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martedì, ottobre 26, 2010

Il Tesoro di Geithner nasconde 40 miliardi di perdite

Altre grane per il ministro del Tesoro di Obama: il Tesoro avrebbe occultato 40 miliardi di perdite derivanti dal salvataggio del colosso assicurativo A.I.G., cambiando i parametri contabili con cui valutava l'investimento per non dover dichiarare il vero costo dell'intervento.
La fonte non è un tea-party qualsiasi, ma l'ispettore generale che sorveglia l'impiego dei fondi del TARP, il fondo impiegato per il sostegno del sistema finanziario americano durante la fase più acuta della crisi.
In queste settimane, il Tesoro e la Fed hanno citato proprio le cifre di AIG come riprova del fatto che i soldi spesi tramite il TARP fossero un buon investimento, che avrebbe portato in futuro a utili o perlomeno non avrebbe generato perdite. Dimenticandosi, si fa per dire, di 40 miliardi di buco.


lunedì, ottobre 25, 2010

La Fed imita Bernie Madoff: i dati.

A cosa servono gli interventi della Fed sul mercato? A poco, almeno per quanto riguarda disoccupazione e crescita industriale. A parecchio, se l'obbiettivo è far salire il mercato, anche quando i fondamentali non lo meriterebbero. Lo studio pubblicato su PragCap è inquietante: l'intervento della banca centrale è ormai esplicitamente diretto a "far sì che i prezzi siano più alti di ciò che dovrebbero essere". Questa è la definizione di una bolla, in generale. Operazioni come quelle condotte tramite il programma POMO avevano una tenue giustificazione in momenti di panico, dove si poteva arguire che gli investitori dovessero vendere titoli a prezzi intrinsecamente troppo ridotti a causa della totale assenza di compratori. Ora, dopo un rally e con l'economia teoricamente in via di stabilizzazione, sembrano soltanto un metodo per proteggere da perdite inevitabili e salutari il sistema bancario e gli investitori che hanno creduto alla propaganda della Fed. Così facendo, si impedisce il necessario ricambio ai vertici del sistema finanziario che una crisi genera: via i perdenti, rimangono i prudenti e coloro che sanno scegliere i propri investimenti. Al momento, invece, rimangono soltanto quelli capaci di eseguire gli ordini e di approfittare del benvolere delle autorità, che siano produttivi o no.

sabato, giugno 26, 2010

Basta debito: come tutte le droghe, sta smettendo di funzionare

La ripresa sembra indebolirsi. Significa che la Fed dovrebbe ricominciare ad acquistare debito pubblico e privato, pompando liquidità e sostenendo i livelli attuali di debito e tassi? Da Annaly Capital Management ecco un'ottima sintesi dei motivi per cui sarebbe un errore devastante, simile a quello già compito dai giapponesi. Non soltanto si tratta di un'operazione dannosa nel lungo periodo, ma l'efficacia della droga debitoria diminuisce ad ogni successivo stimolo e quindi rischierebbe di risultare inutile anche nel breve termine.


(Hat tip: PragCap)


By Annaly Capital Management:

Some recent economic data (like today’s downwardly-revised “final” reading on 1Q 2010 GDP) have suggested that the economic recovery is waning. Not surprisingly, talk of additional stimulus has started to show up. A widely circulated column from today’s UK Telegraph titled “Ben Bernanke Needs Fresh Monetary Blitz as US Recovery Falters” theorizes that the Fed is debating further asset purchases. The rationale is that since there is reduced appetite for further fiscal stimulus, the Fed will pick up the baton and expand its balance sheet, possibly to $5 trillion.


Our modest proposal? Don’t.


The Fed should certainly do its part to facilitate the orderly functioning of financial markets, through the various lending facilities it has already set up (and in some cases shut down). But more asset purchases? What is the point? The 10-year Treasury is already approaching 3%, and corporate borrowing rates are more than reasonable on an absolute basis. 30-year fixed mortgage rates are already at brand new lows, and this is after the Fed concluded its Agency MBS purchase program.


Click Here to Enlarge Chart


There is an iron-clad law in economics called the law of diminishing marginal returns, which usually refers to labor. The more workers you continue to add, holding all other inputs constant, the less productive are those additional new workers. As we’ve already seen by looking at the money multiplier, the Fed’s balance sheet is also subject to diminishing marginal returns. The Fed’s expansion of the monetary base is having a smaller and smaller effect on the overall money supply. We believe further growth of the Fed’s balance sheet will have an even smaller effect than the first expansion, which seems to have only given us a ripping year-long rally in risk assets.


In the light of calls for new government stimulus, we should point out that the same law of diminishing marginal returns applies to total debt outstanding in the economy. As the total amount of debt to GDP has grown, the marginal return of an additional dollar of debt has shrunk dramatically. The chart below breaks out by decade the addition to GDP per each additional dollar of credit market debt outstanding.


Click Here to Enlarge Chart


To construct this chart, we looked at the nominal growth in GDP and divided it by the nominal growth in total credit market debt outstanding. As you can see, in the 1960s each additional dollar of debt created just over $0.65 of GDP. The 1980s saw this ratio cut in half to $0.34 dollars of marginal GDP per $1 of marginal debt, and we have since cut that in half again to $0.18 of GDP per $1 of debt created. We seem to be quickly approaching a level of total debt outstanding where additional indebtedness doesn’t add to economic growth at all. And the Fed has already reached a level in its Federal Funds Rate where it can’t cut any lower.


Attempts to stop a deleveraging economy with quantitative easing and government deficit spending have reached a point of no (marginal) return. Recessions, though painful, have the effect of purging the economy’s excesses and setting the stage for future growth. Preventing this process often causes more problems than it solves. Just ask the Japanese.

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lunedì, aprile 19, 2010

Vigilanza bancaria: i pompieri con il napalm

Krugman sostiene che la Fed sarebbe come i vigili del fuoco, ma nessun vigile ha mai regalato del napalm a un piromane e poi ha chiesto poteri eccezionali per domarne l'incendio.
(continua)

mercoledì, novembre 04, 2009

FED: L'inizio della fine del denaro facile?

Secondo le minute del Federal Open Market Committe della Fed,la banca centrale h ridotto e ridurrà ancora gli acquisti di debito delle GSE. Si tratta dello strumento principe con il quale la Fed ha iniettato liquidità nel sistema e sostenuto l'erogazione di mutui negli USA. Se questo è l'inizio della fine del denaro facile per tutti, il mercato azionario non la prenderà bene: buona parte del rally di questi mesi non è derivato da un miglioramento dei fondamentali economici, ma dall'impiego della liquidità fornita gratuitamente dalle banche centrali e dalla disperata necessità da parte dei risparmiatori di prendersi rischi sempre maggiori pur di avere rendimenti accettabili, dopo che la politica dei tassi a zero ha depresso i tassi d'interesse a breve termine in tutte le maggiori economie. L'uscita dalla prima bolla è stata devastante e le politiche governative hanno prodotto questa seconda, piccola bolla. L'uscita da questa sarà, probabilmente, altrettanto dolorosa, ma non sappiamo ancora se torneremo ad un'eocnomia libera o se ritorneremo al solito mix di manipolazioni politiche ed incentivi distorti che rende da decenni il settore finanziario quello meno vicino ad un libero mercato che si possa avere in un reigme capitalistico.

martedì, agosto 25, 2009

Washington, continuiamo ad avere un problema

La tabella seguente mostra le quantità di debito emessi dagli USA soltanto nell'ultima asta di Titoli di Stato. Le settimane precedenti hanno visto un torrente di debito di dimensioni simili e la domanda sorge spontanea: per quanto tempo questi livelli di emissione potranno essere mantenuti, prima di un calo dei corsi?
E' vero che non si sa mai per quanto tempo l'equilibrio fra paura ed avidità possa essere sostenuto a livelli irrazionali , prima di allinearsi , soprattutto quando un mercato viene distorto e drogato dall'intervento pubblico ed in questo caso, abbiamo
addirittura un duplice intervento di operatori al di fuori dei limiti del mercato. Da un lato, la Federal Reserve continua a mantenere tassi d'interesse vicini allo zero. Dall'altro, la Banca Centrale Cinese continua ad acquistare titoli di Stato, in parte come conseguenza della manipolazione del valore della propria moneta e in parte per sostenere le quotazioni dell'ingente posizione che detiene.

Last week’s auction schedule was truly amazing, in and of itself:

* $31 billion in three-month bills

* $30 billion in six-month bills

* $27 billion in 52-week bills

* $42 billion in two-year notes

* $39 billion in five-year notes

* $28 billion in seven-year notes

Karl Denninger. “I count $207 billion, coming two weeks after a $250 billion dollar week
blog it

martedì, luglio 07, 2009

Condanne allo statalismo

"Per aver creato uno schema di Ponzi, una gigantesca truffa che ha trasferito ricchezza da una generazione d'investitori ad un'altra, l'imputato Bernard Madoff è condannato a dirigere la Social Security (l'INPS americana)".
Potrebbe anche candidarsi alla guida della banca centrale, o delle autorità di regolamentazione del settore bancario...



Hat tip: Carpe Diem

martedì, giugno 16, 2009

Che fine ha fatto Paul Volcker?

Dov'è finito Paul Volcker, il banchiere centrale famoso per avere sconfitto la Grande Inflazione degli anni '70? L'uomo è stato il pilastro della credibilità di Obama nei circoli di politica monetaria e sui mercati durante la corsa alla Casa Bianca.

Senza questo democratico atipico, le credenziali del candidato come combattente in grado di prendere decisioni economiche dure ed impopolari, molto semplicemente non esistono - e ci ritroveremmo con il "solito" socialdemocratico / democristiano, abilissimo a spendere, ma disastroso quando si tratta di combattere inflazione e minacce al deficit federale senza distruggere la nazione con aumenti delle tasse.

Che Volcker sia stato soltanto uno specchietto per le allodole, prontamente messo da parte una volta arrivati al potere? Se lo chiede anche il blog The Big Picture, che pure pende verso il Presidente. E non è un buon segno: Larry Summers e Tim Geithner sembrano aver vinto e nessuno dei due sembra volersi preoccupare delle disastrose conseguenze a lungo termine del loro tentativo di risolvere le conseguenze di una bolla scatenata dai loro predecessori - ripetendone gli errori.


"Here it is, 3 months later, and the question remains: Where is the greatest Fed Chair of the modern era? The straight talking, cigar chomping, inflation fighter has been nowhere to be seen in the Obama White House.

Plenty of people who supported Obama in the 2008 election did so because of Volcker’s endorsement/involvement. His absence, and lack of a visible role, has been hugely disappointing."

giovedì, giugno 11, 2009

Flop Federali: la Federal Reserve cornuta e mazziata sui mutui

Il programma di acquisti di cartolarizzazioni di mutui e di titoli di Stato a lungo termine della Fed sembra essere andato incontro ad un flop spettacolare.


venerdì, aprile 17, 2009

Per la Fed, la felicità si (ri)compra. O quasi.

I dati sulle ultime operazioni di riacquisto da parte della Fed sono illuminanti: laa banca centrale americana sta ricomprando aggressivamente titoli Fannie Mae e Freddie Mac. Il risultato è una riduzione degli spread sui mutui ed una ulteriore iniezione di liquidità, creando una mini-bolla e contribuendo all'ottimismo di questi ultimi tempi. Sappiamo come è andata a finire l'ultima volta...
Across the Curve » Blog Archive » Buyback

La Fed stampa moneta a ruota libera, ma la massamonetaria si sta riducendo

Sembra che M2, la quantità più vicina a quella che definiremmo "moneta", si stia ancora riducendo negli Stati Uniti, nonostante il fatto che la Fed stia di fatto stampando liberamente moneta. La spiegazione principale sta nella drammatica contrazione dei bilanci bancari: di fatto la Fed fornisce la liquidità necessaria per le svalutazioni di titoli tossici. Finché tutta la nuova liquidità viene asosrbita in questa maniera, irischi inflazionistici rimangono limitati, anche se sempre presenti sullo sfondo, come i dati sull'inflaizone USA ci ricordano; il giorno in cui le banche riducessero le svalutazioni a livelli meno imponenti, l'eccesso di crescita omnetaria porterebbe all'inevitabile aumento dei prezzi - e iol problema inflazionistico diverrebbe drammatico
Despite Fed, Money Supply Contracting -- Seeking Alpha

mercoledì, febbraio 18, 2009

Greenspan, decisore "pubblico"

Bel pezzo del mio carissimo socio Phas sulla conversione di Alan Greenspan al verbo nazionalizzatore. Ha ragione quando ricorda che la mutazione genetica del sistema finanziario americano ha ben poco a che fare con il liberismo; aggiungerei però che ha invece molto a che fare con gli errori commessi da coloro che si autodefiniscono la "soluzione", ossia da governi e dalle banche centrali, includendo lo stesso Greenspan. La cosiddetta Greenspan put, ossia l'abitudine ad intervenire con una vagonata di liquidità ad ogni piccolo problema di mercato ha contribuito non poco a mantenere la bolla speculativa nel settore immobiliare americano.
Nazionalizzare le banche, in questo contesto, significherebbe consegnare il sistema finanziario a quello politico, ossia agli stessi responsabili unici del danno: è vero che chi rompe paga e i cocci sono suoi, ma lorsignori hanno rotto e hanno pagato con i soldi del contribuente.
Vedremo se i cocci serviranno alla famosa "politica industriale", regalando credito agli amici e strangolando tutti gli altri. Mi spiace, ma dopo i disastri combinati dai decisori statali anche benintenzionati e liberali, come Greenspan, ho difficoltà a scommettere che ne esistano di tanto efficienti, incorruttibili ed imparziali.

venerdì, gennaio 09, 2009

Una piccola buona notizia dalla Fed


Il bilancio della Fed ha finalmente smesso di crescere e mostra un piccolo declino, primo dopo anni di aumenti e soprattutto dopo il raddoppio dell'attivo, dovuto agil acquisti di titoli più o meno tossici per supportare la liquidità sul mercato.



The Federal Reserve released the Factors Affecting Reserve Balances today. Total assets declined $125 billion to $2.14 trillion. This is a little improvement ...Click on graph for larger image in new window.The Federal Reserve assets decreased to $2.14 trillion this week from a high of $2.31 trillion the week of Dec 18th.

Note: the graph shows Total Factors Supplying Federal Reserve Funds and is an
available series that is close to assets.


Hat tip: Calculated Risk

martedì, dicembre 16, 2008

Bear Stearns, un salvataggio superfluo?

Il New York Times si chiede il motivo della disparità di trattamento fra Lehman e Bear Stearns, implicando che le autorità avrebbe dovuto salvare anche Lehman. Ci si dovrebbe chiedere, invece, perché non abbia lasciato fare per una volta al mercato anche nel caso di BEar Stearns.

La Fed ha concesso finanziamenti e garanzie per 28 miliardi di dollari a J.P.Morgan pur di salvare Bear Stearns, ma ha rifiutato di farlo per salvare Lehman, che era in trattative per vendersi a Barclays . Eppure, dagli ultimi documenti emerge come subito dopo il fallimento abbia concesso liquidità per 138 miliardi, seppure a brevissimo termine, ad una delle sussidiarie di Lehman.
SI noti che il prestito a brevissimo termine al Lehman, prima o dopo il fallimento, è molto più vicino alla mission "originale" della Federal Reserve che il finanziamento da 28 miliardi al veicolo in cui sono confluiti gli asset tossici di Bear Stearns. La giustificazione addotta per entrambi i prestiti è la medesima: evitare che l'insolvenza di una banca d'affari attivissima nella compravendita di derivati scatenasse una reazione a catena che destabilizzasse il sistema bancario americano.
Il motivo addotto può essere valido o meno , ma un risultato è chiaro: la Fed sta perdendo miliardi sul deal di Bear Stearns, mentre il contribuente non ha perso un dollaro su Lehman, il cui fallimento ha creato problemi persino maggiori di Bear Stearns, ma che non ha avuto certo l'effetto devastante che si temeva. Le procedure per smontare e liquidare ordinatamente le attività di intermediazione in derivati hanno retto alla prova, anche se ovviamente la lezione ha evidenziato la necessità di una ulteriore evoluzione.

Il mercato, insomma, ha dimostrato poter sopportare fallimenti anche giganteschi e di aver evoluto meccanismi, sicuramente molto migliorabili, per gestire la liquidazione di uno degli intermediari principali, confutando la necessità delle condizioni di favore concesse a J.P.Morgan. Il dubbio, quindi , non dovrebbe essere sul motivo per cui Lehman non è stata aiutata, ma sul motivo per cui la Fed abbia gettato soldi e reputazione nell'inutile salvataggio di Bear Stearns.

Fonte: DealBook - New York Times

domenica, dicembre 07, 2008

La soluzione di Bernanke: più droga per tutti

Bernanke identifica correttamente l'origine della crisi attuale, nella bolla creditizia degli ultimi anni: l'eccesso di liquidità creato dalla Fed, che ha permesso alle banche commerciali, protette e implicitamente garantite dalla Fed, di prestare e prendere ulteriormente a prestito a condizioni eccessivamente favorevoli. Finché tutto andava bene , si sono intascati dividendi e capital gains; se le cose fossero andate male, ehi,ci sono i polli alla Fed e al Tesoro. E' esattamente quello che è avvenuto.

La soluzione proposta è per questo demenziale, anche se perfetta per Bernanke e soci: fornire ancora più liquidità e protezione da parte della Fed. Una garanzia che la bolla si riproporrà a breve, con gli stessi difetti e gli stessi problemi. La liquidità verrà male impiegata, esattamente ocme la regolamentazione, per quanto oppressiva verrà aggirata e la garanzia statale abusata.

Insomma, spariamoci ancora un'altra dose in vena e i nostri problemi scompariranno - fino a quando l'effetto della magica polverina non sarà passato, di nuovo.

Hat tip: Reason

venerdì, novembre 21, 2008

CItigroup comprata dai Pirati Somali!

LEgger efino alla fine - Italian Version a seguire

BN 10:24 *CITI IN TALKS WITH SOMALI PIRATES FOR POSSIBLE CAPITAL INFUSION BN 10:25 *WILL REQUIRE ALL CITI EMPLOYEES TO WEAR PATCH OVER ONE EYE *SOMALIAN PIRATES APPLY TO BECOME BANK TO ACCESS TARP *SOMALIAN PIRATES APPLY TO BECOME BANK TO ACCESS TARP *PAULSON: TARP PIRATE EQUITY IS AN `INVESTMENT,' WILL PAY OFF *KASHKARI SAYS `SOMALI PIRATES ARE 'FUNDAMENTALLY SOUND' ' *Moody's upgrade Somali Pirates to AAA *HUD SAYS SOMALI DHOW FORECLOSURE PROGRAM HAD `VERY LOW' PARTICPATION * SOMALI PIRATES IN DISCUSSION TO ACQUIRE CITIBANK * FED OFFICIALS: AGGRESSIVE EASING WOULD CUT SOMALI PIRATE RISK * FED AGREED OCT. 29 TO TAKE `WHATEVER STEPS' NEEDED FOR SOMALI PIRATES

Somali Pirates in Discussions to Acquire CitigroupBy Andreas Hippin November 20 (Bloomberg) -- The Somali pirates, renegade Somalisknown for hijacking ships for ransom in the Gulf of Aden, arenegotiating a purchase of Citigroup. The pirates would buy Citigroup with new debt and their existingcash stockpiles, earned most recently from hijacking numerous ships,including most recently a $200 million Saudi Arabian oil tanker. TheSomali pirates are offering up to $0.10 per share for Citigroup, piratespokesman Sugule Ali said earlier today. The negotiations have enteredthe final stage, Ali said. ``You may not like our price, but we are notin the business of paying for things. Be happy we are in the mood tooffer the shareholders anything," said Ali. The pirates will finance part of the purchase by selling new PirateRansom Backed Securities. The PRBS's are backed by the cash flows fromfuture ransom payments from hijackings in the Gulf of Aden. Moody's andS&P have already issued their top investment grade ratings for thePRBS's. Head pirate, Ubu Kalid Shandu, said "we need a bank so that wehave a place to keep all of our ransom money. Thankfully, thedislocations in the capital markets has allowed us to purchase Citigroupat an attractive valuation and to take advantage of TARP capital to growthe business even faster."Shandu added, "We don't call ourselves pirates. We are coastguards andthis will just allow us to guard our coasts better."

mercoledì, ottobre 15, 2008

Siamo disperati, ma non abbastanza da non tirare sul prezzo

Sembra che alcuna banche britanniche stiano lamentandosi del prezzo elevato che sarebbero costrette a pagare per i fondi offerti dal governo e stiano cercando un modo per evitare di doverli utlitzzare, vendendo attività non indispensabili o lanciando aumenti di capitale.
Per fortuna che l'intervento governativo era indispensabile, altrimenti il mondo sarebbe crollato: adesso possiamo persino permetterci una discussione sul prezzo.

Almeno significa che il piano inglese è stato pensato in maniera corretta: il prestatore di ultima istanza deve farsi pagare un prezzo elevato, a cui ricorrere quando è totalmente impossibile ricorrere ad altre fonti di gfinanziamento. Altrimenti, diventa una facile mucca da mungere, come sembra essere diventata la Fed in certi frangenti.

lunedì, ottobre 13, 2008

Banche Centrali, l'ennesima opzione "nucleare"

D'accordo con la Fed, la Bank Of Engliand, la BCE e la Swiss National Bank hanno annunciato che offriranno liquidità illimitata in dollari.
La mossa è un fatto senza precedenti: la politica monetaria della Fed viene ora esplicitamente implementata anche tramite altre banche centrali, alle quali di contro viene di fatto subappaltata la possibliità di stampare denaro nella divisa nordamericana a propria discrezione.
I rischi e le opportunità divengono enormi: il coordinamento della politica monetaria mondiale diviene sempre più stretto, mentre i rischi di una deflazione si riducono in favore di quelli verso una espolosione inflazoinistica, nel caso le banche centrali sbagliassero nel dirigere questo ifume di cartamoneta.

Se si tratti di atto di supremo coraggio o di lucida follia dettata dalla disperazone, non vogliamo davvero saperlo.


LONDON -- The Bank of England, the European Central bank and the Swiss National bank Monday said they will offer unlimited U.S. dollar funds to banks.

In a joint statement, the central banks said the terms of their respective currency swap arrangements with the U.S. Federal Reserve had been altered to "accommodate whatever quantity of U.S. dollar funding is demanded."

In the statement, the Bank of Japan said it's considering the introduction of similar measures.

The central banks will offer seven-, 28- and 84-day U.S. dollar funding at fixed interest rates that are set in advance of each operation.

"Counterparties... will be able to borrow any amount they wish against the appropriate collateral," all five central banks said in a statement.

Central banks will continue to work together amid the financial crisis and are prepared to take "whatever measures are necessary" to provide sufficient liquidity, the statement said.

martedì, ottobre 07, 2008

F*ck the banks , la Fed presta direttamente alle aziende

Il primato della produzione sulla finanza?
Detto fatto: la Fed, con l'assistenza del Tesoro, ha annunciato un programma di acquisto di commercial paper, ossia di cambiali a breve termine emesse direttamente dalle aziende.
Questo mercato è il principale metodo di finanziamento a breve termine per le grandi aziende USA (mentre in Italia si preferiscono strumenti bancari, come lo scoperto di conto corrente).

La Fed, insomma, si prepara a prestare direttamente alle aziende. In questa maniera spera di poter fornire ossigeno all'economia reale senza dover sovvenzionare in maniera ancora piu massiccia, ma tutto sommato inutile, una serie di banche commerciali troppo ossessionate dai propri investimenti andati a male per continuare a fare il proprio lavoro.
La soluzione riduce anche il problema annoso dell'effetto asimmetrico della fornitura di liquidità: se le banche commerciali non sono intenzionate a prestare alle aziende ed a lavorare l'una con l'altra, le iniezioni di liquidità servono a poco o nulla perché non vengono trasmesse all'economia reale.
La maggiore controindicazione è che adesso sarà la Fed, ossia una burocrazia statale, a decidere l'allocazione del credito; un genere di intervento e si è sempre rivelato totalmente disastroso, generando distorsioni e favoritismi immani, ma che stavolta si spera di poter gestire con prudenza applicandolo in maniera solo temporanea e solo a crediti di poche settimane o mesi emessi da primarie aziende.


Il paradosso e l'amara ironia è che non soltanto il sistema parabancario non regolamentato per ora sopravvive meglio di quello regolamentato, ma che persino la Fed, con questa mossa, lo riconosce implicitamente, scavalcando le "proprie" banche, sino ad ora protette e coccolate come indispensabili e rivolgendo le proprie attenzioni direttamente ad un mercato mobiliare.

In gran parte d'Europa l'architettura finanziaria è stata distorta e compressa sino a pochi anni fa, in modo da incentrare sulle banche commerciali ogni tipo di intermediazione finanziaria, a volte impedendo a lungo la nascita di mercati come quello della carta commerciale. Se fossimo nella stessa situazione, insomma, noi europei non avremmo un sistema "in presa diretta" per lo scambio di denaro, ma saremmo impantanati nei medesimi drammi descritti da Keynes e visti recentemente in Giappone. Alla faccia della "sicurezza" della regolamentazione.

lunedì, luglio 14, 2008

Buoni e cattivi

Può una bancarotta essere positiva, può il salvataggio di un azienda essere dannoso? Certamente, soprattutto quando il governo e la casta politica sono all'origine del salvataggio.

Il fine settimana ha visto arrivare dagli USA due notizie di segno opposto: la banca fallita Indymac è falllita ed è stata commissariata dalal FDIC, l'ente di tutela dei depositi.
D'altro canto, il Tesoro e la Federal Reserve hanno lanciato una notevole ciambella di salvataggio a Freddie Mac e Fannie Mae, proponendo che il Congresso fornisca per un periodo "temporaneo" al governo ed alla banca centrale il potere di partecipare ad un aumento di capitale delle due società, di fornire loro linee di credito o di ammetterle alle operazioni di finanziamento riservate alle banche commerciali.

Il fatto positivo, fra i due, è il fallimento, non il salvataggio.

Il fallimento di Indymac è stato in parte causato dalla rinnovata attenzione dei depositanti alla qualità delle banche ove depositano il proprio denaro: un comportamento virtuoso, che premia i prudenti e condanna i mediocri alla chiusura. Se questo atteggiamento fosse stato maggiormente diffuso, avremmo avuto qualche piccola banca fallita in più, ma un sistema più sano in generale e quindi un minor bisogno di intervento statale per salvare grandi istituzioni. Il discorso vale anche per l'Europa, dove l'abitudine alla "banca di Stato" ha spesso illuso il cittadino che potesse depositare ovunque senza considerare i normali rischi d'impresa.

Il mezzo-salvataggio di Freddie Mae e Freddie Mac va invece nella direzione opposta: in quella della prosecuzione del sistema per cui due entità non proprio pubbliche, ma non proprio private vengono di fatto garantite dal governo perchè "troppo grandi per fallire", dopo che tali entità sono diventate giganteschi bubboni infetti proprio grazie allla protezione ed alla connivenza accordata dalla classe
politica.
Freddie Mac e Fannie Mae hanno goduto di un duopolio legalmente sanzionato dal Parlamento; di una regolamentazione protettiva più che prudenziale, grazie a controlli resi elastici e talvolta inesistenti dalla presenza di politici nei consigli di amministrazione, di ingenti finanziamenti soprattutto al partito Democratico.

Soprattutto, abbiamo assistito a decenni di strizzatine d'occhio e frasi ambigue rispetto all'esistenza di una qualsiasi garanzia statale del debito emesso dalle GSE, nonostante su tutti i prospetti degli strumenti finanziari emessi da queste compagnie sia scritto a chiarissime lettere che il governo federale americano *non* garantisce un bel nulla. I veri padroni di Fannie e Freddie sono gli obbligazionisti ed i politici: a questo punto, sarebbe staot opportuno che perlomeno gli azionisti avessero ricevuto lo stesso trattamento toccato a quelli di Bear Stearns - azzerati.

Hat tip: (WSJ) Wall Street Journal

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