mercoledì, agosto 22, 2007

Disneyworld? tutto il mondo è paese

Problemi di reperibilità dei brambilliani ad Agosto? Forse, ma non credo che una telefonata al Botteghino od in una qualsiasi altra sede di partito italiano, centrale o periferica, farebbe trovare granché. Alcune parti d'Italia chiudono ancora, del tutto, ad Agosto. Purtroppo, a Settembre riaprono.

martedì, agosto 21, 2007

Liquidity daily

il problema della liquidità è che non c’è mai quando ti serve. Fra il generale nervosismo, si moltiplicano le iniziative di alcuni dei partecipanti al mercato per ridurre limitare i danni dovuti all’improvviso inaridimento delle fonti di finanziamento a breve termine, con le quali avevano effettuato investimenti a lungo termine: la cosiddetta trasformazione delle scadenze, tipica attività bancaria che ha già causato più di una crisi finanziaria.

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Mai svegliare il can che dorme

Ieri, il punto più attivo del mercato obbligazionario americano è stato l’angolino solitamente più tranquillo: il mercato monetario. Non si tratta, ovviamente, di un buon segnale, nel breve termine, soprattutto se sommato alle disavventure del sistema bancario tedesco (forse soltanto agli inizi) e ai preparativi “americani” di Deutsche Bank, KKR e Goldman Sachs, che indicano la possibilità del protrarsi di condizioni creditizie difficoltose.

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La democrazia serve a qualcosa. Non a questo.

Bossi annuncia un referendum sullo sciopero fiscale. Buon colpo di teatro, anche se vagamente contraddittorio: lo sciopero fiscale serve proprio quando i produttori di ricchezza sono ridotti in minoranza, rispetto ai consumatori di ricchezza e non sono più in grado di controllare il risultato del sistema elettorale in campo fiscale, lasciando campo libero alla rapina, pardon, redistribuzione sociale.
Non sono certo, viste le posizioni leghiste sulla previdenza e sui servizi pubblici locali, che il risultato del referendum sarebbe del genere preferito dagli amanti del laissez-faire; il dubbio che mi resta è se siano soltanto gli istinti di buona parte del vertice ad essere statalisti, o se lo sia anche la base, soprattutto quella militante; in quel caso, purtroppo, la resistenza fiscale apparirebbe soltanto come un pretesto, o come un'arma da brandire contro il nemico di turno, non come uno strumento per ampliare la libertà dei cittadini.


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sabato, agosto 04, 2007

Ciao Ciao

Via, via dalla pazza folla. A risentirci dal 20 Agosto

Lo chiamano tesoretto, ma si scrive bottino . O riscatto.

SI continua a definire "tesoretto" quello che governo, sindacati e cosche varie insediate nell'attuale Parlamento si sono spartiti dopo una gazzarra degna di una sceneggiata napoletana (le mie scuse a Mario Merola ed ai napoletani per essere stati paragonati ai notir parlamentari).

L'oggetto del contendere andrebbe chiamato bottino o refurtiva. Ci si spartisce, infatti, il bottino di una rapina o di uno scippo e questo è, in effetti il frutto di una doppia rapina: quella dello Stato verso i contribuenti, triste certezza della vita italica; quella dell'attuale maggioranza verso il governo precedente, villipeso per quei condoni che hanno allargato la base imponibile e per il presunto "buco" che si è rivelato un piccolo pozzo di petrolio, prontamente dilapidato.

giovedì, agosto 02, 2007

Gregari di lusso e partiti al condizionale

Joey lo ha giustamente definito un "gregario di lusso": Antonio Martino è un bravissimo oratore, un esempio da seguire in fatto di equilibrio e decisione, una miniera di buone idee, un grande liberale, nel senso pieno e classico del termine; eppure il partito di cui ha la tessera n.2 lo riverisce, ma non lo ascolta.

Proprio per questo, la sua vicenda all'interno di Forza Italia getta luce sul problema maggiore del partito: la differenza fra ciò che potrebbe essere e quello che è. Se soltanto l'élite del partito "azzurro" si sforzasse di seguire non dico i propri ideali, ma di dare retta ad una frazione della propria stessa retorica, di sfruttare le risorse di cui abbonda, sarebbe il miglior partito di centrodestra possibile in Italia.
In questo senso, Forza Italia rappresenta un "partito al condizionale" : potrebbe e dovrebbe essere, ma ancora non è.



Hat Tip : AtrocePensiero

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Oste, com'è il vino? Blackstone e le sue banche

Una parte degli scandali di Borsa che seguirono lo scoppio della bolla, nel 2000, era collegata al ruolo degli analisti, che molto spesso pubblicavano giudizi molto più correlati con le posizioni della propria banca che con le genuine opinioni su di un titolo od un'azienda.
A quanto pare, il lupo ha perso il pelo, ma non il vizio: mercoledì scorso era la prima giornata nella quale gli analisti delle banche d'affari potevano, legalmente, pubblicare giudizi su Blackstone, la società di gestione di fondi di Private equity appena sbarcata in Borsa. Il titolo è stato gratificato da da una lunga serie di "buy" e di lodi sperticate. Peccato che ad essere ottimisti siano stati soprattutto gli analisti delle numerose banche che hanno collaborato all'IPO .
Gli unici a nutrire qualche scetticismo sembrano essere gli analisti delle poche banche non coinvolte in affari con Blackstone - e gli investitori, che hanno visto l'azione perdere il 23% in poche sedute. Complimenti per l'indipendenza di giudizio.

Fonte: DealBook - New York Times

The Blackstone Group has been feeling a chill on many fronts lately — from Capitol Hill, labor unions and the stock market, just to name a few. But the private equity giant got a big batch of love letters Wednesday from the research departments at investment banks, which initiated coverage on Blackstone en masse with droves of “buy” ratings.

Banks say that their equity research is unaffected by their underwriting business. So Wednesday’s wave of optimism was theoretically unrelated to the fact that nearly every major Wall Street firm, and many minor ones, were on the team that helped sell Blackstone’s $4.7 billion offering to the public in June.

The highly anticipated offering not only raised billions for Blackstone, which buys companies in hopes of turning them around and selling them at a profit, but also allowed many of the firm’s insiders to cash out part of their stakes.

However, for many who bought the new shares — including the government of China — the I.P.O. has been a money-losing proposition.

Shares of Blackstone have declined 23 percent from their offer price, making it one of the year’s worst-performing I.P.O.’s. [...]

Reuters on Wednesday ticked off the banks issuing ratings of “buy”, “overperform” or “overweight” on Blackstone: Merrill Lynch, Citigroup, Lehman Brothers, Morgan Stanley, Deutsche Bank, Credit Suisse, and Banc of America Securities. All the banks had some role in the I.P.O., which was led by Morgan Stanley and Citi.

One of the few outliers was Wachovia Securities, where analyst Douglas Sipkin rated Blackstone’s shares a more-tepid “market perform.”


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mercoledì, agosto 01, 2007

Prodi Savonarola

Romani Prodi si chiede perché nelle omelie non si dica mai una parola sulle tasse. Anch'io me lo chiedo, ma penso che le parole di qualche parroco non piacerebbero per nulla al nostro premier.
Tralascio la grande laicità di un premier che ne parla in continuazione quando è il centrodestra ad a cercare- sbagliando - di arruolare i vescovi o di nascondersi sotto le oro sottane; so che la coerenza non è affare dei politicanti.
Tuttavia, tirare in ballo il clero sulla decima da versare alla Repubblica italiana non mi pare una scelta felice; qualche sacerdote potrebbe ricordare dal pulpito come il livello di tassazione italiano, aumentato da questo stesso Governo, sia uno scandalo agli occhi di Dio, soprattutto visto il livello pessimo dei servizi offerti in cambio dei nostri soldi.
Non so se l'evasione fiscale sia peccato, ma l'ultima volta in cui ho controllato (molto, molto tempo fa), "non rubare" era un precetto citato alquanto esplicitamente nella Bibbia. Non ricordo esenzioni alla regola, anche nel caso in cui il ladro si autodefinisca mio signore e padrone.


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Indulto: quasi un successo?

Dopo un anno, ne sono rientrati 4. 523 su 26. 609, il 17%. Molto meglio della recidiva per chi esce "normalmente" dal carcere, di olito intorno al 68%. Sono abbastanza perplesso rispetto a numero che ricordavo più alti, ma tant'è.

martedì, luglio 31, 2007

Ciao

lunedì, luglio 30, 2007

Snow Crash di nuovo in edicola: è il romanzo libertario da cui è nato Second Life

Snow Crash di Neal Stephenson torna finalmente in edicola. Si tratta di un romanzo di fantascienza, visionario, ironico, folle e fenomenale: ad esempio, ha prefigurato e descritto il Metaverso, ossia l'evoluzione di Internet in un mezzo di comunicazione ed espressione di cui Second Life sembra essere soltanto una misera ricostruzione a sfondo ludico-onanistico.
Non si tratta dell'unica caratteristica interessante e dirompente dle romanzo; ben "peggiori", dal punto di vista della cultura italiana, sono lo sguardo condiscendente verso le dottrine libertarie ed l'anarco-capitaliste e una teoria sull'origine della religione estremamente particolare.
Snow Crash si svolge infatti in un futuro nel quale si è resa inevitabile un costante ritiro del governo dalla vita degli individui, fino alla quasi completa scomparsa del governo federale USA. I romanzi cyberpunk davano una visione distopica del mondo ed esploravano i primi effetti della rivoluzione dell'informazione e della globalizzazione, dandone sempre un ritratto in tinte cupe e talvolta profetiche(rileggere ora alcune delle "cronache del basso futuro di Sterling" fa semplicemente venire i brividi), mentre Stephenson è fra i pochi a descrivere con simpatia uno sviluppo anarco-capitalistae a dare un valore chiaramente positivo ai punti di vista libertari dei suoi personaggi.

Purtroppo, la mia avverione a svelare le trmae dei romanzi mi impedisce di parlare delle teorie religiose, epistemologiche e neurologiche di Snow Crash: enormemente stimolanti, sicuramente blasfeme.

La versione italiana di Wikipedia ha un articolo sul romanzo. Molto, molto meglio quella in inglese, dove nonh viene il dubbio che termini come "anarco-capitalista" e "privatizzazione" vengano impiegati come insulti.


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Non riesco ad essere troppo dispiaciuto per il suo Yacht

Lo so, l'invidia sociale è una brutta bestia, ma questo non è il caso: non riesco ad essere dispiaciuto per un gestore di fondi che prima dichiara che i mutui subprime sono una schifezza, poi perde la camicia dei suoi investitori acquistandoli... e si ritrova talmente "povero" da dover vendere il suo Yacht. Da 20 milioni di dollari.

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domenica, luglio 29, 2007

Microsoft reinventa Bittorrent - a spese della bolletta Telecom

Microsoft riesce sempre a stupire. Mentre i Governi si scatenano in una "guerra alla pirateria" che giustifica ogni dubbio sul motivo per cui si dovrebbe continuare a pagar tasse agente del genere, a Redmond hanno trovato un modo per approfittare di BitTorrent - legalmente, è ovvio.
Il nuovo Secure Content Downloader (MSCD) di MS ha più che qualche somiglianza con un clone BitTorrent. E' deifnito come una "peer-assisted technoology" con la quale un client può scaricare contenuti anche da altri client, oltre che da un server centrale. PEr il momento, si tratta di una versione di test diretta a supportare il download di alcune release beta di prodotti Microsoft; probabilmente, in un vicino futuro, vedremo l'impiego della tecnologia MSCD per facilitare gli aggiornamenti di grandi dimensioni dei pacchetti Microsoft: oltre a scaricarlo dal serve,r vi sarano come fonti anche i computer giàaggiornati e connessi in banda larga. Maggiore velocità a parità di banda disponibile sul server, con migliori prestazioni - forse- per gli utenti ed un risparmio nella bolletta telefonica - sicuro - per Microsoft.
Insomma, siete partiti scroccando canzoni su Internet e finirete per dare una mano a ridurre la bolletta per la banda larga di Bill Gates; siete felici? Un genio. Del male, ma un genio.



Fonte: Slashdot - Microsoft Reinvents Bittorrent

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Una buona mezza notizia

ANSA.it - Italia - Apre 4/a corsia A4 Milano- Bergamo

E te ne vanti?

In una intervista televisiva il leader di Hezbollah in Libano, Hassan Nasrallah, si è premurato di demolire ogni argomentazione del nostro Ministro degli Esteri a favore di Hezbollah ed Hamas, che Massimo d'Alema vorrebbe coinvolgere nelle trattative diplomatiche e politiche come forze democratiche e stabilizzatrici della regione.

La realtà è all'opposto delle illusioni di D'Alema: Nasrallah ha esplicitamente ammesso di voler impedire che il governo libanese democraticamente eletto possa estendere la propria autorità su tutto il territorio nazionale e, quindi, obbligare Hezbollah a divenire un normale partito politico e non un esercito fondamentalista dedito alla conquista territoriale ed all'instaurazione di uno stato islamico. Questo sarebbe uno dei motivi per cui Hezbollah ha scatenato la guerra dell'anno scorso: l'atacco ad Israele e la manipolazione della propaganda sino ad invertire la realtà riguardo i motivi e l'estensione della reazione militare, è riuscito a ridurre l'ostilità della maggioranza dei libanesi nei confronti del fondamentalismo e ad indebolire il prestigio del governo libanese, scosso dall'invasione.
Questo è il "partito politico" dai cui esponenti il nostro Ministro degli Esteri si è fatto accompagnare durante una sua visita in Libano; questo è il partito-fratello di Hamas, che d'Alema sosteneva si dovesse inculder enei processi di pace, proprio mentre i fondamentalisti trasformavano una vittoria elettorale locale nell'occasione per un golpe.

Forse il nostro Ministro degli Esteri ha un pregiudizio naturalmente positivo, dettato dalla nostalgia, verso guerriglieri appoggiati da Stati esteri che hanno come obiettivo l'imposizione di un regime totalitario e terrorista: forse pensa che siano gli eredi dei Viet Cong, dei barbudos cubani, dei cinesi di Mao o dei comunisti che, spalleggiati dall'Armata Rossa, organizzarono il colpo di stato di Praga del 1948, perché delusi dal rifiuto dei cecoslovacchi di votare per il partito "giusto". Altrimenti, si hanno serie difficoltà a comprendere come qualcuno possa pensare che interlocutori del genere possano essere ritenuti credibili per una pace duratura.
E, per favore, non impieghiamo la scusa per cui non esisterebbero alternative democratiche: ilLibano è una democrazia, sebbene una democrazia illiberale, dove la magigranza della ppolazione non vuole Hezbollah fra i piedi, ma che subisce le angherie di una milizia finanziata dla precedente occupante, la Siria. In Palestina, i moderati sono sempre stati ignorati in un'Europa ammaliata prima da Arafat ed ora da Hamas, ma esistono.

Adesso, l'UNIFIL sta per pagare care le ambiguità della propria missione: Hezbollah si sta riarmando e potrebbe decidere di spazzare via il contingente ONU, nel caso non servisse più ai propri scopi. Potrebbe, perché siamo certi che il Ministro D'Alema non avrebbe difficoltà a spiegarci perché la missione andrebbe smantellata molto prima di giungere alle armi, dopo aver svolto egregiamente il proprio compito: permettere ai fondamentalisti di riorganizzarsi e riarmarsi in pace, in modo da poter prendere il potere in Libano od aggredire di nuovo Israele.



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venerdì, luglio 27, 2007

Una lezione americana per il Vaticano

Forse è una lezione anche per la Chiesa italiana: negli USA, la trasparenza e l'ascolto dei fedeli hanno portati benefici molto maggiori che il silenzio e la "discrezione" .

La Chiesa Cattolica nordamericana è stata scossa negli anni scorsi dalle rivelazioni riguardanti le molestie a minori da parte del clero, ma soprattutto dall'aggravante della mancata denuncia alle autorità civili : la pratica, nel caso si scoprisse un crimine a sfondo sessuale, era quella di trasferire i reprobi ad un'altra diocesi, senza riportare l'accaduto al di fuori delle gerarchie. Le conseguenze dello scandalo sembravano irreparabili: senza contare la pioggia di richieste di risarcimento che è stata quasi fatale per le finanze ecclesiastiche, il prestigio e la reputazione della Chiesa sembravano essere irreparabilmente danneggiate.

Dopo alcuni tentennamenti iniziali, Chiesa nordamericana ha reagito in maniera decisa : oltre all'obbligo di una immediata denuncia, le diocesi statunitensi si sono date nuove regole per migliorare il rapporto con i fedeli e l'attività pastorale, all'insegna di una maggiore trasparenza e di una nuova organizzazione da parte dei credenti laici, che hanno ottenuto maggiore spazio e soprattutto maggiore capacità di essere ascoltati dalle gerarchie ecclesiastiche. L'arcidiocesi di Boston pubblica ad esempio dei dettagliati resoconti finanziari e quella di San Francisco ha convocato una "convention" composta da laici.

Sembra che le misure prese durante questi ultimi anni abbiano avuto un successo inatteso: la percentuale di cattolici negli USA si è stabilizzata dopo anni di declino, anche escludendo dai numeri l'aumento di fedeli dovuto all'immigrazione dei cattolicissimi latinoamericani. L'apertura verso i fedeli e l'adeguamento alle caratteristiche di una società moderna hanno giovato ad una parte importante della cristianità cattolica; si tratta di una lezione che potrebbe essere valida in generale, fino in Vaticano?


fonte: The Economist

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giovedì, luglio 26, 2007

Divergenze?

Andamento divergente sui mercati internazionali: da un lato, Cina ancora sui massimi, dollaro in ripresa almeno temporanea dia minimi, borse USA in parità. Dall’altro, il mercato del credito va da un minimo ad un altro, le borse europee non si riprendono ed aumentano i timori sulla sostenibilità del quadro attuale.

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mercoledì, luglio 25, 2007

Chrysler e Boots: macchine e creme, lacrime e sangue

Le banche d'affari stanno scoprendo a caro prezzo il motivo per cui i fondi di Private Equity hanno pagato tutte quelle grasse commissioni, intascate apparentemente senza sforzi e senza rischi per sottoscrivere e successivamente collocare emissioni per finanziare LBO e fusioni. Adesso che non si collocano più, le banche si ritrovano con un prodotto che nessuno vuole e dei debitori che, molto semplicemente, hanno risposto con un sonoro "arrangiatevi, abbiamo già dato".

L'acquisto di Chrysler verrà postposto e finanziato almeno in parte, pare metà, dalle banche che hanno sottoscritto i bridge loans e che non sono più riuscite a piazzare successivamente il debito agli investitori istituzionali, scaricando rischio e tenendosi le laute commissioni che vengono corrisposte per il lavoro - ed il rischio d'insuccesso.
Ancora peggio, è fresca la notizia su Alliance Boots. Il rivenditore di farmaci e cosmetici inglese è stato acquisito da KKR e dall'italiano Stefano Pessina in Aprile. L'acquisizione è stata finanziata da un consorzio di otto banche, guidato da Deutsche Bank e che include Unicredito e JPMorgan, che hanno anticipato i 5 miliardi di sterline di debito necessari in cambio del mandato al successivo collocamento. Anche dopo aver esteso la scadenza del collocamento e ritoccato i termini economici, il consorzio non è riuscito a piazzare l'intero ammontare, ma soltanto 1.75 miliardi di sterline di "junior loans" subordinati, che verranno oltretutto rivenduti in perdita, azzerando gli utili da commissioni generati dall'affare. Le banche dovranno inoltre tenere sui propri bilanci 3.75 miliardi di sterline di prestiti "senior", quelli meglio garantiti, che non sono stati in grado di piazzare.
In entrambi i casi, sembra che KKR e Cerberus abbiano risposto in maniera molto simile alle richieste d'aiuto delle banche: non se ne parla, abbiamo pagato commissioni esorbitanti per anni, è ora di guadagnarvi quei soldi.

In generale, sempre più collocamenti vengono posticipati, sperando in condizioni di mercato migliori; all'ultimo conteggio, si tratta di operazioni su almeno 35 aziende.
Le acquisizioni che hanno generato tale debito sono già state finalizzate, quindi tale debito è di fatto già nel sistema finanziario e non può essere ripagato immediatamente, ma rimarrà nei bilanci delle banche d'affari in attesa di essere scaricato. Si alimenta così perversamente i timori di un "glut", di un ingorgo che peserà sul mercato nei mesi a venire, ritardandone la stabilizzazione.

Fonti: WSJ, TheDeal.com, Bloomberg, DealBook


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Premier e leggi ad hoc

Il premier indagato per un reato che, fortunatamente per lui, ha depenalizzato con una legge. Ai tempi di Silvio Berlusconi, una notizia del genere avrebbe riempito le piazze. Invece, stiamo parlando di Romano Prodi, che si è scritto leggi sospette di essere ad personam ben prima di Berlusconi, ma nessuno si scandalizza.
Esattamente come Mediaset è un mostro anticoncorrenziale, ma le grandi banche e la Coop sono dei "campioni nazionali", così le leggi ad personam di Berlusconi erano uno schifo, una vergogna peronista, mentre quelle di Prodi sono cosa buona e giusta.
Come si diceva degli spartani, così per la sinistra moralista e moralmente superiore: "chiamano bello ciò che loro piace e buono ciò che fa loro comodo".

HT: Camelot

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