tag: Tecnologia, USB, Wireless
martedì, luglio 24, 2007
USB senza fili?
tag: Tecnologia, USB, Wireless
Posted by Unknown at 2:25 PM |
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Capelli e Presidenze
tag: Humour, Politica, Satira, USA, USA2008
E poi ci lamentiamo della RAI
Il British Board of Film Classification è l'ente che in Gran Bretagna decide le classificazioni di film, DVD e alcuni videogiochi e le sue linee guida vengono spesso adottate anche dalla televisione. Una di queste linee guida prevede il permesso di mostrare un pene maschile, salvo che sia in stato di piena erezione.
Per evitare contestazioni, il BBFC aveva elaborato nel 1992 una regola empirica per applicare la censura, basata su di un singolare criterio geografico: il BBFC avrebbe classificato un film come "per adulti" nel caso venisse mostrato un fallo eretto fino al punto in cui l'angolo dello stesso dalla verticale era maggiore di quello formato da una penisola scozzese sulle mappe geografiche: il Mull of Kintyre, Argyll and Bute, sulle mappe della Scozia.
Hat tip:Boing Boing
Fonte: Wikipedia
tag: Censura, Humour, Media, Pornografia, Cinema, Televisione, , RAI, BBC, BBFC
Posted by Unknown at 9:33 AM |
Labels: BBC , BBFC , Censura , Cinema , Humour , Media , Pornografia , RAI , Televisione
lunedì, luglio 23, 2007
Biografia politica di Enrico Letta
Fortunatamente non rientro nella categoria quarantenne, ma il ritrattino da parte di Walking Class è il migliore nel campo anti-Letta
Essendo inglobato per questioni anagrafiche nella categoria dei quarantenni, non vorrei si pensasse che nella gara partitodemocratica qui si possa fare il tifo per il quarantenne più sopravvalutato della storia politica recente. E' come alla Walt Disney: quello più paraculo è lo zio che sta al Deposito, mentre il nipote raccoglie la saccenza di Qui, Quo e Qua messi insieme, non ha la simpatia di Paperino e prima o poi la fortuna di Gastone guarderà da un'altra parte. I bluff hanno sempre le gambe corte
HT:Walking Class
tag: Media, Partito Democratico, Letta, Primarie, Politica
Il silenzio è d'oro, caro Volonté
Dal Corriere.it:
Viste certe dichiarazioni, ci saranno gli estremi per una bella denuncia per diffamazione o rischiamo anche qui lo stop del Sovrano Parlamento, sempre unanime quando si tratta di marcare le differenze fra gli Eletti ed il volgo? Si sa, qualcuno è più uguale degli altri, come può ben testimoniare il querelante seriale d'Alema.Welby, prosciolto medico che aiutò a morire. L’anestesista Mario Riccio, che interruppe la ventilazione meccanica sollevato dall’accusa di «omicidio del consenziente».
HT:Metilparaben
tag: Giustizia, querela, Censura, Welby
Dubbi amletici ferroviari
PS: mi spiegate perché su Google , digitando "caldo" e "trenitalia", l'unico articolo in materia è quello dell'Unità?
Capisco gli accordi coi comunisti cinesi, ma con Furio Colombo no...
tag: Ferrovie, trasporti, trenitalia, Sprechi, Statalismo
Posted by Unknown at 11:41 AM |
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Segni dei tempi: alle banche europee spuntano gli occhi a mandorla
L'accordo prevede che la banca cinese sottoscriva inizialmente un aumento di capitale riservato di 2,2 miliardi di euro. Una volta completata l'offerta su Abn, China Development sottoscrivera' fino ad altri 6,7 miliardi di euro, diventando il primo azionista della banca inglese con una quota dell'8,5%, se l'offerta su Abn avra' successo
Temasek Holding e' il braccio finanziario del Governo di Singapore e diventerà socio di Barclays con una quota fino al 3,5%, tramite la sottoscrizione iniziale di nuovi titoli per 1,4 miliardi di euro e di altri 2,2 miliardi se sara' finalizzata con successo l'offerta su Abn.
Si tratta di una notevole prova di forza per la finanza asiatica e soprattutto cinese: mentre Temasek è da sempre investitore attivo su scala mondiale, il settore bancario cinese è noto più per le croniche difficoltà del settore nel recupero crediti (gran parte delle banche statali cinesi è tecnicamente insolvente, secondo gli standard internazionali) che per le disponibilità liquide. L'ammontare dei surplus commerciali dell'Asia rispetto al resto del mondo è ormai talmente vasto da non poter più essere semplicemente "riciclato" tramite il reinvestimento in impianti produttivi locali e nell'acquisto di titoli di Stato dei Paesi OCSE senza incidere sugli assetti proprietari del tessuto economico globale; alcune avvisaglie di questo fenomeno si erano avute negli anni scorsi, soprattutto nel campo delle materie prime, ma si tratta della prima volta in cui coinvolge uno dei gangli vitali dell'infrastruttura finanziaria mondiale. Si potrebbe sostenere che neppure i giapponesi fossero arrivati a "tanto" ed augurarsi che non finisca in affrettate liquidazioni costellate da lacrime e sangue, come accadde ai giapponesi.
Fonti: Wsj, Radiocor.
tag: Asia, Cina, Banche, Europa, Barclays, ABN, Mercati
venerdì, luglio 20, 2007
Bernanke put o Bernanke Call?
Nei mesi scorsi era di moda discutere della cosiddetta "Bernanke put", ossia della convinzione che in caso di crisi dei mercati, il governatore della Federal Reserve avrebbe tagliato i tassi ed iniettato liquidità; al minimo, avrebbe continuato a rassicurare i mercati sulla sostenibilità delle performance dell'economia americana. in questo senso,Ben Bernanke avrebbe regalato una "put option" sul mercato, impedendo un calo prolungato.
Le ultime testimonianze di fronte al Congresso USA hanno evidenziato invece due fattori estremamente sottovalutati. Il primo è che, anche se Bernanke stesse davvero giocando a fare la cheerleader per Wall Street, non sempre può riuscire a rassicurare il mercato. Il secondo è che la Fed non voglia sostenere o calmare alcuni segmenti del mercato , in particolare il mercato del credito.
Il sospetto deriva da una valutazione: La Federal Reserve sta probabilmente cominciando a preoccuparsi dell'eccesso di liquidità generato dagli elevati prestiti bancari a tassi ridotti, con annessa bolla speculativa; non ha tuttavia sufficienti giustificazioni dal fronte macroeconomico per applicare la soluzione standard per questo eccesso di offerta, ossia un rialzo dei tassi d'interesse: al momento, non si assiste ad una crescita dei prezzi al consumo che giustifichi un rialzo dei tassi. La soluzione potrebbe essere quella di far innalzare l'altra componente del tasso d'interesse pagato, lo spread, ossia il differenziale applicato dalle banche per compensare il rischio di credito. Improbabile? Non del tutto: Bernanke è un esperto proprio della relazione fra politica monetaria e politiche del credito.
La massiccia crescita economica cinese sta avendo un effetto paradossale e divergente sui prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti: l'elevato ammontare di investimenti in impianti industriali, accoppiata alla fragilità finanziaria degli operatori privati genera l'assoluta necessità di far funzionare gli impianti a pieno regime, vendendo a qualsiasi prezzo pur di recuperare denaro fresco.
Di conseguenza, i prezzi delle materie prime necessarie alla produzione salgono, ma i prezzi dei prodotti finiti, a livello globale, vengono mantenuti bassi dalla concorrenza cinese. I dati sull'inflazione maggiormente presi in considerazione tendono ad essere quelli dei prezzi al consumo, al momento in crescita solo moderata.
D'altro canto, proprio i bassi tassi d'interesse hanno generato la bolla sul carry trade: l'elevato ammontare di liquidità in circolazione, il basso livello di tassi reali e la situazione sullo yen hanno ampliato eccessivamente la domanda per qualsiasi attività finanziaria in grado di generare reddito. Tale domanda viene infatti esasperata dalla capacità degli acquirenti di finanziarsi a costi ridotti, grazie al basso livello dei tassi d'interesse, ma anche alla facilità con la quale le grandi banche aprivano linee di credito per gli hedge fund e dalle ridotte commissioni richieste per i prestiti. La vera e propria bolla speculativa sul credito ha cominciato a sgonfiarsi soltanto in questi ultimi giorni, innescata dalle preoccupazioni sui subprime e dal pessimo andamento del collocamento Chrysler, con un netto aumento dei premi richiesti per finanziare operazioni rischiose. Si assiste anche ad una maggiore cautela delle banche d'affari, che hanno deciso di ridurre le linee di credito agli hedge fund.
Crossposted to Macromonitor
tag: Mercati, Leva, Hedge_Funds, Bernanke, Fed, USA, Cina, Inflazione, Finanza,Posted by Unknown at 10:50 AM |
Labels: Bernanke , Cina , Fed , Finanza , Hedge_Funds , Inflazione , Leva , Mercati , USA
giovedì, luglio 19, 2007
Non ditemi che non ve l'avevo detto
Segnatevi quest'avvertimento di Mastella:
"'Se la maggioranza dovesse saltare su qualsiasi fatto, allora non c'e' piu' maggioranza e l'Udeur e' fuori'" (ANSA.it)
Le tecniche di negoziazione di Mastella sembrano un incrocio fra un souk di Tunisi e una puntata dei Sopranos, ma questa volta non sembra soltanto teatro. Una Udeur in appoggio esterno sarebbe una vera pistola puntata alla tempia per la maggioranza - oltre ad essere una mano nel portafogli della Repubblica.
mercoledì, luglio 18, 2007
Case o pietre al collo?
Fonte: Reuters
Fenomenale
Un grazie a Lex Luthor
tag: Italia, video, Fiat, 500
iPhone ? Made in Taiwan
L'isola infatti è il luogo dove ormai viene costruita la maggior parte dei componenti per computer e per telecomunicazioni:un telefonino su 8 è prodotto da società di Taiwan, come ormai il 70% dei PDA , l'87% dei modem ADSL ed il 70% dei modem wireless. Tre quarti della produzione effettiva, tuttavia, si svolge negli impianti della Cina continentale, di proprietà taiwanese.
Tale predominio produttivo è ancora poco visibile a causa del ruolo svolto le aziende di Taiwan: come avveniva alcuni anni fa nel campo dei PC veri e propri, si tratta di "made-to-order manufacturers", ossia appaltatori che gestiscono la produzione e l'assemblaggio dei dispositivi per conto delle grandi aziende di elettronica come Ericsson o Toshiba, senza vendere direttamente al pubblico.
tag: Apple, Asia, Elettronica, iPhone, Taiwan, Tecnologia, Telefonia
Posted by Unknown at 1:29 PM |
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Bear Stearns e i suoi fratelli
La notizia è preoccupante anche per il prestigio del gestore dei due fondi: Bear Stearns ha una solida reputazione ed un ottimo track record nel campo del trading obbligazionario. Se uno dei migliori giocatori in campo ha perso anche la camicia, quali perdite attendono il resto del mercato?
I guai a Bear Stearns si cumulano poi con i timori che l'ampia liquidità che ha sostenuto in generale ii mercati finanziari possa essere messa in discussione da standard più rigidi nella concessione di prestiti: di lunedì le notizie, confermate, sulla difficoltà per finanziare l'LBO di Chrysler; di oggi, le voci di un taglio ai prestiti verso gli hedge fund, da parte delle grandi banche d'affari, loro storiche finanziatrici.
Fonti: DealBook,Bloomberg News,Macromonitor
tag: Mercati, Leva, Hedge_Funds, Bear Stearns, Finanza, Credit, Subprime, Mortgage, Chrysler, Cerberus
lunedì, luglio 16, 2007
E' finita la benzina? DCX, LCDX, ABX e altre brutte sigle
L'indice LCDX8, da 97.40 a 97.00 . L'indice è rappresentativo dei cosiddetti "leveraged loans", ossia i prestiti erogati ad aziende già indebitate oppure per finanziare l'acquisto a debito di aziende quotate. Si tratta insomma della benzina che ha alimentato il fuoco del private equity e dei leveraged buy-out. Questa volta il calo non è legato soltanto alle pessime prospettive del mercato immobiliare americano od a generici timori macroeconomici, ma, ad un elemento molto più concreto: l'andamento del pacchetto di finanziamento dell'acquisto di Chrysler da parte di Cerberus le difficoltà che le banche d'investimento stanno incontrando per "piazzare" il debito necessario per l'operazione.
Il timore di molti partecipanti del mercato è semplice: così come il fallimento del takeover di USAirways segnalò la fine della prima ondata di LBOs, quella dei "barbari alle porte" degli anni '80, così molti si stavano già chiedendo quale sarebbe stato l'affare che, non andando in porto, avrebbe segnalato il "rompete le righe". A giudicare dalla reazione, che sta coinvolgendo persino mercati "maturi" come quelli dei Titoli di Stato e dell'azionario, adesso lo sappiamo.
tag: Mercati, Private Equity, Private_Equity, USA, Finanza, , Credit, Subprime
Posted by Unknown at 7:37 PM |
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mercoledì, luglio 11, 2007
Liberate il Wi-MAX. Dallo Stato e dai legislatori, innanzitutto.
"Liberare" il Wi-Max è possibile e doveroso, come si faceva notare anche su questo blog alcuni mesi fa ; la soluzione tecnica prospettata è interessante, ma quello che stride è la retorica messa in campo, che, puntando il dito contro le aziende di telecomunicazioni, mi sembra manchi il vero bersaglio, attaccando un sintomo e non la causa del problema.
Ogni altro tipo di barriera all’entrata può essere superata e verrà superata, se la tecnologia lo permette e se una sfida concorrenziale al monopolista diviene economicamente profittevole.
E' insufficiente firmare petizioni, se si lascia che lo Stato crei una trappola legale: a quel punto, poco importa che il monopolio sia gestito direttamente dai burocrati o che venga appaltato agli amici.
Fonti: Articolo Originale Wi-MAX,Ministero Difesa. Me medesimo
tag: Tecnologia, Telecom, Wi-Max
Posted by Unknown at 1:58 PM |
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Darwin awards o Calimero Awards?
Torna a casa e parcheggia... con il morto nel parabrezza.
Completamente ubriaco, ha investito due pedoni ed è tornato a casa in auto con il corpo di uno dei due incastrato nel parabrezza. Ha dell'incredibile l'episodio che ha visto protagonisti un automobilista americano e due sventurati pedoni. L'investitore ha atteso sei ore prima informare la polizia di avere un uomo morto nel garage. Gli agenti non hanno potuto che constatarne il decesso e hanno arrestato Steven Warrichaiet.
Nemmeno nei miei momenti peggiori...
Fonte: TGCom
tag: Humour, USA, Darwin
martedì, luglio 10, 2007
Fra Bettino Craxi e Carlo Giuliani, tifo per Luigi Calabresi
Continuo a chiedermi, tuttavia, se non sarebbe più decente, più civile, più seria, una via dedicata a Luigi Calabresi, ad Antonio Custra o a un qualsiasi altro servitore dello Stato, caduto mentre difendeva una Repubblica che ormai esalta soltanto chi ne ha cercato e ne cerca la fine.
Che lo debba dire io, un libertario, reazionario e mezzo anarchico, dovrebbe far capire a che punto siano certi uomini "d'ordine". Lasciamo Craxi dov'è, attendendo gli storici e rimandiamo Giuliani dove merita. Le strade, lasciamole a chi se le è guadagnate, insieme al nostro rispetto.
HT:ingrandimenti
tag: Politica, Craxi, Carlo Giuliani, Sinistra, Comunisti, Veltroni, Roma
Il popolo sovrano c'entra poco
Stavolta devo dissentire dal Pensatore, secondo cui Previti dovrebbe accettare la decisione della propria rimozione dal Parlamento per ragioni di opportunità e non perché abbia torto nella sostanza: infatti il popolo lo avrebbe votato e, quindi, la sua decadenza da parlamentare sarebbe implicitamente antidemocratica.
si tratta di una posizione che purtroppo mi sembra non solo vagamente illiberale, ma anche non particolarmente democratica.
Da un punto di vista liberale, il fatto che la legge elettorale sia una porcata o che non sia democratica non inficia il risultato, purché riduca lo spazio per l'esercizio di un potere dispotico da parte del governo o di altre branche dello stato.
Tuttavia, per un liberale le forme istituzionali sono estremamente rilevanti: Previti, quindi, dovrebbe lottare fino alla fine, se fosse convinto di essere dalla parte della ragione, ma dovrebbe accettare il risultato finale, se ottenuto dopo "regolare processo".
Da un punto di vista del puro principio democratico, poi, l'attuale legge elettorale non consente certo di affermare che un certo numero di elettori desiderasse avere Previti fra i propri rappresentanti: la presentazione di liste bloccate impedisce di comprendere quanto un deputato sia tale per volontà popolare e quanto per volontà dell'apparato di partito. Verrebbe quindi a mancare la mistica approvazione da parte della "volontà generale" (per chi se lo chiedesse, da bravo liberale sono un estimatore del "governo misto" e sono vagamente scettico del valore assoluto del principio democratico, come di ogni altro principio totalizzante e totalitario) ed a che titolo, quindi, un singolo parlamentare, diverso dal capo della coalizione, potrebbe farsene scudo?
tag: Politica, Italia, Previti
Private equity a breve termine
Quello che ci si dovrebbe chiedere è se la performance deludente, sia stata dovuta al pessimo momento del mercato in generale, influenzato da altri problemi, o se la correlazione vada nel "senso opposto", ossia si tratti di un segnale preoccupante di mercato esso stesso: i grandi fondi di private equity sono proprio una delle cause principali della salita dei mercati. Già il blog MarketBeat e il settimanale Barron's avevano sostenuto che l'IPO di Blackstone avrebbe segnato uno spartiacque. Nel nostro piccolo, avevamo scritto tempo fa sulla questione, con il dubbio che i tempi migliori per il settore fossero ormai passati.
La risposta più evidente è che la corsa verso l'uscita dei partner di Blackstone o di KKR è soltanto un'altra spia del nervosismo su di un elemento fondamentale del mercato: l'accesso al credito. Il carry trade valutario (ripreso con vigore dopo gli scossoni di Marzo), l'attività degli hedge fund, il boom immobiliare: sono tutti aspetti dell'ampia disponibilità di credito, che hanno portato ad un aumento notevole dei prezzi per ogni attività rischiosa nel mondo.
I fondi di private equity sono stati fra i grandi beneficiari di queste condizioni di ampia liquidità ed insieme il tramite, la cinghia di trasmissione con cui tale liquidità ha sostenuto tanto a lungo il mercato azionario. I fondi di private equity ritirano dai mercati quotati aziende a fronte di emissione di debito, rapidamente collocato presso hedge fund - che lo acquistano essenzialmente a credito, sfruttando la leva finanziaria delle linee di credito offerte dalle banche d'affari di cui sono clienti. Il risultato è che l'offerta di azioni si riduce, spingendo in alto i prezzi.
L'operazione è tanto profittevole e la domanda di titoli di debito talmente forte che il lavoro di alcuni fra maggiori fondi è cambiato: da specialisti nella ristrutturazione aziendale, sembrano essere diventati predatori interessati all'acquisto di aziende a scopo d'ingegneria finanziaria, come nel caso di HCA.
La crisi dei subprime loans negli USA, insieme a dati non troppo rosei sul fronte macroeconomico ed all'aumento dei tassi a lunga, sembra aver finalmente fornito il catalizzatore necessario per risvegliare gli investitori e far prendere loro coscienza dei rischi impliciti nella concessione di credito senza adeguati controlli.
In questo senso le difficoltà di Blackstone sono soltanto una conseguenza di un problema che sta avendo effetti ben più rilevanti su altri mercati (quello immobiliare negli USA e quello del credito); data l'importanza dei fondi di private equity per il mercato azionario, gli effetti potrebbero essere tuttavia diretti e molto visibili, accentuando gli effetti delle tensioni generali.
Questo è un quadro di breve periodo. Comunque vadano i mercati nel breve e nel medio periodo, tuttavia, i fondi di private equity e gli hedge fund non se ne andranno, ma al massimo ridurranno il proprio tasso di crescita, come altre volte è accaduto negli ultimi 25 anni. Perché,probabilmente, sotto molti aspetti sono il futuro dell'industria finanziaria. Al prossimo post per una prospettiva di più ampio respiro.
HT: Breaking Views (on KKR),WSJ, MarketBeat,
tag: Economia, Finanza, Mercati, Private Equity, KKR, Blackstone, Carlyle
Posted by Unknown at 3:07 PM |
Labels: Blackstone , Carlyle , Economia , Finanza , KKR , Mercati , Private Equity , Private_Equity








