La manifestazione ha inoltre, quale nazione "ospite d'onore" per il 2008, lo stato d'Israele, nel sessantesimo anniversario della sua fondazione. Si tratta di un'occasione per far conoscere ai visitatori della Fiera il cinema, la letteratura e la storia israeliane.
Il "Forum per la Palestina" non ha trovato di meglio che invitare al boicottaggio della manifestazione. Si esige il boicottaggio di uno dei principali eventi culturali italiani, soltanto perché saranno presenti storici e letterati israeliani.
Perché accade? Forse perché accettare il confronto significherebbe dare dignità accademica ed umana a chi, in Italia soprattutto, non può averne: in una rivisitazione a poco prezzo e a basso rischio dei cliché e dei metodi antisemiti e stalinisti, le sprangate, le ingiurie, i roghi dei libri sono stati sostituiti dall'autocensura, dal mito del cattivo "revisionista", dalla congiura del silenzio, dai "boicottaggi" approvati da compagni e compagne.
Di libri temo ne abbiano letti ben pochi, se si escludono i testi di propaganda "democratica popolare", come ai certa gente piaceva farsi chiamare quando erano di moda. Altrimenti saprebbero riconoscere quello che sta accadendo, una volta ancora.
HT: LiberaliPerIsraele, Fuori dal Ghetto
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