I primi effetti dell'amministrazione Obama e dello strapotere democratico si cominciano a vedere: il Partito Repubblicano è in forte rimonta e quasi alla pari con i democratici. Non sono sicuro sia un bene.
Comincia a sembrare plausibile la tesi di molti commentatori della riva destra, per cui gli americani hanno votato per Obama anche per punire un partito repubblicano che vneiva percepito come una parodia di quello democratico: assistenzialista, corrotto e bigotto.
Buone notizie? Soltanto in parte. Il GOP non è ancora riuscito a sanare i propri problemi fondamentali, ossia il recupero della metà libertaria della coalizione , ma l'assenza dal potere ha almeno messo il silenziatore a quei conservatori che si comportavano come dei socialdemocratici, pardon, liberal di destra: disposti a buttare dalla finestra qualsiasi somma di denaro del contribuente pur di farsi rieleggere e portare avanti la propria agenda anche a scapito della libertà di scelta altrui.
Il silenzio, tuttavia, non risolve la questione: senza un ritorno al fusionismo tipico della coalizione repubblicana reaganiana ogni rimbalzo sarà di mera natura elettorale e temporanea ed anche un ritorno al potere non riuscirà a riportare la nazione sul binario della libertà.
Ogni riferimento alla situazione italiana non è puramente casuale: la coalizione di centrodestra soffre dello stesso problema , con la differenza che il fusionismo, da noi, non è mai veramente arrivato a compimento e, di conseguenza, ogni singolo ciclo elettorale ha marcato il fallimento dei tentativi di evoluzione del centrodestra e di modifica della costituzione materiale italiana verso una struttura più liberale.
Hat tip: Right Wing News
venerdì, febbraio 13, 2009
Effetto Obama: i Repubblicani ad un solo punto dai Democratici
Posted by Unknown at 7:43 AM |
Labels: Fusionismo , GOP , Obama
lunedì, gennaio 26, 2009
Capiamo benissimo Ronnie
Marc Eliot racconta della trasformazione ideologica di Ronald Reagan nel suo Reagan: The Hollywood Years : il primo stimolo al suo passaggio da liberale di sinistra a conservatore "di destra" fu dovuto all'inizio non alla superiorità intellettuale di Goldwater, ma allo schifo nei confronti dei "sinistrorsi in limousine" , dei radical-chic che infestavano Hollywood, allora come oggi. La scoperta della possiblità di una fusione fra liberari e conservatori fece il resto, facendogli trovar euna nuova "casa" politica.
Il sottoscritto, ha una storia differente, ma direi proprio che si tratta di una storia in cui molti fra noi liberali e libertari di destra riconoscersi, con la differenza che in Italia non siamo ancora arrivati al fusionismo di quarant'anni fa in USA . Avanti, marsch?
Hat tip : Reason
martedì, gennaio 20, 2009
Farewell W
Non sono un ammiratore sfegatato di George W. Bush, ma non certo per le ragioni per cui non è amato in Italia.
1972 elenca i motivi per cui "volergli bene" - e le condivido in pieno. Ci sono tuttavia forti riserve sul modo in cui W. ha fatto ciò che doveva fare, distruggendo il suo stesso partito e rischiando di consegnare gli USA al collettivismo.
Esistono forti motivi per chiedersi valesse la pena di seguire le illusioni messianiche di quella parte di neocon in precedenza socialisti di sinistra e divenuti socialisti clericali, con il loro programma di intervento estero ad ogni costo, con l'opposizione interna tacitata a colpi di spesa pubblica e leggi illiberali.
Il costo pagato è stato enorme, sia per la nazione che per il partito del Presidente: gli USA sono una nazione indebitata e meno libera a causa di nuove leggi che hanno espanso il ruolo del Governo tramite interventi sulla sicurezza nazionale, esplosione della spesa, nuovi programmi assistenziali, limitazioni alla ricerca.
Tutte concessioni allo statalismo ed al collettivismo, che hanno trasformato il GOP in una brutta parodia della Democrazia Cristiana degli anni peggiori ed hanno distrutto il motore del successo ventennale del Partito Repubblicano: il fusionismo, ossia l'alleanza fra libertari e conservatori, basata sul programma di riduzione dell'ingerenza statale nelle vite degli individui.
Il risultato di medio periodo di questo errore si è visto non soltanto a livello nazionale, ma anche elettorale: dopo alcuni effimeri consensi, il crollo repubblicano è stato pesante, arginato soltanto dove la tradizione fusionista era rimasta viva.
Posted by J.C. Falkenberg at 12:51 PM |
Labels: Bush , Fusionismo , libertarian , Obama , USA
mercoledì, febbraio 27, 2008
E' morto il padre del consevatorismo moderno
Come ricorda oggi la National Review Online nel necrologio, è stato il primo a credere che unificare in un solo movimento, politico e culturale, avrebbe potuto fare la differenza contro lo statalismo ed il collettivismo dilaganti. Forse non è stato il primo a dichiarare che la storia non stava per "svoltare a sinistra", maè sicuramente stato fondamentale nel fornire, almeno negli USA, una "casa" a tutti coloro che lo pensavano, a creare un ambiente nel quale, dalla fusione e dal confronto di differenti tradizioni, si è potuto formare un nuovo conservatorismo, dotato di rispettabilità intellettuale e talmente fiducioso in se stesso da fornire alternativa a tutto tondo alla sinistra dilagante, ma anche a credere che il corso degli eventi non condannasse all'oblio coloro che non erano collettivsti. Barry Goldwater, Ronald Reagan, Margaret Thatcher gli debbono molto, moltissimo.
Noi europei gli dobbiamo ammirazione e il migliore dei complimenti : l'imitazione del suo esempio. Fino a quando non riusciremo a costruire una vera alternativa a tutto campo allo statalismo , liberale e conservatrice, fino a quando non avremo l'orgoglio di crederci e di poter fare a meno di vivere delle idee e dei rifugiati dal mondo collettivista, i partiti politici di centrodestra vinceranno le battaglie elettorali, ma perderanno sempre la guerra, perché si ritroveranno a fornire una versione annacquata del verbo socialista.
Posted by Unknown at 10:48 PM |
Labels: agora11 , Destra , Fusionismo , Right Nation , USA
lunedì, maggio 14, 2007
Boccaloni cornuti e mazziati
«Il sistema marxista ha lasciato una triste eredità di distruzioni economiche ed ecologiche e una dolorosa distruzione degli spiriti. Lo stesso all'Ovest, dove cresce costantemente la distanza tra poveri e ricchi e si produce un'inquietante degradazione della dignità personale con ingannevoli miraggi della felicità»I leader del centrodestra ed una folta pattuglia di rappresentanti della sinistra si sono prestati a dichiarazioni appiattite su ogni posizione della Chiesa Cattolica, in maniera talmente smaccata da sembrare disperatamente alla ricerca di un pugno di voti. Idea estremamente miope, da entrambe le parti: si è trattato di un'asta, che ha soltanto un vincitore: la Curia, che si è limitata ad incassare, senza cedere su alcun tema, neppure sul mero piano della comunicazione; l'equiparazione di marxismo e capitalismo nel giorno in cui il capitalista più popolare d'Italia fa atto di sottomissione suona come una beffa.
In teoria, una destra moderna dovrebbe avere quale tratto distintivo la difesa dell'individuo, della sua vita, libertà e proprietà, della sua libertà di organizzare la propria vita in associazioni volontarie, anche quali famiglie o Chiese.
In teoria, questo è iscritto a chiare lettere nei programmi dei partiti di centrodestra ed è giusto che sia così: questo è il modo in cui la destra ha potuto rinnovarsi e rinnovare le nazioni nella quale è andata al potere nell'ultima generazione.
Quando ciò non è avvenuto, abbiamo avuto gli Chirac, ossia socialisti in tutto salvo che nel colore delle camicie, che hanno ottenuto poltrone per sé e i propri cari, ma hanno lasciato che il collettivismo continuasse ad erodere le basi di una società libera.
Questa è la destra che sembra auspicare Ratzinger, viste le sue parole? E' possibile.
A destra, resiste la convinzione (condivisa in parte da chi scrive) che l'accordo fra laici, liberali e cattolici fosse raggiungibile tramite la ricerca di un "fusionismo" simile a quello americano, fra conservatori culturali e libertari sui temi economici: un'alleanza, mutualmente vantaggiosa, nella quale i cattolici avrebbero appoggiato riforme economiche in grado di aumentare l'autonomia dell'individuo, mentre i liberali, anche laici, avrebbero accettato perlomeno di non ostacolare le istanze morali espresse dalla base cattolica. La partecipazione al Family Day, avrebbe potuto essere un gesto positivo, un'apertura di credito, ripagata da una maggiore attenzione della Chiesa alle ragioni delle libertà diverse da quella di culto.
Risulta difficile credere che il favore verrà restituito: le parole di Benedetto XVI ribadiscono un atteggiamento che fa poco sperare liberali e libertari.
Update: lui, probabilmente, si spiega meglio di me. Anche se io avrei lasciato Roosevelt e Keynes a riposare al camposanto...
On the other side: Harry,Otimaster
tag: Destra, Chiesa, Liberalismo, Socialismo
Posted by Unknown at 10:34 AM |
Labels: Chiesa , Destra , Liberalismo , Socialismo
lunedì, giugno 19, 2006
Sestri takeways and fallout and follow up
Primo: complimenti ed applausi a chi ha materialmente organizzato il convegno di Sestri e, non pago, ne fa cronaca. Non sono certo di aver titolo per discutere di Sestri. Non sono un aggregatore, non sono un "comunicatore" . Sono stato semplicemente uno spettatore, che di passaggio nota che una delle sintesi migliori appartiene ad una blogger che non c'era e che e' troppo logorroico per tacere. Voglio solo ringrazaire chi c'era, chi ho incontrato per la prima volta e quelli che gia' conoscevo e che mi ha fatto davvero piacere incontrare di nuovo.
Visto che c'e' chi ha gia' scritto, o addirittura registrato, una cronaca (di cui non si puo' che ringraziare l'ottimo Ale, conosciuto ieri, aspettando RAZ) , oppure un contrappello, passiamo ai commenti.
Personalmente non credo che qui abbiamo una applicazione della legge di Sturgeon, anche se comprendo in pieno le motivazioni della stizza di Jinzo: e' vero che vi e' stata una sorta di "mutazione genetica" semi-ufficiale del convegno, che ha parzialmente modificato le priorita' di molti dei partecipanti .
In termini generali, la prima giornata del convegno e' forse partita un po' lentamente, pur avendo alcuni spunti interessanti; ma forse ho quest'impressione perche' era la parte che interessava meno ai "tocqueville-party-goers" ed ai rifondatori liberali come il sottoscritto, ma era centrale per gli interessati ai media in senso lato.
La seconda giornata e' sicuramente partita meglio, avendo chiarito alcune delle posizioni su T-V e soprattutto cosa c'e' nei suoi "dintorni" all'interno della CdL, in termini di iniziative culturali.
Personalmente sono d'accordo con Jinzo riguardo all'opportunita' di lasciare le briglie sciolte a T-V, opportunita' resa piu' agevole dalle nuove scelte tecnologiche di cui si e' sentito parlare a Sestri.
Per quanto riguarda lo sviluppo ulteriore, editoriale, come vorrebbe il mio politico preferito , non credo oltretutto che questa "anarchia metodologica" possa portare problemi: senza necessita' che l'aggregatore debba strutturarsi eccessivamente o
addirittura trasformarsi direttamente in un progetto politico
esplicito, CJ (che spero vivamente non metta in pratica la minaccia d'abbandono della blogosfera), ha tratteggiato la soluzione nell'estensione degli strumenti a disposizione dei cittadini di tocque-ville.it, per collegarsi in vista di progetti maggiormente mirati, sia dal punto editoriale che da quello politico e puntare su di uno sviluppo parallelo di partei della blogosfera intorno a T-V, grazie anche a IdeAzione e alla Fondazione Ideazione, od anche a progetti gia' avviati, come Neo-lib, senza dover con questo stravolgere la parte originaria di tocque-ville, ossia l'aggregatore fusionista e lib-con, utilissima agora' per tutti i componenti delle culture politiche dell'area liberale e moderata.
Technorati Tags: Tocque-Ville, fusionismo, centrodestra, liberalismo
Posted by Unknown at 6:47 PM |
giovedì, maggio 18, 2006
governo limitato + virtu' = Fusionismo
In Italia potremmo impiegare una simile definizione? Problematico, visto il discredito del termine "virtu' " nel teatrino della politica italiano, dominato dalla parodia al caciocavallo di un approccio machiavellico . Ma ancora possibile.
Piu' in dettaglio, Arnold Kling sostiene che sia naturale: una estensione dello Stato Sociale ed un governo attivista incoraggiano comportamenti deleteri e, di seguito, favoriscono la dissoluzione della famiglia.
Jane Galt, sull'altra sponda sdl dibattito, non concorda, ritenendo Kling troppo ottimista: Secondo lei non e' garantito che una societa' meno oppressa dallo stato sia necessariamente piu' favorevole all'istituzione familiare; smebra anche ritenere necessario o preferibilie iniziare con un welfare State nel quale s'imponga un certo grado di pressione sociale sui beneficiati dei fondi pubblici. Sembra quasi di sentire Marvin Olasky.
E' giusto, nella mia opinione, far capire che vivere di carita' statale e' comunque qualcosa di cui non andare fieri, ma temo che abbia un effetto limitato, rispetto ad una seria limitazione dell'estensione dei poteri statali e, come minimo, di una seria riforma dello stato sociale, al momento ineliminabile; ad esempio, una riforma come quella proposta da Charles Murray.
Posted by Unknown at 6:28 PM |
giovedì, maggio 11, 2006
Eccola!
Un po' di pubblicita' quaasi gratuita per gli amici di Ideazione (quasi, visto che una birretta e un hamburger glieli ho scroccati) :
E' in edicola l'ultimo numero di Ideazione. Già disponibili online, oltre all'editoriale di Pierluigi Mennitti e ad un articolo del sottoscritto sull'analisi post-elettorale, un'intervista di Christian Rocca al presidente e fondatore del Cato Institute, Edward H. Crane, uno splendido saggio di Franco Oliva sull'India e l'introduzione di Flavio Felice alla sezione dedicata a Luigi Sturzo. Chi non si abbona è un comunista, un ex-comunista o un post-comunista (e quindi può puntare al Quirinale). Ricordatevi che i cittadini di TocqueVille hanno il diritto ad uno sconto del 30%): basta una telefonata in redazione (06/6872777, chiedete di Cinzia Alvino). Buona lettura a tutti.
Technorati Tags: Ideazione, Cultura, Italia, Politica, Fusionismo, Liberale
Posted by Unknown at 2:26 PM |
Esempi - negativi
Su Cato Unbound, Ross Douthat continua la discussione sul Futuro del fusionismo. La sua tesi e' che il matrimonio fra libertari e "moralisti" e' ormai un matrimonio d'interesse, ma che non esiste alternativa: il divorzio sarebbe un suicidio politico per entrambi.
I libertari non possono permettersi di cercare una "terza via": mancano i numeri per andare da soli e la sinistra e' troppo collettivista per accettare il credo della responsabilita' individuale su cui si fonda il liberalismo. I conservatori culturali invece possono scendere tranquillamente ad un accordo: la liberta' dal governo, i maggiori spazi di autonomia individuali vengono impiegati impiegati per organizzare comunita' socialmente conservatrici o e per continuare le proprie battaglie contro i matrimoni gay o l'aborto; inoltre, i sostenitori del ruolo ridotto del governo nell'economia e nell'assistenza si trovano soprattutto a destra, dove da un lato le istituzioni a sfondo religioso hanno svolto compiti assistenziali ed educativi da prima dello Stato moderno, dall'altro, il protestantesimo evangelico ribadisce con forza, come i libertari, la necessita' che il singolo "meriti" cio' che ottiene attraverso il lavoro e non tramite l'elemosina.
I conservatori culturali hanno bisogno dei libertari come antidoto alle tentazioni stataliste, come dimostra il caso europeo: la costruzione di un Leviatano per imporre una visione religiosa alla societa' e' stata letale, distruggendo le fondamenta per la prosperita' della religione. Infine, i libertarian sono molto piu' "smart" del bigotto ehm conservatore culturale medio, utilissimi da avere intorno in una rissa :-)
Europe—which is that if you set out to create a socially-conservative big government, you'll destroy the very incentives that make faith and family thrive in the first place. (Also, libertarians are "wicked smaht"—much smarter than your average social-con—and useful to have around in an intellectual knife fight.)
Technorati Tags: Politica, Fusionismo, Liberali, Liberalismo, Cultura
Posted by Unknown at 1:39 PM |








