barack Obama sembra essere emulo dei baroni nel partito di Veltroni: è un nemico del movimento che cerca, tramite il buono scuola, di restituire ai genitori anche poveri un qualche controllo sulla qualità dell'educazione ricevuta dai propri figli a spese della collettività, ma si fida talmente poco del sistema pubblico, che tanto elogia, da mandare le proprie figlie in una scuola privata.


The choice made for and by the Obama girls, 10 and 7, will be personal
-- and political. As public servant No. 1, Barack Obama may feel the heat to
send his kids to public schools. The White House is zoned for Francis-Stevens
Educational Center in Foggy Bottom. Amy Carter went the public route.

But Mr. Obama could also follow the lead of the last First Family with
school-aged children, the Clintons, who said their daughter wasn't a social
experiment, and put Chelsea at Sidwell Friends, a Quaker school on Wisconsin
Avenue. Richard Nixon's daughters went there and Joe Biden's granddaughters go
there now. Similar choices are Maret, Sheridan and Beauvoir (a feeder elementary
into the National Cathedral School), all of which are top-flight private schools
that the kids of other famous people have attended. Except for the National
Cathedral School and St. Albans, all the schools on the standard list have an
appropriately -- for the incoming Administration -- liberal bent.

Assuming the Obamas keep their children in private school as in Chicago,
the ideal political profile, however, belongs to Georgetown Day School, the
first racially integrated school in Washington whose lefty roots co-exist with a
now mostly gentrified student body. Thurgood Marshall and Walter Mondale were
GDS parents, along with a handful of Senators and Congressmen (Democrats,
naturally). Obama friends Vernon Jordan and Eric Holder have ties to the place,
as well. If bets were taken on this critical issue of school choice, that's
where I'd put mine.

sabato, giugno 23, 2007

Lavaggio del cervello , fino alla fine

Non seguo troppo le questioni della maturità, forse perché ne ho avuto abbastanza di un esame di maturità: il mio. Pare tuttavia che il corpo insegnante italiano non perda occasione d'inculcare agli studenti nozioni e modelli di comportamento che nulla spiegano della realtà, ma che servono perfettamente al perpetuarsi della casta "antropologicamente superiore". Quindi, ecco la prova scritta di terzomondismo: dove le tracce del tema inquadrano perfettamente un esercizio a cavallo fra ipocrisia, menzogne e controllo dei risultati del lavaggio del cervello.


HT: A Conservative Mind
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