mercoledì, novembre 14, 2007

Tatuaggi scientifici per tutti

Anche scienziati ed ingegneri amano i tatuaggi. Ovviamente, non aspettatevi i soliti temi.
Al posto di geometrie tribali, ecco la spirale del DNA ed un meraviglioso "Charles Darwin had the balls to ask". Tutto da ammirare qui

Da: leenks.com



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A Wall Street torna di moda il Re Leone

Goldman Sachs non crede di dover effettuare alcuna svalutazione del loro attivo, al contrairo di ogni altra banca di Wall Street , mentre il CEO di JPMorgan dichiara che "stiamo bene, grazie ". Tutto è tornato tranquillo? Gli autori di MarketBeat, il blog del Wall Street Journal, che hanno raffigurato i due CEO come Timon e Pumba che cantano "Hakuna Matata", qui non ci sono problemi. La parte del facocero, ovviamente, la farà Dimon.
Posso credere a Lloyd Blankfein, CEO di GOldman Sachs, quando afferma che la banca sarebbe corta di CDO in aggregato e quindi non ha necessità di svalutazioni pesanti. E' nota l'abilità quasi soprannaturale di gestire rischi e leggere il trend da parte di Goldman e soprattutto del suo nuovo capo ; è altresì nota la capacità micidiale, da parte della banca, di trovare sempre concorrenti e clienti disposti a prendersi il rischio di scommettere contro tali abilità.
Mi sembra invece difficile da credere che una banca universale come JPMorgan, con 40 miliardi soltanto di bridge loan, non abbia proprio alcun problema.


"nobody was on defense today, as Goldman Sachs and J.P. Morgan Chase said things that were anything but offensive. The walls may be closing around in the form of writedowns for a multitude of firms, but Lloyd Blankfein and Jamie Dimon are singing “Hakuna Matata,” with the former saying they don’t expect any writedowns, and the latter saying “I think we’re fine.”"



Fonte: MarketBeat Blog - WSJ:

martedì, novembre 13, 2007

Altro che banche, le poste...

In Cina,furto record alle poste:
"Il direttore di un ufficio postale in Cina è stato accusato di aver sottratto alla clientela più di 240 milioni di dollari per pagare i suoi e debiti e per investimenti personali. Secondo i media locali l'uomo, He Ligiong, 43 anni, è accusato di aver rubato, nell'arco di tre anni dai conti correnti della clientela dell'ufficio postale che dirigeva nel sud est del paese ben 1,79 miliardi di yuan."


Ch emnodi sono questi? Almeno da noi fingono di venderti uno strutturato, o un bel libretto postale al 2% quando i tassi sono al 4.75%. I cinesi sono meno diplomatici

Giustizia, per una volta, comincia ad essere fatta

Almeno per Hina, finalmente una sentenza, un precedente, forse essenziale per l'Italia.
Se vogliamo che lo Stivale abbia una storia di successo in tema d'immigrazione, la condanna del padre e degli zii di Hina deve divenire una pietra miliare per un sano modello di convivenza, il minimo indispensabile per iniziare l'integrazione: colui che decide di vivere in Occidente non potrà impedire ad altri di vivere come un occidentale. Mai.


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lunedì, novembre 12, 2007

Alf Metal

Internet permette di tutto, compresa una "rivisitazione" di Alf

YouTube - Alf Metal










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Citazione ritardataria

Da Conservative Mind: Popper e la sinistra, la storia vera:

"Lo scorso aprile, a Firenze, ai 1.550 delegati dell’ultimo congresso dei Ds fu chiesto quali fossero i loro intellettuali di riferimento. Ne uscì un Pantheon assai strambo, che metteva al primo posto Gramsci, quindi Bobbio e Marx. Seguivano Kant, Popper ed Hegel. Il filosofo austriaco, insomma, si è trovato accanto alle sue nemesi, i totalitaristi Marx ed Hegel. Perfetto per Walter Veltroni, l’uomo degli ossimori. Ma chissà se i delegati diessini che hanno “votato” Popper sanno chi era davvero, se hanno letto “La società aperta”, se ne conoscono la storia e gli attacchi che ricevette dal partito del quale sono figli. Oppure se tutto quello che sanno di Popper è che certe sue frasi tornano buone da usare contro Berlusconi."

Alzheimer politico o andreottismo da sinistra?

Cari compagni ehm amici ehm democratici, dopo le dichiarazioni di Walter Veltroni sulla riforma elettorale, è ormai palese che chi vi hanno rifilato come conducator o è un clone di Giulio Andreotti, praticamente Belzebù, oppure un personaggio già afflitto da Alzheimer a 52 anni.

Se vogliamo illuderci che certi nostri politici conservino ancora un briciolo di pudore e di buona fede quando si rivolgono ai cittadini, che no intendano giocare con le architravi del sistema politico, la Costituzione e la legge elettorale, per minuscole esigenze tattiche, allora l'ipotesi di una forma d'Alzheimer è l'unica possibile, se vogliamo spiegare perché alcune delle menti più inutilmente brillanti* della politica italiana abbiano completamente dimenticato la storia recente di questa Nazione, nonché buona parte della scienza politica, sino al punto di affermare che il sistema elettorale proporzionale favorirebbe il bipolarismo.

In Germania, il bipolarismo esiste nonostante la presenza di un sistema proporzionale ed è stato garantito da altri aspetti dell'assetto costituzionale e dalla contingenza storica.
L'argomento per cui sistema proporzionale sarebbe in qualche modo connaturato al carattere nazionale italiano è poi semplicemente risibile: al massimo, è connaturato alla nostalgia della casta dirigente italica, abituata a generazioni di totale commistione trasversale al momento della spartizione delle spoglie. RCS, Rai e compagnia cantante riusciranno probabilmente a fare il lavaggio del cervello agli italiani, ma i fatti parlano chiaro: la Prima Repubblica, una volta eliminato ogni residuo liberale, strangolò il miracolo economico nella culla e creò le condizioni per avviare l'Italia al declino.
Come dimostrato dal discreto funzionamento del sistema maggioritario nelle elezioni per gli enti locali, il problema non sono gli italiani: sono i politici che hanno approvato a livello nazionali leggi elettorali pessime, sapendo che si trattava di pessime leggi, e poi si sono stupiti del loro cattivo funzionamento.

Sappiamo tutti, sfortunatamente, che non si tratta di Alzheimer, ma di una manovra di quart'ordine: la nostalgia del Pentapartito, della restaurazione partitocratica, sembra davvero dare alla testa. Comprendo Casini, per il quale un ritorno al passato sarebbe l'unica possibilità di guadagnare all'Udc una sopravvivenza politica nel ruolo di un arbitro, un ago della bilancia che garantirebbe la totale degenerazione del Parlamento italiano nell'immobilismo più assoluto.
Mi delude Veltroni, pronto a consegnarsi ad un partito che dovrebbe avere una mignatta nel proprio simbolo. D'altronde, l'alternativa sarebbe tenersi l'abominio politico italiano, i due partiti comunisti e mezzo che ci ritroviamo costantemente legittimati dalla sinistra moderata più demente e tendenzialmente suicida d'Europa.
Purtroppo il problema non è facilmente risolvibile dai liberalsocialcomunisti nostrani: i trotzkisti non si possono più spedire nei gulag o in clinica, come si faceva ai bei tempi in URSS, in Cina oin Cambogia, quei bei tempi in cui Wolter era un rampante militante della gioventù comunista sovvenzionata e affascinata da quei regimi totalitari. Adesso , gli toccano Casini e soci.


*=nel senso che brillano della luce dei riflettori puntati costantemente dai media di partito o di famigghia.

Hat tip: Zamax, Mithrandir

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Multipli ragionevoli?

La stagione degli utili aziendali americani porta pessime notizie per quegli investitori che pensavano di essere al sicuro acquistando aziende con un basso rapporto prezzo/utili. Il rapporto e' peggiorato, ma non per un gradito aumento dei prezzi, quanto per un crollo degli utili, sinora scesi del 20% nel terzo trimestre.

Chi ha sostenuto nelle scorse settimane che il mercato azionario avesse poco da preoccuparsi nel medio periodo ha due argomenti preferiti: quello macroeconomico, per il quale il mercato viene comunque sostenuto da una domanda globale che continua a crescere a ritmi interessanti; quello tecnico, per il quale il rapporto fra prezzo medio delle azioni ed utili aziendali per azione è vicino alla media storica o addirittura al di sotto, segnalando un mercato teoricamente sottovalutato.

Come si era già fatto notare, una misura di questo genere può peggiorare per due motivi: un aumento dei corsi azionari oppure una brusca riduzione degli utili. Gli utili aziendali in aggregato sono quasi ovunque cresciuti a ritmi eccezionali negli ultimi anni, portando la percentuale dei profitti aziendali del PIL a livelli record quasi ovunque nelle nazioni OCSE. Il basso livello del rapporto prezzo-utili si è rivelato, quindi, un indicatore del giustificato scetticismo degli operatori nella sostenibilità di questa tendenza alla luce dei problemi sul credito.

Fonte: Earnings by Industry, WSJ.com

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giovedì, novembre 08, 2007

Persino le modelle non vogliono dollari

Una supermodella brasiliana non viene normalmente ritenuta un guru dei mercati finanziari . Se nemmeno Gisele Bundchen vuole farsi pagare in dollari, ma in euro, è evidente che la crisi del dollaro dollaro sta decisamente arrivando al grande pubblico.

Il momento della Oldest economy

Dimenticatevi la New Economy ed i fasti della finanza strutturata; il deal dell'anno avrebbe potuto essere in uno dei settori economici più tradizionali, le miniere: il gigante australiano BHP Billiton avrebbe avvicinato il concorrente Rio Tinto per una fusione da 140 miliardi di dollari, ma l'affare è stato rifiutato dalla società angloafricana. L'effetto della vorace domanda di materie prime da parte dei paesi in via di sviluppo sembra far tornare, per un attimo, i fasti del diciannovesimo secolo, quando le azioni più speculative erano proprio miniere e ferrovie, la new economy di quegli anni.
Se fosse andato in porto , si sarebbe trattato della seconda maggior fusione di tutti i tempi, dopo l'acquisizione di Mannesmann da parte di Vodafone, nel 2000. Quel deal fu uno degli ultimi prima della bolla; siamo alla replica in salsa mineraria? Il presidente della Fed Bernanke sta dichiarando in questo momento che i rischi inflazionistici sono in rialzo e le previsioni sulla crescita americana rischiano di venire riviste al ribasso: non è certamente il viatico migliore per una maxifusione.



Fonte: DealBook - New York Times

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Borse a picco, grazie alla ABS AAA.

Era da tempo che non si vedeva una chiusura di questo tipo: ogni singolo mercato maggiore asiatico o nordamericano in calo del 2% o più, con gli indici americani in picchiata. Anche la borsa cinese, sino ad ora immune a qualsiasi disastro, ha perso il 5% . Ancora più interessante, l’indice sulle ABS teoricamente sicure quanto un titolo di Stato è letteralmente collassato. Quanto possiamo fidarci delle agenzie di rating?

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Pannella, arriva l'endorsement del Movimento per la Vita

Per Rudy Giuliani arriva l'endorsement di Pat Robertson. Al confronto, assistere alla CEI che appoggia Della Vedova o Martino sarebbe meno sorprendente, anche se altrettanto gratificante (Pannella sarebbe meraviglioso dal punto di vista estetico-ironico, non politico) .
Si tratta di un forte segnale d'unità per le differenti anime della destra americana; potrebbe inoltre rimuovere uno dei principali ostacoli alla nomination di Giuliani ed uno dei maggiori rischi nella sfida con Hillary Clinton, quello della disaffezione della destra religiosa per il "laico" Giuliani. Speriamo soltanto che in Italia qualcuno si degni di prenderne esempio.


Hat tip + da leggere assolutamente:The Right Nation



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martedì, novembre 06, 2007

Monoline, 1000 miliardi e 9 settimane e mezzo di dolori

Nel capitolo più recente nella saga del mercato del credito, Fitch ha annunciato una profonda revisione del merito di credito delle assicurazioni monoline, nel corso delle prossime 8-10 settimane; una eventuale perdita del prezioso rating AAA da parte di alcune di esse potrebbe colpire paradossalmente chi ha scelto uno dei “beni rifugio” per eccellenza negli USA, a causa del ruolo giocato dalle monoline nel “sicuro e tranquillo” mercato delle obbligazioni municipali.

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lunedì, novembre 05, 2007

Menzione d'onore alla sintesi

Esposizione sintetica ed impeccabile. Posso essere in disaccordo in qualche punto, ma l'esempio è semplicemente perfetto. Chapeau ad house of Maedhros

Rainews24, meglio della Stasi?

Non ancora, ma ci sono speranze. 100 redattori, 3mila telespettatori , questi i numeri di Rainews24, la rete Rai tristemente famosa per aver superato a sinistra la Rai3 comunista sovietica di TeleKabul. Mai così tanti hanno indottrinato così pochi, a spese del contribuente. Il famigerato servizio segreto della ex Germania Est si vantava di avere a libro paga un suddito su dieci, però lì non c'era soltanto da confezionare le panzane, era anche necessario controllare che il popolo bue avesse ingoiato esca, amo e filo, oltre a far sparire chi non si beveva la versione governativa.
Altri 200 redattori ed i nostri nostalgici del Valoroso Partito ce la potrebbero comunque fare: una versione all'amatriciana de Le Vite degli altri è a portata di spreco.


Fonte: ilGiornale.it,Grendel

Dalla Sicilia senza pudore

Gli fece una proposta che non potevano rifiutare.
Ma ormai il dado è tratto: ci conviene votarlo.
Se tanto mi dà tanto, denunciare Starsailor potrebbe essere rischioso.

crossposted @ Krillix

Super senior, super problema? Dopo i subprime, il nuovo problema nascosto fra le pieghe dei bilanci bancari

Nel momento in cui assistiamo ad un’altra ondata di allargamenti degli premi al rischio, soprattutto sul settore bancario, Merrill Lynch ha per la prima volta evidenziato un ulteriore problema rimasto latente sino ad oggi: le esposizioni alle tranches super senior.

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Successoni bancari

Diciamo che Citi non era esattamente una storia di successo neppure prima della débacle di oggi:

"There is no natural successor at Citigroup because the company is itself an unnatural act. Over the last five years, Citigroup’s shares have returned two-tenths of one percent, compared to 100% for J.P. Morgan Chase & Co., its most direct competitor."( WSJ.com)
Ossia: non esiste un successore naturale al timone di Citigroup, perché la banca, di per sé, è un atto innaturale. Negli ultimi 5 anni , le azioni Citi hanno guadagnato lo 0.2% . JPMorgan, il diretto concorrente più simile a Citi, ha visto le proprie azioni raddoppiare. Chuck Prince non se ne è andato troppo presto, ma troppo tardi; alcuni anni in ritardo, per essere precisi.



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Di Rom, romeni ed italici gaglioffi

E bravo Mthrandir:

"Dio e il partito lo vogliono e tanto basta alle anime belle e miopi che chiacchierano a vanvera di meravigliose teorie e pretendono che debba essere la realtà ad uniformarsi ai loro deliri onirici. Invece succede che la gente italica, notissima nell’universo per avere una pazienza stoica e un livello di sopportazione da far pensare al fatto che abbia raggiunto la pace dei sensi, queste due caratteristiche non le possieda nelle dosi che vorrebbero le categorie di cui sopra, cioè infinita. E si rompe il cazzo, prima o poi, di dover subire violenze e indulti. Dopo di che succede che, fatti due conti e stabilito che chi delinque continua tranquillamente a farlo anche perché, quando lo beccano, rimedia al massimo una lavata di capo, qualcuno cominci a pensare che sia giunto il momento di ricorrere ad un sistema giudiziario un tantino più spiccio del normale e anche un filo più severo." Continua

Personalmente, credo che l'immigrazione sia una risorsa positiva per ogni nazione e che nessuno dovrebbe aver,e a priori, l'arbitrario privilegio di negare ad altri libertà di movimento. Questo non implica, tuttavia, che non si possa negare tale diritto nel caso l'individuo in questione non sia disposto a seguire un comportamento altrettanto rispettoso dei principi liberali, o perlomeno dei diritti di proprietà, di quanto lo dovrebbe essere l'ospite, o nel caso non fosse disposto ad accettare un qualche grado di assimilazione. Il melting pot è un crogiuolo, nel quale le culture, almeno in parte, si fondono, sotto la pressione ed il calore. Rifiutarsi di ammettere che il nomadismo possa creare difficoltà di gestione, quando il nomade rifiuta persino di ammettere la necessità di doversi adattare, significa che l'immagine che si vuole dare è quella dell'abbandono del campo.
Troppi, in Italia, si illudono che sia sufficiente ignorare il problema, rinunciare ad ogni sforzo: gli "antropologicamente superiori" sono oramai aspiranti suicidi culturali, pronti ad accettare la barbarie piuttosto che difendere e far progredire la civiltà che permette loro di esistere.

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Crisi del credito, anche gli svizzeri si preoccupano, la BCE no.

Anche la Banca Nazionale Svizzera, la banca centrale della Confederazione, ha abbandonato la proprie politica di rialzo dei tassi. La prospettiva di un rialzo dell'inflazione è più che controbilanciato dal timore che il contraccolpo della crisi del credito sulle banche elvetiche sia maggiore di quanto previsto.Soltanto la BCE sembra essere ancora beatamente intenta ad alzare i tassi.

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