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martedì, dicembre 20, 2011

Il mistero spagnolo?

Phastidio s'interroga sul mistero spagnolo : i mercati hanno reagito meglio alla manovra spagnola che a quella italiana, nonostante (aggiungo io) le prospettive iberiche sembrino più problematiche di quelle italiane.


In parte è comprensibile. A parità di magnitudine dell'aggiustamento fiscale, gli investitori vogliono vedere soprattutto tagli alla spesa, considerati più certi dal lato del risparmio, meno recessivi se accompagnati da misure strutturali e non suscettibili di essere annullati da successivi aumenti di spesa una volta passata l'emergenza. Il governo italiano ha presentato una manovra che è composta, almeno per il primo periodo, soprattutto di nuove tasse; la Spagna, da quello che ho capito, soprattutto di tagli. A questo si deve aggiungere un fattore di natura tecnica: il supporto ai Bonos ed alle obbligazioni di emittenti domestico che le banche spagnole sono ancora in grado di fornire. Quanto tale supporto possa durare è opinabile, in vista della paventata necessità di disfarsi dell'enorme patrimonio immobiliare finito in mano alle banche e, sospettiamo, valutato a prezzi non propriamente conservativi. Come già nota il nostro, auguri...

mercoledì, giugno 16, 2010

Immobiliare ad Hong Kong: la bolla scoppia?

Per la prima volta, la società immobiliare Henderson ha annunciato di aver dovuto cancellare la vendita di 24 appartamenti ad Hong Kong. La società aveva già messo a bilancio le transazioni, ma gli acquirenti hanno preferito pagare la penale e non concludere l'affare. Potrebbe trattarsi di una coincidenza, oppure di un segnale sul prossimo scoppio della bolla immobiliare, che ad Hong Kong come nel resto della Cina è ancora viva e vegeta? Nel frattempo, in Europa stiamo convivendo conle conseguenze della nostra bolla: in questi giorni è il turno della Spagna,  il vero grande malato europeo quando si parla di bolle.

giovedì, maggio 13, 2010

In Cina, finti divorzi per speculare sulle case.

l boom immobiliare in Cina è ormai ufficialmente entrato in fase di bolla speculativa. Se l'evidenza empirica non fosse sufficiente, basterebbero aneddoti come questo per confermare che la situaiozne è siile a quella americana del 2003-2005.
Per  calmare la speculazione, il governo cinese ha imposto limiti alla possibilità di acquistar eseconde case per le famiglie cinesi, imponendo un anticipo minimo più elevato rispetto a quello dell'acquisto di una seconda casa. Pare che, in conseguenza, un numeo crescente di coppie fingano di divorziare, per otere così acquistare una casa a testa a condizioni più favorevoli . I numeri sono ridotti, ma evidenziano la frenesia del momento.

lunedì, agosto 17, 2009

American Dream or American Nightmare?

Un interessante punto di vista sul sogno americano e sul ruolo che vi gioca una casa di proprietà. un ruolo eccessivo, inedito sino alla Grande Depressione, creato dal governo, sussidiato con il denaro del contribuente.
Temo che l'esagerata attenzione riservata all'immobiliare e l'interferenza governativa che ne è seguita mettano a rischio il Sogno, minandone le vere basi: duro lavoro, istruzione, risparmio e meritocrazia, indipendentemente dal mercato immobiliare.
E' interessante anche notare come il processo abbia avuto un'accelerazione negli anni '90, grazie al mix di visione neokeynesiana dell'economia e delle operazioni di manipolazione dei cambi di alcune nazioni esportatrici.
For most Americans, until the recent past, home ownership was a dream and the pile of rent receipts was the reality. From 1900, when the census first started gathering data on home ownership, through 1940, fewer than half of all Americans owned their own homes. Home ownership rates actually fell in three of the first four decades of the 20th century.
Yet the story of how the dream became a reality is not one of independence, self-sufficiency, and entrepreneurial pluck. It's not the story of the inexorable march of the free market. It's a different kind of American story, of government, financial regulation, and taxation. We are a nation of homeowners and home-speculators because of Uncle Sam.
Bottom Line: More support for the high likelihood that the global financial crisis, mortgage tsunami, and housing bubble can all be traced to federal government intervention to create affordable housing, see

blog it

martedì, gennaio 27, 2009

Il fondo?

Speriamo, ma non contateci. Giornata nera per l'occupazione USA, con 76mila licenziamenti in una sola giornata.
Un risultato migliore delle attese invece dal fronte immobiliare: il numero di case vendute è aumentato del 6 per cento, mentre le previsioni indicavano un calo.

Per gli ottimisti, il dato è prova che abbiamo passato il punto peggiore e che le cose cominciano a migliorare, almeno nel primo mercato dove la crisi si era manifestata. Tempi duri, insomma, ma sarebbe l'inizio della fine e non la fine dell'inizio.

Il problema è che i prezzi delle case sono scesi di uno stupefacente 16 per cento. L'aumento delle vendite sarebbe dovuto all' arrivo sul mercato della massa di case adesso di proprietà bancaria a seguito dell'esecuzione delle ipoteche sui mutuatari inadempienti; queste case vendono vendute all'asta partendo da basi "sottocosto" , pur di recuperare contanti. Dal punto di vista dell'economia n generale, l'effetto è ben lontano da quello di una ripresa delle vendite di nuove case.

lunedì, gennaio 05, 2009

Niente panico - ok, panico

Mentre pensavate che il mattone americano avesse toccato il fondo, ecco che si comincia a scavare: adesso tocca al settore commerciale, in caduta libera sotto i colpi dell'esplosione della bolla nel settore immobiliare residenziale e della recessione nel'economia reale, che sta dramamticamente riducendo la necessità di nuovi uffici e capannoni.

Hat tip:Calculated Risk

giovedì, agosto 14, 2008

Una villetta a Detroit per Un dollaro.

Non è uno scherzo: una banca ha messo all'asta una casa per un dollaro - e ci sono voluti comunque 19 giorni per venderla.
In realtà, la banca ha di fatto pagato l'acquirente per comprare la proprietà : le commissioni sulla vendita ed alcubni conti arretrati sulla casa ammontano a circa 10mila dollari, che l'istituto di credito dovrà sborsare.D'altro canto, le tasse immobiliari peril propietario del "gioiello" ammontano a circa 3mila dollari l'anno.

La casa in questione si trova a Detroit, in una delle zone meno rinomate di una una delle grandi città più povere d'America, dove la crisi dell'auto ha colpito pesantemente, dove molte case disabitate vengon vendute per 100 dollari; in questo caso si tratta oltretutto di una proprietà che è stata ripetutamente saccheggiata e a cui i ladri hanno sottrattopersino i cavi dell'impianto elettrico e le tubature. Eppure, la proprietà era passata di mano per 65mila dollari soltanto nel Novembre 2006


Fonte : DetNews

lunedì, luglio 21, 2008

In Italia non è mica come in America

IL mercato immobiliare itlaiano non è quello, speculativo e selvagigo, d'Oltreoceano. Ehm, in realtà invece lo è : prezzi in calo anche nelle zone semicentrali, transazioni in diminuzione.

venerdì, novembre 30, 2007

Tassi bloccati per i subprime, ma chi paga?

il Wall Street Journal di oggi riporta la notizia dell’elaborazione di un piano per limitare i danni per una categoria particolarmente insidiosa di mutui subprime. Per una volta, non pagherà Pantalone, ma azionisti ed investitori - inclusi i fondi pensione. Uno sviluppo positivo? In parte sì, certamente, ma al di là della retorica, a beneficiarne saranno anche piccoli speculatori improvvisati e acquirenti di case che non si sarebbero mai potuti permettere. A pagare, alla fine, anche i risparmiatori.

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