A spiegare la trovata del governo, i suoi pregi, i suoi difetti e le migliori alternative che già esistevano ci pensano in maniera egregia Claudio Borghi sul Giornale del 23-05-2008, Nicola Porro nella sua Zuppa e Phastidio da par suo.
Che il Governo, invece di una soluzione geniale, abbia scoperto l'acqua calda non è novità: i casi nei quali un governo sia in grado di elaborare una novità che non abbia a che fare con la rapina a danno del contribuente o del proprio vicino sono decisamente rari. Meglio però un governo che scopre l'acqua calda di uno che ti lascia morire intirizzito, anche se meglio di tutto sarebbe che il popolo bue accendesse il cervello quando s'incatena mani e piedi ad un pesante fardello finanziario.
Speriamo che ritrovarsi un mutuo a 30 anni invece che a 10 impartisca una lezione sufficiente, anche se la ciliegina sulla torta della possibilità di ricominciare a pagare il tasso variabile in caso di calo dei tassi diminuirà di parecchio il dolore necessario a questo genere di apprendimento.
Che sia qualcosa di trito e ritrito ne deriva anche da un piccolo aneddoto personale: un paio di settimane fa ho discusso ferocemente con la mia anima gemella , molto sensibile alle ragioni con coloro che sognano un focolare domestico e quindi portata a cercare soluzioni che impedissero lo sfratto coatto delle famiglie povere sottoposte all'aumento delle rate dei mutui a tasso variabile. Il sottoscritto, ex-aspirante randagio di lusso, sosteneva invece ragioni simili a quelle di Nicola Porro. Dopo un numero lubrificante di bicchieri di vino, la quadratura del cerchio era stata proprio quella di trovare un modo per estendere la durata del mutuo a condizioni non eccessivamente punitive, pur senza arrivare all'eleganza della soluzione phastidiosa....
Restano due nodi da sciogliere: il primo deriva dall'assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell'entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili: si aprono praterie sconfinate per sussidiare i mutuatari (come vorrebbero le associazioni dei consumatori) oppure offrire un'altra opportunità di profitto bancario ben nascosta agli occhi del pubblico . Il secondo è l'impatto che l'accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui, un impatto potenzialmente devastante su di un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e di conseguenza l'accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso.
mercoledì, maggio 28, 2008
Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione
martedì, maggio 27, 2008
Da leggere per capire la guerra in Iraq
E' uscito in Aprile Moment of Truth in Iraq, di Michael Yon.
Michael Yon non è una cheerleader, ma un reporter di guerra che fa quello che troppi giornalisti evitano: invece di starsene nella hall di un albergo a farsi indottrinare, sta in mezzo alle truppe, raccontandone vita ed esperienze sino a farsi cacciare dagli alti ufficiali a causa della mancanza di peli sulla lingua nel descrivere l'inettitudine di alcuni comandanti. Questo testimone scomodo ha una verità scomoda, per i disfattisti occidentali: la nuova strategia americana in Iraq sta funzionando.
A proposito:è l'autore di una fotografia che ha fatto il giro dle mondo e che è stata travisata, distorta e manipolata da Michael Moore, che ne ha stravolto il significato.
Hat tip : Grendel
Posted by Unknown at 11:37 PM |
Labels: Iraq , michael moore , Michael Yon , Propaganda
lunedì, maggio 26, 2008
Un sussulto di dignità, ma poco altro
L'amministrazione Bush ha posto il veto al farm bill di quest'anno. Si tratta di un'azione meritoria contro una legge che contiene sprechi e favoritismi scandalosi, ma purtroppo arriva troppo tardi per redimere otto anni di spese pazze da parte del Presidente e della ex-maggioranza repubblicana.
Il farm bill è la legge che garantisce ricchi sussidi e mercati protetti per numerose categorie di agricoltori americani, a spese del contribuente, del consumatore e degli agricoltori dei paesi poveri.
il presidente Bush si è giustamente opposto ad un aumento di tali sussidi in quiesto momento, quando i redditi agricoli sono ai massimi da decenni, ma mezzo partito Repubblicano ha rotto i ranghi e si è schierato con i democratici, garantendo alla proposta di legge una maggoranza sufficiente per superare il veto presidenziale. Il risultato era prevedubuke: negli ultimi anni sia la presidenza che i repubblicani al Congresso si sono privati di ogni credibilità in fatto di disciplina fiscale ed attenzione ai bisogni dei contriubenti, espandendo la spesa pubblica in maniera simile ai democratici, sebbene con obbiettivi differenti e spesso meritori.
Inutile stupirsi, a questo punto, che gli americani abbiano virato verso i democratici: hanno scelto gli originali piuttosto di una brutta copia. Goldwater e Reagan avevano chiaramente compreso che non potevano battere i democratici sulla spesa e l'assistenzialismo, Bush padre e figlio ci sono arrivati troppo tardi.
Posted by Unknown at 10:27 AM |
martedì, maggio 20, 2008
Nella Grande mela
Per i pochi interessati: il tenutario di codesto blog è in vacanza a New York e quindi posta poco.
E' troppo impegnato ad oscillare fra il turista dozzinale e l'aspirante snob, oltre che fra birre e Bloodz Mary, per aggiornarvi con qualche frequenza .
Due soli suggerimenti, per ora: The Rainbow Room e Schiller's Liquor Store.
lunedì, maggio 12, 2008
Libertà tramite l'esibizionismo ?
Sono più che propenso a vivere e lasciar vivere in tema di scelte sessuali: discriminare qualcuno soltanto perché gay è stupido, prima ancora che criminale. La polemica sul matrimonio gay mi è poi sempre sembrata un modo per portare acqua al proprio mulino, piuttosto che il tentativo di risolvere le limitazioni alla libertà individuale che il nostro ordinamento contiene - se non si fosse voluto segnare il punto dal punto di vista ideologico, da una parte e dall'altra, sarebbe bastato appoggiare il progetto di Alfredo Biondi, teso a togliere allo Stato la facoltà di discriminare in tema di eredità ed altri diritti e quindi lasciando libere le coppie omosessuali o quelle che non desiderano un matrimonio, di ricreare per via contrattuale e testamentaria le stesse garanzie alla libertà fornite dall'istituto definito "matrimonio".
Detto questo, il Gay Pride mi ha sempre lasciato alquanto perplesso; l'intento mi sembra lodevole, la sua applicazione pratica mi sembra controproducente rispetto all'obbiettivo dichiarato dalla manifestazione.
Il punto è che, come scrive A Conservative Mind, non esiste un diritto all'esibizionismo:
"Se qualcuno allestisse una manifestazione nella quale ragazzi eterosessuali si mostrassero come mamma li ha fatti, al pari dei simpatici omo che si sono fatti immortalare davanti al Colosseo, organizzatori ed esibizionisti finirebbero davanti al magistrato, processati per direttissima. [...] È una delle tante novità del politicamente corretto: se una donna mostra le tette in mezzo alla strada finisce al commissariato, ma se a sfoderarle (finte) è un travestito siamo davanti a un gesto profondo, di affermazione della propria libertà ed identità, e guai al fascista che si azzarda a dirgli qualcosa."Siamo davvero sicuri che, nella sacrosanta ricerca della libertà e della rimozione degli ostacoli che il governo pone a tale ricerca, si debba ricorrere a certi eccessi? Siamo sicuri , soprattutto, che sia utile a convincere i propri concittadini?
PS: detto questo, A Conservative Mind non ha tutti i torti, almeno nel particolare. D'altro canto, Buraku ha invece del tutto ragione quanto ricorda come il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso non si può discriminare per mere ragioni economiche. La soluzione , tuttavia, non sta certo nella estensione di un modello statolatrico di matrimonio, ma nella sua radicale delegificazione.
Posted by Unknown at 10:41 PM |
Labels: Gay Pride , Omosessualità , Roma
Felicità capezzoniana
Normalmente approvo a prescindere quello che si scrive su Snow Crash, anche perché un blog intitolato al mio libro preferito eccetto uno non può sbagliare di molto. Su Capezzone portavoce di Forza Italia non c'è molto altro da aggiungere, ringraziamo Jinzo per avermi permesso l'ennesimo colpo di pigrizia e aver scritto quello che avrei voluto scribacchiare io.
Posted by Unknown at 9:03 PM |
L'epifania di Mamet
David Mamet, intellettuale liberal, ha ha visto la luce. , grazie a Thomas Sowell. E' il benvenuto e speriamo porti parecchi amici; magari anche qualche radical-chic di casa nostra non si vergognerà più di leggere qualcosa di differente dalle veline del MinCulPop in tinta progressista.
Hat tip: Broncobilly
Posted by Unknown at 8:34 PM |
Labels: Liberalismo , Libertari , Sinistra
lunedì, maggio 05, 2008
Anche gli ebrei hanno scelto Alemanno?
Da A Conservative Mind: Sorpresa (si fa per dire): anche gli ebrei hanno scelto Alemanno:
"Non resta che misurare l’effetto dell’appello di Colombo, Lerner e compagni. Una quota importante di ebrei continua a risiedere nei dintorni della sinagoga. Costoro domenica e lunedì erano chiamati a votare nelle sezioni elettorali 1705 e 1706, in piazza del Collegio Romano. I risultati delle singole sezioni elettorali non sono ancora ufficiali, ma Libero ha potuto prenderne visione. Sono numeri sconfortanti per Francesco Rutelli e i suoi sponsor. In tutto, nelle due sezioni del ghetto ebraico, i voti validi sono stati 964, e 497 di questi, ovvero il 51,6%, sono andati al candidato sindaco del Popolo della Libertà, che ha battuto Rutelli per trenta voti, ovvero con tre punti percentuali abbondanti di scarto. Un risultato del tutto in linea con quelli registrati nel resto della capitale. Lo stesso è accaduto negli altri quartieri con una forte presenza di elettori ebrei, come Monteverde. Colpisce, semmai, il livello di astensionismo nelle due sezioni del ghetto, dove si è presentato al ballottaggio il 55,5% degli aventi diritto, contro il 63% registrato in tutta la città.Il significato sembra chiaro: gli ebrei che non nutrivano simpatie per Alemanno sono rimasti a casa, non ritenendo comunque il rischio tanto grave da dover andare al seggio per votare Rutelli."
Posted by Unknown at 10:00 PM |
Sucker rally or bear trap?
Il rally di questi giorni fa naturalmente nascer euna domandA: siamo alla fine del tunnel della crisi dei mercati finanziari e quindi ogni debolezza dei corsi, d'ora in poi, sara' una "trappola per gli orsi", una occasione per comprare e lasciar perder denaro ai ribassisti? Oppure siamo semplicemente alla fine dell'inizio, della prima fase e questo e' soltanto un "Sucker's rally", un rally per gli sprovveduti, una falsa speranza?
Di sicuro e' soltanto ch enon siamo alla fine del mondo come lo conosciamo. Grande notizia, ma a credere al diluvio universale sono soltanto gli emotivi e gli invidiosi sociali che da ragazzini sognavano la rivoluzione e adesso sognano il crollo del capitalismo con altri mezzi. Per gli aaltri, e' soltanto un problema di cicli ed evoluzione del panorama economico.
Il peggio potrebbe essere davvero passato, o è quello che piace credere a buona parte dei partecipanti al mercato, almeno quello azionario. Tuttavia, Bloomberg riporta oggi una notizia che fornisce argomenti agli "orsi": il differenziale di volatilità prezzo dele opzioni put è al massimo storico dal 2005. In termini meno tecnici, significa che gli operatori sul mercato dei derivati sono molto più disposti a "puntare" su un ribasso, piuttosto che su un rialzo almeno nel breve periodo.
I dati dfondamentali, nel frattempo, continuano a peggiorare; se è vero che i mercati scontano con anticipo le informazioni, sembra eroico cominciare a pensare ad una ripresa immediata di un percorso di sviluppo, senza effetti sul settore industriale e soprattutto sulla domanda.
Nel mercato del credito, siamo tornati a livelli compatibili alla fine di una recessione che al suo inizio, laddove il mercato azionario sconta ormai una decisa ripresa degli utili aziendali, dopo le delusioni di questo trimestre. il peggio potrebbe davvero essere alle nostre spalle, ma questzi numeri implicano una ripresa a tempo di record e non lo scenario piùi probabile nei prossimi mesi: una lenta convalescenza dell'economia, non certo una fase di elevato sviluppo.
giovedì, maggio 01, 2008
Exit LIBOR, Enter NYFR?
Peccato che la definizione del tasso Libor sia gestito dalla BAA, una associazione di categoria semistatale, mentre una possibile soluzione arriva proprio dal settore privato. ICAP, una grossa societ di brokerage, si prepara a lanciare un nuovo indice, allargando il numero di banche coinvolte nelle rilevazioni.
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Posted by Unknown at 7:05 PM |
Sorpresa (?)
Sorpresa: le classi politiche dell'europa orientale perdono interesse a riforme liberali, una volta che sono riuscite a portare la propria nazione all'interno del "club. Come ha notato l'Economist, il meccnaismo di ammissione all'Unione Europea garantisce ottimi risultati iniziali, perché i potenziali entranti hano incentivi tangibili, ma successivamente avrebbe poco mordente.
Neppure gli evidenti benefici delle riforme sembrano aiutare a mantenere un comportamento virtuoso; eppure non credo che dovrebbe essere per nulla una sorpresa: abbiamo a che fare, ad est come a ovest, con politici di sano stampo europeo, ossia normalmente socialisteggianti e quindi inclini a metodi di ragionamento più simili a quelli della criminalità organizzata che a quelli di una società civile.
Molte nazioni dell'Unione Europea si comportano peggio di quanto imponga ai potenziali membri, facendo sembrare le riforme un semplice esame da passare imparando "a pappagallo" qualche frasetta sulla libertà, ben sapendo che tanto, una volta dentro, si potrà tornare alle buone vecchie ricette socialistoidi, depredando i cittadini quando serve denaro e sperando che i pochi pezzi di società libera sopravvivano nonostante tutto, per continuare a mantenere la massa assistita o l'altra minoranza, quella rapinatrice "per il bene comune".
"It is often said that the EU s enlargement policy has been the most potent tool yet devised to entice its neighbours along the road to free-market democracy—far more effective than anything the United States has found to wield over its southern neighbours. But the corollary is a loss of influence after a country actually joins. The pattern of intensive reform to qualify, followed by a let-up in the process once membership is achieved, is too common to be mere happenstance.
Olli Rehn, the enlargement commissioner, concedes sadly that “after a country has a seat round the table, it is much harder to apply pressure to it.”"
Hat tip:Economist.com
Posted by Unknown at 3:47 PM |
Labels: Europa , Socialismo
Nient'altro da aggiungere
Sull'enorme divario fra realtà e percezione che affligge la sinistra italiana, Nient'altro da aggiungere a Destralab e a brodo primordiale.
Non so quanto il PdL e la causa della libertà abbiano vinto per propri meriti; di sicuro, a sinistra hanno perso per ragioni ben più profonde delle sparate di Bossi o di singole proposte politiche.
Posted by Unknown at 11:46 AM |
Labels: Propaganda , Sinistra
sabato, aprile 26, 2008
Questa me la segno
ANSA: Alemanno: Lega non e' nemica Roma
A futura memoria, camerata...
Posted by Unknown at 10:44 AM |
domenica, aprile 20, 2008
Direi
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/flussi-voto/flussi-voto.html
Un po a sorpresa il centrodestra vince il confronto anche fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio superiore: Lega e Pdl hanno il 44,2 per cento contro il 34,3 per cento del Pd e il 4,7 di Di Pietro. Veltroni riesce a primeggiare solo fra studenti e impiegati.
Ottima risposta per tutti quelli che dicono che a sinistra c'è più cultura."
Sono antropologicamente superiori, un titolo di studio sarebbe superfluo
HAt tip: Parbleu! , Batcaverna.
Posted by Unknown at 4:26 PM |
giovedì, aprile 10, 2008
Ippica
Su www.rightnation.it. una molto interessante cronaca "ippica"...
Posted by Unknown at 11:46 PM |
Toh
Sorpresa, sorpresa...
Personality Quiz Results and Comments: Quanto odi il potere?
| Quanto odi il potere? My Result: Libertario | |||||||||
| |||||||||
Hat tip: Calamity Jane
Posted by Unknown at 11:39 PM |
Speriamo bene
Perché se non è come dice Mithrandir, le speranze di rinnovamento sono poche. Soprattutto vista l'altra formazione politica, il trionfo del falso allo stato puro, a cominciare dal suo leader - il comunista che non è mai stato comunista, il vicepremier di PRodi che si propone come la rottura e l'alternativa a Prodi stesso, l'ambientalista con Bassolino a carico.
Il Popolo della Libertà fa respirare l'aria del '94. Lo spirito di chi, spavaldamente e coraggiosamente, pretende di cambiare gli scenari della politica. Farà bene a Forza Italia, che potrà emanciparsi dal centro democristiano meno intraprendente; e farà bene ad Alleanza Nazionale, che, libera da molti residui fascistoidi, potrà ultimare il cammino di avvicinamento verso il popolarismo europeo.
Sarà un partito destinato a divenire la costola italiana del Partito Popolare del vecchio continente, magari con una spruzzatina del repubblicanesimo americano, per il quale chi scrive ha un vero e proprio debole. Sarà quello che Forza Italia sarebbe dovuta essere ed è stata solo in parte. Non solo un partito dalle idee liberali, intendiamo anche qualcosa in più. Deve essere il luogo di ritrovo per chi ha l'ambizione di cambiare, ammodernare e migliorare questo paese. Più liberale, certo, ma anche e soprattutto più decisionista e coraggioso. Ed è un peccato che sia nato in questa stagione balorda, fatta di qualunquismo e antipolitica.
Lo so cosa staranno pensando tanti lettori. Che è l'ennesima promessa vuota, di chi strepita per la libertà e poi non fa nulla per difenderla. Che lascia a casa tanti individui innovativi e liberali, imbarcando vecchi tromboni democristiani e/o statalisti. Ma al di là di tutto questo c'è un fatto. Per come è nato, il Popolo della Libertà è il contenitore ideale per le idee di chi la pensa come noi. Senza gli opposti estremismi dei ciarlatani della discontinuità, questo partito ha un substrato culturale da creare. Proprio ora che muove i rimi passi, ha bisogno della buona volontà e dell'innovazione di persone disposte a fare il bene di questa nazione. Poi verranno le tasse da tagliare, il nucleare da rilanciare, la spesa pubblica da ridimensionare, la politica estera. Prima, però, servono idee.
Posted by Unknown at 11:01 PM |
Labels: Italia , Liberalismo , Partito Democratico , PdL , Politica
lunedì, aprile 07, 2008
L'Economist, quando scrive di ciò che conosce
In fondo, è soltanto dagli anni 40 che Friedrich Von Hayek ci spiega perché centralizzare le scelte in capo ad un decisore unico sia sempre una soluzione inferiore aduno strumento quale il mercato, che ridistribuisce ed elabora l'informazione diffusa fra i suoi partecipanti: il decisore unico dovrebbe essere onnisciente ed onnipotente, qualcosa che soltanto un socialista (od un tipo particolarmente degenerato di credente) può credere quando si parla di politicanti o tecnocrati.
Posted by Unknown at 10:53 PM |
Labels: Socialismo
domenica, aprile 06, 2008
Blog till u drop?
pressure even gets to those who work for themselves — and are being well-compensated for it |
Posted by Unknown at 3:40 PM |
Tebani, ornitorinchi e generali democratici
Fra le tre categorie di cui nel titolo, la più improbabile e sgraziata è quella cui appartiene il Generale Del Vecchio. Complimenti all'ornitorinco che gil da' una lezione di storia.
Chissà che al generale non venga voglia di leggere anche un po' di storia contemporanea e, magari, di sentirsi lievemente a disagio, candidato come foglia di fico con le stellette in mezzo a gente che sulle forze armate sputava sino a ieri , oppure era troppo vigliacca per spendere una sola parola in loro difesa, mentre ne spendeva sangue ed onore.
Posted by Unknown at 10:38 AM |
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sabato, aprile 05, 2008
Piccolo sfogo su piccolo sfogo
Nicola Porro definisce "meraviglioso" Giuliano Ferrara.
Io apprezzo moltissimo Nicola Porro per come e per cosa scrive, ma questa volta rimango perplesso: per assurdo, anche Hitler e Lenin dividevano, ma facevano pensare; anche loro erano scintille di vita in un panorama politico poco incoraggiante. Mal ce ne incolse.
giovedì, aprile 03, 2008
Good times, bad times
Posted by Unknown at 5:33 PM |
Labels: agora11 , Bernanke , Credito , Deustche Bank , Finanza , Lehman , Macromonitor
mercoledì, aprile 02, 2008
Regolare serve davvero?
Il primo è se l'inizio della fine non stia arrivando troppo tardi . Ben Bernanke, governatore della Fed, ha ammesso oggi che gli USA sono probabilmente già in recessione. Il Fondo Monetario internazionale ha limato le stime di crescita delle economie asiatiche, che sembrano essere ancora dipendenti dalla crescita USA. I dati macroeconomici sono poco incoraggianti e quelli delle singole aziende industriali o di settori ciclici, sono sinora deludenti. Il rischio è che il razionamento del credito posto in atto dalle banche per riparare i propri bilanci abbia danneggiato irreparabilmente le prospettive di crescita del settore aziendale non finanziario dell'economia, l'unico relativamente in buona salute.
Il secondo è se ci dobbiamo davvero augurare che la crisi sia già finita. Non sono una Cassandra e non godo certo nel vedere le sventure abbattersi sul mondo del credito, ma è purtroppo vero che vi sono stati eccessi, dovuti alla relativa "infanzia" di determinate categorie di prodotti e del loro uso scriteriato. L'attuale crisi dovrebbe servire almeno a ripulire il mercato da questi cattivi investimenti e da coloro che li hanno fatti e non a salvarli a spese del bilancio pubblico; questo, per il momento, non è ancora completamente avvenuto.
Nel settore finanziario, infatti, è stato bloccato a colpi di regolamentazioni e salvataggi uno dei principali meccanismi di autoregolazione del mercato, il fallimento di coloro che sbagliano, ma paradossalmente, quando gli effetti di tale blocco si manifestano in termini di crisi ricorrenti, ci lamenta del "mancato funzionamento" del mercato, quel mercato che si è bloccato e distorto in ogni maniera.
Questo ci porta dritti al terzo interrogativo, ossia se dobbiamo rallegrarci del modo in cui sia finita, sempre che sia finita, questa crisi: con un coinvolgimento tanto pesante delle autorità statali ed una prospettiva di ulteriore regolamentazione dle mercato finanziario. La mia opinione, come già scritto altre volte, è che la radice del problema non stia nella eccessiva libertà lasciata agli intermediari finanziari, ma al contrario, la eccessiva regolamentazione di alcuni di essi, coniugata ad eccessive tutele alla loro operatività.
E' stata infatti la protezione delle banche centrali a permettere alle banche di raccogliere denaro e prestare utilizzando pochissimo capitale proprio: la promessa implicita di salvataggio ha permesso alle banche di estendere credito agli intermediari non bancari senza dover prendere in considerazioni tutti i rischi collegati ed ha permesso agli investitori in cpaitale azionario di banche, in depositi presso le banche ed in obbligazioni bancarie di non dover esercitare o quasi alcun controllo, perché certi dell'operato della banca centrale. La regolamentazione che in teoria avrebbe dovuto tenere al sicuro le banche e, di fatto , sostituire la disciplina di mercato, è stata aggirata tramite veicoli fuori bilancio.
Quella degli attuali statalisti bancari è pura ipocrisia o miopia: i "colpevoli" della crisi non sono da ricercare negli intermediari finanziari non regolati, quali hedge fund o fondi di private equity, ma nelle banche, regolamentate e sottoposte a vigilanza e regolamentazione; ossia, la stessa medicina che si vorrebbe estendere ad altri, la stessa che mostra ogni volta di non funzionare e che ogni volta viene prescritta a dosi sempre più massicce. Perché, per una buona volta, lasciamo fare al mercato, quello vero, possibilmente?
Posted by Unknown at 10:15 PM |
Labels: agora11 , Banche , Fed , Regolamentazione , Statalismo
sabato, marzo 22, 2008
Pensioni: solo Lombardia in attivo?
Pensioni: solo Lombardia in attivo: "In Italia solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo, con piu' contributi versati che prestazioni pensionistiche erogate. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre in cui si rileva che la situazione va male per la Liguria e tutte le Regioni del Sud. A Benevento ci sono piu' pensioni che occupati. 'Per equilibrare i conti - rileva in una nota il segretario della Cgia di Mestre, Giuselle Bortolussi - bisogna combattere il lavoro nero e l'assistenzialismo presente nel Sud'."
Fonte: ANSA.it
Posted by Unknown at 4:13 PM |
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venerdì, marzo 21, 2008
Hedge fund , l'ultima certezza che se ne va
E se gli hedge fund da liquidare fossero tutti "corti"?
Sul mercato del credito, una delle maggiori preoccupazioni , ma anche una delle poche certezze, per quanto nera, riguarda l'effetto negativo che la liquidazione di un numero elevato di hedge fun, di SIV o di CPDO avrebbe avuto: allargamento degli spread, calo del mercato azionario di quello di riferimento in generale. Alcuni eventi pootrebbero invece aver modificato il quadro: adesso le conseguenze sul mercato potrebbero essere molto meno chiare.
Viene dato per scontato che i vari eventi originati dall'avversione al rischio e dalla mancanza di liquidità nel settore bancario avrebbero all'incirca il medesimo effetto negativo, per ognuna delle tipologie di membri del "sistema finanziario-ombra" non regolamentato dalle banche centrali: la liquidazione di hedge fund dovuta alla richieste di maggiori garanzie , al ritiro dei fondi o delle linee di credito, l'impossibilità di ifnanziarsi sul mercato monetario per le SIV, oppure il permanere degli indici a livelli tropo larghi (per i CPDO) sarebbero dettagli tecnici, un innesco differente per la stessa reazione a catena.
Gli ultimi dati ed il comportamento del mercato introducono una novità rilevante: buona parte della "fast money" non è lunga, ma ha scommesso pesantemente al ribasso su alcuni mercati ed al rialzo su altri. E' maledettamente corta sul credito, ad esempio, ed in aggregato lunga sulle commodities; è questo il motivo della velocità senza precedenti alla quale gli indici di credito hanno ritracciato violentemente in meno di 4 sedute, mentre il mercato delle commodities è stato disintegrato dalle vendite degli hedge fund. Questo andamento è compatibile con la teoria che lo sforzo delle banche commerciali di ridurre i prestiti ai fondi speculativi stia orzandoli a vendere le proprie posizioni , rivelando quale fossero tali posizioni in aggregato
Quello che sembra derivarne è uno scenario dicotomico: se a saltare per primi saranno alcuni CPDO o qualche SIV, "lunghi" per definizione, il mercato calerà di nuovo in maniera improvvisa, repentina e drastica.
Se invece fossero i fondi hedge ad avere difficoltà, la direzione sarebbe paradossalmente meno sicura: molti di questi fondi sarebbero "corti" e quindi dovrebbero comprare rischio durante il processo di liquidazione, causando un crollo oppure un miglioramento del mercato, almeno nel breve termine, a seconda del posizionamento dei fondi speculativi. In ogni caso, un drastico aumento della volatilità - come se ne avessimo bisogno.
Hat tip: Accrued Interest
Bear Stearns assume ancora?
Nessuno deve aver avvisato il reparto IT ed i web designer del sito della banca d'affari, di fatto fallita. Il sito web di Bear Stearns continua infatti ad accettare curricula. Cha abbiano licenziato l'intero reparto prima che avessero il tempo di aggiornare il sito?
hat tip: Finlay on Governance
Posted by Unknown at 12:27 PM |
Labels: Bear Stearns , Humour
Discrete notizie
In realtà sono comunque i favoriti, al contrario dei loro omonimi e scimmiottatori italiani, ma avranno comunque da lavorare, soprattutto contro McCain.
Hat tip: Kudlow's Money Politic$
100 triliardi di dollari
Non male, vero? La cifra è ovviamente una esagerazione: non rappresenta il rischio totale che J.P.Morgan sostiene, ma la pura somma dei derivati in essere , compresi quelli il cui profilo di rischio si elide; il rischio netto è di molto inferiore.
Tuttavia, il numero ha un senso: se J.P. Morgan fallisse, le controparti con cui sono stati firmati quei 100 trilioni di contratti derivati si ritroverebbero senza una banca in grado di onorare il contratto stesso e quindi con nuovi profili di rischio. Il "salvataggio" di Bear Stears è derivato proprio da questo rischio, più che da altre considerazioni - si è trattato di un salvataggio del sistema bancario dal rischio di una enorme incertezza, oltre che del salvataggio degli obbligazionisti a spese di azionisti e dipendenti.
Hat tip: Alea, Econbrowser (i commenti sono altrettanto interessanti del post)
Posted by Unknown at 10:21 AM |
Labels: Bear Stearns , Finanza , JPMorgan , Mercati
Il termometro della paura ricomincia a salire
In passato, un ampliamento di tale spread ha segnalato un calo di fiducia nei mercati ed un ribasso più o meno generalizzato delle Borse e, soprattutto, del mercato del credito. Questa volta siamo di fronte a mere questioni tecniche, oppure vi sono ancora problemi sotto la coltre benevola delle iniezioni di liquidità e delle garanzie fornite dai governi?
In Europa, il differenziale fra Bund tedeschi e Libor è arrivato vicino ai massimi a 84, Sembra che molte banche sono ormai restie a prestarsi reciprocamente fondi per più di un paio di giorni, tanto da costringere la Banca Centrale Europea ad iniettare ulteriore liquidità per evitare il congelamento del mercato lungo il weekend.
Questo ha portato ad una tale scarsità di titoli USA a 2 anni, da mandare i prezzi alle stelle ed i rendimenti nominali per le operazioni di pronti contro termine in negativo (prezzi e rendimenti si muovono in senso inverso), un evento assolutamente anomalo.
Per alleviare la situazione e per rendere disponibili più titoli di Stato, la Federal Reserve non solo ha ampliato le categorie di titoli che possono essere posti a garanzia dei propri prestiti, ma nelle ultime operazioni non ha accettato per nulla titoli di Stato a garanzia.
Potrebbe trattarsi degli ultimi strascichi della crisi del mercato monetario avvenuta negli ultimi mesi, una crisi curata o perlomeno tamponata dai recenti interventi della Federal Reserve della BCE e del Governo USA. Tuttavia, nel recente passato, i movimenti dello swap spread hanno funzionato come cinghia di trasmissione delle crisi nate in un angolo del mercato, e non come reazione ritardata: o siamo di fronte alle avvisaglie di una nuova turbolenza?
mercoledì, marzo 19, 2008
Il settimo cavalleggeri per i mutui
Il ministro del Tesoro statunitense ha appena annunciato, di fatto, che Fannie Mae e Freddie Mac saranno autorizzati ad acquistare altri 200 miliardi di mutui. L’euforia torna in Borsa, ma sara’ sufficiente a fermare la crisi del mercato immobiliare? E’ davvero desiderabile salvare, ancora una volta, banche e proprietari di immobili a spese del contribuente, oppure salvare la stabilità del sistema con interventi che ne minano la credibilità nel lungo periodo?
La riduzione dei requisiti di capitale “in eccesso” per Freddie Mac e Fannie Mae è l’ennesima misura volta a sostenere il mercato immobiliare; in questo caso, vengono ridotti i requisiti patrimoniali delle due aziende “quasi statali” che si occupano di acquistare dalle banche i portafogli di mutui concessi per l’acquisto di immobili. Le due agenzie avranno la possibilità di acquistare nuovi mutui per circa 200 miliardi di dollari, stabilizzando - si spera - il mercato.
Le motivazioni di questa mossa sono evidenti dall’ultimo rapporto di Standard & Poor’s e Fitch sulla salute delle ABS su mutui residenziali .
Il 3% circa dei mutui “prime”, ossia garantiti da ipoteche su nuove case e senza ulteriori debiti gravanti sull’immobile e cartolarizzati fra il 2005 e il 2007 è “delinquent“, ossia ha almeno una rata non pagata. L’1% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione della garanzia, ossia sta per perdere la casa.
Passando all’insieme delle seconde ipoteche e dei rifinanziamenti, il 14% ha saltato almeno una rata e l’8% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione.
I numeri sembrano ridotti, ma si tratta di valori storicamente molto elevati - i mutui “prime” dovrebbero avere un tasso di delinquenza inferiore all’1% -2% anche nel caso peggiore, trattandosi dei “migliori” in circolazione.
Posted by Unknown at 3:49 PM |
Labels: ABS , Bailout , Fannie MAe , Freddie Mac , Mutui
martedì, marzo 18, 2008
Lazzaro, alzati e vai a Wall Street
Il rimbalzo in atto a Wall Strett ha dello stupefacente, ma e’ nulla rispetto a quanto sta accadendo sul mercato dei derivati di credito, dove si e’ avuto il maggior rally della storia: 60 punti base per il Crossover e piu’ di venti per l’indice Main. Siamo gia’ alla fine del tunnel?
Bohemian Rhapsody - prime Broker version
Sulle note di Bohemian rhapsody
E scuse ai fan dei Queen...
No escape from reality
Open your eyes
And look at your buys and see.
I'm now a poor boy
High-yielding casualty
Because I bought it high, watched it blow, Rating high, value low, Any way the
Fed goes Doesn't really matter to me, to me
Mama - just killed my fund
Quoted CDO's instead
Pulled the trigger, now it's dead
Mama - I had just begun
These CDO's have blown it all away
Mama - oooh
I still wanna buy
I sometimes wish I'd never left Goldman at all.
[Musical Interlude]
I see a little silhouette of a Fed
Bernanke! Bernanke! Can you save the whole market?
Monolines and munis - very very frightening me!
Super senior, super senior
Super senior CDO - magnifico
I'm long of subprime, nobody loves me
He's long of subprime CDO fantasy
Spare the margin call you monstrous PB!
Easy come easy go, will you let me go?
Peloton! No - we will not let you go - let him go Peloton! We will not let you
go - let him go Peloton! We will not let you go - let me go Will not let you go
- let me go (never) Never let you go - let me go Never let me go - ooo
No, no, no, no, no, no, no, -
Oh mama mia, mama mia, mama mia let me go S&P had the devil put aside for me For
me, for me, for me
So you think you can fund me and spit in my eye?
And then margin call me and leave me to die Oh PB - can't do this to me PB Just
gotta get out - just gotta get right outta here
Ooh yeah, ooh yeah
No price really matters
No liquidity
Nothing really matters - no price really matters to me
Any way the Fed goes.....
Posted by Unknown at 2:09 PM |
Labels: Bear Stearns , Finanza , Humour
lunedì, marzo 17, 2008
Viva l'Estonia
Oltre a moltissimi altri motivi, economici e culturali, anche per quello di cui parla La Grande Bugìa
Moro: non si dovrebbe dire
ilblogdibarbara non lo dovrebbe dire, nella ricorrenza di Via Fani. Nel resto dell'anno, tuttavia, dovremmo davvero pensarci: i macellai delle Brigate Rosse, senza saperlo, hanno trasformato in martire un politicante, ma forse hanno paradossalmente limitato il danno per l'Italia. Qualcuno avesse combinato qualcosa a Fanfani vent'anni prima, avremmo statue formato mignon in giro per l'Italia, ma forse saremo una nazione un pochino più seria.
Cani e Pennivendoli
A volte, coincidono, come nel caso di chi ha oltraggiato Fiamma Nirenstein in questo modo. Devo dire cheLttazzi avrebbe dovuto impegnarsi, per scendere più in basso - ma, si sa, chi è nella Sinistra Arcobaleno è di buongusto per definizione, non deve certo dimostrarlo né tantomeno comportarsi civilmente. Non che ne siano capaci, lontano da una telecamera.
Hat tip: Fabopolis - e un ringraziamento a Perla Scandinava
Posted by Unknown at 8:02 PM |
Labels: Comunisti , Fiamma Nirenstein , Propaganda , Sinistra , Vauro
Bear Stearns: chi rompe paga ed i cocci sono suoi
Al contrario, ci si duole che la lezione "liberista" sia sempre stata applicata a metà: le parti utili ad una politica di stimolo sono state implementate, mentre il regolatore solitamente dimentica la parte dolorosa, quella della necessità di lasciar affondare coloro che non sono in grado di rimanere in piedi con le proprie forze. Questa dimenticanza non è casuale: sono le stesse banche centrali a spacciare la droga che porta molti, troppi manager bancari a prendere decisioni avventate e, quando arriva la crisi, è difficile assistere al disastro sapendo che si potrebbe venire accusati di averlo provocato.
Forse abbiamo davvero rischiato una "crisi di sistema" , ma le radici di quella crisi e soprattutto la sua portata sono una diretta conseguenza di errori nel disegno del sistema. Si potrebbe sostenere, anzi, che proprio il tentativo di gestire il sistema ha impedito l'evoluzione dei necessari contrappesi alle spinte generate dall'innovazione finanziaria. Perche' preoccuparsi, quando le banche centrali pensano a tutto?
E' inutile discutere, come si comincia a far,e di maggiore regolamentazione: elimineremmo ogni innovazione finanziaria, senza eliminare i problemi di azzardo morale che la implicita garanzia di salvataggio fornisce. Ciò che è veramente necessaria è , al contrario, una miscela di informazione e deregolamentazione che semplifichi il sistema e renda di nuovo chiaro, una volta per tutte, quali siano le eventuali garanzie a tutela dei depositanti e quali siano le modalità d'intervento della banca centrale in caso di problemi di liquidità che minaccino il sistema dei pagamenti; in questo modo, sarebbe ancor più esplicito il ruolo dei banchieri centrali: quello di pompieri, non quello di elemosinieri o di governanti il sistema.
Looking ahead, regulators need to anticipate these liquidity bank runs, not
merely react to them. The larger danger is that even this temporary Bear rescue
could set a precedent that the Fed will find hard to resist. Wall Street is
already demanding that the Fed do more in this crisis than its traditional duty
as a lender of last resort, and start buying up mortgage-backed securities and
other troubled paper as a way to entice more buyers into frozen credit markets.
This means the banks would be able to dump their worst paper on the Fed, which
ultimately means the taxpayer.
We'll have more to say about that idea at a
later date, but we trust the Fed understands the risks to its credibility that
such a decision would pose. Does the Federal Reserve want to become a buyer of
first resort?
Posted by Unknown at 8:33 AM |
Labels: Bear Stearns , Economia , JPMorgan
domenica, marzo 09, 2008
Annessi o impantanati
Avrà ragione Ismael alla fine, quando parla delgi effetti funesti della "diessizzazione" del PD: l'impigrimento del PdL
"La prospettiva di facili vittorie nel medio termine avrà funesti effetti sulle già asfittiche attitudini riformatrici dello schieramento opposto, che a questo punto dovrà solo scegliere per quale padre nobile optare tra Fanfani e Almirante. Ho il timore che questo sarà uno spunto di discussione molto frequentato, nel prossimo futuro."
Scegliere fra Fanfani ed Almirante è abbastanza inquietante. Il meno statalista, socialista e fascistoide, quello più al passo coi tempi, era Almirante.
Posted by Unknown at 12:28 AM |
Labels: Fanfani , PD , PdL , Statalismo
lunedì, marzo 03, 2008
Dateci la Tomb Raider e ripigliatevi le altre
La domanda sorge spontanea: se ci è arrivata Angelina Jolie, che per formazione e carriera fa tutt'altro, quanto poco ci vorrebbe a politici di professione quali Obama o d'Alema, se fossero in buona fede?
Posted by Unknown at 11:59 PM |
Labels: Iraq , Profughi , Terrorismo , USA
El Baradei
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Posted by Unknown at 11:58 PM |
Per gli ebrei di NewYOrk McCain meglio di Obama?
Le difficolt di Obama nascerebbero dal suo scarso appoggio per Israele e soprattutto dalla sua appartenenza ad una chiesa diretta da Jeremiah Wright, pastore protestante che ha ripetutamente elogiato Louis Farrakhan, il leader musulmano nero noto per le posizioni razziste e violentemente antisemite.
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Posted by Unknown at 11:17 PM |
mercoledì, febbraio 27, 2008
Primarie? Ripijateve er piacione!
Eppure, nella pratica, di primarie se ne sono viste pochine: Veltroni è stato scelto come segretario di un partito, non quale candidato premier. I segretari regionali ed i candidati per le liste bloccate sono stati selezionati in maniera ben poco "democratica".
Dulcis in fundo, Francesco Rutelli è stato di fatto incoronato quale candidato del PD dal sindaco uscente, lo stesso Veltroni, senza nemmeno fingere un plebiscito che confermasse almeno dal punto di vista formale la scelta. Complimenti, siamo passati dai soviet al politburo a tempo di record.
E' morto il padre del consevatorismo moderno
Come ricorda oggi la National Review Online nel necrologio, è stato il primo a credere che unificare in un solo movimento, politico e culturale, avrebbe potuto fare la differenza contro lo statalismo ed il collettivismo dilaganti. Forse non è stato il primo a dichiarare che la storia non stava per "svoltare a sinistra", maè sicuramente stato fondamentale nel fornire, almeno negli USA, una "casa" a tutti coloro che lo pensavano, a creare un ambiente nel quale, dalla fusione e dal confronto di differenti tradizioni, si è potuto formare un nuovo conservatorismo, dotato di rispettabilità intellettuale e talmente fiducioso in se stesso da fornire alternativa a tutto tondo alla sinistra dilagante, ma anche a credere che il corso degli eventi non condannasse all'oblio coloro che non erano collettivsti. Barry Goldwater, Ronald Reagan, Margaret Thatcher gli debbono molto, moltissimo.
Noi europei gli dobbiamo ammirazione e il migliore dei complimenti : l'imitazione del suo esempio. Fino a quando non riusciremo a costruire una vera alternativa a tutto campo allo statalismo , liberale e conservatrice, fino a quando non avremo l'orgoglio di crederci e di poter fare a meno di vivere delle idee e dei rifugiati dal mondo collettivista, i partiti politici di centrodestra vinceranno le battaglie elettorali, ma perderanno sempre la guerra, perché si ritroveranno a fornire una versione annacquata del verbo socialista.
Posted by Unknown at 10:48 PM |
Labels: agora11 , Destra , Fusionismo , Right Nation , USA
Mah
Per la serie "il mondo è bello perché è vario", ecco I nuovi vergini: quelli che non lo fanno. La mente vacilla.
Hat tip: Hurricane_53
Posted by Unknown at 10:24 PM |
Culturalmente castrati
Non so come andrà a finire quella chimica, ma certa gente si è già castrata persino il cervello.
tag: Castrazione, Partito Democratico, PD, Propaganda, Sinistra, Veltroni
Posted by Unknown at 10:09 PM |
Labels: Castrazione , Partito Democratico , PD , Propaganda , Sinistra , Veltroni
martedì, febbraio 26, 2008
Ambientalismo resonsabile
lunedì, febbraio 25, 2008
L’Avana, bel suol d'amore, di galere e di giunte militari
Oppure è ancora convinto che si tratti di complotti amerikani contro il valoroso popolo cubano, visto che ripone la propria fiducia in Raul, il capo-carceriere dell'isola, il padrone delle sue forze armate e dei servizi segreti.
Difficile, anche da destra, non avere un moto di tristezza, guardando la vera faccia della rivoluzione cubana : non quella trendy delle magliette di Che Guevara, ma un regime dove la TV di Stato alla cerimonia d'incoronazione di Castro II non riusciva a nascondere come gran parte dei boss fossero militari di mezz'età, come in una qualsiasi giunta militare latinoamericana degli anni'70 . Quello che , forse, Guevara avrebbe sempre voluto, da buon stalinista, ma che la propaganda che ne impiega il volto per anestetizzare le nuove generazioni vorrebbe da sempre nascondere.
Hat tip: MauroD
Posted by Unknown at 8:43 PM |
Labels: Castro , Che Guevara , Comunisti , cuba , Propaganda , Sinistra
Madia per Uòlter
Su TEMIS, le foto e la descrizione della nuova scoperta di Valter Veltroni. Quella precedente, in effetti, romai l'avevano "scoperta" in parecchi, in effetti.
domenica, febbraio 24, 2008
CPDO in prima pagina
Il Wall Street Journal sbatte in prima pagina angoloini dle mercato del credito sinora ignorati dalle "masse" , ma che potrebbero prolungareil circolo vizioso della crisi del credito, quali i CPDO sull'indice Itraxx. Inpochi ricordano come tali prodotti abbiano aiutato a prolungare il boom precedente e garantito credito eccezionalmente a buon mercato al settore industriale.
Red Lights Flash in Credit Nooks - WSJ.com
Posted by Unknown at 12:23 PM |
Ambac e le piramidi
Le banche di Wall Street si starebbero preparando a sostenere il piano di salvataggio di Ambac, una delle maggiori assicurazioni monoline. Nula e' ancora ufficiale o definitivo, ma le indiscrezioni pubblicate sono state sufficienti a riportare le borse americane in attivo dopo una seduta deludente.
Il mercato apprezza che le banche accettino l'inevitabile: molte grandi banche hanno infatti assicurato contro l'insolvenza portafogli da decine di miliardi di dollari di strumenti di finanza strutturata proprio presso Ambac, MBIA ed altre monolines; sembra razionale quindi investire adesso alcuni miliardi nel salvataggio delle monoline, piuttosto che rischiare decine di miliardi di svalutazioni a causa del loro fallimento.
Si tratterebbe di un salvataggio, indubbiamente, ma sarebbe perlomeno una soluzione "di mercato", dove gli attori che profitterebbero da un salvataggio dovranno almeno parzialmente contribuirvi.
Fonte: WSJ.com
Posted by Unknown at 12:19 PM |
lunedì, febbraio 18, 2008
Addio, Mrs. Thatcher. Benvenuto, Benito.
All'ex ministro del Tesoro diventato premier non manca sicuramente il coraggio, ma la correttezza dell'operazione lascia scettici per più motivi e la reputazione di competenza nella gestione economica nazionale di Gordon Brown è messa a repentaglio, ma soprattutto si è gettata al vento una delle migliori eredità di Margaret Thatcher, riconosciuta tale anche dai governi laburisti: quello che il settore privato deve assumersi le responsabilità dei propri fallimenti e non solo godere dei propri successi.
Pur di difendere una grande banca con radici a Newcastle, nel cuore dell'Inghilterra laburista, Brown si è lanciato prima in un pacchetto di garanzie con pochi precedenti persino per una nazione statalista, per non parlare del Regno Unito. Si è deciso infatti di assumere la proprietà della banca, nonostante vi fossero potenziali acquirenti disponibili ad intervenire e nonostante i fondi proprietari del 20% del capitale della banca fossero favorevoli ad una soluzione privata. I precedenti non sono favorevoli al governo: la rinazionalizzazione forzata di Railtrack, la società proprietaria dei binari delle ferrovie inglesi, è stata gestita in maniera approssimativa tanto da portare a strascichi legali che soltanto dopo anni cominciano a trovare una soluzione almeno formale, mentre rimangono i dubbi sulla effettiva necessità di una mossa tanto radicale.
Il problema, anche in questo caso, non è cosa dovesse fare Gordon Brown oggi; il problema è come si sia infilato, da principio, in un pasticcio del genere. Una domanda che fa sorgere numerosi interrogativi sulla tanto vantata superiore competenza nella gestione della cosa pubblica dei laburisti, una "cosa pubblica" che, si teme, viene espansa e ridotta nel suo perimetro in base a ragionamenti squisitamente politici; sorge il sospetto che, appena il sistema mostra segni di crisi, emerge la sfiducia nei confronti del settore privato e scatta l'imperativo socialista del controllo dall'alto.
Anche in Gran Bretagna, insomma, in alcuni ambienti si stenta a comprendere come, in una economia di mercato funzionante e non gravata da costrizioni stataliste, crisi di questo genere non sano fatali, ma al contrario sono lo stimolo elaborare meccanismi ed istituzioni di mercato che ne impediscono il ripetersi, come ricordava già Friedrich Von Hayek. L'intervento statale, al contrario, molto spesso non fa altro che nascondere il problema, sotto una coltre di denaro del contribuente, come abbiamo avuto modo di comprendere persino noi italiani e come gli inglesi avevano tristemente scoperto e sopportato, fino all'arrivo di una certa Signora con la Borsetta .
Fonte: WSJ.com
Posted by Unknown at 10:43 PM |
Labels: Gordon Brown , Gran Bretagna , Northern Rock , Socialismo
giovedì, febbraio 14, 2008
Ve l'ho sempre detto di mollare il cannocchiale
Altirmenti vi capitano cose come questa. Oltre, ovviamente, a foraggiare indirettamente gente del calibro del fondatore del Riformista...
Posted by Unknown at 11:21 PM |
Pagliacci e buffoni
Berlusconi è sempre stato un personaggio relativamente poco incline al cerimoniale politico e diplomatico, per usare un eufemismo. Eppure, di fronte alle mattane di Ferrara ed alle ipocrisie veltroniane, che prima parla di semplificazione e poi imbarca gente simile, fa la sua figura: persino chi fa talvolta il pagliaccio sembra uno statista, se paragonato a buffoni del genere.
lunedì, febbraio 11, 2008
Inflazione e banche
Businessweek ospita una intervista all'analista bancaria che aveva previsto la débacledi Citigroup. Il panorama non è dei migliori e ci vorranno mesi per riportare il setore finanziario in uno stato pienamente operativo.
D'altro canto, gli hedge fund non sembrano più pessimisti a 360gradi: secondo i dati recentemente pubblicati, rimangono elevati i volumi di scommesse speculative sull'oro e le posizoni "corte" sull'indice Russell 2000, esemplificativo delle piccole e medie imprese americane; si sono quasi azzerate, tuttavia, le posizioni ribassiste sull'indice S&P500 e le posizioni rialziste sui titoli di stato americani a lunga. Aumentano anche le posizioni corte sulla volatilità degli indici maggiori .
In sintesi, questo significherebbe che la comunità degli hedge fund si aspetta, in aggregato, che gli indici maggiori si mantengano stabili, mentre l'economia in generale e le tensioni su altri mercati non si ridurranno significativamente. Tutto positivo, almeno per chi investe in Borsa?
Non ne sarei tanto sicuro. Dal mio punto di vista, tagliare posizioni sui bond a lunga scadenza e aprire posizioni lunghe sull'oro ha un altro significato molto chiaro: si prevede inflazione in salita e l'inflazione è stato l'unico , vero generatore di crisi di lunga durata nel mondo occidentale, dal dopoguerra ad oggi.
Posted by Unknown at 11:53 PM |
Labels: Banche , Finanza , Goldman Sachs , Inflazione , Merrill Lynch
Abominevoli Abitudini Alimentarti
Posted by Unknown at 10:12 PM |
Labels: Partito Democratico , Satira , Sinistra , Socialismo , Veltroni
domenica, febbraio 10, 2008
Rating, avevamo scherzato
La notizia è di qualche giorno fa, ma un post di C.D.Ward su Macromonotor me l'ha fatta tornare alla mente: Moody's avrebbe intenzione di aggiungere un prefisso per identificare i rating dati ai bond di finanza strutturata.
Nel caso di strumenti come i CDO, al tradizionale rating, ad esempio "Aaa", verrebbe aggiunto il suffisso ".sf", per chiarire come i rating in questione non siano relativi, in un certo senso , a "veri" strumenti di debito emessi da società.
Mi sembra una ammissione di colpa di proporzione epocale: in teoria, una scala di rating come quelle impiegate da Moody's dovrebbero proprio servire a dare giudizi comparabili fra differenti settori e forme di debito riguardanti le possibilità di pagare interessi e rimborsare il capitale nei tempi previsti e di fornire quindi implicitamente indicazioni sulle probabilità di default.
La proposta di separare le due scale di rating, negando a posteriori dignità di rating "vero e proprio" a quelli forniti alla alla finanza strutturata, mi pare un tentativo disperato di confondere le acque, per non ammettere di essere stati presi per i fondelli da coloro che sfruttavano buchi nel sistema di rating per ottenerne di molto migliori rispetto a quelli "reali".
I modelli impiegati da Moody's funzionano di solito correttamente per le aziende industriali, anche se tendono a riflettere ben poco di ciò che avviene nel breve e medio periodo ad una azienda, risultando talvolta "in ritardo" rispetto all'evolversi degli eventi.
Nel caso della finanza strutturata, tuttavia, il sistema è andato in cortocircuito: l'impressione è che molti strumenti siano stati costruiti a partire dai modelli di rating ed ottimizzati per ottenere valutazioni ottime sui punti che avrebbero portato ad un rating eccellente, a spese di altri fattori che ne avrebbero minato la solidità, ma che non sarebbero stati rilevati dai modelli.
Sino a quando è stato troppo tardi.
tag: Credito, Finanza, Markets, Mercati, Moody's, Rating, CDO,
Nel giorno del ricordo
"La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale."
Per conoscere meglio la tragedia delle foibe, leggete il post di Hurricane53.
In maniera più esplicita, riguardo al lato politico della questione, condivido in pieno oggettivista: nel giorno del ricordo, ricorda chi è il colpevole

tag: 10 Febbraio, Comunisti, Foibe, Tito
Posted by Unknown at 10:55 PM |
Labels: 10 Febbraio , Comunisti , Foibe , Tito
Petrolio, il combustibile pulito
Nel frattempo, l'intervento statale sta causando un boom artificiale nella coltivazione di granoturco, impiegato nella produzione di etanolo, a spese delle superfici coltivate a grano, oltre che a spese del contribuente. Il risultato è il rischio di un raccolto ridotto negli USA, che non potrebbero più esportare grano a buon mercato verso i paesi in via di sviluppo: come previsto da alcuni, i sogni di gloria verde degli ambientalisti nei paesi ricchi stanno contribuendo ad affamare i poveri.
Hat tip:The Corner on National Review Online
tag: Petrolio, Ambiente, Biologico, biofuel, etanolo
Chapeau - 2
Il nostro Presidente della Repubblica non mi ha mai entusiasmato: colpa del suo passato e della sua storia: uno può essere uno sciagurato, anche quando ha maniere impeccabili. Oggi, invece , si è dimostrato all'altezza del compito, dimostrando di aver sinceramente rinnegato almeno parte della propria storia: celebrando il 10 febbraio, giornata del ricordo delle foibe, ha consegnato 75 medaglie ai familiari di altrettante vittime ed ha ricordato le reazioni inconsulte della Croazia alla definizione di "pulizia etnica" data da Napolitano stesso nelle celebrazioni dello scorso anno.
Fonte: Corriere della Sera
Posted by Unknown at 9:43 PM |
Labels: 10 Febbraio , Foibe , Italia , Napolitano , Storia
Liberi, uniti e senza aspiranti balene?
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.
In questo caso, Veltroni non avrebbe del tutto torto a definirla una operazione di maquillage. Se però si riuscisse a partecipare senza palle al piede, sarebbe il neodemocristiano sindaco di Roma a doverci spiegare in cosa la sua accozzaglia di apparati cattocomunisti, di esperti di propaganda e di intellettuali autodefinitisi "antropologicamente superiori" sarebbe migliore del partito delle Libertà
PS: Quasi inutile, se non per dovere di cronaca e lieve disgusto, commentare l'evidente pregiudizio contenuto nel titolo del Corriere. Ci si dimentica di quanto una svolta di questo tipo fosse stata reclamata a gran voce proprio dagli opinionisti del quotidiano, non viene analizzata la novità, né i suoi impatti sulla struttura politica italiana. No, si parla soltanto della "spaccatura" dovuta al rifiuto di Casini di accettare la realtà e si erige la ferita al narcisismo politico al rango di "crisi". Complimenti.
Hat tip: Calamity Jane
Posted by Unknown at 9:31 PM |
Labels: agora11 , Berlusconi , Centrodestra , Destra , PdL , Politica
Liberi, uniti - e senza balene?
Si è spesso scritto da queste parti quanto ci avrebbe fatto piacere un partito unico del centrodestra . Il momento sembra arrivato, finalmente. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potrebbe essere la nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.
PS: Quasi inutile, se non per dovere di cronaca e lieve disgusto, commentare l'evidente pregiudizio contenuto nel titolo del Corriere. non viene analizzata la novità, né i suoi impatti sulla struttura politica italiana, né si ricorda quanto una svolta di questo tipo fosse stata reclamata a gran voce . No, si parla soltanto della "spaccatura" dovuta al rifiuto di Casini di accettare la realtà e si erige tale ferita al narcisismo al rango di "crisi".
Hat tip: Calamity Jane
Posted by Unknown at 9:26 PM |
martedì, febbraio 05, 2008
Niente palle al piede
Forse, ma oltre ai gruppuscoli di estrema destra, sarebbe il caso di correre senza le serpi in seno - ossia i "centristi". Altrimenti prepariamoci al ribaltone al primo ricatto non soddisfatto, oppure a 5 anni di palude, come nella precedente legislatura. Rimane il fatto che il centrodestra rimane una coalizione, mentre sarebbe auspicabile una riunificazione sotto le bandiere, il programma e la disciplina di un'unica formazione politica. Possibilmente non troppo statalista, sia che si tratti dello stato in generale, che di quello di una certa Città d'Oltretevere
Posted by Unknown at 10:44 PM |
Labels: Alleanza Nazionale , CdL , Fini , Forza Italia
lunedì, febbraio 04, 2008
Inyqua, Teodori e Ferrara
Inyqua, Teodori e Ferrara. Perché se non ci fossero due fra questi tre, bisognerebbe inventarli.
Questo mi era sfuggito. Ma la lettura non può che confermarmi che Massimo Teodori è uno scrittore giornalista che amerei mi rappresentasse nella prossima legislatura. Ovunque fosse candidato. Ed ammesso che in questa italietta di atei devoti, di coglioni integralisti, di comunisti confusi, di fascisti senza palle e di imprenditori acritici, qualcuno lo voglia candidare...
Posted by Unknown at 10:22 PM |
Labels: Liberalismo , Politica , Teodori
Ce lo chiedevamo tutti
Ma il Partito democratico non doveva correre da solo? E invece no. Anche se Veltroni continua a sostenerlo e a ribadire quanto sia più audace di Berlusconi, che ancora si aggrappaa ad una "armata Brancaleone", il leader del PD si prepara allo sgambetto.
Hat tip: Camelot
Sussulti di civiltà
Ha Tip: Orpheus
Posted by Unknown at 8:39 PM |
Labels: Alleanza Nazionale , Italia , Politica , Terrorismo
mercoledì, gennaio 30, 2008
Junk bond, da carnefici a vittime
Possiamo già vedere una luce in fondo al tunnel? Non proprio, ma almeno per alcuni mercati potremmo essere forse molto meno preoccupati che per altri . Il blog Accrued Interest ha pubblicato una succinta ma interessante analisi comparativa del mercato dei titoli high-yield, istruttiva anche per altri mercati, anche se è necessario essere cauti su alcune delle conclusioni a cui arriva.
continua su Macromonitor
Posted by Unknown at 10:50 PM |
Labels: agora11 , Finanza , High yield , Mercati
lunedì, gennaio 28, 2008
Anche Kennedy salta sul treno di Obama
E' paradossale che un deputato da 30 anni a Washington, che ha costruito la propria carriera su basi dinastiche e sul cadavere dei dei fratelli si schieri con Obama, che mena vanto della propria relativa lontananza dal mondo della Washington "politicante".
Proprio per questo, tuttavia, l'appoggio del più avvinazzato dei Kennedy potrebbe costituire un segnale preoccupante per la Clinton: si tratta del cedimento di uno dei segmenti più clintoniani del partito democratico, quello della casta politica tradizionale del Partito. Se Hillary non può mantenere la lealtà di coloro che sta difendendo a costo di perdere voti alle primarie, la sua campagna fa davvero acqua.
tag: USA, USA2008, Primarie, Democratici, Clinton, Kennedy, Obama,
Crisi di governo for dummies
La migliore spiegazione per questa crisi, o perlomeno la più interessante, la da' AtrocePensiero: eccco la Crisi di governo for dummies.
Posted by Unknown at 8:04 PM |
giovedì, gennaio 24, 2008
Un lusso delizioso
'Arrestare l'esperienza di questo governo e' un lusso che l'Italia non si puo' permettere'. Lo ha detto Prodi parlando a Palazzo Madama.
Battute a parte, l'uscita di Romano Prodi da Palazzo Chigi tradisce ancora i difetti dell'uomo e della sua coalizione: l'arroganza di chi si ritiene indispensabile ed insostituibile, moralmente superiore a qualsiasi alternativa, a dispetto delle evidenze e del lavoro svolto. Altro che Silvio Berlusconi, a sentirsi "unto dal Signore" ed Uomo della Provvidenza era proprio il "progressista" professore bolognese.
Fonte:
ANSA.it - Italia - Prodi, un lusso lo stop a governo
lunedì, gennaio 21, 2008
I buoni samaritani sono i miscredenti
I buoni samaritani, in questa vicenda, sono gli atei e gli agnostici che "difendono" il Papa, spesso sapendo che in cambio non riceveranno ringraziamenti, ma una scomunica a scampato pericolo.
PS: perché ci si definisce laici e non atei? Perché non tutti quelli che non sono credenti sono atei. Semplice. Non costringiamoci a scoprire l'acqua calda ogni quarto d'ora, per favore.
PPS: sulla ultima tempesta in un bicchier d'acqua, il sottoscritto la pensa come lui.









