sabato, maggio 31, 2008

Mutui, i conti senza l'oste?

Una elaborazione sul post precedente e' "capitata" su Giornalettismo ;-)

All’inizio ci avevano raccontato che a pagare sarebbero state le banche, ma si era intuito quasi da subito che c’era dietro un trucco. E invece ce ne sono due, perché qualcuno i vostri debiti se li è comprati convinto che in questo paese variabili fossero i tassi. E non le regole del gioco.

tremontiL’accordo fra ABI e governo non è ancora definitivo, ma nella sua versione attuale si presentano già due notevoli nodi da sciogliere. Il primo deriva dall’assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell’entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili. Una definizione di tali modalità sarebbe superflua nel caso si rimuovessero invece gli ostacoli alla surrogazione del mutuo, che porrebbe il consumatore nella posizione di compiere una scelta fra molteplici offerte, invece di una “ossimorica fidelizzazione della clientela“. Dato l’attuale approccio dirigistico, invece, si delineano due scenari egualmente indesiderabili.

NIENTE CONCORRENZA, PLEASE - Da un lato l’assenza di una normativa, unita all’assenza di concorrenza nella fase di rinegoziazione, offrirebbe alle banche l’ennesima opportunità di lauti profitti, ben nascosta agli occhi del pubblico. Dall’altro abbiamo la proposta di una normativa dirigistica e pauperistica del genere adombrato dalle associazioni di “tutela” dei consumatori che porterebbe a sussidiare i mutuatari. Una operazione iniqua nei confronti di coloro che hanno scelto la rata a tasso fisso quando hanno potuto, sobbarcandosene i maggiori costi iniziali; una soluzione che spegnerebbe definitivamente ogni spinta alla crescita dell’informazione finanziaria in Italia, garantendo che qualsiasi speculazione andata male possa trovare un’ancora di salvataggio nel dichiararsi fessi e appellandosi al Governo per far fessa la controparte in un contratto.

CARTOLARIZZAZIONE MON AMOUR - Il secondo problema è l’impatto che l’accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui. Potenzialmente, un impatto devastante su un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e, di conseguenza, l’accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso. Lomoney strumento delle cartolarizzazioni è stato demonizzato dalla stampa, ma nella realtà si tratta di una tecnologia finanziaria che ha migliorato l’efficienza del sistema creditizio e dell’allocazione del credito. Tale tecnologia si basa sulla possibilità di assemblare i mutui erogati in portafogli che vengono poi ceduti a società veicolo che ne finanziano l’acquisto tramite l’emissione di obbligazioni particolari, vendute ad investitori istituzionali. Tali obbligazioni possono essere costruite “su misura” in base al profilo rischio-rendimento desiderato dalle differenti categorie di investitori e forniscono, almeno in teoria, una maggiore diversificazione ed una maggiore trasparenza riguardo al genere di attivo nel quale si investe rispetto al semplice acquisto di azioni od obbligazioni bancarie. Il rischio in capo all’investitore, inoltre, è soltanto quello relativo all’insolvenza dei mutui in portafoglio, indipendentemente (o quasi) dall’andamento della banca che li ha originati. Una volta eseguita la cessione, la banca che ha originato i mutui ceduti ha di nuovo le risorse per procedere ad ulteriori erogazioni, mentre in precedenza avrebbe dovuto obbligatoriamente reperire nuovo capitale, di rischio e di debito, prima di poter espandere le proprie attività.

AH! NON LE AVEVO DETTO CHE… - La bozza di accordo, di fatto, minaccia di modificare i contratti di mutuo contenuti nei portafogli cartolarizzati, alterandone arbitrariamente il profilo finanziario e scardinando proprio la certezza e la trasparenza dell’attivo delle società-veicolo. L’agenzia di rating Fitch ha già espresso alcune considerazioni al riguardo e Governo ed ABI sembrano coscienti della questione, a giudicare dal testo della dichiarazione: si è stati bene attenti a chiarire che la ristrutturazione cappello del magoavverrà tramite l’aggiunta di un nuovo contratto e non la modifica del vecchio. Tale precauzione non mette tuttavia al riparo le cartolarizzazioni esistenti dall’aumento dei rischi dovuti alla nascita di discrepanze fra il nuovo profilo finanziario dei mutui e il “vecchio” profilo delle obbligazioni emesse per finanziarli. Se i mutui divengono a tasso fisso e durata variabile, e non più a rata variabile ma scadenza fissa, cosa accade alle obbligazioni garantite da tali mutui, costruite di solito basandosi sui flussi di cassa dei mutui sottostanti? Le banche potrebbero intervenire vendendo alle società veicolo dei derivati che assicurino da tale rischio, ma in questa maniera si passerebbe da un rischio di tasso e di liquidità ad un rischio di controparte: se la banca controparte finisse in cattive acque, saremmo di nuovo punto e a capo. In ogni caso, il profilo di rischio si modifica drasticamente dal punto di vista degli investitori fra i quali, giova ricordarlo, troviamo moltissimi fondi pensione, assicurazioni vita e fondi comuni detenuti dai risparmiatori.

CHI PAGA? - Ammesso e non concesso che nessuno si rivolga al Tribunale, quale credibilità avrebbe il mercato italiano delle cartolarizzazioni, dopo un evento di questo tipo? Quanti investitori comprerebbero le prossime emissioni? Ben pochi, chiudendo un importante canale di finanziamento per gli istituti di credito e quindi riducendo il credito disponibile alle famiglie.

mercoledì, maggio 28, 2008

Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione

A spiegare la trovata del governo, i suoi pregi, i suoi difetti e le migliori alternative che già esistevano ci pensano in maniera egregia Claudio Borghi sul Giornale del 23-05-2008, Nicola Porro nella sua Zuppa e Phastidio da par suo.
Che il Governo, invece di una soluzione geniale, abbia scoperto l'acqua calda non è novità: i casi nei quali un governo sia in grado di elaborare una novità che non abbia a che fare con la rapina a danno del contribuente o del proprio vicino sono decisamente rari. Meglio però un governo che scopre l'acqua calda di uno che ti lascia morire intirizzito, anche se meglio di tutto sarebbe che il popolo bue accendesse il cervello quando s'incatena mani e piedi ad un pesante fardello finanziario.
Speriamo che ritrovarsi un mutuo a 30 anni invece che a 10 impartisca una lezione sufficiente, anche se la ciliegina sulla torta della possibilità di ricominciare a pagare il tasso variabile in caso di calo dei tassi diminuirà di parecchio il dolore necessario a questo genere di apprendimento.

Che sia qualcosa di trito e ritrito ne deriva anche da un piccolo aneddoto personale: un paio di settimane fa ho discusso ferocemente con la mia anima gemella , molto sensibile alle ragioni con coloro che sognano un focolare domestico e quindi portata a cercare soluzioni che impedissero lo sfratto coatto delle famiglie povere sottoposte all'aumento delle rate dei mutui a tasso variabile. Il sottoscritto, ex-aspirante randagio di lusso, sosteneva invece ragioni simili a quelle di Nicola Porro. Dopo un numero lubrificante di bicchieri di vino, la quadratura del cerchio era stata proprio quella di trovare un modo per estendere la durata del mutuo a condizioni non eccessivamente punitive, pur senza arrivare all'eleganza della soluzione phastidiosa....

Restano due nodi da sciogliere: il primo deriva dall'assenza di dettagli riguardo alle modalità di calcolo dell'entità del conto accessorio e del rientro al regime di tassi variabili: si aprono praterie sconfinate per sussidiare i mutuatari (come vorrebbero le associazioni dei consumatori) oppure offrire un'altra opportunità di profitto bancario ben nascosta agli occhi del pubblico . Il secondo è l'impatto che l'accordo avrà sulle cartolarizzazioni dei mutui, un impatto potenzialmente devastante su di un segmento del mercato dei capitali che, al di là della bolla finanziaria, ha permesso la grande espansione del credito di questi anni e di conseguenza l'accesso alla proprietà della casa a molte famiglie di reddito medio e basso.

martedì, maggio 27, 2008

Da leggere per capire la guerra in Iraq

E' uscito in Aprile Moment of Truth in Iraq, di Michael Yon.
Michael Yon non è una cheerleader, ma un reporter di guerra che fa quello che troppi giornalisti evitano: invece di starsene nella hall di un albergo a farsi indottrinare, sta in mezzo alle truppe, raccontandone vita ed esperienze sino a farsi cacciare dagli alti ufficiali a causa della mancanza di peli sulla lingua nel descrivere l'inettitudine di alcuni comandanti. Questo testimone scomodo ha una verità scomoda, per i disfattisti occidentali: la nuova strategia americana in Iraq sta funzionando.
A proposito:è l'autore di una fotografia che ha fatto il giro dle mondo e che è stata travisata, distorta e manipolata da Michael Moore, che ne ha stravolto il significato.

Hat tip : Grendel

lunedì, maggio 26, 2008

Un sussulto di dignità, ma poco altro

L'amministrazione Bush ha posto il veto al farm bill di quest'anno. Si tratta di un'azione meritoria contro una legge che contiene sprechi e favoritismi scandalosi, ma purtroppo arriva troppo tardi per redimere otto anni di spese pazze da parte del Presidente e della ex-maggioranza repubblicana.

Il farm bill è la legge che garantisce ricchi sussidi e mercati protetti per numerose categorie di agricoltori americani, a spese del contribuente, del consumatore e degli agricoltori dei paesi poveri.
il presidente Bush si è giustamente opposto ad un aumento di tali sussidi in quiesto momento, quando i redditi agricoli sono ai massimi da decenni, ma mezzo partito Repubblicano ha rotto i ranghi e si è schierato con i democratici, garantendo alla proposta di legge una maggoranza sufficiente per superare il veto presidenziale. Il risultato era prevedubuke: negli ultimi anni sia la presidenza che i repubblicani al Congresso si sono privati di ogni credibilità in fatto di disciplina fiscale ed attenzione ai bisogni dei contriubenti, espandendo la spesa pubblica in maniera simile ai democratici, sebbene con obbiettivi differenti e spesso meritori.

Inutile stupirsi, a questo punto, che gli americani abbiano virato verso i democratici: hanno scelto gli originali piuttosto di una brutta copia. Goldwater e Reagan avevano chiaramente compreso che non potevano battere i democratici sulla spesa e l'assistenzialismo, Bush padre e figlio ci sono arrivati troppo tardi.

martedì, maggio 20, 2008

Nella Grande mela

Per i pochi interessati: il tenutario di codesto blog è in vacanza a New York e quindi posta poco.
E' troppo impegnato ad oscillare fra il turista dozzinale e l'aspirante snob, oltre che fra birre e Bloodz Mary, per aggiornarvi con qualche frequenza .

Due soli suggerimenti, per ora: The Rainbow Room e Schiller's Liquor Store.

lunedì, maggio 12, 2008

Libertà tramite l'esibizionismo ?

Sono più che propenso a vivere e lasciar vivere in tema di scelte sessuali: discriminare qualcuno soltanto perché gay è stupido, prima ancora che criminale. La polemica sul matrimonio gay mi è poi sempre sembrata un modo per portare acqua al proprio mulino, piuttosto che il tentativo di risolvere le limitazioni alla libertà individuale che il nostro ordinamento contiene - se non si fosse voluto segnare il punto dal punto di vista ideologico, da una parte e dall'altra, sarebbe bastato appoggiare il progetto di Alfredo Biondi, teso a togliere allo Stato la facoltà di discriminare in tema di eredità ed altri diritti e quindi lasciando libere le coppie omosessuali o quelle che non desiderano un matrimonio, di ricreare per via contrattuale e testamentaria le stesse garanzie alla libertà fornite dall'istituto definito "matrimonio".
Detto questo, il Gay Pride mi ha sempre lasciato alquanto perplesso; l'intento mi sembra lodevole, la sua applicazione pratica mi sembra controproducente rispetto all'obbiettivo dichiarato dalla manifestazione.
Il punto è che, come scrive A Conservative Mind, non esiste un diritto all'esibizionismo:

"Se qualcuno allestisse una manifestazione nella quale ragazzi eterosessuali si mostrassero come mamma li ha fatti, al pari dei simpatici omo che si sono fatti immortalare davanti al Colosseo, organizzatori ed esibizionisti finirebbero davanti al magistrato, processati per direttissima. [...] È una delle tante novità del politicamente corretto: se una donna mostra le tette in mezzo alla strada finisce al commissariato, ma se a sfoderarle (finte) è un travestito siamo davanti a un gesto profondo, di affermazione della propria libertà ed identità, e guai al fascista che si azzarda a dirgli qualcosa."
Siamo davvero sicuri che, nella sacrosanta ricerca della libertà e della rimozione degli ostacoli che il governo pone a tale ricerca, si debba ricorrere a certi eccessi? Siamo sicuri , soprattutto, che sia utile a convincere i propri concittadini?

PS: detto questo, A Conservative Mind non ha tutti i torti, almeno nel particolare. D'altro canto, Buraku ha invece del tutto ragione quanto ricorda come il "matrimonio" fra persone dello stesso sesso non si può discriminare per mere ragioni economiche. La soluzione , tuttavia, non sta certo nella estensione di un modello statolatrico di matrimonio, ma nella sua radicale delegificazione.

Felicità capezzoniana

Normalmente approvo a prescindere quello che si scrive su Snow Crash, anche perché un blog intitolato al mio libro preferito eccetto uno non può sbagliare di molto. Su Capezzone portavoce di Forza Italia non c'è molto altro da aggiungere, ringraziamo Jinzo per avermi permesso l'ennesimo colpo di pigrizia e aver scritto quello che avrei voluto scribacchiare io.

L'epifania di Mamet

David Mamet, intellettuale liberal, ha ha visto la luce. , grazie a Thomas Sowell. E' il benvenuto e speriamo porti parecchi amici; magari anche qualche radical-chic di casa nostra non si vergognerà più di leggere qualcosa di differente dalle veline del MinCulPop in tinta progressista.

Hat tip: Broncobilly

lunedì, maggio 05, 2008

Anche gli ebrei hanno scelto Alemanno?

Da A Conservative Mind: Sorpresa (si fa per dire): anche gli ebrei hanno scelto Alemanno:

"Non resta che misurare l’effetto dell’appello di Colombo, Lerner e compagni. Una quota importante di ebrei continua a risiedere nei dintorni della sinagoga. Costoro domenica e lunedì erano chiamati a votare nelle sezioni elettorali 1705 e 1706, in piazza del Collegio Romano. I risultati delle singole sezioni elettorali non sono ancora ufficiali, ma Libero ha potuto prenderne visione. Sono numeri sconfortanti per Francesco Rutelli e i suoi sponsor. In tutto, nelle due sezioni del ghetto ebraico, i voti validi sono stati 964, e 497 di questi, ovvero il 51,6%, sono andati al candidato sindaco del Popolo della Libertà, che ha battuto Rutelli per trenta voti, ovvero con tre punti percentuali abbondanti di scarto. Un risultato del tutto in linea con quelli registrati nel resto della capitale. Lo stesso è accaduto negli altri quartieri con una forte presenza di elettori ebrei, come Monteverde. Colpisce, semmai, il livello di astensionismo nelle due sezioni del ghetto, dove si è presentato al ballottaggio il 55,5% degli aventi diritto, contro il 63% registrato in tutta la città.Il significato sembra chiaro: gli ebrei che non nutrivano simpatie per Alemanno sono rimasti a casa, non ritenendo comunque il rischio tanto grave da dover andare al seggio per votare Rutelli."

Iniziative benemerite

Grazie a something in the way... delle tracce che vale la pena seguire

Sucker rally or bear trap?

Il rally di questi giorni fa naturalmente nascer euna domandA: siamo alla fine del tunnel della crisi dei mercati finanziari e quindi ogni debolezza dei corsi, d'ora in poi, sara' una "trappola per gli orsi", una occasione per comprare e lasciar perder denaro ai ribassisti? Oppure siamo semplicemente alla fine dell'inizio, della prima fase e questo e' soltanto un "Sucker's rally", un rally per gli sprovveduti, una falsa speranza?
Di sicuro e' soltanto ch enon siamo alla fine del mondo come lo conosciamo. Grande notizia, ma a credere al diluvio universale sono soltanto gli emotivi e gli invidiosi sociali che da ragazzini sognavano la rivoluzione e adesso sognano il crollo del capitalismo con altri mezzi. Per gli aaltri, e' soltanto un problema di cicli ed evoluzione del panorama economico.

Il peggio potrebbe essere davvero passato, o è quello che piace credere a buona parte dei partecipanti al mercato, almeno quello azionario. Tuttavia, Bloomberg riporta oggi una notizia che fornisce argomenti agli "orsi": il differenziale di volatilità prezzo dele opzioni put è al massimo storico dal 2005. In termini meno tecnici, significa che gli operatori sul mercato dei derivati sono molto più disposti a "puntare" su un ribasso, piuttosto che su un rialzo almeno nel breve periodo.
I dati dfondamentali, nel frattempo, continuano a peggiorare; se è vero che i mercati scontano con anticipo le informazioni, sembra eroico cominciare a pensare ad una ripresa immediata di un percorso di sviluppo, senza effetti sul settore industriale e soprattutto sulla domanda.

Nel mercato del credito, siamo tornati a livelli compatibili alla fine di una recessione che al suo inizio, laddove il mercato azionario sconta ormai una decisa ripresa degli utili aziendali, dopo le delusioni di questo trimestre. il peggio potrebbe davvero essere alle nostre spalle, ma questzi numeri implicano una ripresa a tempo di record e non lo scenario piùi probabile nei prossimi mesi: una lenta convalescenza dell'economia, non certo una fase di elevato sviluppo.

giovedì, maggio 01, 2008

Exit LIBOR, Enter NYFR?

SIamo vicini ad una soluzione di mercato per i problemi sulla veridicit della determinazione dei tassi interbancari? Il sistema attuale recentemente finito sotto i riflettori per i sospetti d inaffidablit ed additato da alcuni quali l ennesimo esempio della necessit di una maggiore regolamentazione del settore .
Peccato che la definizione del tasso Libor sia gestito dalla BAA, una associazione di categoria semistatale, mentre una possibile soluzione arriva proprio dal settore privato. ICAP, una grossa societ di brokerage, si prepara a lanciare un nuovo indice, allargando il numero di banche coinvolte nelle rilevazioni.
clipped from online.wsj.com

A major brokerage firm plans to launch a new measure of U.S. interest rates in response to concerns about the accuracy of the current benchmark, known as the London interbank offered rate, or Libor.

The rate system, which is being set up by ICAP PLC, a London broker-dealer with offices in New York, is aimed at giving banks and market participants a new gauge of what it costs banks to borrow money. ICAP intends to start publishing the rate, which will be called the New York Funding Rate, or NYFR, as soon as next week, said Lou Crandall, chief economist at Wrightson ICAP.

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Sorpresa (?)

Sorpresa: le classi politiche dell'europa orientale perdono interesse a riforme liberali, una volta che sono riuscite a portare la propria nazione all'interno del "club. Come ha notato l'Economist, il meccnaismo di ammissione all'Unione Europea garantisce ottimi risultati iniziali, perché i potenziali entranti hano incentivi tangibili, ma successivamente avrebbe poco mordente.
Neppure gli evidenti benefici delle riforme sembrano aiutare a mantenere un comportamento virtuoso; eppure non credo che dovrebbe essere per nulla una sorpresa: abbiamo a che fare, ad est come a ovest, con politici di sano stampo europeo, ossia normalmente socialisteggianti e quindi inclini a metodi di ragionamento più simili a quelli della criminalità organizzata che a quelli di una società civile.

Molte nazioni dell'Unione Europea si comportano peggio di quanto imponga ai potenziali membri, facendo sembrare le riforme un semplice esame da passare imparando "a pappagallo" qualche frasetta sulla libertà, ben sapendo che tanto, una volta dentro, si potrà tornare alle buone vecchie ricette socialistoidi, depredando i cittadini quando serve denaro e sperando che i pochi pezzi di società libera sopravvivano nonostante tutto, per continuare a mantenere la massa assistita o l'altra minoranza, quella rapinatrice "per il bene comune".




"It is often said that the EU s enlargement policy has been the most potent tool yet devised to entice its neighbours along the road to free-market democracy—far more effective than anything the United States has found to wield over its southern neighbours. But the corollary is a loss of influence after a country actually joins. The pattern of intensive reform to qualify, followed by a let-up in the process once membership is achieved, is too common to be mere happenstance.

Olli Rehn, the enlargement commissioner, concedes sadly that “after a country has a seat round the table, it is much harder to apply pressure to it.”"


Hat tip:Economist.com

Nient'altro da aggiungere

Sull'enorme divario fra realtà e percezione che affligge la sinistra italiana, Nient'altro da aggiungere a Destralab e a brodo primordiale.
Non so quanto il PdL e la causa della libertà abbiano vinto per propri meriti; di sicuro, a sinistra hanno perso per ragioni ben più profonde delle sparate di Bossi o di singole proposte politiche.

sabato, aprile 26, 2008

Questa me la segno

ANSA: Alemanno: Lega non e' nemica Roma

A futura memoria, camerata...

domenica, aprile 20, 2008

Direi


http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/flussi-voto/flussi-voto.html

Un po a sorpresa il centrodestra vince il confronto anche fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio superiore: Lega e Pdl hanno il 44,2 per cento contro il 34,3 per cento del Pd e il 4,7 di Di Pietro. Veltroni riesce a primeggiare solo fra studenti e impiegati.

Ottima risposta per tutti quelli che dicono che a sinistra c'è più cultura."

Sono antropologicamente superiori, un titolo di studio sarebbe superfluo

HAt tip: Parbleu! , Batcaverna.

giovedì, aprile 10, 2008

Ippica

Su www.rightnation.it. una molto interessante cronaca "ippica"...

Toh

Sorpresa, sorpresa...

Personality Quiz Results and Comments: Quanto odi il potere?


Quanto odi il potere?
My Result: Libertario
Myspace Quizzes
Il tuo odio per il potere è radicale. Faresti volentieri a meno dello Stato, che consideri un immorale strumento di sopraffazione.

Take Quanto odi il potere?
Find more quizzes at Quibblo.com
Quibblo


Hat tip: Calamity Jane

Speriamo bene

Perché se non è come dice Mithrandir, le speranze di rinnovamento sono poche. Soprattutto vista l'altra formazione politica, il trionfo del falso allo stato puro, a cominciare dal suo leader - il comunista che non è mai stato comunista, il vicepremier di PRodi che si propone come la rottura e l'alternativa a Prodi stesso, l'ambientalista con Bassolino a carico.

Il Popolo della Libertà fa respirare l'aria del '94. Lo spirito di chi, spavaldamente e coraggiosamente, pretende di cambiare gli scenari della politica. Farà bene a Forza Italia, che potrà emanciparsi dal centro democristiano meno intraprendente; e farà bene ad Alleanza Nazionale, che, libera da molti residui fascistoidi, potrà ultimare il cammino di avvicinamento verso il popolarismo europeo.
Sarà un partito destinato a divenire la costola italiana del Partito Popolare del vecchio continente, magari con una spruzzatina del repubblicanesimo americano, per il quale chi scrive ha un vero e proprio debole. Sarà quello che Forza Italia sarebbe dovuta essere ed è stata solo in parte. Non solo un partito dalle idee liberali, intendiamo anche qualcosa in più. Deve essere il luogo di ritrovo per chi ha l'ambizione di cambiare, ammodernare e migliorare questo paese. Più liberale, certo, ma anche e soprattutto più decisionista e coraggioso. Ed è un peccato che sia nato in questa stagione balorda, fatta di qualunquismo e antipolitica.
Lo so cosa staranno pensando tanti lettori. Che è l'ennesima promessa vuota, di chi strepita per la libertà e poi non fa nulla per difenderla. Che lascia a casa tanti individui innovativi e liberali, imbarcando vecchi tromboni democristiani e/o statalisti. Ma al di là di tutto questo c'è un fatto. Per come è nato, il Popolo della Libertà è il contenitore ideale per le idee di chi la pensa come noi. Senza gli opposti estremismi dei ciarlatani della discontinuità, questo partito ha un substrato culturale da creare. Proprio ora che muove i rimi passi, ha bisogno della buona volontà e dell'innovazione di persone disposte a fare il bene di questa nazione. Poi verranno le tasse da tagliare, il nucleare da rilanciare, la spesa pubblica da ridimensionare, la politica estera. Prima, però, servono idee.


lunedì, aprile 07, 2008

L'Economist, quando scrive di ciò che conosce

Meglio di me qualche giorno fa, l'editoriale dell'Economist spiega come mai regolamentare il settore finanziario non aiuta un'economia libera a crescere. Da leggere, al contrario dell'ennesimo articolo ispirato da Tana de Zulueta, parlamentare rossa e corrispondente da Roma del settimanale britannico. Il conflitto d'interesse è sempre quello degli altri, ovviamente.
In fondo, è soltanto dagli anni 40 che Friedrich Von Hayek ci spiega perché centralizzare le scelte in capo ad un decisore unico sia sempre una soluzione inferiore aduno strumento quale il mercato, che ridistribuisce ed elabora l'informazione diffusa fra i suoi partecipanti: il decisore unico dovrebbe essere onnisciente ed onnipotente, qualcosa che soltanto un socialista (od un tipo particolarmente degenerato di credente) può credere quando si parla di politicanti o tecnocrati.

domenica, aprile 06, 2008

Blog till u drop?

Bloggare può divenire un lavoro usurante a causa della pressione a cui sono sottoposti alcuni blogger professionisti : essere uno one-man show contro gli old media ha i suoi costi, anche - si dice - drammatici: due blogger di punta nell' hi-tech sono morti per infarto, mentre un terzo è scampato per un pelo.
clipped from www.nytimes.com

A growing work force of home-office laborers and entrepreneurs, armed with computers and smartphones and wired to the hilt, are toiling under great physical and emotional stress created by the around-the-clock Internet economy that demands a constant stream of news and comment.

Of course, the bloggers can work elsewhere, and they profess a love of the nonstop action and perhaps the chance to create a global media outlet without a major up-front investment. At the same time, some are starting to wonder if something has gone very wrong. In the last few months, two among their ranks have died suddenly.

Two weeks ago in North Lauderdale, Fla., funeral services were held for Russell Shaw, a prolific blogger on technology subjects who died at 60 of a heart attack. In December, another tech blogger, Marc Orchant, died at 50 of a massive coronary. A third, Om Malik, 41, survived a heart attack in December.

pressure even gets to those who work for themselves — and are being well-compensated for it
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Tebani, ornitorinchi e generali democratici

Fra le tre categorie di cui nel titolo, la più improbabile e sgraziata è quella cui appartiene il Generale Del Vecchio. Complimenti all'ornitorinco che gil da' una lezione di storia.
Chissà che al generale non venga voglia di leggere anche un po' di storia contemporanea e, magari, di sentirsi lievemente a disagio, candidato come foglia di fico con le stellette in mezzo a gente che sulle forze armate sputava sino a ieri , oppure era troppo vigliacca per spendere una sola parola in loro difesa, mentre ne spendeva sangue ed onore.

sabato, aprile 05, 2008

Piccolo sfogo su piccolo sfogo

Nicola Porro definisce "meraviglioso" Giuliano Ferrara.
Io apprezzo moltissimo Nicola Porro per come e per cosa scrive, ma questa volta rimango perplesso: per assurdo, anche Hitler e Lenin dividevano, ma facevano pensare; anche loro erano scintille di vita in un panorama politico poco incoraggiante. Mal ce ne incolse.

giovedì, aprile 03, 2008

Good times, bad times

Il mercato continua a regalare soddisfazioni agli ottimisti, grazie ad un mix di fattori tecnici e alla speranza di una soluzione avvicinata alla crisi del credito. Le borse festeggiano, negli ultimi giorni l’indice Itraxx ha messo a segno la propria miglior performance di sempre. Si comincia a pensare che le massicce svalutazioni bancarie, unite alle prime defenestrazioni di manager ai massimi livelli e alla richiesta di nuovo capitale da parte delle banche, segnalino davvero l’inizio della fine della crisi del credito. Ma allora, perché prosegue il diluvio di nuove emissioni obbligazionarie di matrice bancaria, tutte a fortissimo sconto? E’ già troppo tardi per evitare il contagio alla cosiddetta “economia reale”, come ha oggi ammesso anche il governatore della Fed Bernanke?Continua a leggere su Macromonitor»

mercoledì, aprile 02, 2008

Regolare serve davvero?

Le Borse festeggiano ed il mercato del credito mette a segno performance da record; la speranza è che gli ultimi eventi ad UBS, Lehman e Deutsche Bank segnalino non soltanto la presa d'atto della crisi, ma anche le misure drastiche richieste per correggere le storture del sistema. Questo, insieme alle misure eccezionali prese dall'autorità monetaria, potrebbe finalmente sbloccare il mercato del credito e fornire di nuovo fiato all'economia, impedendo una recessione causata da eccessi monetari e conseguenti cattivi investimenti, bolla, crisi e razionamento del credito, del tipo descritto mirabilmente dagli economisti della Scuola Austriaca. Non si tratterebbe della fine, ma dell'inizio della fine della crisi. Sorgono a questo punto tre interrogativi.

Il primo è se l'inizio della fine non stia arrivando troppo tardi . Ben Bernanke, governatore della Fed, ha ammesso oggi che gli USA sono probabilmente già in recessione. Il Fondo Monetario internazionale ha limato le stime di crescita delle economie asiatiche, che sembrano essere ancora dipendenti dalla crescita USA. I dati macroeconomici sono poco incoraggianti e quelli delle singole aziende industriali o di settori ciclici, sono sinora deludenti. Il rischio è che il razionamento del credito posto in atto dalle banche per riparare i propri bilanci abbia danneggiato irreparabilmente le prospettive di crescita del settore aziendale non finanziario dell'economia, l'unico relativamente in buona salute.

Il secondo è se ci dobbiamo davvero augurare che la crisi sia già finita. Non sono una Cassandra e non godo certo nel vedere le sventure abbattersi sul mondo del credito, ma è purtroppo vero che vi sono stati eccessi, dovuti alla relativa "infanzia" di determinate categorie di prodotti e del loro uso scriteriato. L'attuale crisi dovrebbe servire almeno a ripulire il mercato da questi cattivi investimenti e da coloro che li hanno fatti e non a salvarli a spese del bilancio pubblico; questo, per il momento, non è ancora completamente avvenuto.

Nel settore finanziario, infatti, è stato bloccato a colpi di regolamentazioni e salvataggi uno dei principali meccanismi di autoregolazione del mercato, il fallimento di coloro che sbagliano, ma paradossalmente, quando gli effetti di tale blocco si manifestano in termini di crisi ricorrenti, ci lamenta del "mancato funzionamento" del mercato, quel mercato che si è bloccato e distorto in ogni maniera.
Questo ci porta dritti al terzo interrogativo, ossia se dobbiamo rallegrarci del modo in cui sia finita, sempre che sia finita, questa crisi: con un coinvolgimento tanto pesante delle autorità statali ed una prospettiva di ulteriore regolamentazione dle mercato finanziario. La mia opinione, come già scritto altre volte, è che la radice del problema non stia nella eccessiva libertà lasciata agli intermediari finanziari, ma al contrario, la eccessiva regolamentazione di alcuni di essi, coniugata ad eccessive tutele alla loro operatività.

E' stata infatti la protezione delle banche centrali a permettere alle banche di raccogliere denaro e prestare utilizzando pochissimo capitale proprio: la promessa implicita di salvataggio ha permesso alle banche di estendere credito agli intermediari non bancari senza dover prendere in considerazioni tutti i rischi collegati ed ha permesso agli investitori in cpaitale azionario di banche, in depositi presso le banche ed in obbligazioni bancarie di non dover esercitare o quasi alcun controllo, perché certi dell'operato della banca centrale. La regolamentazione che in teoria avrebbe dovuto tenere al sicuro le banche e, di fatto , sostituire la disciplina di mercato, è stata aggirata tramite veicoli fuori bilancio.

Quella degli attuali statalisti bancari è pura ipocrisia o miopia: i "colpevoli" della crisi non sono da ricercare negli intermediari finanziari non regolati, quali hedge fund o fondi di private equity, ma nelle banche, regolamentate e sottoposte a vigilanza e regolamentazione; ossia, la stessa medicina che si vorrebbe estendere ad altri, la stessa che mostra ogni volta di non funzionare e che ogni volta viene prescritta a dosi sempre più massicce. Perché, per una buona volta, lasciamo fare al mercato, quello vero, possibilmente?


sabato, marzo 22, 2008

Pensioni: solo Lombardia in attivo?

Pensioni: solo Lombardia in attivo: "In Italia solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo, con piu' contributi versati che prestazioni pensionistiche erogate. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre in cui si rileva che la situazione va male per la Liguria e tutte le Regioni del Sud. A Benevento ci sono piu' pensioni che occupati. 'Per equilibrare i conti - rileva in una nota il segretario della Cgia di Mestre, Giuselle Bortolussi - bisogna combattere il lavoro nero e l'assistenzialismo presente nel Sud'."


Fonte: ANSA.it

venerdì, marzo 21, 2008

Hedge fund , l'ultima certezza che se ne va

E se gli hedge fund da liquidare fossero tutti "corti"?

Sul mercato del credito, una delle maggiori preoccupazioni , ma anche una delle poche certezze, per quanto nera, riguarda l'effetto negativo che la liquidazione di un numero elevato di hedge fun, di SIV o di CPDO avrebbe avuto: allargamento degli spread, calo del mercato azionario di quello di riferimento in generale. Alcuni eventi pootrebbero invece aver modificato il quadro: adesso le conseguenze sul mercato potrebbero essere molto meno chiare.

Viene dato per scontato che i vari eventi originati dall'avversione al rischio e dalla mancanza di liquidità nel settore bancario avrebbero all'incirca il medesimo effetto negativo, per ognuna delle tipologie di membri del "sistema finanziario-ombra" non regolamentato dalle banche centrali: la liquidazione di hedge fund dovuta alla richieste di maggiori garanzie , al ritiro dei fondi o delle linee di credito, l'impossibilità di ifnanziarsi sul mercato monetario per le SIV, oppure il permanere degli indici a livelli tropo larghi (per i CPDO) sarebbero dettagli tecnici, un innesco differente per la stessa reazione a catena.

Gli ultimi dati ed il comportamento del mercato introducono una novità rilevante: buona parte della "fast money" non è lunga, ma ha scommesso pesantemente al ribasso su alcuni mercati ed al rialzo su altri. E' maledettamente corta sul credito, ad esempio, ed in aggregato lunga sulle commodities; è questo il motivo della velocità senza precedenti alla quale gli indici di credito hanno ritracciato violentemente in meno di 4 sedute, mentre il mercato delle commodities è stato disintegrato dalle vendite degli hedge fund. Questo andamento è compatibile con la teoria che lo sforzo delle banche commerciali di ridurre i prestiti ai fondi speculativi stia orzandoli a vendere le proprie posizioni , rivelando quale fossero tali posizioni in aggregato

Quello che sembra derivarne è uno scenario dicotomico: se a saltare per primi saranno alcuni CPDO o qualche SIV, "lunghi" per definizione, il mercato calerà di nuovo in maniera improvvisa, repentina e drastica.

Se invece fossero i fondi hedge ad avere difficoltà, la direzione sarebbe paradossalmente meno sicura: molti di questi fondi sarebbero "corti" e quindi dovrebbero comprare rischio durante il processo di liquidazione, causando un crollo oppure un miglioramento del mercato, almeno nel breve termine, a seconda del posizionamento dei fondi speculativi. In ogni caso, un drastico aumento della volatilità - come se ne avessimo bisogno.

Hat tip: Accrued Interest

Bear Stearns assume ancora?

Nessuno deve aver avvisato il reparto IT ed i web designer del sito della banca d'affari, di fatto fallita. Il sito web di Bear Stearns continua infatti ad accettare curricula. Cha abbiano licenziato l'intero reparto prima che avessero il tempo di aggiornare il sito?

hat tip: Finlay on Governance

Discrete notizie

Se si votasse oggi, John McCain vincerebbe sia contro HIllary Clinton che contro Barack Obama. Manca ancora parecchio alle elezioni, ma perlomeno gli ultimi sondaggio smentiscono la leggenda urbana che Repubblica spande inItalia, ossia che il partito Democratico negli USA si prepara a trionfare, senza alcuna difficoltà.
In realtà sono comunque i favoriti, al contrario dei loro omonimi e scimmiottatori italiani, ma avranno comunque da lavorare, soprattutto contro McCain.


Hat tip: Kudlow's Money Politic$

100 triliardi di dollari

E' la cifra dell'ammontare lordo nominale dei contratti derivati che J.P.Morgan ha in essere, dopo aver "acquisito Bear Stearns. Il PIL statunitense equivale a 15 triliardi circa.
Non male, vero? La cifra è ovviamente una esagerazione: non rappresenta il rischio totale che J.P.Morgan sostiene, ma la pura somma dei derivati in essere , compresi quelli il cui profilo di rischio si elide; il rischio netto è di molto inferiore.

Tuttavia, il numero ha un senso: se J.P. Morgan fallisse, le controparti con cui sono stati firmati quei 100 trilioni di contratti derivati si ritroverebbero senza una banca in grado di onorare il contratto stesso e quindi con nuovi profili di rischio. Il "salvataggio" di Bear Stears è derivato proprio da questo rischio, più che da altre considerazioni - si è trattato di un salvataggio del sistema bancario dal rischio di una enorme incertezza, oltre che del salvataggio degli obbligazionisti a spese di azionisti e dipendenti.

Hat tip: Alea, Econbrowser (i commenti sono altrettanto interessanti del post)

Il termometro della paura ricomincia a salire

Mentre le Borse festeggiano, il mercato monetario interbancario sembra segnalare nuove tensioni: sta ritornando ai massimi storici gli spread fra il tasso di rendimento dei titoli di stato ed il tasso LIBOR, ossia il tasso al quale le banche sono disposte a prestarsi reciprocamente denaro.
In passato, un ampliamento di tale spread ha segnalato un calo di fiducia nei mercati ed un ribasso più o meno generalizzato delle Borse e, soprattutto, del mercato del credito. Questa volta siamo di fronte a mere questioni tecniche, oppure vi sono ancora problemi sotto la coltre benevola delle iniezioni di liquidità e delle garanzie fornite dai governi?

In Europa, il differenziale fra Bund tedeschi e Libor è arrivato vicino ai massimi a 84, Sembra che molte banche sono ormai restie a prestarsi reciprocamente fondi per più di un paio di giorni, tanto da costringere la Banca Centrale Europea ad iniettare ulteriore liquidità per evitare il congelamento del mercato lungo il weekend.

Negli USA, il problema è altrettanto pesante anche se si esprime sotto una differente forma tecnica. Più che il LIBOR, è il tasso dei titoli di Stato ad essere spinto a livelli eccezionalmente bassi, ampliando il c.d. TED spread. Le banche richiedono normalmente il deposito di "collateral", ossia di titoli a garanzia delle operazioni compiute "a leva" , sia da parte di altre banche che, soprattutto, da parte di hedge fund ed operatori non bancari in generale. A causa della crisi di fiducia in corso, molte banche stanno stringendo i controlli, aumentando la quantità e qualità di collateral richiesto per continuare a lavorare: non solo is richiedono maggiori garanzie, ma vengono sempre più speso accettati esclusivamente titoli di stato a brevissima scadenza.

Questo ha portato ad una tale scarsità di titoli USA a 2 anni, da mandare i prezzi alle stelle ed i rendimenti nominali per le operazioni di pronti contro termine in negativo (prezzi e rendimenti si muovono in senso inverso), un evento assolutamente anomalo.
Per alleviare la situazione e per rendere disponibili più titoli di Stato, la Federal Reserve non solo ha ampliato le categorie di titoli che possono essere posti a garanzia dei propri prestiti, ma nelle ultime operazioni non ha accettato per nulla titoli di Stato a garanzia.

Potrebbe trattarsi degli ultimi strascichi della crisi del mercato monetario avvenuta negli ultimi mesi, una crisi curata o perlomeno tamponata dai recenti interventi della Federal Reserve della BCE e del Governo USA. Tuttavia, nel recente passato, i movimenti dello swap spread hanno funzionato come cinghia di trasmissione delle crisi nate in un angolo del mercato, e non come reazione ritardata: o siamo di fronte alle avvisaglie di una nuova turbolenza?

Fonti: WSJ.com

mercoledì, marzo 19, 2008

Il settimo cavalleggeri per i mutui

Il ministro del Tesoro statunitense ha appena annunciato, di fatto, che Fannie Mae e Freddie Mac saranno autorizzati ad acquistare altri 200 miliardi di mutui. L’euforia torna in Borsa, ma sara’ sufficiente a fermare la crisi del mercato immobiliare? E’ davvero desiderabile salvare, ancora una volta, banche e proprietari di immobili a spese del contribuente, oppure salvare la stabilità del sistema con interventi che ne minano la credibilità nel lungo periodo?

La riduzione dei requisiti di capitale “in eccesso” per Freddie Mac e Fannie Mae è l’ennesima misura volta a sostenere il mercato immobiliare; in questo caso, vengono ridotti i requisiti patrimoniali delle due aziende “quasi statali” che si occupano di acquistare dalle banche i portafogli di mutui concessi per l’acquisto di immobili. Le due agenzie avranno la possibilità di acquistare nuovi mutui per circa 200 miliardi di dollari, stabilizzando - si spera - il mercato.

Le motivazioni di questa mossa sono evidenti dall’ultimo rapporto di Standard & Poor’s e Fitch sulla salute delle ABS su mutui residenziali .

Il 3% circa dei mutui “prime”, ossia garantiti da ipoteche su nuove case e senza ulteriori debiti gravanti sull’immobile e cartolarizzati fra il 2005 e il 2007 è “delinquent“, ossia ha almeno una rata non pagata. L’1% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione della garanzia, ossia sta per perdere la casa.

Passando all’insieme delle seconde ipoteche e dei rifinanziamenti, il 14% ha saltato almeno una rata e l’8% non paga da più di 90 giorni o è già incluso nelle procedure di escussione.

I numeri sembrano ridotti, ma si tratta di valori storicamente molto elevati - i mutui “prime” dovrebbero avere un tasso di delinquenza inferiore all’1% -2% anche nel caso peggiore, trattandosi dei “migliori” in circolazione.

martedì, marzo 18, 2008

Lazzaro, alzati e vai a Wall Street

Il rimbalzo in atto a Wall Strett ha dello stupefacente, ma e’ nulla rispetto a quanto sta accadendo sul mercato dei derivati di credito, dove si e’ avuto il maggior rally della storia: 60 punti base per il Crossover e piu’ di venti per l’indice Main. Siamo gia’ alla fine del tunnel?

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Bohemian Rhapsody - prime Broker version

Sulle note di Bohemian rhapsody

E scuse ai fan dei Queen...

No escape from reality

Open your eyes
And look at your buys and see.
I'm now a poor boy
High-yielding casualty

Because I bought it high, watched it blow, Rating high, value low, Any way the
Fed goes Doesn't really matter to me, to me

Mama - just killed my fund
Quoted CDO's instead
Pulled the trigger, now it's dead
Mama - I had just begun
These CDO's have blown it all away

Mama - oooh
I still wanna buy
I sometimes wish I'd never left Goldman at all.

[Musical Interlude]

I see a little silhouette of a Fed
Bernanke! Bernanke! Can you save the whole market?
Monolines and munis - very very frightening me!
Super senior, super senior
Super senior CDO - magnifico
I'm long of subprime, nobody loves me
He's long of subprime CDO fantasy
Spare the margin call you monstrous PB!
Easy come easy go, will you let me go?
Peloton! No - we will not let you go - let him go Peloton! We will not let you
go - let him go Peloton! We will not let you go - let me go Will not let you go
- let me go (never) Never let you go - let me go Never let me go - ooo

No, no, no, no, no, no, no, -
Oh mama mia, mama mia, mama mia let me go S&P had the devil put aside for me For
me, for me, for me

So you think you can fund me and spit in my eye?
And then margin call me and leave me to die Oh PB - can't do this to me PB Just
gotta get out - just gotta get right outta here

Ooh yeah, ooh yeah
No price really matters
No liquidity
Nothing really matters - no price really matters to me

Any way the Fed goes.....

Orsi all'estinzione


Bear Stearns...

lunedì, marzo 17, 2008

SI potrebbe anche riderne

Se non vi fosse quello strano presentimento, quella vocina che ti dice "sei sicuro che non stia già succendendo"


Viva l'Estonia

Oltre a moltissimi altri motivi, economici e culturali, anche per quello di cui parla La Grande Bugìa

Moro: non si dovrebbe dire

ilblogdibarbara non lo dovrebbe dire, nella ricorrenza di Via Fani. Nel resto dell'anno, tuttavia, dovremmo davvero pensarci: i macellai delle Brigate Rosse, senza saperlo, hanno trasformato in martire un politicante, ma forse hanno paradossalmente limitato il danno per l'Italia. Qualcuno avesse combinato qualcosa a Fanfani vent'anni prima, avremmo statue formato mignon in giro per l'Italia, ma forse saremo una nazione un pochino più seria.

Cani e Pennivendoli

A volte, coincidono, come nel caso di chi ha oltraggiato Fiamma Nirenstein in questo modo. Devo dire cheLttazzi avrebbe dovuto impegnarsi, per scendere più in basso - ma, si sa, chi è nella Sinistra Arcobaleno è di buongusto per definizione, non deve certo dimostrarlo né tantomeno comportarsi civilmente. Non che ne siano capaci, lontano da una telecamera.

Hat tip: Fabopolis - e un ringraziamento a Perla Scandinava

Bear Stearns: chi rompe paga ed i cocci sono suoi

Ossia, i cocci sono della Fed e di J.P.Morgan. Il sottoscritto e' sempre stato leggermente scettico sul modo "progressista" di gestire il sistema finanziario, ma non certo per critica nei confronti del "mercatismo", come certi ex socialisti chiamano le proprie illusioni sul funzionamento dell'economia di mercato.
Al contrario, ci si duole che la lezione "liberista" sia sempre stata applicata a metà: le parti utili ad una politica di stimolo sono state implementate, mentre il regolatore solitamente dimentica la parte dolorosa, quella della necessità di lasciar affondare coloro che non sono in grado di rimanere in piedi con le proprie forze. Questa dimenticanza non è casuale: sono le stesse banche centrali a spacciare la droga che porta molti, troppi manager bancari a prendere decisioni avventate e, quando arriva la crisi, è difficile assistere al disastro sapendo che si potrebbe venire accusati di averlo provocato.

Forse abbiamo davvero rischiato una "crisi di sistema" , ma le radici di quella crisi e soprattutto la sua portata sono una diretta conseguenza di errori nel disegno del sistema. Si potrebbe sostenere, anzi, che proprio il tentativo di gestire il sistema ha impedito l'evoluzione dei necessari contrappesi alle spinte generate dall'innovazione finanziaria. Perche' preoccuparsi, quando le banche centrali pensano a tutto?

La Fed ha dovuto salvare persino Bear Stearns, la piu' piccola e meno rilevante fra le banche d'affari, proprio per questo motivo. Forse si e' trattato di un male necessario, come persino il libertario Cato Institute ha ammesso, ma non possiamo rassegnarci ad assistere alla replica di una commedia vecchia di generazioni: il sistema bancario viene sottratto alla normale disciplina di mercato, sostituita da regolamentazioni dall'alto; il sistema entra in crisi a causa dei problemi derivanti dall'assenza di disciplina di mercato, le autorità intervengono pesantemente e in sgugito viene "regolamentato" dall'altro per ovviare ai danni che proprio l'intervento iniziale ha provocato. Un circolo vizioso, con ben pochi vantaggi nel lungo periodo.

E' inutile discutere, come si comincia a far,e di maggiore regolamentazione: elimineremmo ogni innovazione finanziaria, senza eliminare i problemi di azzardo morale che la implicita garanzia di salvataggio fornisce. Ciò che è veramente necessaria è , al contrario, una miscela di informazione e deregolamentazione che semplifichi il sistema e renda di nuovo chiaro, una volta per tutte, quali siano le eventuali garanzie a tutela dei depositanti e quali siano le modalità d'intervento della banca centrale in caso di problemi di liquidità che minaccino il sistema dei pagamenti; in questo modo, sarebbe ancor più esplicito il ruolo dei banchieri centrali: quello di pompieri, non quello di elemosinieri o di governanti il sistema.

Looking ahead, regulators need to anticipate these liquidity bank runs, not
merely react to them. The larger danger is that even this temporary Bear rescue
could set a precedent that the Fed will find hard to resist. Wall Street is
already demanding that the Fed do more in this crisis than its traditional duty
as a lender of last resort, and start buying up mortgage-backed securities and
other troubled paper as a way to entice more buyers into frozen credit markets.
This means the banks would be able to dump their worst paper on the Fed, which
ultimately means the taxpayer.
We'll have more to say about that idea at a
later date, but we trust the Fed understands the risks to its credibility that
such a decision would pose. Does the Federal Reserve want to become a buyer of
first resort?



domenica, marzo 09, 2008

Annessi o impantanati

Avrà ragione Ismael alla fine, quando parla delgi effetti funesti della "diessizzazione" del PD: l'impigrimento del PdL
"La prospettiva di facili vittorie nel medio termine avrà funesti effetti sulle già asfittiche attitudini riformatrici dello schieramento opposto, che a questo punto dovrà solo scegliere per quale padre nobile optare tra Fanfani e Almirante. Ho il timore che questo sarà uno spunto di discussione molto frequentato, nel prossimo futuro."

Scegliere fra Fanfani ed Almirante è abbastanza inquietante. Il meno statalista, socialista e fascistoide, quello più al passo coi tempi, era Almirante.

lunedì, marzo 03, 2008

Dateci la Tomb Raider e ripigliatevi le altre

Angelina Jolie, in qalità di "ambasciatrice" dell'Alto Commissariato per i diritti umani, ha visitato l'Iraq ed i profughi iracheni. E non è assolutamente d'accordo con Sean Penn ed il resto del fan club di hollzwood per dittatori e satrapi: da quello che ha visto, abbandonare l'Iraq sarebbe un errore ed un atto di viligaccheria, ardentemente desiderato da terroristi ed aspiranti despoti, ma non certo dagli iracheni.

La domanda sorge spontanea: se ci è arrivata Angelina Jolie, che per formazione e carriera fa tutt'altro, quanto poco ci vorrebbe a politici di professione quali Obama o d'Alema, se fossero in buona fede?

El Baradei

Il WSJ riporta un bel ritrattino del premio Nobel per la Pace. PEr la pace, o per l'appeasement?
clipped from online.wsj.com

Mr. ElBaradei assumed the directorship on Dec. 1, 1997. On his watch, but undetected by his agency, Iran constructed its covert enrichment facilities and, according to the 2007 U.S. National Intelligence Estimate, engaged in covert nuclear-weapons design. India and Pakistan detonated nuclear devices. A.Q. Khan, the Pakistani nuclear godfather, exported nuclear technology around the world.

In 2003, Libyan strongman Moammar Gadhafi confessed to an undetected weapons effort. Mr. ElBaradei's response? He rebuked the U.S. and U.K. for bypassing him. When Israel recently destroyed what many believe was a secret (also undetected) nuclear facility in Syria, Mr. ElBaradei told the New Yorker's Seymour Hersh that it is "unlikely that this building was a nuclear facility," although his agency has not physically investigated the site.

 blog it

Per gli ebrei di NewYOrk McCain meglio di Obama?

Alcuni degli elettori di religione ebraica dello Stato di New York potrebbero preferire JOhnMcCain a Barack Obama, intaccando quello che il partito democratico ha sempre ritenuto un elettorato sicuro ed un affidabile fonte di contributi elettorali.
Le difficolt di Obama nascerebbero dal suo scarso appoggio per Israele e soprattutto dalla sua appartenenza ad una chiesa diretta da Jeremiah Wright, pastore protestante che ha ripetutamente elogiato Louis Farrakhan, il leader musulmano nero noto per le posizioni razziste e violentemente antisemite.
clipped from www.newsmax.com


Jewish voters in New York State � including Democrats � could support Republican John McCain in the November election if Barack Obama wins his party�s nomination, according to Fredric U. Dicker�s �Inside Albany� column in the New York Post.

Dov Hikind, a Democrat who backed Ronald Reagan in 1980 and 1984, is an assemblyman whose Brooklyn district includes the largest concentration of Hasidic Jews in the U.S.

He said many of his constituents oppose Obama for his �half-hearted� support of Israel and his membership in the church of Rev. Jeremiah Wright Jr., who has repeatedly praised anti-Semitic Nation of Islam leader Louis Farrakhan.

 blog it

mercoledì, febbraio 27, 2008

Primarie? Ripijateve er piacione!

Le primarie sono già finite nel dimenticatoio? Dal loft, ci hanno triturato le parti intime fino a desiderare quasi almeno l'anestesia, se non la castrazione chimica, con le primarie e con il loro contenuto rivoluzionario.
Eppure, nella pratica, di primarie se ne sono viste pochine: Veltroni è stato scelto come segretario di un partito, non quale candidato premier. I segretari regionali ed i candidati per le liste bloccate sono stati selezionati in maniera ben poco "democratica".
Dulcis in fundo, Francesco Rutelli è stato di fatto incoronato quale candidato del PD dal sindaco uscente, lo stesso Veltroni, senza nemmeno fingere un plebiscito che confermasse almeno dal punto di vista formale la scelta. Complimenti, siamo passati dai soviet al politburo a tempo di record.

E' morto il padre del consevatorismo moderno

Oggi si è spento William F.Buckley Jr. , il fondatore della "National Review" e uno degli uomini che di più ha fatto per la storia di tutto l'arcipelago intellettuale che si oppone allo statalismo. Il suo cpaolavoro è stato quello di portare avanti l'idea del fusionismo, ossia della desiderabilità della convivenza e del dialogo fra liberali, libertari, anticomunisti e tradizionalisti conservatori.
Come ricorda oggi la National Review Online nel necrologio, è stato il primo a credere che unificare in un solo movimento, politico e culturale, avrebbe potuto fare la differenza contro lo statalismo ed il collettivismo dilaganti. Forse non è stato il primo a dichiarare che la storia non stava per "svoltare a sinistra", maè sicuramente stato fondamentale nel fornire, almeno negli USA, una "casa" a tutti coloro che lo pensavano, a creare un ambiente nel quale, dalla fusione e dal confronto di differenti tradizioni, si è potuto formare un nuovo conservatorismo, dotato di rispettabilità intellettuale e talmente fiducioso in se stesso da fornire alternativa a tutto tondo alla sinistra dilagante, ma anche a credere che il corso degli eventi non condannasse all'oblio coloro che non erano collettivsti. Barry Goldwater, Ronald Reagan, Margaret Thatcher gli debbono molto, moltissimo.
Noi europei gli dobbiamo ammirazione e il migliore dei complimenti : l'imitazione del suo esempio. Fino a quando non riusciremo a costruire una vera alternativa a tutto campo allo statalismo , liberale e conservatrice, fino a quando non avremo l'orgoglio di crederci e di poter fare a meno di vivere delle idee e dei rifugiati dal mondo collettivista, i partiti politici di centrodestra vinceranno le battaglie elettorali, ma perderanno sempre la guerra, perché si ritroveranno a fornire una versione annacquata del verbo socialista.

Mah

Per la serie "il mondo è bello perché è vario", ecco I nuovi vergini: quelli che non lo fanno. La mente vacilla.

Hat tip: Hurricane_53

Culturalmente castrati

Il vero programma del Partito democratico (ma anche no) contiene davvero tutto ed il suo contrario, castrazione chimica compresa. Come è già stato fatto notare, tuttavia, quando a proporla era Calderoli, apriti cielo. Se la propone l'idolo dei salotti, allora la "grande stampa" si pone nella classica posizione genuflessa e comincia a dibatterne. Ovviamente, è molto più comodo accapigliarsi su argomenti del genere, piuttosto che su bazzecole quali il peso eccessivo delle tasse, le misure per limitare l'oppressiva ingerenza dello stato sulla società e la concezione totalitaria del rapporto fra individuo e politica, connaturata agli ambienti d'origine social-comunista e traslocata nel loft del Partito Democratico.
Non so come andrà a finire quella chimica, ma certa gente si è già castrata persino il cervello.



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martedì, febbraio 26, 2008

Ambientalismo resonsabile

E' quello propugnato dalla FAA - Federazione Ambiente Agricoltura. Per potersi occupare di ambiente, senza rischiare di ritornare all'età della pietra o fare da carne da cannone per la sinistra radical-chic in attesa di arruolamento nell'Armata Rossa.

lunedì, febbraio 25, 2008

L’Avana, bel suol d'amore, di galere e di giunte militari

D'Alema si congratula con Raul Castro, fratello del lìder maximo e nuovo despota di Cuba, auspicando una svolta democratica. Incredibile, ci è coluto un po', ma persino Baffino si è accorto che a Cuba non sono tutte rose e fiori; forse qualcuno lgi ha racocntato delle persecuzioni sistematiche e delle carceri politiche dell’Avana, delle torture ai dissidenti, della repressione continua.
Oppure è ancora convinto che si tratti di complotti amerikani contro il valoroso popolo cubano, visto che ripone la propria fiducia in Raul, il capo-carceriere dell'isola, il padrone delle sue forze armate e dei servizi segreti.

Difficile, anche da destra, non avere un moto di tristezza, guardando la vera faccia della rivoluzione cubana : non quella trendy delle magliette di Che Guevara, ma un regime dove la TV di Stato alla cerimonia d'incoronazione di Castro II non riusciva a nascondere come gran parte dei boss fossero militari di mezz'età, come in una qualsiasi giunta militare latinoamericana degli anni'70 . Quello che , forse, Guevara avrebbe sempre voluto, da buon stalinista, ma che la propaganda che ne impiega il volto per anestetizzare le nuove generazioni vorrebbe da sempre nascondere.


Hat tip: MauroD

Madia per Uòlter

Su TEMIS, le foto e la descrizione della nuova scoperta di Valter Veltroni. Quella precedente, in effetti, romai l'avevano "scoperta" in parecchi, in effetti.

domenica, febbraio 24, 2008

CPDO in prima pagina

Il Wall Street Journal sbatte in prima pagina angoloini dle mercato del credito sinora ignorati dalle "masse" , ma che potrebbero prolungareil circolo vizioso della crisi del credito, quali i CPDO sull'indice Itraxx. Inpochi ricordano come tali prodotti abbiano aiutato a prolungare il boom precedente e garantito credito eccezionalmente a buon mercato al settore industriale.

Red Lights Flash in Credit Nooks - WSJ.com

Ambac e le piramidi

Le banche di Wall Street si starebbero preparando a sostenere il piano di salvataggio di Ambac, una delle maggiori assicurazioni monoline. Nula e' ancora ufficiale o definitivo, ma le indiscrezioni pubblicate sono state sufficienti a riportare le borse americane in attivo dopo una seduta deludente.
Il mercato apprezza che le banche accettino l'inevitabile: molte grandi banche hanno infatti assicurato contro l'insolvenza portafogli da decine di miliardi di dollari di strumenti di finanza strutturata proprio presso Ambac, MBIA ed altre monolines; sembra razionale quindi investire adesso alcuni miliardi nel salvataggio delle monoline, piuttosto che rischiare decine di miliardi di svalutazioni a causa del loro fallimento.
Si tratterebbe di un salvataggio, indubbiamente, ma sarebbe perlomeno una soluzione "di mercato", dove gli attori che profitterebbero da un salvataggio dovranno almeno parzialmente contribuirvi.




Fonte: WSJ.com

lunedì, febbraio 18, 2008

Addio, Mrs. Thatcher. Benvenuto, Benito.

Il premier inglese Gordon Brown ha difeso pubblicamente la decisione di nazionalizzare Northern Rock, la banca protagonista la scorsa estate ella prima corsa agli sportelli da un secolo a questa parte. Insomma, il governo laburista ha risolto la crisi di una banca imitando il peggior Mussolini, ossia comprandosi la banca. In questo modo, Brown rischia di perdere la reputazione di socialista in grado di gestire l'economia di mercato meglio dei conservatori.

All'ex ministro del Tesoro diventato premier non manca sicuramente il coraggio, ma la correttezza dell'operazione lascia scettici per più motivi e la reputazione di competenza nella gestione economica nazionale di Gordon Brown è messa a repentaglio, ma soprattutto si è gettata al vento una delle migliori eredità di Margaret Thatcher, riconosciuta tale anche dai governi laburisti: quello che il settore privato deve assumersi le responsabilità dei propri fallimenti e non solo godere dei propri successi.
Pur di difendere una grande banca con radici a Newcastle, nel cuore dell'Inghilterra laburista, Brown si è lanciato prima in un pacchetto di garanzie con pochi precedenti persino per una nazione statalista, per non parlare del Regno Unito. Si è deciso infatti di assumere la proprietà della banca, nonostante vi fossero potenziali acquirenti disponibili ad intervenire e nonostante i fondi proprietari del 20% del capitale della banca fossero favorevoli ad una soluzione privata. I precedenti non sono favorevoli al governo: la rinazionalizzazione forzata di Railtrack, la società proprietaria dei binari delle ferrovie inglesi, è stata gestita in maniera approssimativa tanto da portare a strascichi legali che soltanto dopo anni cominciano a trovare una soluzione almeno formale, mentre rimangono i dubbi sulla effettiva necessità di una mossa tanto radicale.
Il problema, anche in questo caso, non è cosa dovesse fare Gordon Brown oggi; il problema è come si sia infilato, da principio, in un pasticcio del genere. Una domanda che fa sorgere numerosi interrogativi sulla tanto vantata superiore competenza nella gestione della cosa pubblica dei laburisti, una "cosa pubblica" che, si teme, viene espansa e ridotta nel suo perimetro in base a ragionamenti squisitamente politici; sorge il sospetto che, appena il sistema mostra segni di crisi, emerge la sfiducia nei confronti del settore privato e scatta l'imperativo socialista del controllo dall'alto.
Anche in Gran Bretagna, insomma, in alcuni ambienti si stenta a comprendere come, in una economia di mercato funzionante e non gravata da costrizioni stataliste, crisi di questo genere non sano fatali, ma al contrario sono lo stimolo elaborare meccanismi ed istituzioni di mercato che ne impediscono il ripetersi, come ricordava già Friedrich Von Hayek. L'intervento statale, al contrario, molto spesso non fa altro che nascondere il problema, sotto una coltre di denaro del contribuente, come abbiamo avuto modo di comprendere persino noi italiani e come gli inglesi avevano tristemente scoperto e sopportato, fino all'arrivo di una certa Signora con la Borsetta .


Fonte: WSJ.com

giovedì, febbraio 14, 2008

Ve l'ho sempre detto di mollare il cannocchiale

Altirmenti vi capitano cose come questa. Oltre, ovviamente, a foraggiare indirettamente gente del calibro del fondatore del Riformista...

Pagliacci e buffoni

Il miglior commento lo trovate da Inoz:Veltroni non è più solo, ma con Di Pietro e l'Udeur calabrese: Adesso sì che "We can"

Berlusconi è sempre stato un personaggio relativamente poco incline al cerimoniale politico e diplomatico, per usare un eufemismo. Eppure, di fronte alle mattane di Ferrara ed alle ipocrisie veltroniane, che prima parla di semplificazione e poi imbarca gente simile, fa la sua figura: persino chi fa talvolta il pagliaccio sembra uno statista, se paragonato a buffoni del genere.

lunedì, febbraio 11, 2008

Inflazione e banche

Businessweek ospita una intervista all'analista bancaria che aveva previsto la débacledi Citigroup. Il panorama non è dei migliori e ci vorranno mesi per riportare il setore finanziario in uno stato pienamente operativo.

D'altro canto, gli hedge fund non sembrano più pessimisti a 360gradi: secondo i dati recentemente pubblicati, rimangono elevati i volumi di scommesse speculative sull'oro e le posizoni "corte" sull'indice Russell 2000, esemplificativo delle piccole e medie imprese americane; si sono quasi azzerate, tuttavia, le posizioni ribassiste sull'indice S&P500 e le posizioni rialziste sui titoli di stato americani a lunga. Aumentano anche le posizioni corte sulla volatilità degli indici maggiori .

In sintesi, questo significherebbe che la comunità degli hedge fund si aspetta, in aggregato, che gli indici maggiori si mantengano stabili, mentre l'economia in generale e le tensioni su altri mercati non si ridurranno significativamente. Tutto positivo, almeno per chi investe in Borsa?
Non ne sarei tanto sicuro. Dal mio punto di vista, tagliare posizioni sui bond a lunga scadenza e aprire posizioni lunghe sull'oro ha un altro significato molto chiaro: si prevede inflazione in salita e l'inflazione è stato l'unico , vero generatore di crisi di lunga durata nel mondo occidentale, dal dopoguerra ad oggi.

Abominevoli Abitudini Alimentarti

Il Redde rationem ci sta bene, anzi benissimo, ma certa gente non la si può dare in pasto neppure ai leoni senza che intervenga la Protezione animali - e voi ve la volete mangiare viva? Con un po' di fortuna,ad aprile mezza sinistra sarà ancora convalescente dall'intossicazione alimentare.

domenica, febbraio 10, 2008

Rating, avevamo scherzato

La notizia è di qualche giorno fa, ma un post di C.D.Ward su Macromonotor me l'ha fatta tornare alla mente: Moody's avrebbe intenzione di aggiungere un prefisso per identificare i rating dati ai bond di finanza strutturata.
Nel caso di strumenti come i CDO, al tradizionale rating, ad esempio "Aaa", verrebbe aggiunto il suffisso ".sf", per chiarire come i rating in questione non siano relativi, in un certo senso , a "veri" strumenti di debito emessi da società.
Mi sembra una ammissione di colpa di proporzione epocale: in teoria, una scala di rating come quelle impiegate da Moody's dovrebbero proprio servire a dare giudizi comparabili fra differenti settori e forme di debito riguardanti le possibilità di pagare interessi e rimborsare il capitale nei tempi previsti e di fornire quindi implicitamente indicazioni sulle probabilità di default.
La proposta di separare le due scale di rating, negando a posteriori dignità di rating "vero e proprio" a quelli forniti alla alla finanza strutturata, mi pare un tentativo disperato di confondere le acque, per non ammettere di essere stati presi per i fondelli da coloro che sfruttavano buchi nel sistema di rating per ottenerne di molto migliori rispetto a quelli "reali".

I modelli impiegati da Moody's funzionano di solito correttamente per le aziende industriali, anche se tendono a riflettere ben poco di ciò che avviene nel breve e medio periodo ad una azienda, risultando talvolta "in ritardo" rispetto all'evolversi degli eventi.
Nel caso della finanza strutturata, tuttavia, il sistema è andato in cortocircuito: l'impressione è che molti strumenti siano stati costruiti a partire dai modelli di rating ed ottimizzati per ottenere valutazioni ottime sui punti che avrebbero portato ad un rating eccellente, a spese di altri fattori che ne avrebbero minato la solidità, ma che non sarebbero stati rilevati dai modelli.
Sino a quando è stato troppo tardi.

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Nel giorno del ricordo

L'Italia è troppo spesso una nazione senza memoria. Per uno degli episodi più dolorosi della nostra storia, il Parlamento ha cercato finalmente di sollevare il velo di omertà, proclamando il 10 febbraio quale giornata del ricordo per la tragedia:
"La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale."

Non voglio nemmeno spendere parole sul colpevole silenzio della stampa e di troppi esponenti politici, con la meritoria eccezione del Presidente della Repubblica, fra i pochissimi politici che, almeno per un momento, è riuscito a superare la propria storia.

Per conoscere meglio la tragedia delle foibe, leggete il post di Hurricane53.

In maniera più esplicita, riguardo al lato politico della questione, condivido in pieno
oggettivista: nel giorno del ricordo, ricorda chi è il colpevole






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Petrolio, il combustibile pulito

Benzina e diesel sono i carburanti che producono meno gas serra: biodiesel ed etanolo, semplicemente, richiedono processi di lavorazioni che annullano ogni possibile vantaggio dato dall'assorbimento di anidride carbonica delle piante che vengono convertite in combustibile. Niente scorciatoie, insomma.
Nel frattempo, l'intervento statale sta causando un boom artificiale nella coltivazione di granoturco, impiegato nella produzione di etanolo, a spese delle superfici coltivate a grano, oltre che a spese del contribuente. Il risultato è il rischio di un raccolto ridotto negli USA, che non potrebbero più esportare grano a buon mercato verso i paesi in via di sviluppo: come previsto da alcuni, i sogni di gloria verde degli ambientalisti nei paesi ricchi stanno contribuendo ad affamare i poveri.


Hat tip:The Corner on National Review Online


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Chapeau - 2

Il nostro Presidente della Repubblica non mi ha mai entusiasmato: colpa del suo passato e della sua storia: uno può essere uno sciagurato, anche quando ha maniere impeccabili. Oggi, invece , si è dimostrato all'altezza del compito, dimostrando di aver sinceramente rinnegato almeno parte della propria storia: celebrando il 10 febbraio, giornata del ricordo delle foibe, ha consegnato 75 medaglie ai familiari di altrettante vittime ed ha ricordato le reazioni inconsulte della Croazia alla definizione di "pulizia etnica" data da Napolitano stesso nelle celebrazioni dello scorso anno.

Fonte: Corriere della Sera

Liberi, uniti e senza aspiranti balene?

Si è spesso scritto da queste parti quanto ci avrebbe fatto piacere un partito unico del centrodestra . Il momento sembra arrivato, finalmente. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potrebbe essere la nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.
In questo caso, Veltroni non avrebbe del tutto torto a definirla una operazione di maquillage. Se però si riuscisse a partecipare senza palle al piede, sarebbe il neodemocristiano sindaco di Roma a doverci spiegare in cosa la sua accozzaglia di apparati cattocomunisti, di esperti di propaganda e di intellettuali autodefinitisi "antropologicamente superiori" sarebbe migliore del partito delle Libertà

PS: Quasi inutile, se non per dovere di cronaca e lieve disgusto, commentare l'evidente pregiudizio contenuto nel titolo del Corriere. Ci si dimentica di quanto una svolta di questo tipo fosse stata reclamata a gran voce proprio dagli opinionisti del quotidiano, non viene analizzata la novità, né i suoi impatti sulla struttura politica italiana. No, si parla soltanto della "spaccatura" dovuta al rifiuto di Casini di accettare la realtà e si erige la ferita al narcisismo politico al rango di "crisi". Complimenti.

Hat tip: Calamity Jane

Liberi, uniti - e senza balene?

Si è spesso scritto da queste parti quanto ci avrebbe fatto piacere un partito unico del centrodestra . Il momento sembra arrivato, finalmente. Soprattutto se i cosiddetti" centristi" di Udc e Udeur verranno davvero lasciati fuori, potrebbe essere la nascita di un vero partito liberale e conservatore in Italia; una conseguenza parzialmente inattesa, vista l'offerta estesa anche all'UDC. Si continua a sperare che si tratti di offerta di pura cortesia e non di genuino desiderio.
L'unico rischio è che Pierfurby venga costretto dal partito a lasciar perdere i propri sogni di gloria come ago della bilancia e piegare la testa: in men che non si dica, ce lo ritroveremmo a capo di una corrente dedita all'evirazione ideologica del partito.

PS: Quasi inutile, se non per dovere di cronaca e lieve disgusto, commentare l'evidente pregiudizio contenuto nel titolo del Corriere. non viene analizzata la novità, né i suoi impatti sulla struttura politica italiana, né si ricorda quanto una svolta di questo tipo fosse stata reclamata a gran voce . No, si parla soltanto della "spaccatura" dovuta al rifiuto di Casini di accettare la realtà e si erige tale ferita al narcisismo al rango di "crisi".

Hat tip: Calamity Jane

martedì, febbraio 05, 2008

Niente palle al piede

Camelotdestraideale elogia il " realismo" di Fini, che vorrebbe una CdL in grado di "correre da sola", se lo facesse davvero anche il PD.
Forse, ma oltre ai gruppuscoli di estrema destra, sarebbe il caso di correre senza le serpi in seno - ossia i "centristi". Altrimenti prepariamoci al ribaltone al primo ricatto non soddisfatto, oppure a 5 anni di palude, come nella precedente legislatura. Rimane il fatto che il centrodestra rimane una coalizione, mentre sarebbe auspicabile una riunificazione sotto le bandiere, il programma e la disciplina di un'unica formazione politica. Possibilmente non troppo statalista, sia che si tratti dello stato in generale, che di quello di una certa Città d'Oltretevere

lunedì, febbraio 04, 2008

Inyqua, Teodori e Ferrara

Inyqua, Teodori e Ferrara. Perché se non ci fossero due fra questi tre, bisognerebbe inventarli.


Questo mi era sfuggito. Ma la lettura non può che confermarmi che Massimo Teodori è uno scrittore giornalista che amerei mi rappresentasse nella prossima legislatura. Ovunque fosse candidato. Ed ammesso che in questa italietta di atei devoti, di coglioni integralisti, di comunisti confusi, di fascisti senza palle e di imprenditori acritici, qualcuno lo voglia candidare...

Ce lo chiedevamo tutti

Ma il Partito democratico non doveva correre da solo? E invece no. Anche se Veltroni continua a sostenerlo e a ribadire quanto sia più audace di Berlusconi, che ancora si aggrappaa ad una "armata Brancaleone", il leader del PD si prepara allo sgambetto.


Hat tip: Camelot

Sussulti di civiltà

Bruno Berardi si candida alle elezioni. Pare che AN sia disponibile a garantire l'ingresso in Parlamento a coloro che possono dare testimonianza una diretta di quanto poco "formidabili" siano stati quegli anni, soprattutto peri familiari di coloro che vennero massacrati per aver difeso la libertà italiana, contro coloro che volevano annegarla in un mare di sangue per "salvarla" e che in troppi casi s'annidano oggi nel sottobosco governativo, dove continuano a fare propaganda.

Ha Tip: Orpheus

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