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giovedì, luglio 16, 2009

L'architetto del salvataggio di GM e Chrysler indagato per corruzione

Da Nota Politica: L'architetto del salvataggio di GM e Chrysler è indagato per corruzione

"Steven Rattner si è appena dimesso dalla carica di presidente della commissione governativa che ha supervisionato la bancarotta e la riorganizzazione del settore automobilistico americano. La motivazione ufficiale è che il lavoro sarebbe quasi compiuto e che l'amministrazione Obama non vuole dare l'impressione di gestire le aziende automobilistiche in maniera troppo da vicino e a fini politici. Quello di cui si parla meno sono le indagini per corruzione che ha rivolto a Quadrangle Group LLC, la società finanziaria di cui Rattner è stato fondatore. La società viene accusata di aver pagato mazzette ai membri del consiglio d'amministrazione e ai funzionari del fondo pensione dei dipendenti pubblici dello Stato di New York, al fine di ottenere che il fondo pensione investisse forti somme nei fondi gestiti da Quadrangle. Il Presidente Obama ha sinora difeso strenuamente la propria scelta, sostenendo che Rattner non avrebbe commesso personalmente alcun crimine. Eppure, in coincidenza con le dimissioni, il procuratore generale di New York Andrew Cuomo avrebbe deciso di intensificare le indagini proprio su Rattner."


Che strano: i favoriti del principe sono corrotti. Non lo avremmo mai ritenuto possibile; insomma, si sa che le Partecipazioni Statali sono una fucina di incorruttibili gentiluomini...

giovedì, luglio 02, 2009

Opel con gli occhi a mandorla?

Secondo DealBook(New York Times) , la società cinese starebbe preparando un piano dettagliato per la presentazione di un'offerta formale per rilevare Opel.

mercoledì, giugno 17, 2009

Uno strano salvataggio

Anche in Svezia vanno di moda le soluzioni all'italiana: Saab è stata appena "venduta" alla compatriota Koenigsegg. Lascia perplessi la scelta del partner industriale: l'acquirente è svedese come SAAB, ma non ha nessuna competenza in fatto di gestione di un'azienda automobilistica che produce per il mercato di massa, anche se di fascia medio-alta: il modello di punta di Koenigsegg costa più di un milione di dollari e la società ha venduto nel 2008 ben 18 vetture

lunedì, marzo 30, 2009

Hummer addio?

In un altro segno dei tempi, si sta decidendo in queste ore la sorte di Hummer, in un certo senso la marca simbolo degli eccessi della bolla speculativa.
Nato come veicolo militare, diventato glamour grazie ai rapper americani e accessibile in un'era di basso costo dell'energia, rischia adesso di uscire completamente di produzione, a meno di non trovare un compratore estero. La crisi che attanaglia Detroit e la retorica "verde" del nuovo presidente rendono politicamente impossibile per General Motors, proprietaria del marchio, continuarne la produzione mentre implora aiuti di Stato per decine di miliardi di dollari.

"Ma anche" arriva a Washington: Obama come Veltroni?

Il presidente Barack Obama sembra talvolta un incrocio fra Walter Veltroni, con i suoi "ma anche", e il candidato presidenziale John Kerry, quello che era "contro la guerra prima di votare a favore, ma poi dopo ho cambiato idea e ho votato contro" ... Domenico ha sostenuto che le tre grandi di Detroit non avevano fatto abbastanza e che se non vi fossero stati maggiori sforzi da parte di sindacati e creditori il governo non avrebbe concesso ulteriori aiuti. Oggi, filtra la notizia che nuovi aiuti verranno annunciati nel pomeriggio.
Qual è il piano, signor Presidente?

A voler entrare nel dettaglio, le concessioni richieste sembrano essere un colpo al cerchio ed uno alla botte. Da un lato, infatti, il Presidente vuole accreditarsi come il salvatore della patria automobilistica; dall'altro, per dimostrare di non sperperare il denaro pubblico, impone condizioni che sono equivalenti al passaggio in amministrazione controllata delle due aziende.
Nulla di più positivo, secondo la nostra modesta opinione, visto che un passaggio del genere permetterebbe la ristrutturazione radicale dei contratti-capestro con i sindacati e una trasformazione dei creditori in azionisti, ma allora perché non lasciar fare alla legge ed al mercato?Forse perché l'amministrazione Obama vuole riplasmare gli USA, come cercò di fare Roosevelt e per farlo deve dimostrare che no esiste salvezza senza l'intervento di uno Stato oppressivo e corporativo quanto le socialdemocrazie europee.

mercoledì, gennaio 28, 2009

Fiat, buttiamo altri soldi?

La Fiat e il governo riuniti per discutere di incentivi: ossia, come buttare altri soldi: sono trent'anni che FIAT riceve sussidi, quando capiremo? E' vero che anche altre nazioni europee stanno discutendo di sussidi al settore automobilistico, ma in Italia la memoria dei disastri dell'assistenzialismo statale al settore è freschissima: se la classe politica avesse a cuore il portafogio dei suoi elettori, spenderebbe il tempo in giro per il pianeta ad illustrare il caso ad urlare ad ogni altro compagno di merende di non ripetere i nostri tragici errori.

ANSA

mercoledì, gennaio 14, 2009

Detroit , bond-spazzatura anche dalla città

Non c'è pace per il Michigan: non solo le tre ex-grandi case americane dell'auto sono a rischio di fallimento, adesso anche il merito di credito della città stessa è stato tagliato al livello di junk bond. Il downgrade è ancora più pericoloso di quanto sembri, perché potrebbe far scattare richieste di rimborsi per oltre 400 milioni di dollari, un evento che trascinerebbe l'amministrazione cittadina verso la bancarotta.
D'altronde, il Michigan non è di certo uno degli stati americani meglio gestiti, dimostrando come il management miope e un sindacato tanto potente quanto venale e di vedute ristrette siano dei tipici rappresentanti della classe dirigente di Detroit.
La magra consolazione è che, rispetto al vicino Illinois, a Detroit sono delle mammolette, dei semplici incompetenti progressisti dalle buone intenzioni: almeno loro, però, non taglieggiano e trafficano da decenni, fino a vendersi un seggio da senatore.

venerdì, gennaio 09, 2009

Bancarotte automobilistiche: salta Ssangyong

Il produttore automobilistico coreano Ssangyong ha dichiarato fallimento nella notte.
Si tratta del quinto produttore coreano per dimensioni, con sole 200mila vetture prodotte, ma è la prima vittima della crisi globale del settore in una nazione dell'OCSE. Molto probabilmente non sarà l'ultima.

I 7200 dipendenti riceveranno lo stipendio di Dicembre, ma non si sa molto sul futuro dell'azienda, in difficoltà da almeno un anno e da settimane alla disperata ricerca di circa 450 milioni di dollari per evitare il fallimento. L'azionista di maggioranza, la cinese SAIC, e le banche creditrici non erano riusciti ad accordarsi sulle modalità di un ipotetico salvataggio.



Ssangyong Motor Company became a casualty of the global economic downturn Friday, filing for receivership in a bid to stave off collapse, The New York Times’s Choe Sang-Hun and Bettina Wassener reported.
Ssangyong, the smallest of the five South Korean automakers, had been struggling to obtain cash after being hit hard by slumping sales. Last month, Ssangyong and its majority shareholder, SAIC Motor Corporation of China, sought help from the South Korean government. SAIC and Ssangyong’s creditor banks have been locked in a dispute about who should bail out Ssangyong.

Hat tip: DealBook /NYTimes.com

venerdì, dicembre 12, 2008

nemmeno le macchinine per voi

Leggendo le dichiarazioni di certi politici, si deve sperare che stiano semplicemente in completa malafede e che mentano sapendo di mentire.L'alternativa è troppo sconfortante: ignoranza completa o stupidità permanente. Dovrebbero tornare a giocare con le macchinine.

Secondo Dana Perino, portavoce dell'amministrazione Bush, il salvataggio di General Motors e Chrysler sarebbe essenziale per evitare di perdere un milione di posti di lavoro, a rischio in caso di amministrazione controllata.

Tralasciamo la tristezza di dover ascoltare il portavoce di un'amministrazione liberista e conservatrice parlare come se si fosse iscrtitta all'Internazionale socialista; da almeno tre anni è evidente quanto qesta Casa Bianca sia reaganiana soltanto a parole e democristiana nei fatti. Nel merito, la dichiarazione è quantomeno esagerata, in quanto implica che il Chapter 11 equivarrebbe al licenziamento in massa di gran parte della forza lavoro non solo delle aziende automobilistiche vere e proprie, ma anche delle aziende dell'indotto dell'auto.
Si confonde insomma la protezione dalle richieste dei creditori e la sospensione dei pagamenti di interessi con la liquidazione integrale e la chiusura definitiva di un'azienda.
Le conseguenze più probabili per le maestranze di GM e Chrysler non riguarderanno il numero di occupati, ma la revisione dei contratti blindati che i sindacati dell'auto hanno imposto anni orsono ai big di Detroit. Il collasso dell'auto, infatti, è dovuto ad un connubio di cattivo management, stupidità degli investitori, arroganza intellettuale e connivenza totale del sindacato, che ha barattato il futuro dell'azienda ed il proprio silenzio in cambio di contratti molto vantaggiosi per i propri iscritti: salari multipli della media, benefici sanitari e pensionistici estesi ai familiari, ma soprattutto il diritto di veto alla chiusura di ogni impianto e di ogni singola linea produttiva da parte delle sezioni locali del sindacato. Una serie d contratti tanto vantaggiosi quanto onerosi, che hanno affondato Detroit per avidità e miopia, in maniera speculare ai difetti del top management.

E' ora che i responsabili, manager, sindacalisti e azionisti, paghino i propri errori. Non porterà a milioni di disoccupati, la contrario degli aumenti di tasse necessari a finanziare il bailout. Un bailout, dulcis in fundo, inutile per risollevare la competitività americana: in una spirale della morte simile a quella che avviene nelle guerre commerciali, anche gli europei si preparano a regalare soldi ai manager dell'auto continentale.

martedì, dicembre 09, 2008

Schizofrenie da intervento statale

E così Obama si prepara a portare gli USA nel Paradiso delle Partecipazioni Statali, laddove Fanfani portò l'Italia del Miracolo economico: in quello che in un paio di lustri, sembrava un confortevole inferno; potremmo anche evitare di sottilizzare e goderci lo spettacolo, se non fosse per due piccoli particolari.
Il primo è che, se si vuole fare i socialisti, si potrebbe anche esssere onesti e smetterla con certa retorica: non si può sostenere che "non è compito del govenro gestire le aziende" , salvo poi garantirne la sopravvivenza e imponendo loro uno "zar" dotato di potere di vita e di morte sul settore.

Il secondo, più fondamentale: il capitalismo potrebbe non piacervi, ma siamo sicuri di voler dare in gestione il futuro della superpotenza mondiale a gente come Blagojevich? Noi italiani abbiamo consegnato il nostro a Fanfani, Pajetta, Gava e Cirino Pomicino.
Qualcuno avrebbe il coraggio di affermare che ci è andata meglio che lasciarlo nelle mani dei "borghesi"?

martedì, settembre 30, 2008

Fallisce il concessionario da 2 miliardi di dollari

Dopo 89 anni di onorato servizio, la concessionaria Chevrolet BIll Heard ha portato i libri in Tribunale. Notizia irrilevant,e se non fosse che la "concessionaria" in questione aveva un giro d'affari da 2.1 miliardi di dollari, per la gran parte in prodotti GM. Si chiude un canale distributivo importante, per un'azienda già sull'orlo del precipizio.


(DJN) WSJ(9/30) Leading Chevy Dealer Bill Heard Files For Chapte

Mr. Heard's shutdown after 89 years in business is monumental
because of his strategic importance to GM. In 2007 alone, the He
ard chain represented $2.1 billion in revenue, a good portion of
which resulted from sales of new GM products.

martedì, giugno 10, 2008

Una BMW in lana???

La nuova frontiera delel automobili: una BMW coperta di tessuto, anziche' di metallo.

martedì, novembre 27, 2007

Fiat più costosa di Mercedes?

Il matrimonoi del momento nel settore automobilistico è sicuramente quello fra Fiat e Daimler, ma sembra che non s'avrà da fare. Il magazine tedesco Auto Motor und Sport , citando alcuni dirigenti Dailmler come fonte, sostiene che i negoziati sarebbero interrotti, anche perché "gli Italiani producono auto compatte a costi più elevati dei nostri".
Se una Mercedes A o B costano meno di un modello Fiat,o a Torino hanno qualche problema di costi, oppure i tedeschi ci stanno rifilando una discreta "sòla".


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